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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; sicurezza</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>A proposito di &#8220;sicurezza&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 19:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[In un paese che aspiri ad essere civile, la sicurezza sul lavoro dovrebbe essere anteposta ad ogni altro tipo di emergenza. Invece, le norme introdotte recentemente in materia di “sicurezza” si riferiscono ad altri ambiti della vita quotidiana, essendo evidentemente percepiti come urgenti dal legislatore. Mi riferisco alla legge recante &#8220;Disposizioni in materia di pubblica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/a-proposito-di-sicurezza-911096.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>In un paese che aspiri ad essere civile, la sicurezza sul lavoro dovrebbe essere anteposta ad ogni altro tipo di emergenza. Invece, le norme introdotte recentemente in materia di “sicurezza” si riferiscono ad altri ambiti della vita quotidiana, essendo evidentemente percepiti come urgenti dal legislatore. Mi riferisco alla legge recante &#8220;Disposizioni in materia di pubblica sicurezza&#8221;, meglio noto come “pacchetto sulla sicurezza”. Il decreto ha suscitato aspre polemiche ed è stato promulgato il 15 luglio scorso, non senza riserve, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il quale, come si legge sul link <a href="http://www.corriere.it/politica/09_luglio_15/napolitano_promulga_legge_sicurezza_con_preoccupazione_e9a9e7d4-714a-11de-b1fb-00144f02aabc.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/politica/09_luglio_15/napolitano_promulga_legge_sicurezza_con_preoccupazione_e9a9e7d4-714a-11de-b1fb-00144f02aabc.shtml</a>, “ha inviato una lettera al presidente del Consiglio e ai ministri dell&#8217;Interno e della Giustizia (e per conoscenza ai presidenti di Camera e Senato) in cui esprime «forti perplessità e preoccupazioni» sul provvedimento, in particolare sul reato di clandestinità e sulle ronde”.</p>
<p>Quindi, l’emergenza della sicurezza sul lavoro sembra passata in secondo piano, dopo essere stata alla ribalta in seguito ai gravi episodi accaduti alla ThyssenKrupp di Torino, allo stabilimento di Mineo, in provincia di Catania, e nella cisterna di Molfetta. Eppure, sui luoghi di lavoro si muore ogni giorno. Il macabro bilancio richiede aggiornamenti continui. Stando ai dati definitivi forniti dall’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro &#8211; <a href="http://www.inail.it">www.inail.it</a>) nel 2008 i decessi sui posti di lavoro sono stati 1.120, nel 2007 sono stati 1.207 rispetto ai 1.341 dell’anno precedente. “Si tratta di numeri stimati ma attendibili e semmai approssimati per difetto”: <a href="http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&amp;_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&amp;nextPage=News_prima_pagina/2008/INAIL/info-1705450248.jsp">http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&amp;_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&amp;nextPage=News_prima_pagina/2008/INAIL/info-1705450248.jsp</a>.</p>
<p>Il lavoro manuale, costituito dalle mansioni esercitate nelle fabbriche, nelle officine, nei cantieri, sulle strade, nei campi, il lavoro svolto da sempre nei luoghi della produzione materiale, è ormai un “lavoro ad alto rischio”. Infatti, l&#8217;impressionante bilancio delle “morti bianche” è un bollettino di guerra. Si calcola che nel mondo gli infortuni mortali sul lavoro, mi riferisco a quelli ufficialmente registrati, superano in modo inquietante le cifre dei decessi causati dal conflitto bellico in Iraq e dalle guerre in generale: <a href="http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&amp;_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&amp;nextPage=News_prima_pagina/2008/Infortuni/info-598367173.jsp">http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&amp;_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&amp;nextPage=News_prima_pagina/2008/Infortuni/info-598367173.jsp</a>.</p>
<p>Se non bastasse l&#8217;evidenza, ci sono sempre le varie statistiche a confermare che nei luoghi di lavoro è in corso un vero stillicidio. Le stime dell&#8217;Inail rivelano che le “morti bianche” riprendono ad aumentare, segnalando una recrudescenza del fenomeno. Così come continua a salire il numero degli incidenti non mortali. In Italia, ogni anno &#8211; rivela l&#8217;Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro &#8211; si conta all&#8217;incirca un milione di infortuni; di questi, oltre 30mila procurano invalidità permanenti. Questi sono solo alcuni dati. Ma le &#8220;morti bianche&#8221;, al di là delle circostanze casuali riconducibili a “tragiche fatalità”, recano quasi sempre precise responsabilità umane, in quanto esiste sempre qualcuno che non ha fatto tutto il possibile e il suo dovere per evitare quella morte o quell’incidente, una responsabilità precisa che andrebbe ricercata e perseguita.</p>
<p>In breve, le stragi sul lavoro possono essere collegate ai seguenti ordini di causalità: anzitutto i costi e la logica del profitto economico e del mercato, l&#8217;inasprimento delle condizioni di sfruttamento del lavoro in fabbrica e l&#8217;incremento del lavoro straordinario. In altre parole, la causa prima è la crescente precarizzazione delle condizioni di sicurezza, anzitutto ambientale, dei lavoratori. Invece, nell&#8217;agenda politica del governo la drammatica emergenza della sicurezza sui luoghi di lavoro è stata scalzata da altre priorità come la questione della sicurezza urbana e sociale, collegata strumentalmente al fenomeno dell&#8217;immigrazione &#8220;clandestina&#8221;.</p>
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		<title>Il governo si disinteressa ai problemi di salute e sicurezza dei cittadini</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 11:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/il-governo-si-disinteressa-ai-problemi-di-salute-e-sicurezza-dei-cittadini-911018.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-476" title="Felice Belisario" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/05/felice-belisario-150x150.jpg" alt="Felice Belisario" width="80" height="80" />“Grazie all’azione portata avanti dall&#8217;Italia dei Valori il Governo ha preso l’impegno di rivedere entro un anno tutta la disciplina delle royalties pagate dalle aziende che estraggono prodotti petroliferi dal nostro sottosuolo. Secondo l’IdV non è infatti sufficiente l’aumento dal 7 al 10 per cento disposto con la legge appena approvata dal Senato”. E&#8217; ciò che dichiara Felice Belisario, Presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato.<br />
<span id="more-1018"></span>“Solo in Italia le compagnie petrolifere pagano royalties così misere, le più basse al mondo &#8211; continua Belisario – che non bastano certo a compensare né i disagi né i pericoli, anche per l’ambiente e per la salute, che la presenza degli impianti di estrazione comporta. A questo proposito va sottolineato il disinteresse mostrato, a livello sia nazionale sia locale, dalle altre forze politiche che, al contrario di Italia dei Valori, non si sono minimamente mobilitate per ottenere maggiori garanzie ad esempio sulla questione dell’idrogeno solforato”.</p>
<p>“Come noto l’attuale normativa italiana consente emissioni di questo pericolosissimo e letale gas fino a 30 ppm, un livello sessanta volte superiore a quello raccomandato dall’OMS e già applicato negli Stati Uniti: una concentrazione che può causare danni irreversibili. Un ordine del giorno IdV che chiedeva di rivedere l’attuale disciplina non è stato approvato in Parlamento. Mi piacerebbe sapere cosa intendono fare le forze politiche lucane del Centrodestra per risolvere questi problemi. L’Italia dei Valori, comunque, non abbasserà la guardia.”</p>
<p>“Un apprezzamento particolare, invece – conclude Belisario – va rivolto al presidente della Regione Basilicata che ha espresso la sua netta contrarietà alla eventuale realizzazione di un impianto per l’energia nucleare sul territorio lucano, considerandola pericolosa, costosa e non al passo con le moderne tecnologie”.</p>
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		<title>Il boomerang: cause ed effetti</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 19:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Continueremo a fare gli stessi errori?) Man mano che un essere umano procede nel suo percorso terreno,  compie una serie di azioni che generano reazioni e conseguenze nel suo “habitat”: l’immagine classica del sasso che lanciato in uno stagno fa apparire cerchi sempre più ampi sull’acqua, sembra in questo caso un esempio appropriato e particolarmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/cultura-societa/il-boomerang-cause-ed-effetti-91903.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>(Continueremo a fare gli stessi errori?) Man mano che un essere umano procede nel suo percorso terreno,  compie una serie di azioni che generano reazioni e conseguenze nel suo “habitat”: l’immagine classica del sasso che lanciato in uno stagno fa apparire cerchi sempre più ampi sull’acqua, sembra in questo caso un esempio appropriato e particolarmente calzante.  Lo stesso si può affermare per gli eventi storici che coinvolgono l’umanità in generale, eventi in cui il principio causa-effetto domina sovrano.</p>
<p>Eppure, ascoltando i discorsi di tante persone, comprendiamo che a molti sfugge tale principio per cui non arrivano mai ad una visione d’insieme, ad un’efficace e razionale sintesi che potrebbe aiutare a risolvere gli attuali gravi problemi, evitando inutili discussioni, separazioni e conflitti.</p>
<p>E’ quello che accade in questi giorni quando si discute di crisi economica,  immigrazione clandestina, violenza e problema della sicurezza,  giustizia, privacy ed intercettazioni, inquinamento e problemi climatici, cibi adulterati, OGM e quant’altro: si parla, si parla, si protesta, ma non si riesce a cogliere i nessi che li accomunano. In realtà, infatti,  sono tutti “effetti”   di antiche “cause”, di errori fatti  in passato che purtroppo continuiamo a ripetere.  Il proverbio dice: &#8211; Errare è umano, ma perseverare è diabolico! -</p>
<p>Quali sono le cause dei mali attuali? Sfrenati interessi politico-economici e corruzione, cause sempre presenti in ogni periodo storico, ma oggi dilaganti per un crescente disprezzo verso i fondamentali principi etici.</p>
<p>La crisi economica è il risultato di disoneste speculazioni in campo finanziario, di assoluta mancanza di regole nel free trade  che dirotta capitali verso i paesi del terzo mondo non certo a vantaggio delle popolazioni, ma per sfruttare risorse  di vario genere, devastando ed inquinando l’ambiente, scatenando guerre,  odio, violenza, fame, malattie, ignoranza, violando diritti umani e civili. Ecco come nascono gli inarrestabili ed incessanti flussi migratori!</p>
<p>Individuate  le cause che producono gli attuali effetti, si dovrebbe quindi passare razionalmente alla fase  della soluzione dei problemi . Purtroppo non c’è la volontà di farlo nelle “caste” mondiali.</p>
<p>Come ha reagito qualche mese fa il mondo economico-finanziario, quando Obama,  nel suo discorso d’insediamento alla Casa Bianca, ha insistito sulla necessità di stabilire delle regole e ha parlato di solidarietà verso i più poveri, di rispetto verso l’ambiente, di chiusura di Guantanamo, di mano tesa verso l’Islam, di dialogo, di speranza da sostituire alla paura?   Borse giù a picco!</p>
<p>Passando poi all’Italia, qualche tempo fa i casi di stupro a Roma e i disordini causati dagli immigrati a Lampedusa , scatenarono una così grave ondata  di xenofobia  e paura da aprire la porta a soluzioni drastiche, come la militarizzazione delle città.  Oggi ancora insistiamo con simili soluzioni nei riguardi dei migranti.  E la criminalità organizzata che da sempre affligge il Sud quando verrà finalmente debellata?</p>
<p>Ci si chiede allora: -  In che modo si potrà dare l’alt all’imponente fenomeno storico delle migrazioni? -  Esso è stato causato dall’accumulo di errori fatti dagli occidentali attraverso i secoli con le loro spietate  politiche colonialistiche e neocolonialistiche, ora  anche“globalizzate”: è un boomerang  che si sta abbattendo sull’Europa e certamente l’Italia, con le sue estese, “abbordabili” coste, sarà il paese più coinvolto.</p>
<p>Continueremo a fare gli stessi errori, pensando di poter risolvere i problemi da soli?</p>
<p>E’ chiaro che il nostro paese da solo non potrà mai risolvere i problemi legati all’immigrazione se tutta l’Europa, anzi tutto il mondo cosiddetto “ occidentale”, non se ne farà carico stabilendo norme condivise, sempre nel rispetto dei diritti umani, ma punendo comunque i colpevoli  di qualsiasi colore e razza  quando s’infrangono le leggi.</p>
<p>I problemi vanno affrontati in modo civile, serio, concreto e razionale, con leggi eque, equilibrate e politiche internazionali che creino condizioni di vivibilità nei paesi poveri e che facilitino processi di integrazione  per tutti gli immigrati onesti  nei paesi ricchi.</p>
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		<title>Salvatore Mammola: Anche a Messina le baby gang portano il panico nel centro cittadino</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 17:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/sicilia/salvatore-mammola-anche-a-messina-le-baby-gang-portano-il-panico-nel-centro-cittadino-91708.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>&#8220;Anche a Messina si scatenano le baby gang, aggressioni e furti nel cuore della città – così una nota del Segretario cittadino dell’Italia dei Valori, Salvatore Mammola. È proprio così  per i ragazzi è rischioso  passeggiare tra Piazza Cairoli, la Via dei Mille e Viale San Martino, senza rischiare di tornare a casa senza scarpe, senza  giubotto e/o senza cellulare e  senza soldi; tutto ciò se va bene, altrimenti si rischia di tornare a casa anche con qualche occhio nero.&#8221;</p>
<p>&#8220;Perché non istallare telecamere, inizialmente, nel centro cittadino così da garantire la sicurezza di  ragazzini, donne ed anziani? &#8221; &#8211; Questa è la domanda  che si pone Salvatore Mammola e che pone anche a tutti a tutti i nostri Amministratori ed agli Alti Rappresentanti delle Forze dell&#8217;Ordine. &#8220;Sicuramente non basta  l&#8217;attività svolta da due Poliziotti ed un Carabiniere, che a piedi più volte coprono l’intera zona loro assegnata, che si alternano tra la mattina ed il pomeriggio compiendo i proprio dovere e rischiando in prima persona.  L&#8217;apporto di sistemi elettronici eviterebbe &#8211; prosegue salvatore Mammola &#8211; che questa violenza di adolescenti diventi un fenomeno dilagante.&#8221;   &#8220;I politici, gli Amministratori e le Forze dell&#8217;Ordine  devono mantenere il controllo del territorio, poichè ogni qualvolta questo viene a mancare, si lascia spazio al far-west.&#8221;</p>
<p>&#8220;Pertanto &#8211; il dipietrista Salvatore Mammola &#8211; chiede a tutti i Segretari di partito, al Sindaco ed ai rappresentanti  di Polizia e Carabinieri che nei prossimi giorni si costituisca un tavolo tecnico per dare una risposta concreta ai cittadini, almeno su questo problema che non ha alcun colore politico.&#8221;</p>
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		<title>L&#8217;Italia dei Valori voterà no al pacchetto &#8220;insicurezza&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 22:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interni/litalia-dei-valori-votera-no-al-pacchetto-insicurezza-91451.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>Pescara, 11 maggio 2009. &#8220;Noi voteremo no a questo pacchetto dell&#8217;insicurezza che non mette soldi, non mette mezzi e non mette strutture per combattere la criminalita&#8217;&#8221;. Lo ha dichiarato Antonio Di Pietro parlando del pacchetto sicurezza. &#8220;Quel pacchetto &#8211; ha aggiunto Di Pietro &#8211; realizza l&#8217;apartheid, lo schiavismo, lo squadrismo e la xenofobia. Permette a tutti i reati di andare in prescrizione, pensa di risolvere tutto con un po&#8217; di sceriffi da far west o di buttare a mare un po&#8217; di gente che viene dall&#8217;altro mondo. Noi vogliamo un pacchetto sicurezza che permetta di avere la certezza del diritto, la certezza della pena, i fondi per combattere la criminalità. Tutto questo non c&#8217;è&#8221;.</p>
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