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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; napoli</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>Napoli, sabotaggio a colpi di rifiuti</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 11:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stanotte, tornavo a casa dopo aver suonato alla libreria Treves in piazza del Plebiscito&#8230; quando, dai quartieri spagnoli, è partita una &#8220;strana protesta&#8221; a cui ho assistito&#8230;e che è andata avanti fino a tarda notte. Non aveva il sapore di una rivolta po&#8230;polare, ma di una manovra organizzata, c&#8217;erano ragazzini, gran parte minorenni, che nemmeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/campania/napoli-il-sabotaggio-a-colpi-di-rifiuti-912746.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div id="_mcePaste"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/rifiuti144.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2747" title="rifiuti144" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/rifiuti144-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Stanotte, tornavo a casa dopo aver suonato alla libreria Treves in piazza del Plebiscito&#8230; quando, dai quartieri spagnoli, è partita una &#8220;strana protesta&#8221; a cui ho assistito&#8230;e che è andata avanti fino a tarda notte. <span id="more-2746"></span>Non aveva il sapore di una rivolta po&#8230;polare, ma di una manovra organizzata, c&#8217;erano ragazzini, gran parte minorenni, che nemmeno sapevano quello che stavano facendo, MANOVRATI DA DONNE E UOMINI ADULTI, SUI MOTORINI, CHE MINACCIAVANO I TURISTI CHE FOTOGRAFAVANO E NOI, CHE CERCAVAMO SPIEGAZIONI. Hanno aperto tutta la spazzatura&#8230;la nostra &#8220;famosa monnezza&#8221;&#8230;che giace sull&#8217;asfalto di Napoli&#8221;&#8230;TUTTAVIA SIGILLATA CON CURA DAI COMMERCIANTI E DA MOLTI CITTADINI, CHE INTANTO HANNO INIZIATO LA DIFFERENZIATA GIA&#8217; DA TEMPO, PER EVITARE CHE NE FUORIUSCISSE LA PUZZA, CHE VI ASSICURO E&#8217; INSOPPORTABILE, IN ATTESA DI PROVVEDIMENTI DA PARTE DELLE AUTORITA&#8217; COMPETENTI. Insomma&#8230;queste persone&#8230;hanno riversato tutto per strada, rifiuti di ogni genere, lungo tutta via Toledo e sotto la galleria Umberto I &#8230;con l&#8217;obiettivo di mischiare la differenziata con l&#8217;indifferenziata! IN UN CLIMA DI GUERRA! Si scambiavano msg tra loro tipo: &#8220;PORTA A PORTA DEVE PASSARE DI QUA, METTETELI QUA!!!&#8221; &#8230;e poi: &#8220;FACIMM&#8217; &#8216;O BRUDELL&#8217;&#8230;FACIMMEL&#8217; CARE&#8217; &#8216;A ISSO E STI LOTE CHE L&#8217;HANNO VUTATO&#8230;CHILL&#8217; VENEN&#8217; CU &#8216;E TELEVISION&#8217; E &#8216;O SCASSAMM&#8217;&#8230;FACIT&#8217; AMBRESS!&#8221; (Facciamolo cadere, sia lui che quelle merde che lo hanno votato, quelli vengono con le telecamere, lo sputtaniamo, fate presto!) Aprivano i sacchetti che scendevano di casa, dove dentro c&#8217;era di tutto, e li lanciavano sui cartoni ben raccolti e legati, slegando ogni sacchetto di umido per poi riversarli su carta, alluminio e plastica! Ho assistito al dietrofront dei carabinieri!! Non ero solo, c&#8217;erano altri testimoni con me. Le forze dell&#8217;ordine hanno visto, erano a pochi metri, ma non hanno affrontato quello che doveva essere un intervento di ORDINE PUBBLICO! AVREBBERO TRANQUILLAMENTE POTUTO EVITARE QUELLO CHE POI</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; SUCCESSO!!! (ci sono molti video prova su quello che è accaduto successivamente, la protesta(?) era appena iniziata) MA NON LO HANNO FATTO!!! PERCHE&#8217;&#8230;.??!! PERCHE&#8217; i carabinieri non fermano 200 persone sui motorini, senza casco, che organizzano una guerra civile MIRATA, UN SABOTAGGIO, vestito da protesta di popolo? Come mai quando i senza lavoro, i precari, danno fuoco ai cassonetti per la disperazione, o protestano, vengono presi a manganellate, arrestati, picchiati e schedati e ieri, invece, hanno fatto dietrofront?!! Io c&#8217;ero&#8230;ho visto con i miei occhi! E poi? Poi minacce contro di me, anche pesanti! E&#8217; una manovra contro De Magistris! NE SONO TESTIMONE! In fede: Antonio De Carmine &#8211; principe ps: Resto del parere che l&#8217;altra parte di Napoli non vada tutta combattuta&#8230;ma vada sensibilizzata, curata, guarita, aiutata, perchè tra i quartieri spagnoli e Rua Catalana io ci sono nato&#8230;cresciuto&#8230;e&#8230;ho spesso ricevuto minacce&#8230;ma tuttavia oggi, ve lo assicuro, i malavitosi sono diminuiti rispetto a qualche decennio fa&#8230;sono molto meno! FIDATEVI! E quelli che, invece, possono e voglio cambiare, sono aumentati, SONO MOLTI DI PIU&#8217;! E con la parola&#8230;la speranza&#8230;ma&#8230;accompagnata dai FATTI, scuole, scuole ,scuole!!! Con i politici seri, con politiche sociali e programmi di recupero VALIDI, con le giuste donne e con giusti uomini, tutto questo&#8230;si può!!! Ma tutti i napoletani devono continuare a partecipare! ANCHE INDIVIDUALEMENTE! Io lo faccio DENUNCIANDO, lo faccio da una vita anche con quello che è il mio lavoro: LE CANZONI&#8230;scusate se è poco&#8230;e scusate se lo chiamo lavoro! Insieme ad altri amici, abbiamo portato molti ragazzi da questa parte, lontano dalle mafie, dalle famiglie colluse, dalla malavita, più di quanti ne abbattevano le armi da fuoco&#8230;l&#8217;eroina&#8230;e l&#8217;arruolamento nei clan&#8230; in questa città! Penso sempre che forse tra loro ci sarei potuto finire io&#8230; perchè, spesso, a Napoli&#8230;è una questione di fortuna* A PROPOSITO,</div>
<div id="_mcePaste">SCOMMETTIAMO CHE STANOTTE SI REPLICA&#8230;NON LONTANO DA QUI?</div>
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		<title>“IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA”</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 19:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(I bambini e l’amore) Il film di Luc e Jean-Pierre  Dardenne “Il Ragazzo con la Bicicletta” (Le Gamin au Vélo), vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2011, sta riscuotendo notevoli consensi di pubblico e critica anche in Italia. Il tema dell’infanzia abbandonata ed incompresa, tema molto presente sia in letteratura che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/%e2%80%9cil-ragazzo-con-la-bicicletta%e2%80%9d-912622.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div id="_mcePaste"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Il-ragazzo-con-la-bicicletta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2623" title="Il ragazzo con la bicicletta" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Il-ragazzo-con-la-bicicletta.jpg" alt="" width="188" height="268" /></a>(I bambini e l’amore)</div>
<div id="_mcePaste">Il film di Luc e Jean-Pierre  Dardenne “Il Ragazzo con la Bicicletta” (Le Gamin au Vélo), vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2011, sta riscuotendo notevoli consensi di pubblico e critica anche in Italia.</div>
<div id="_mcePaste">Il tema dell’infanzia abbandonata ed incompresa, tema molto presente sia in letteratura che a cinema, è trattato dai fratelli Dardenne  con grande sensibilità e una drammaticità essenziale che non cade mai  in facili toni mélo, ma preferisce un linguaggio asciutto e realistico, molto efficace nel delineare i personaggi.<span id="more-2622"></span></div>
<div id="_mcePaste">Il protagonista, Cyril ( Thomas Doret), un ragazzo di 12 abbandonato in una casa-famiglia, non si rassegna  a stare da solo, continua disperatamente a cercare il padre, lo trova e non riesce ad accettare la dura realtà: per il padre egli non è altro che un peso.</div>
<div id="_mcePaste">Cyril si ribella, sfoga la sua rabbia pedalando la sua bici per la città come un forsennato, ma alla fine anch’egli dovrà scegliere tra bene e male, trovare una strada nella vita: da un lato c’è Wes (Egon Di Matteo), ragazzo violento, ladro e spacciatore di droga, dall’altro Samantha (Cécile De France), gentile e sensibile parrucchiera disposta a fargli da madre. Per fortuna  fa la scelta giusta e il film si conclude con un happy ending che tuttavia fa riflettere in modo critico sugli aspetti negativi della società.</div>
<div id="_mcePaste">In un’intervista Luc Dardenne ha dichiarato che l’idea del  film è nata durante un viaggio in Giappone ascoltando la storia di un ragazzo che, abbandonato in un orfanatrofio, ha continuato a cercare invano il padre  per anni ed è poi diventato un gangster. Allora in Luc e Jean-Pierre è nata l’idea di raccontare una specie di favola moderna con un finale positivo, immaginando che quel ragazzo si salvasse incontrando una donna amorevole e materna.</div>
<div id="_mcePaste">Luc pertanto ha concluso il discorso dicendo: &#8211;  Il film è’ una bella storia a lieto fine, ma getta anche uno sguardo critico sulla società e sul tipo di adulti che siamo, schiavi della riuscita, della celebrità e della ricchezza, incapaci di posare il nostro sguardo sull’altro, pronti a sacrificare i bambini perché i bambini ci fanno paura, perché rappresentano quello che verrà dopo di noi -.</div>
<div id="_mcePaste">Ci auguriamo che questo duro giudizio  riguardi solo una piccola parte dell’attuale società, poiché se non saremo più capaci di dare amore ai bambini nelle nostre famiglie, oppure di trovare persone sensibili disposte ad adottarli, allora davvero non ci sarà alcuna speranza per il futuro dell’Umanità.</div>
<div id="_mcePaste">Da insegnante napoletana, inoltre, ho pensato ad  altri film, come “Certi Bambini” dei fratelli Frazzi e “Scugnizzi” di Nanni Loi, focalizzati sui drammatici problemi dei ragazzi nei quartieri  “a rischio” il cui destino spesso è segnato da miseria, ignoranza e criminalità. Là c’è bisogno non solo di amore in famiglia (forse quello non manca), ma dell’amore e dell’interesse di tutta la società, capace di attivarsi per offrire un’alternativa attraverso  SCUOLA , LAVORO, LEGALITA’.</div>
<div id="_mcePaste">Apprezziamo pertanto il vento del cambiamento che soffia a Napoli:  la speranza  che il nuovo sindaco, Luigi De Magistris, cominci proprio dalla scuola, come ha già  dimostrato nel voler incontrare gli insegnanti delle elementari.</div>
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		<title>A Luigi De Magistris da un cittadino che ama Napoli</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 14:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettere alle Eccellenze di un Paese Malato Eccellenza illustrissima, chi le scrive è un napoletano che ha sempre avuto nel cuore questa nostra città e che non si è mai risparmiato nell’offrirle, sia in termini affettivi che operativi, la propria incommensurabile dedizione e che in sede sociale ha interpretato questo bisogno dedicandosi totalmente al collateralismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/lettere/a-luigi-de-magistris-da-un-cittadino-che-ama-napoli-912612.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Immagine.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2613" title="Immagine" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Immagine.jpg" alt="" width="263" height="185" /></a>Lettere alle Eccellenze di un Paese Malato</span></strong></p>
<p>Eccellenza illustrissima,</p>
<p>chi le scrive è un napoletano che ha sempre avuto nel cuore questa nostra città e che non si è mai risparmiato nell’offrirle, sia in termini affettivi che operativi, la propria incommensurabile dedizione e che in sede sociale ha interpretato questo bisogno dedicandosi totalmente al collateralismo cattolico.</p>
<p>Oggi che il buon Dio ha dato a molti la capacità di guardare, con disincanto e spirito finalmente libero, alla cosa pubblica ed alle sorti della nostra città, riservando a lei il compito più arduo, sento di doverle affidare una preghiera che non vuole essere un saccente contributo.<span id="more-2612"></span></p>
<p>Quanto di seguito riportato, se vorrà, potrà essere risolto nei canonici cento giorni e non comporterà enormi aggravi di spesa.</p>
<p>Tanto per dare un segnale, che tantissimi suoi elettori attendono, sarebbe opportuno partire dai dipendenti municipali, per intenderci, da quella pletora enorme dei suoi prossimi dipendenti che tutto sanno in termini di diritti e difficilmente sanno in doveri.</p>
<p>Si potrebbe iniziare dai vigili urbani, da quei fantasmi che oggi più che mai affollano il “Corpo di Polizia Municipale” che dovrebbero esercitare le funzioni di ausiliari di pubblica sicurezza con la qualifica di Agenti di P.S. per la quale hanno in dotazione anche un’arma da fuoco; non si è mai accorto che nelle loro fondine spesso la pistola è assente?, forse pesa troppo. Sì, veri fantasmi che, nonostante il loro non trascurabile numero d’organico, risultano praticamente assenti sul territorio.</p>
<p>E’ una questione d’imboscamento o la cattiva gestione degli stessi da parte di un comandante non all’altezza?</p>
<p>Anche se non direttamente dipendenti della pubblica amministrazione il discorso va esteso agli ausiliari del traffico, quei cosiddetti “vigilino” che nulla fanno per controllare l’occupazione delle strisce blu. Vi sono zone della città dove le macchine distributrici di tagliandi per la sosta non hanno fatto mai o quasi biglietto.</p>
<p>Da questi si può benissimo passare senza soluzione di continuità ai netturbini preposti allo spezzamento che, salvo alcuni, anche se presenti sul territorio risultano inattivi lo si vede dal pattume presente sui marciapiedi, mi scusi ma questi non dovrebbero pure ripulire il territorio a loro affidato dalle tantissime ‘cacate’ di cani e non solo che ne fanno un vero campo minato dove passare e restare incolumi è una ‘botta’ di fortuna.</p>
<p>C’è da chiedersi pure di quanti giardinieri dispone il comune visto che quando viene collocata una fioriera o una pianta è inevitabile che muoia d’arsura?</p>
<p>A questo punto, visto che le responsabilità ricadono sui dirigenti, perché non si passa in modo serio alla loro valutazione e se risulta insufficiente alla loro rimozione?</p>
<p>Lasciando ora la problematica dei dipendenti un altro aspetto da considerare con la massima attenzione è il degrado in cui versano i nostri marciapiedi, là dove esistono, già non sufficientemente ampi risultano impraticabili sia per il parcheggio selvaggio di moto e motorini che per la presenza di un ambulantato più o meno autorizzato che con l’esposizione della loro mercanzia rendono veramente difficile il transito pedonale. Per questi concittadini e non, che hanno di fatto problemi di vera sopravvivenza, si potrebbero creare dei mercatini sulle pertinenze dei tanti demani pubblici in molte zone della città, oggi destinate ai soliti privilegiati. A mo’ d’esempio, ha presente Eccellenza il chiostro adiacente la Posta Centrale, già esempio mirabile della Cittadella Olivetana, parzialmente distrutta dalla megalomania fascista che ospita auto private dei dipendenti non si sa bene di quale pubblica amministrazione? Ebbene, una volta reso libero, potrebbe accogliere tutte quelle bancarelle che stanno in zona. Al più si tratterebbe di attrezzarli con gazebi per accogliere questi poverissimi esercizi commerciali.</p>
<p>Restando nell’ambito del commercio un discorso tutto a parte dovrebbe essere fatto per gli esercizi dei signori con gli occhi a mandorla. Da napoletano sa bene dov’è “la Maddalena” e la Duchessa”, ricorda quando si andava per acquistare vantaggiosamente il corredo per la neve o il mare?, oggi è totalmente un dominio cinese. Ma la cosa peggiore è che nessuno dei loro esercizi rispetta il suolo pubblico. I marciapiedi, infatti sono delle vere appendici dei loro negozi, ingombri di mercanzie e impraticabili per il cittadino.</p>
<p>Volendo poi passare ad un altro importante argomento, che già è stato oggetto delle sue esternazioni, si deve affrontare il problema della manutenzione in particolare quella stradale.</p>
<p>Deve convenire che nelle passate amministrazioni sono stati attribuiti lavori a ditte di “famigli” dalle dubbie capacità  che hanno realizzato lavori a dir poco delinquenziali, non certo a regola d’arte e che andrebbero interdette per sempre. Non crede Eccellenza che si dovrebbe procedere ad una rivisitazione degli stessi e far perseguire questi lestofanti dalla Giustizia visto che si sono avvantaggiati di pubbliche risorse? Senza però assolvere o dimenticare la posizione dei tecnici comunali che sono stati preposti alla vigilanza di quei lavori e che non si sono accorti di nulla. Per questi vi è l’ipotesi di altri reati e molto più gravi vero?</p>
<p>Al momento finisco qui Eccellenza, se riuscirà a dare queste risposte vedrà che i napoletani saranno orgogliosi della loro scelta.</p>
<p>Cordialmente suo. Luigi Malfi</p>
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		<title>Sessantacinquepercento per Luigi?!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 13:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/attualita/sessantacinquepercento-per-luigi-912605.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><strong><em><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/de-magistris_32.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2606" title="de-magistris_32" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/de-magistris_32-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></span></em></strong></p>
<p>Mai avrei sperato tanto. Anche per scaramanzia ero emotivamente prudente sull&#8217;esito del ballottaggio, ma nelle scorse settimane due pezzi grossi del PDL mi avevano assicurato in due circostanze diverse e con tono mogio: &#8220;Abbiamo i nostri sondaggi, netti: al secondo turno De Magistris vince senza problemi &#8220;.</p>
<p>Altroché. Pare proprio che ci avviciniamo alle sequenze finali della storia del Regno di Mangionia di Gianni Rodari: &#8220;Il primo re mangiava anche il piatto, il secondo la minestra con tre cucchiai d&#8217;oro, poi Mangione Terzo detto l&#8217;Antipasto, Quarto detto Cotoletta, Quinto detto il Famelico, Sesto lo Sbranatacchini, Settimo detto &#8220;Ce n&#8217;è ancora?&#8221; che mangiò anche la corona, Ottavo detto Crosta di Formaggio che non trovò più niente e mangiò la tovaglia, Nono che si mangiò il trono e tutti i cuscini. Così la dinastia finì.&#8221;<span id="more-2605"></span></p>
<p>Sono sempre stato sicuro, siamo sempre stati sicuri, che questa dinastia presto o tardi avrebbe cominciato a finire, e finirà, a Napoli, a Milano, a Trieste e Cagliari (altri due bellissimi risultati), perfino a Cassino (altro sindaco IdV) e altrove &#8211; vogliamo troppo bene a questo nostro malridotto paese per non esserne convinti. Ma sarà bene che non ci s&#8217;inebri troppo, perché il governo le proverà tutte per restare attaccato nelle sue varie metamorfosi al potere &#8211; coi suoi soldi, con i suoi media, con l&#8217;uso spudorato della menzogna. Né dobbiamo sottovalutare il masochismo del centro-sinistra, che già troppe volte ha buttato alle ortiche la fiducia ottenuta dai cittadini. A Napoli il PD e anche Vendola hanno da meditare una lezione impartita da Luigi De Magistris, dall&#8217;Italia dei Valori e gli altri partiti che l&#8217;hanno subito sostenuto, e soprattutto dalla città.</p>
<p>Perché sappiamo bene che il Regno di Mangionia prospera da tempo grazie a una dinastia di centro-destra ma anche grazie a una più piccola ma non meno feroce di centro-sinistra. Il successo di Luigi è tutto nell&#8217;aver capito questo, e l&#8217;averlo detto a voce alta.</p>
<p>*  deputato al Parlamento europeo &#8211; vice Presidente del Gruppo ADLE (Alleanza dei liberali e democratici per l&#8217;Europa) e capo delegazione dell&#8217;Italia dei Valori</p>
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		<title>Sobrietà e serietà</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 15:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/politica/sobrieta-e-serieta-912466.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>Un Berlusconi che invita i suoi alla sobrietà, a meno personalismi, appare davvero inquietante. Viene infatti subito da chiedersi da che pulpito venga la predica. Il cavaliere si appella alla sobrietà, proprio lui che degli eccessi è primatista mondiale anche senza mettere nel conto le feste di Arcore. Napoli affonda nei rifiuti, il governatore della Campania Caldoro è assediato nel suo palazzo dagli uomini del coordinatore regionale Pdl Cosentino a sua volta assediato dai tanti mandati di cattura che lo stanno tampinando da mesi. <span id="more-2466"></span>Le baruffe vesuviane della Mussolini con la Carfagna che dichiara di volersi dimettere denunciando una lotta di potere senza esclusione di colpi all’interno del Pdl campano e non solo ma poi sembra ripensarci. Dinanzi a tutto questo, Berlusconi rifila il suo solito pistolotto telefonico a Ballarò  per dire che tutte le sue promesse sono state mantenute. Basterebbe chiederlo agli osservatori europei se non agli stessi napoletani, se non a tutti coloro che vedono su tutti i media del mondo una città bellissima come Napoli  costretta a vivere una emergenza sconvolgente. Eppure Berlusconi invita paradossalmente alla sobrietà. Sobrietà vorrebbe che chi ha la faccia di bronzo non la esponesse in pubblico per troppo tempo.<br />
Ci vuole una bella faccia anche a giocare su più tavoli come fa Casini. In questi giorni va proponendo un governo d’armistizio finanche guidato da Berlusconi. Per carità, prima il cavaliere dovrebbe dimettersi e poi lavorare ad un governo tutto nuovo con tante belle priorità vere ma con dentro anche l’Udc. A prescindere da Bossi e dai suoi che ringhiano non  appena sentono nell’aria odore di antica o nuova democristianeria, la strategia ondivaga di Casini, Cesa e compagnia non porta lontano. Così facendo l’Udc rischia d’essere travolta dalle macerie del crollo di quel “regime” berlusconiano che sta vivendo il suo declino inarrestabile. Viene proprio da auspicare che  l’ Udc a livello nazionale tenga presente e mutui quel modello  Marche con Pd e IdV che spesso e volentieri viene  decantato da Casini e Cesa..<br />
Serietà esige infatti una linearità di comportamenti , un confronto leale e costruttivo con tutte quelle forze che senza infingimenti e senza trasformismi vogliono davvero che questo Paese cambi, che i suoi veri problemi vengano affrontati concretamente. I cassintegrati, i giovani senza lavoro, i precari, i pensionati al minimo non ne possono più di artifizi e manfrine. Serietà esige che chi ha a cuore il bene dell’Italia non giochi su più tavoli ma si assuma fino in fondo le proprie responsabilità.</p>
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		<title>Governance del territorio: è ancora possibile in Campania?</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 14:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 12 novembre  si è svolto a Napoli un convegno sul tema “Governance Territoriale”. Relatori: G. Biondi, A. Cozzolino, T. D’Aponte, B. Gravagnuolo, U. Marani, G. Cundari. Moderatore: A. Velardi. Presente al dibattito anche l’on. A. Bassolino Le riflessioni dei presenti, considerate come “note a margine”  sul volume “Pianificazione, Paesaggio, Governo del Territorio” di G. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/governance-del-territorio-e-ancora-possibile-in-campania-912445.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/11/governance.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2446" title="governance" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/11/governance.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>Il 12 novembre  si è svolto a Napoli un convegno sul tema “Governance Territoriale”. Relatori: G. Biondi, A. Cozzolino, T. D’Aponte, B. Gravagnuolo, U. Marani, G. Cundari. Moderatore: A. Velardi. Presente al dibattito anche l’on. A. Bassolino<br />
<span id="more-2445"></span><br />
Le riflessioni dei presenti, considerate come “note a margine”  sul volume “Pianificazione, Paesaggio, Governo del Territorio” di G. Cundari, hanno messo in evidenza la necessità di un nuovo meridionalismo che parta da una governance “campana” intesa come coordinamento dei vari soggetti operanti sul territorio, istituzionali e non, pubblici e privati, al fine di promuovere lo sviluppo locale sostenibile. Secondo i relatori, potenziando le capacità del “sistema territorio” a livello economico, politico e culturale, sarà finalmente possibile pensare, progettare ed operare mediante una visione unitaria. Senza tali  premesse,      l’ attuazione dei progetti in tempi brevi è impossibile per il gap tra pianificazione e politica. Occorre inoltre un’etica delle responsabilità condivise: fare politica secondo Plutarco, “è obbligo morale per chi ha il senso dell’etica”( Biondi).</p>
<p>Rilevante il tema della vivibilità delle città alle quali bisogna  “restituire centralità” con politiche innovative su paesaggio, manutenzione e conservazione, seguendo l’esempio di altri paesi europei, per cui occorrono nuove leggi per potenziarne la vivibilità e far così affluire i fondi europei (D’Aponte, Cozzolino). Imperante è pertanto  il bisogno di una maggiore concretezza, poiché un progetto è valido solo se è fattibile, senza confusione tra” logico ed  ideologico”(Gravagnuolo) e quindi i successi urbanistici europei, in particolare quelli di Berlino e Barcellona, più volte citati anche nel libro di G. Cundari, sono molto lontani dalla nostra realtà,  proprio per mancanza di governance territoriale (Marani).</p>
<p>I relatori, pertanto, pur evidenziando palesi insuccessi ( come la gestione rifiuti), hanno elencato alcuni importanti risultati: ampliamento della metropolitana, iniziative culturali (nuovi musei, Forum delle Culture, ecc) e soprattutto il primo Piano Regionale, varato nel 2008.</p>
<p>L’incontro si è concluso con un lungo discorso di Bassolino che  ha individuato tra le principali cause dei fallimenti un’ottica molto provinciale rispetto all’apertura mentale dei paesi europei, la conflittualità tra i partiti, il rifiuto di condividere pesanti responsabilità, l’assenza di investimenti e soprattutto una” governance che non è in Campania, ma fuori di essa”. Conclusione alquanto sibillina, poiché molti non addetti ai lavori, come la sottoscritta, si sono chiesti “e allora dov’è ora questa governance?”. Come si può lasciare che una città come Napoli perisca tra i rifiuti?</p>
<p>Il convegno sembrava concluso, quando un piccolo imprenditore con insistenza ha chiesto la parola ed ha iniziato il suo discorso, affermando: &#8211; Mi son reso conto dei cambiamenti in atto quando i miei dipendenti si son schierati a destra, mentre io continuo a sostenere la sinistra  -.  Che dire? La gente è confusa e forse lo è anche il mondo politico. Forse più che chiedersi  “che cos’è di destra e cos’è di sinistra”(come nella famosa canzone di Gaber), bisognerebbe saper distinguere  tra “ giusto e ingiusto, legale e illegale, onesto e disonesto”. Le ideologie sono crollate sotto i colpi delle speculazioni economico-finanziarie globalizzate che ingoiano i risparmi di tanta gente e buttano sul lastrico i lavoratori europei dislocando la produzione nei paesi sottosviluppati nei quali sfruttano manodopera a basso costo, risorse locali e quant’altro. Forse è arrivato il momento d’individuare obiettivi trasversali perseguibili da “tutti i politici onesti”aldilà dei diversi schieramenti: lotta contro criminalità, corruzione e sistema clientelare, difesa dei diritti conquistati dai lavoratori, nonché di quelli umani e civili, cambiamento di rotta nelle politiche nazionali ed internazionali. Come si può avere la governante di un territorio, a livello regionale e nazionale, senza tali premesse?<br />
Così mentre il film di Martone “Noi Credevamo” dimostra con una seria ricostruzione storica il contributo di lacrime e sangue di tanti meridionali che lottarono per l’unità della nazione, noi diciamo “basta,  cerchiamo di cambiare musica!”  Quali gli strumenti? Forse istruzione, occupazione, legalità, maggiore equità sociale…. tanto per iniziare? E allora se il Sud è ancora una parte d’Italia, perché ridurlo solo ad un “serbatoio” di voti per la politica?</p>
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		<title>Sono sempre i migliori che se ne vanno&#8230;ciao Guido!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 15:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/politica/sono-sempre-i-migliori-che-se-ne-vanno-ciao-guido-912427.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/11/Bertolaso_Berlusconi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2426" title="Bertolaso_Berlusconi" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/11/Bertolaso_Berlusconi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono sempre i migliori che se ne vanno: l&#8217;11 novembre Bertolaso smette di essere capo della Protezione Civile e sottosegretario perchè va in pensione. A dare il triste annuncio è il Presidente del Consiglio che, con cordoglio, da Palazzo Chigi afferma: &#8220;E’ una perdita rilevante e importante, che sentiremo&#8221;. Poi, subito, quasi a voler rasserenare gli animi dei più, prosegue: &#8220;Stiamo cercando di trovare un modo che ci consenta di proseguire la collaborazione per continuare ad avvalersi della sua capacità superlativa&#8221;.<span id="more-2427"></span></p>
<p>Eh si, perchè di uno così non puoi farne a meno. E allora proviamo a ripercorrere l&#8217; iter lavorativo di Guido, un&#8217; iter molto simile a quello di una &#8220;meteorina&#8221;&#8230;no, non quelle di Fede e con cui cui ama divertirsi il Premier! Mi riferisco alle meteore vere: da cometa ad oblio.</p>
<p>La nostra cometa è figlia di un generale dell’aereonautica e capisce ben presto che la carriera di medico gli va alquanto stretta: lui ama costruire squadre speciali e intervenire nelle situazioni difficili. I suoi primi passi li muove in Thailandia organizzando ospedali da campo, poi in Africa e in America Latina. I suoi biografi dicono che fosse portato in un palmo di mano da Emilio Colombo, che Andreotti gli spianò la strada della cooperazione internazionale, che Beniamino Andreatta avesse un debole per lui.</p>
<p>Bertolaso inizia il suo percorso con Prodi, ma deve la sua fortuna a Silvio Berlusconi. Infatti, per quanto concerne i rapporti con lo schieramento democratico per due volte il centro-sinistra lo mise a capo della grandi emergenze e per due volte fu costretto a lasciare l’incarico. Memorabile in questo senso il suo scontro con Pecoraro Scanio, che molti ritengono all’origine dei problemi attuali di Napoli, e che lo portò nel 2007 a lasciare l’incarico di commissario per la gestione rifiuti della Campania.</p>
<p>Quando arrivò Berlusconi, il prefetto Gianni De Gennaro aveva istruito la pratica e avviato quel risanamento che poi Bertolaso completò. E&#8217; in questo periodo che Bertolaso &#8220;sfonda&#8221; dal punto di vista mediatico, da cometa diviene meteora e corre ad una velocità pazzesca. I riflettori di tutte le tv lo inquadrano mentre provvede a ripulire la città sotto l&#8217;occhio vigile del Presidente del Consiglio, che effettuava le visite di controllo una volta la settimana, tra una comparsata da Noemi e l&#8217; altra si intende. Il capo della protezione civile diviene così l’interprete più autentico della filosofia del Premier: la filosofia del fare (o del &#8220;farsele&#8221;, a seconda dei casi).</p>
<p>Ma le cose cambiano rapidamente: il terremoto dell’Aquila e le polemiche per la ricostruzione le ricordiamo tutti, come ricordiamo tutti le vicende della Maddalena ed il battibecco con il segretario di Stato americano Hillary Clinton dopo il terremoto di Haiti. A questo punto, il meteoroide Bertolaso è già vicino al tracollo. Lui questo malessere lo avverte, tant&#8217; è vero che per curarsi segue la terapia del Presidente che, visto l&#8217; ottimo stato di salute, deve essere una vera panacea: si reca presso il Salaria Village, dove, pare, ragazze meravigliose sono in grado di curare ogni male. Ma la sorte gli è avversa, la situazione precipita e, come ogni buon moribondo, pensa ai posteri. Così mercoledì, nel suo intervento alla Camera, parlando della tragedia che il maltempo ha provocato in Toscana e dei danni al Veneto propone di<strong> </strong>introdurre anche in Italia l&#8217;assicurazione obbligatoria contro le catastrofi: convinto che il malato-Italia sia oramai vicino alla fine,rassegnato e con le braccia al cielo propone insomma una polizza che tuteli chi rimane (o quel che resta).</p>
<p>Eccolo  alla Camera, a pronunciare il suo ultimo discorso, a mettere in guardia che resta: io da domani saro&#8217; libero,attenti a voi.</p>
<p>Della straordinaria immagine mediatica non è rimasto niente e così, mentre il governo affonda, mentre B. si avvia all&#8217; epilogo finale,anche Bertolaso abbandona la nave</p>
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		<title>L’anatema di Marchionne e le decisioni da prendere</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 06:04:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gentile direttore, la minaccia di Marchionne che la Fiat lasci l’Italia se non si realizzano più utili, non può rimanere senza reazioni da parte della classe politica e dei lavoratori, perché globalizzazione e capitalismo selvaggio oramai hanno rotto ogni argine, provocando effetti devastanti sull’occupazione e sulla convivenza civile. Si può per un attimo pensare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/lettere/l%e2%80%99anatema-di-marchionne-e-le-decisioni-da-prendere-912405.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>Gentile direttore,</p>
<p>la minaccia di Marchionne che la Fiat lasci l’Italia se non si realizzano più utili, non può rimanere senza reazioni da parte della classe politica e dei lavoratori, perché globalizzazione e capitalismo selvaggio oramai hanno rotto ogni argine, provocando effetti devastanti sull’occupazione e sulla convivenza civile.<span id="more-2405"></span><br />
Si può per un attimo pensare a nazionalizzare la Fiat? Certamente è fantapolitica, ma bisognerà pur trovare un rimedio all’arroganza di un apolide la cui unica patria è il denaro, la sola religione è la produttività, mentre le regola fondamentale resta la delocalizzazione. La Fiat è patrimonio dell’Italia e degli italiani, non solo degli azionisti senza volto e dei supermanager da decine di milioni di euro all’anno di stipendio. Il Paese ha fornito in un secolo di attività uomini e capitali, molte licenze ed alcuni discutibili privilegi come le rottamazioni, che negli ultimi trenta anni sono ammontate ad oltre otto miliardi. Quando l’azienda andava bene si distribuivano dividendi, quando va male devono intervenire i contribuenti ed i lavoratori devono soffrire. La Fiat è una fabbrica estesa da Mirafiori a Termini Imerese ed al suo successo hanno contribuito centinaia di migliaia di lavoratori provenienti da ogni città d’Italia. Per anni ha scandito orari, sveglie, vacanze, abitudini; non può scomparire per correre dietro all’arroganza del profitto. Se dovesse succedere non ci resta che piangere, ma sarà un diluvio.</p>
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		<title>Napoli affonda si salvi chi può</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 14:33:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gentile dottore, da giorni e giorni tutti i giornali del pianeta stanno prestando attenzione a Napoli che affoga sepolta dai rifiuti, ma nessuno si è chiesto il perché di una insistenza  mediatica ossessiva e tutto sommato fuori luogo. Ma la spiegazione è a livello inconscio: Napoli è l’immagine premonitrice di un futuro quanto mai vicino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/lettere/napoli-affonda-si-salvi-chi-puo-912385.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>Gentile dottore,<br />
da giorni e giorni tutti i giornali del pianeta stanno prestando attenzione a Napoli che affoga sepolta dai rifiuti, ma nessuno si è chiesto il perché di una insistenza  mediatica ossessiva e tutto sommato fuori luogo. Ma la spiegazione è a livello inconscio: Napoli è l’immagine premonitrice di un futuro quanto mai vicino, quando, se non si frena una civiltà basata su un consumismo sfrenato ed irrazionale, tutte le città del mondo saranno sommerse dai rifiuti ed avvelenate dai gas emessi da automobili ed  inceneritori.<span id="more-2385"></span><br />
Napoli è il laboratorio dove si accavallano  una serie di tematiche che da tempo hanno raggiunto e superato il livello di guardia, ma che interessano tutti i contemporanei: traffico, disoccupazione, delinquenza organizzata, smaltimento dei rifiuti, abusivismo, ecc.<br />
Gli Italiani sono stati alla finestra senza muovere un dito, anzi, soprattutto i padani, rincarando la dose attraverso il disprezzo. Non si è voluto affrontare il problema della delinquenza e questa è dilagata come un cancro, aggredendo il tessuto sano, non si è voluto contrastare il business della falsificazione e tutta l’Europa è oramai invasa da griffe fasulle e marchi contraffatti, non si fa niente per risolvere alla radice il dramma dei rifiuti ed il miasma comincia a dilagare lontano e lo spettro di una crisi generale comincia ad essere un’ipotesi plausibile.<br />
Le recenti trasmissioni televisive, protrattesi a volte fino a notte fonda, sono state lo specchio di una situazione insostenibile: da un lato gli ospiti in studio, comodamente in poltrona, elegantemente vestiti a discutere forbitamente, mentre le telecamere inquadravano un’umanità lacera, abbandonata da tutti, che gridava disperata la sua rabbia e le sue paure, respirando la puzza delle discariche ed inalando la micidiale diossina.<br />
Tutti quelli che si meravigliano che la città non sia ancora precipitata nei gorghi del baratro inabissandosi, dimenticano che rimane ancora miracolosamente a galla, aggrappata alla sviscerata devozione dei suoi abitanti che l’amano perdutamente e per il ricordo, mai sbiadito di millenni di cultura, civiltà e nobili tradizioni.<br />
Ma state attenti perché se dovesse veramente affondare creerà un gigantesco risucchio e trascinerà con sé negli abissi tutto quello che la circonda per larghissimo raggio e nessuno si salverà.</p>
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		<title>Spazzatura e raccolta differenziata. E’soltanto un problema campano?</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 05:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/spazzatura-e-raccolta-differenziata-e%e2%80%99soltanto-un-problema-campano-912252.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/10/Rifiuti-a-Napoli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2253" title="Rifiuti a Napoli" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/10/Rifiuti-a-Napoli.jpg" alt="" width="210" height="172" /></a>Diversi anni fa davanti al nostro palazzo furono collocati grossi contenitori per la raccolta differenziata della spazzatura. Da quei tempi fino ad oggi  tutti i giorni continuiamo con costanza e buona volontà a versare in essi i nostri rifiuti separandoli accuratamente. Lo facciamo in modo “puntiglioso” per dare il buon esempio come persone civili, anche se molti spesso ci prendono in giro dicendo: “Tanto quello che fate è inutile, poiché poi tutta l’immondizia finisce in blocco nelle discariche”. Noi non ci vogliamo credere e, imperterriti, non cambiamo comportamento.<span id="more-2252"></span></p>
<p>Anche nella nostra scuola apparvero grossi bidoni e noi docenti ci impegnammo con serietà ad insegnare agli alunni come effettuare “la differenziata”.  Così  tra discussioni, dibattiti, lavori di gruppo, ricerche, visite guidate ad aziende operanti nel campo del riciclaggio, abbiamo cercato di dimostrare che la “spazzatura è ricchezza” se il problema viene affrontato nel modo giusto. Abbiamo  suggerito anche alcune soluzioni pratiche, come il ritorno alla vecchia borsa della spesa usata un tempo dai nonni (per evitare inutili ingombranti imballaggi e buste di plastica), riduzione di acquisti superflui  dettati da un eccessivo consumismo, rispetto per le strade, evitando di sporcarle con cartacce e gomme masticanti, ecc. ecc.</p>
<p>Da molti anni nelle scuole, inoltre, vengono attuati progetti sul rispetto dell’ambiente, sui pericoli dell’inquinamento e i suoi danni a uomini, animali e piante. I ragazzi sono molto sensibili a tali problemi, anche se spesso non lo dimostrano. Se vengono sollecitati ad esprimere con sincerità le loro opinioni, tuttavia, emergono dubbi e paure sul futuro che li attende. Non mancano inoltre prove evidenti di ciò che accade:  cambiamenti climatici, disastri naturali, incremento di tante malattie e così via.</p>
<p>Il problema dunque è di vasta portata e coinvolge tutto il nostro Pianeta, non solo i paesi più poveri nei quali purtroppo da tempo vengono scaricati tanti rifiuti tossici. Perché allora il problema della spazzatura campana esplode di tanto in tanto in modo così particolare ed eclatante, se coinvolge in fondo tutto il Sud e gran parte della Terra?  Perché solo a Napoli la spazzatura arriva sulle strade e il mondo intero poi ci punta gli occhi addosso con disgusto e disapprovazione? Dovremo dunque continuare ad aprire nuove discariche, magari in stupendi parchi naturali, piuttosto che fare “la differenziata”? Sono in molti a chiederselo, anche perché oltre ai suddetti pericoli, i danni a turismo, attività economiche e commerciali sono enormi, soprattutto in un momento di crisi così grave.</p>
<p>Purtroppo molte persone che vivono per ora in zone più ordinate e pulite, pensano che il problema sia lontano e non si sentono sufficientemente  coinvolte. Ma ben presto i luoghi in cui scaricare rifiuti  diminuiranno e, nolenti o volenti, dovranno tutti arrivare a soluzioni meno deleterie, prima che sia troppo tardi. Le nuvole cariche di sostanze tossiche si spostano, non sono ferme solo sulla Campania, o su tanti paesi poveri , e così fanno  le acque dei fiumi e dei mari che non sono certo stagnanti ed immobili, i prodotti della terra per effetto di un mercato globalizzato viaggiano da un paese all’altro e, esportati da zone altamente inquinate, arrivano ormai sulle tavole di tutti (ad esempio i pomodorini cinesi).</p>
<p>Chi non riesce ad avere una visione d’insieme su inquinamento e corretto smaltimento dei rifiuti, non capisce che il problema della Campania va inquadrato in un contesto più ampio ed affrontato con urgenza a livello nazionale e internazionale,  per il bene dei nostri figli.</p>
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