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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; luigi de magistris</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>Lettera aperta al sindaco di Napoli</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 15:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Napoli, 30 maggio 2011 Caro Luigi, da domani per noi cittadini napoletani sarai il nuovo sindaco, ma noi continueremo a chiamarti Luigi. Alla fine ce l’hai fatta, sei riuscito a spezzare il sistema! Il sistema di potere, di alleanze, quello dei partiti e delle candidature. Aldilà di ogni ragionevole previsione sei riuscito ad affermarti con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/campania/lettera-aperta-al-sindaco-di-napoli-912729.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Luigi%20De%20Magistris%20assediato%20dai%20giornalisti.jpg"></a><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Luigi%20De%20Magistris%20assediato%20dai%20giornalisti1.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/luigi-de-magistris.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2733" title="luigi-de-magistris" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/luigi-de-magistris-286x300.jpg" alt="" width="286" height="300" /></a>Napoli, 30 maggio 2011</p>
<p>Caro Luigi,</p>
<p>da domani per noi cittadini napoletani sarai il nuovo sindaco, ma noi continueremo a<br />
chiamarti Luigi. Alla fine ce l’hai fatta, sei riuscito a spezzare il sistema!<br />
Il sistema di potere, di alleanze, quello dei partiti e delle candidature.</p>
<p><span id="more-2729"></span><br />
Aldilà di ogni ragionevole previsione sei riuscito ad affermarti con un plebiscito che nessuno qualche settimana fa poteva prevedere.<br />
I napoletani ti hanno eletto sindaco a furor di popolo, ma nell’affidarti questo<br />
compito il cittadino napoletano ti ha delegato qualcosa in più del semplice voto e del<br />
consenso al tuo programma.<br />
Egli ti affida una parte del proprio futuro, ti delega e ti affida un compito ingrato ed oneroso, quello di ridare speranza ad un’intera città, di spezzare meccanismi complessi e poco trasparenti che seppelliscono sotto tre metri di terra la dignità di un  popolo.<br />
Vedi caro Luigi, la politica è vista lontana anni luce dai problemi della gente, forse questa non è solo la percezione di alcuni, ma sembra più una certezza condivisa da tanti.<br />
La tua affermazione potrebbe essere vista come l’eccezione che conferma questa regola; sei stato percepito dal cittadino comune, non solo come una novità, ma anche come una persona capace di trasmettere un messaggio.<br />
Hai parlato chiaramente, come uno di commessi in passato, e del futuro, un futuro che sia riscatto, lavoro, dignità e non assistenzialismo statale come proponeva qualcun altro.<br />
Ti scrivo queste righe a caldo, dopo aver assistito allo spoglio del ballottaggio che ti vede in vantaggio di molti punti su Lettieri, e riflettevo come le molte persone che conosco, che frequento e che contatto spesso si siano spinte ad affermare le proprie intenzioni di voto in uno scatto d’orgoglio. Bene inteso nessuno chiedeva loro alcunché, ma nei discorsi da bar o nelle strade si avverte che il clima che ha avvolto questa competizione elettorale è diverso.<br />
I risultati sono la testimonianza del fatto che i nostri concittadini si sono espressi non più in base alle proprie convinzioni politiche, tantomeno in virtù delle convenienze individuali.</p>
<p>Perché è cambiato tutto ? Perché ora ? Perché tutto così velocemente ? Come può la vittoria “politica” di De Magistris al primo turno, trasformarsi in un’acclamazione plebiscitaria al secondo, che ha il potere di far comparire sorrisi e lacrime di gioia sui visi delle persone ?</p>
<p>Tutte belle domande, probabilmente, ed è solo il mio modesto parere, il popolo napoletano da troppo tempo appare un popolo quieto, certamente disgustato da tutto quello che lo circonda, ma nel contempo non si è mai rassegnato.<br />
Forse è proprio la voglia di dire NO!, quest’orgoglio civico sepolto sotto la cenere e l’immondizia è venuto fuori per riaffermare il proprio primato sulla cultura dell’illegalità, del clientelismo e dell’arte dell’arrangiarsi, che a strati le si erano sovrapposti.<br />
Il De Magistris degli ultimi mesi è stato un po’ la scintilla e un po’ il veicolo, il mezzo di espansione di questa rivoluzione arancione che ha abbattuto con un colpo di spugna vecchie prassi e consuetudini, rinnovato parte della classe dirigente di questa città, affermato l’importanza del “lavoro” come fondamento di molti cambiamenti proposti nel programma.<br />
Forse è per questo che i napoletani, tantissimi di loro, hanno deciso di darti fiducia, o forse solo perché sei stato loro simpatico, fatto sta che sarai chiamato ora ad un duro compito, un dovere tutt’altro che facile.<br />
Proprio per questo, come singolo cittadino, come singolo elettore ti faccio i più sinceri auguri di Buon Lavoro, ma sono stra-convinto che ai miei si aggiungono quelli di migliaia di napoletani che la pensano come me! E perché no anche quelli di coloro che non ti hanno votato, ma sperano in un futuro migliore….<br />
Buon Lavoro Luigi!!!</p>
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		<title>A Luigi De Magistris da un cittadino che ama Napoli</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 14:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettere alle Eccellenze di un Paese Malato Eccellenza illustrissima, chi le scrive è un napoletano che ha sempre avuto nel cuore questa nostra città e che non si è mai risparmiato nell’offrirle, sia in termini affettivi che operativi, la propria incommensurabile dedizione e che in sede sociale ha interpretato questo bisogno dedicandosi totalmente al collateralismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/lettere/a-luigi-de-magistris-da-un-cittadino-che-ama-napoli-912612.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Immagine.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2613" title="Immagine" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Immagine.jpg" alt="" width="263" height="185" /></a>Lettere alle Eccellenze di un Paese Malato</span></strong></p>
<p>Eccellenza illustrissima,</p>
<p>chi le scrive è un napoletano che ha sempre avuto nel cuore questa nostra città e che non si è mai risparmiato nell’offrirle, sia in termini affettivi che operativi, la propria incommensurabile dedizione e che in sede sociale ha interpretato questo bisogno dedicandosi totalmente al collateralismo cattolico.</p>
<p>Oggi che il buon Dio ha dato a molti la capacità di guardare, con disincanto e spirito finalmente libero, alla cosa pubblica ed alle sorti della nostra città, riservando a lei il compito più arduo, sento di doverle affidare una preghiera che non vuole essere un saccente contributo.<span id="more-2612"></span></p>
<p>Quanto di seguito riportato, se vorrà, potrà essere risolto nei canonici cento giorni e non comporterà enormi aggravi di spesa.</p>
<p>Tanto per dare un segnale, che tantissimi suoi elettori attendono, sarebbe opportuno partire dai dipendenti municipali, per intenderci, da quella pletora enorme dei suoi prossimi dipendenti che tutto sanno in termini di diritti e difficilmente sanno in doveri.</p>
<p>Si potrebbe iniziare dai vigili urbani, da quei fantasmi che oggi più che mai affollano il “Corpo di Polizia Municipale” che dovrebbero esercitare le funzioni di ausiliari di pubblica sicurezza con la qualifica di Agenti di P.S. per la quale hanno in dotazione anche un’arma da fuoco; non si è mai accorto che nelle loro fondine spesso la pistola è assente?, forse pesa troppo. Sì, veri fantasmi che, nonostante il loro non trascurabile numero d’organico, risultano praticamente assenti sul territorio.</p>
<p>E’ una questione d’imboscamento o la cattiva gestione degli stessi da parte di un comandante non all’altezza?</p>
<p>Anche se non direttamente dipendenti della pubblica amministrazione il discorso va esteso agli ausiliari del traffico, quei cosiddetti “vigilino” che nulla fanno per controllare l’occupazione delle strisce blu. Vi sono zone della città dove le macchine distributrici di tagliandi per la sosta non hanno fatto mai o quasi biglietto.</p>
<p>Da questi si può benissimo passare senza soluzione di continuità ai netturbini preposti allo spezzamento che, salvo alcuni, anche se presenti sul territorio risultano inattivi lo si vede dal pattume presente sui marciapiedi, mi scusi ma questi non dovrebbero pure ripulire il territorio a loro affidato dalle tantissime ‘cacate’ di cani e non solo che ne fanno un vero campo minato dove passare e restare incolumi è una ‘botta’ di fortuna.</p>
<p>C’è da chiedersi pure di quanti giardinieri dispone il comune visto che quando viene collocata una fioriera o una pianta è inevitabile che muoia d’arsura?</p>
<p>A questo punto, visto che le responsabilità ricadono sui dirigenti, perché non si passa in modo serio alla loro valutazione e se risulta insufficiente alla loro rimozione?</p>
<p>Lasciando ora la problematica dei dipendenti un altro aspetto da considerare con la massima attenzione è il degrado in cui versano i nostri marciapiedi, là dove esistono, già non sufficientemente ampi risultano impraticabili sia per il parcheggio selvaggio di moto e motorini che per la presenza di un ambulantato più o meno autorizzato che con l’esposizione della loro mercanzia rendono veramente difficile il transito pedonale. Per questi concittadini e non, che hanno di fatto problemi di vera sopravvivenza, si potrebbero creare dei mercatini sulle pertinenze dei tanti demani pubblici in molte zone della città, oggi destinate ai soliti privilegiati. A mo’ d’esempio, ha presente Eccellenza il chiostro adiacente la Posta Centrale, già esempio mirabile della Cittadella Olivetana, parzialmente distrutta dalla megalomania fascista che ospita auto private dei dipendenti non si sa bene di quale pubblica amministrazione? Ebbene, una volta reso libero, potrebbe accogliere tutte quelle bancarelle che stanno in zona. Al più si tratterebbe di attrezzarli con gazebi per accogliere questi poverissimi esercizi commerciali.</p>
<p>Restando nell’ambito del commercio un discorso tutto a parte dovrebbe essere fatto per gli esercizi dei signori con gli occhi a mandorla. Da napoletano sa bene dov’è “la Maddalena” e la Duchessa”, ricorda quando si andava per acquistare vantaggiosamente il corredo per la neve o il mare?, oggi è totalmente un dominio cinese. Ma la cosa peggiore è che nessuno dei loro esercizi rispetta il suolo pubblico. I marciapiedi, infatti sono delle vere appendici dei loro negozi, ingombri di mercanzie e impraticabili per il cittadino.</p>
<p>Volendo poi passare ad un altro importante argomento, che già è stato oggetto delle sue esternazioni, si deve affrontare il problema della manutenzione in particolare quella stradale.</p>
<p>Deve convenire che nelle passate amministrazioni sono stati attribuiti lavori a ditte di “famigli” dalle dubbie capacità  che hanno realizzato lavori a dir poco delinquenziali, non certo a regola d’arte e che andrebbero interdette per sempre. Non crede Eccellenza che si dovrebbe procedere ad una rivisitazione degli stessi e far perseguire questi lestofanti dalla Giustizia visto che si sono avvantaggiati di pubbliche risorse? Senza però assolvere o dimenticare la posizione dei tecnici comunali che sono stati preposti alla vigilanza di quei lavori e che non si sono accorti di nulla. Per questi vi è l’ipotesi di altri reati e molto più gravi vero?</p>
<p>Al momento finisco qui Eccellenza, se riuscirà a dare queste risposte vedrà che i napoletani saranno orgogliosi della loro scelta.</p>
<p>Cordialmente suo. Luigi Malfi</p>
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		<title>Sessantacinquepercento per Luigi?!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 13:55:08 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/attualita/sessantacinquepercento-per-luigi-912605.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><strong><em><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/de-magistris_32.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2606" title="de-magistris_32" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/de-magistris_32-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></span></em></strong></p>
<p>Mai avrei sperato tanto. Anche per scaramanzia ero emotivamente prudente sull&#8217;esito del ballottaggio, ma nelle scorse settimane due pezzi grossi del PDL mi avevano assicurato in due circostanze diverse e con tono mogio: &#8220;Abbiamo i nostri sondaggi, netti: al secondo turno De Magistris vince senza problemi &#8220;.</p>
<p>Altroché. Pare proprio che ci avviciniamo alle sequenze finali della storia del Regno di Mangionia di Gianni Rodari: &#8220;Il primo re mangiava anche il piatto, il secondo la minestra con tre cucchiai d&#8217;oro, poi Mangione Terzo detto l&#8217;Antipasto, Quarto detto Cotoletta, Quinto detto il Famelico, Sesto lo Sbranatacchini, Settimo detto &#8220;Ce n&#8217;è ancora?&#8221; che mangiò anche la corona, Ottavo detto Crosta di Formaggio che non trovò più niente e mangiò la tovaglia, Nono che si mangiò il trono e tutti i cuscini. Così la dinastia finì.&#8221;<span id="more-2605"></span></p>
<p>Sono sempre stato sicuro, siamo sempre stati sicuri, che questa dinastia presto o tardi avrebbe cominciato a finire, e finirà, a Napoli, a Milano, a Trieste e Cagliari (altri due bellissimi risultati), perfino a Cassino (altro sindaco IdV) e altrove &#8211; vogliamo troppo bene a questo nostro malridotto paese per non esserne convinti. Ma sarà bene che non ci s&#8217;inebri troppo, perché il governo le proverà tutte per restare attaccato nelle sue varie metamorfosi al potere &#8211; coi suoi soldi, con i suoi media, con l&#8217;uso spudorato della menzogna. Né dobbiamo sottovalutare il masochismo del centro-sinistra, che già troppe volte ha buttato alle ortiche la fiducia ottenuta dai cittadini. A Napoli il PD e anche Vendola hanno da meditare una lezione impartita da Luigi De Magistris, dall&#8217;Italia dei Valori e gli altri partiti che l&#8217;hanno subito sostenuto, e soprattutto dalla città.</p>
<p>Perché sappiamo bene che il Regno di Mangionia prospera da tempo grazie a una dinastia di centro-destra ma anche grazie a una più piccola ma non meno feroce di centro-sinistra. Il successo di Luigi è tutto nell&#8217;aver capito questo, e l&#8217;averlo detto a voce alta.</p>
<p>*  deputato al Parlamento europeo &#8211; vice Presidente del Gruppo ADLE (Alleanza dei liberali e democratici per l&#8217;Europa) e capo delegazione dell&#8217;Italia dei Valori</p>
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		<title>Grida di legalità contro il silenzio dei collusi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 06:11:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A volte non servono sociologi o esperti dei fenomeni sociali; per analizzare la percezione della gente basta digitare su Google “Castel Volturno” e appare chiaro di cosa stiamo parlando; il nome del comune casertano oggi è celebre nel mondo per la strage dei sei cittadini immigrati massacrati come bestie perchè in qualche modo davano fastidio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/comunicati-stampa/grida-di-legalita-contro-il-silenzio-dei-collusi-912104.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>A volte non servono sociologi o esperti dei fenomeni sociali; per analizzare la percezione della gente basta digitare su Google “Castel Volturno” e appare chiaro di cosa stiamo parlando; il nome del comune casertano oggi è celebre nel mondo per la strage dei sei cittadini immigrati massacrati come bestie perchè in qualche modo davano fastidio agli affari della camorra. Suggerisce, il popolare motore di ricerca, una foto: c’è una donna nera che piange con le mani tra i capelli. Per terra giace immobile un corpo, nero anche quello ma sporcato di rosso, crivellato di colpi. <span id="more-2104"></span> Questo è oggi Castelvolturno, e pazienza se faremo la fine di Roberto Saviano, accusato di infangare la Campania tutta per il fatto di raccontare la scomoda verità e a cui noi saremo sempre riconoscenti per il suo lavoro quotidiano di analisi e di denuncia. E qualcuno ovviamente non sarà d’accordo nemmeno se dico che è Castel Volturno è un comune completamente in mano alla camorra; una organizzazione criminale si può permettere di massacrare sei persone in un sol colpo solo in casa propria, laddove non teme ritorsioni sociali e politiche.   In un territorio così fortemente compromesso, ma che ha in se coraggiosi anticorpi, servirebbero segnali politici atti a dare coraggio: buone amministrazioni, buone municipalizzate, buoni servizi, gestione ottimale della “risorsa” rifiuti. Il segnale che questi piccoli accorgimenti metterebbero in crisi la legittimazione della camorra, è proprio il fatto che in questa terra di confine si procede esattamente all’inverso.   Principe e pessimo esempio di questo modo di fare politica è l’attuale Sindaco di Castelvolturno, Antonio Scalzone, sconosciuto al resto d’Italia ma notissimo a pentiti di mafia e procure campane. A costo di essere ripetitiva, è bene ricordare che di lui parla tra gli altri Luigi Guida, uomo di camorra e pluriomicida, che racconta di aver avuto nel duemila rapporti di affari in materia di rifiuti proprio con Scalzone, già allora sindaco di Castelvolturno per Forza Italia. Pare che Scalzone abbia avuto incontri ripetuti in una concessionaria Mercedes riconducibile ai casalesi con alcuni esponenti mafiosi. E come ricorda efficacemente il presidente Antonio Di Pietro nella sua interrogazione parlamentare, già nel 1998, l&#8217;amministrazione guidata dallo stesso Scalzone all&#8217;epoca del suo primo mandato da sindaco, veniva sciolta per infiltrazioni camorristiche; nel provvedimento di sciogliemento si parlava di “intensa rete di frequentazioni e le molteplici relazioni, che variano dal semplice rapporto interpersonale a quello di parentela tra alcuni amministratori e dipendenti con esponenti dei locali clan criminali, hanno determinato connivenze e cointeressenze pregiudizievoli per i legittimi interessi della comunità cittadina”.   Abbastanza per stroncare per i secoli a venire non solo la carriera politica di Scalzone ma quella della sua intera area politica, ridotta ormai ad un elenco di uomini e donne discussi se non collusi. La domanda potrebbe sembrare scontata: cosa ci fa ancora al suo posto Scalzone? La risposta si potrebbe chiederla al ministro dell’Interno Roberto Maroni, che si scatena quando c’è da “parlare” di antimafia ed è invece molto cauto quando si tratta di sciogliere comuni amministrati dal centrodestra, seppur in odor di mafia, svelando il vero volto della Lega, che da partito del popolo è diventato miglior alleato di colui il quale chiamavano “il mafioso di Arcore”.   L’Italia dei Valori a Castelvolturno, ma più in generale in tutta la Campania, ha il compito irrinunciabile di essere riferimento per tutte quelle donne e quegli uomini che vogliono ribellarsi al silenzio e all’omertà; deve essere a fianco della magistratura e logorare ai fianchi questo sistema politico colluso con la camorra. E se servirà scenderemo fisicamente a loro fianco, perchè è di civilità e democrazia che si tratta, e noi abbiamo come dovere primario quello di tutelare entrambe. In questo senso le parole di Luigi De Magistris su Castel Volturno sono la dimostrazione che i cittadini non sono soli contro la camorra e la politica collusa, ma hanno nel partito, in Luigi ed in me un riferimento costante e sempre disponibile a lottare proprio contro quel silenzio che uccide. Riferendomi infine proprio all’attuale primo cittadino, gli ricordo che Paolo Borsellino ripeteva sempre che non bisogna soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia all’interno dei partiti di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati. E alla luce dei fatti emersi su Scalzone, basterebbe quantomeno ad indurlo alle immediate dimissioni.<br />
Ma si sa, Scalzone è fiero militante di quel partito in cui gli eroi sono il mafioso Mangano e il mafioso in secondo grado Dell’Utri. Forse non sa nemmeno chi sia Borsellino, e magari lo scambierà per qualche comunista giustizialista, per qualche scrittore prezzolato o per qualche deputato dell’Idv.</p>
<p>On. Sonia Alfano,  Responsabile Dipartimento Antimafia dell’Italia dei Valori</p>
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		<title>Che babilonia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 20:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/cultura-societa/che-babilonia-912048.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>Dopo aver letto il libro di Luigi de Magistris, &#8221; Assalto al Pm &#8220;, io, che avevo una cieca fiducia nella Magistratura, ho avuto un momento di sconforto nell&#8217; apprendere ciò che può capitare a chi svolge il suo lavoro nel rispetto della legge e della Costituzione. Scrissi al magistrato chiedendogli se, alla luce dei fatti, valeva ancora la pena, oggi, credere nella giustizia. Mi ha sorpreso la sua risposta che, nonostante tutto, mi incitava con queste semplici e testuali parole :&#8221; Non perda la fiducia, io non l&#8217; ho fatto&#8221;. <span id="more-2048"></span>Incredibiòle la storia che ha distrutto il &#8221; sogno della sua vita&#8221;.Avocazione illegittima delle sue inchieste; ispezioni strumentali; fughe di notizie risultate infondate ; trasferimento di sede a Napoli e cambio di ruolo; misure cautelari disciplinari. Ma dalle legislature berlusconiane, che hanno visto la compravendita di magistrati e avvocati ( casi Mills, Squillante, Metta docent ), cos&#8217;altro ci si può aspettare se non quello di vedere certi magistrati e politici ancora occupare poltrone importanti ai vertici del &#8221; sistema&#8221; giurisdizionale? Chi riuscirà mai a fare pulizia e ridare dignità e credibilità a un Ordine che deve essere il perno intorno al quale ruota la vita e la sorte di tutti i cittadini? Oltre al &#8221; pentolone &#8221; della corruzione scoperchiato dalle inchieste di Mani Pulite, oggi si disvelano anche le &#8221; Logge &#8221; e questo rende tutto non più accettabile. Si fa un gran parlare di riforme.Bene. Ma di quali vogliamo parlare? Di quelle che piacciono e fanno comodo al &#8221; gran manovratore&#8221;,  specializzato solo in dossieraggi, che con le unghie e con i denti cerca di farla franca? Ma quanto può durare questa &#8221; babilonia &#8220;? Anche Gabriella Nuzzi, trasferita durante la grottesca guerra tra Procure e ora Giudice al Tribunale di Latina, scrive di &#8221; continuare a credere nella Magistratura e nel suo operato&#8221;. Eccezionale. Sia a lei, sia a de Magistris voglio credere e così fare anche io.  Ma auspico fermamente che storie così dolorose non abbiano più a ripetersi. E mi domando se il Vice Presidente Vietti sarà in grado e avrà, soprattutto, la volontà di riportare il CSM, dopo la disastrosa era Mancino, a quella indipendenza e imparzialità tanto necessarie per continuare ancora a crederci. Solo scegliendo persone autorevoli per integrità, indipendenza e competenza l&#8217; Ordine giudiziario può sperare in un vero rinnovamento morale nell&#8217; interesse supremo del popolo e della democrazia. In ciò che non vuole fare la politica, almeno ben venga la Magistratura, quella ancora sana e con la schiena dritta, a togliere tutte le mele marce perchè il cesto non vada in putrefazione perchè questo sarebbe, per un Paese che non merita tutto ciò, davvero la fine.</p>
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		<title>Intervista a Luigi De Magistris</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 21:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interviste/intervista-a-luigi-de-magistris-911792.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><strong><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/07/luigi-de-magistris.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1026" title="Luigi De Magistris" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/07/luigi-de-magistris-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La prima domanda non può che riguardare le recenti elezioni regionali. Quali considerazioni ne hai tratto?</strong></p>
<p>Per prima cosa non posso non ammettere una vittoria del centro destra. Una vittoria però, che non è certo frutto di buon governo ma dovuta in larga misura ai gravi errori della sinistra soprattutto nella scelta delle candidature. Si è andati a riproporre  personaggi ormai non più accettati dal nostro popolo ed il forte astensionismo ne è la prova.  Il centro sinistra, ad oggi, si sta dimostrando inadeguato nella costruzione di una valida alternativa al berlusconismo. C&#8217;è bisogno di un lavoro politico che punti a valorizzare tutti quei movimenti che tanto stanno dando nel cercare di fare muro contro questa deriva autoritaria che sta portando il nostro paese alla rovina.<span id="more-1792"></span></p>
<p>Il PD è sicuramente la principale forza di opposizione ed è determinante per il raggiungimento di una vittoria politica che dia cambiamento al paese, però è anche la forza politica che maggiormente ha ostacolato il rinnovamento, non tanto nei contenuti quanto nella scelta dei candidati. Ritengo estremamente emblematiche le candidature, tanto per fare qualche nome, della Bresso, di De Luca e di Loiero. Bisognava andare oltre questi nomi e proporre dei personaggi che avrebbero portato delle importanti novità. Queste elezioni regionali spero che servano di lezione e che finalmente si arrivi a ridare entusiasmo e fiducia a quanti si sono allontanati da una politica ormai diventata &#8220;casta&#8221;. Credo che oggi ci sia bisogno di aprire un nuovo cantiere politico che coinvolga anche i movimenti e tutte le componenti sane della società civile. Senza ciò siamo destinati a perdere in eterno.<strong></strong></p>
<p><strong>E&#8217; passato quasi un anno dalla tua elezione al Parlamento Europeo, che opinione ti sei fatto di questa  nuova esperienza?</strong></p>
<p>E&#8217; sicuramente un&#8217;esperienza molto interessante, contrariamente a ciò che si dice, cioè che il Parlamento Europeo è un elefante burocratico, un luogo nel quale non si può politicamente incidere, penso che non sia così. E&#8217; chiaro che i ritmi, le decisioni, le valutazioni sono complesse in quanto ci si deve relazionare tra parlamentari di 27 Paesi. Io credo però che le prospettive siano molto interessanti ed anche le possibilità di incidere sui temi di cui si tratta, non sono scarse. In questi mesi abbiamo affrontato temi come la politica per l&#8217;immigrazione, le mafie, lo scudo fiscale, la libertà di informazione, il Trattato di Lisbona, il nuovo Servizio Europeo di Azione Esterna e la politica estera, la cooperazione e lo sviluppo, senza dimenticare il dossier sull&#8217; Hafganistan o quali strumenti siano necessari per spezzare il legame tra denaro pubblico e crimine organizzato. Tutti temi che hanno una valenza straordinaria e credo che l&#8217;Europa possa allargare le proprie competenze sia in ambito giuridico che dei diritti.</p>
<p><strong>L&#8217;approvazione del Trattato di Lisbona  dovrebbe portare la politica europea a diventare  in qualche modo più forte ed incisiva rispetto al passato.  Credi che assisteremo veramente ad un cambio di marcia delle Istituzioni europee?  E come si sta svolgendo il tuo lavoro nella Commissione per il Controllo dei bilanci  ? Immagino che avrai moltissime gatte da pelare.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il Trattato di Lisbona, e come riuscire a tradurlo in iniziativa politica valida, che dia sempre maggior peso al Parlamento europeo e maggiore autonomia politica delle Istituzioni europee dagli Stati membri, molto dipenderà dalla volontà dai singoli parlamentari e dai gruppi politici. Credo che questa sia una scommessa importante. Importante è anche la scommessa che riguarda la creazione di un&#8217; Europa Federale che potrebbe arrivare fino alla Russia.  Il trattato di Lisbona ha luci ed ombre, ma è sicuramente un passo in avanti verso l&#8217;integrazione europea. Per quanto riguarda la Commissione  per il controllo dei bilanci, che io presiedo, questa  ha un ruolo molto delicato.<br />
Si affrontano temi importantissimi, primo tra tutti il modo in cui vengono spesi i soldi pubblici, quelli cioè dei contribuenti europei. Purtroppo i rischi di truffe sono ancora molto elevati e coinvolgono alcuni Paesi tra cui l&#8217;Italia che detiene sicuramente la maglia nera. C’è da dire che le mafie e la criminalità dei cosiddetti colletti bianchi si sono ben inserite nel business dei finanziamenti pubblici e la nostra Commissione ha un ruolo decisivo non solo sul piano sanzionatorio, cioè trovare chi ha sbagliato per sanzionarlo, ma anche di prevenzione, nel valutare costi e benefici per verificare se determinate opere finanziate con i Fondi UE abbiano effettivamente utilità sociale,  pubblica o se siano solo uno spreco inutile.</p>
<p><strong>Hai più volte sottolineato che le figure di Falcone e Borsellino hanno fortemente  influenzato la tua scelta di diventare magistrato. Oggi alla luce di quanto ti è successo, mi riferisco alle varie inchieste a cui sei stato sottoposto, alle visite di ispettori ministeriali e a molto altro ancora, rifaresti ancora quel passo? Oggi entreresti in magistratura?</strong></p>
<p>Ma senz&#8217;altro, che lo rifarei. Come puoi vedere, nella mia stanza ho una foto bellissima di Falcone e Borsellino che sorridono. Entrare in magistratura è stato il sogno della mia vita, fin dal primo giorno di iscrizione alla facoltà di giurisprudenza. Rispetto a tanti giovani italiani io ho avuto la fortuna di fare il mestiere che sognavo di fare. Per averlo fatto con onestà, rispettando il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, senza timori nei confronti dei potenti, ho pagato un prezzo molto alto, perché purtroppo in Italia viviamo un momento di crisi democratica molto forte. Comunque sicuramente rifarei punto per punto, e virgola per virgola, tutto quello che ho fatto. La mia esortazione ai giovani è di intraprendere il lavoro di magistrato e di farlo con una grande idealità e dignità.<strong></strong></p>
<p><strong>I fortissimi attacchi che Berlusconi porta alla magistratura, secondo te, cosa produrranno nei prossimi mesi? Il potere politico riuscirà veramente ad oscurare il lavoro dei magistrati?</strong></p>
<p>Questa aggressione continua alla magistratura, che va avanti da quando Berlusconi è entrato in politica, ha già prodotto effetti devastanti non solo sul piano normativo, ma anche sull&#8217;indipendenza della magistratura, messa sempre più in discussione. La cosa più grave sono le forti intimidazioni nei confronti dei magistrati i quali sanno che, nel caso facciano inchieste che coinvolgono dei potenti, potrebbero pagare un prezzo molto alto, anche rimanere ai margini della progressione in carriera. Questo è un progetto che Berlusconi sta portando avanti, il cui fine è di mettere il Pubblico ministero alle dipendenze del potere esecutivo e del potere politico. Questo intendimento altro non è altro che il disegno eversivo progettato anni fa da Licio Gelli, disegno che punta allo smantellamento della Costituzione repubblicana nata dall&#8217;antifascismo. Oggi, non sono solo i politici onesti chiamati a difendere la Costituzione, ma anche tutti i cittadini italiani, che devono vigilare per difenderla. Bisogna capire che l&#8217;indipendenza della magistratura non è un privilegio, ma è la garanzia dell’affermazione dei diritti dei cittadini.<strong></strong></p>
<p><strong>Berlusconi afferma che il suo governo ha portato dei durissimi colpi alla mafia, più di qualsiasi altro governo nazionale  e che presto l&#8217;annullerà. Cosa ne pensi?</strong></p>
<p>E&#8217; esattamente il contrario. Questo governo ha realizzato tutta una serie di leggi che nei fatti hanno favorito il crimine organizzato: la legge sullo scudo fiscale che introduce il riciclaggio di Stato; la legge che vuole la cancellazione delle intercettazioni telefoniche; la legge sul processo breve; la legge sulle confische dei beni sequestrati ai mafiosi che consente la rivendita all&#8217;asta di questi beni, con la conseguenza che eventuali prestanome dei mafiosi stessi, ricompreranno ciò che era stato loro tolto; la riduzione dei finanziamenti alle forze dell&#8217;ordine, con casi limite in cui alcune questure non hanno soldi neanche per la benzina da mettere nelle auto; senza parlare poi della carenza di personale nei tribunali e della mancanza di un numero adeguato di giudici nei diversi territori italiani. Questo governo nei fatti sta favorendo il crimine organizzato. Certo, si sono i fatti forti degli ultimi arresti di importanti mafiosi, ma quello è un merito che non li riguarda, sono vittorie di cui gli italiani debbono ringraziare unicamente le nostre forze dell&#8217;ordine.<strong></strong></p>
<p><strong>Hai parlato più volte di oscuramento mediatico e che bene ha fatto il Sindacato della Stampa a puntare i piedi a terra. A cosa ti riferivi?</strong></p>
<p>Mi riferivo alla censura di Stato, avvenuta in piena campagna elettorale che, con la scusa della &#8220;par condicio&#8221; ha oscurato trasmissioni televisive che fanno informazione parlando di società, di cultura, di politica,di giustizia. Tra l&#8217;altro è lo stesso Berlusconi che ha costantemente violato la par condicio intervenendo frequentemente in trasmissioni in diretta, senza contare il fatto che controlla direttamente e indirettamente una buona parte dei  mezzi di informazione, caso unico in Europa. La televisione è diventata il mezzo principe per propagandare il pensiero del regime. La Procura di Trani ha poi scoperto che Berlusconi è intervenuto a far pressioni direttamente sul direttore del TG1, sul direttore della RAI e addirittura sull&#8217;Agenzia delle Comunicazioni, un organo di garanzia per tutti. Si è rivolto ad un membro dell&#8217;AGCOM dicendogli:”Ma che cosa ti ci abbiamo messo a fare lì, ma cosa ti paghiamo a fare?”. C&#8217;è una logica padronale dell&#8217;informazione.<strong></strong></p>
<p><strong>Ci sono però molti giornalisti compiacenti.</strong></p>
<p>Ma certo, ci sono giornalisti che si autocensurano per fare propaganda gradita al potere. E&#8217; una situazione questa, tipica dei regimi autoritari, con giornalisti che si mettono dietro alla gonnellina dell&#8217;imperatore per avere la carriera garantita.<strong>Sei stato fortemente criticato per le parole rivolte al Capo dello Stato dopo la firma del decreto salva liste. Lo rifaresti?</strong></p>
<p>Certo che lo rifarei. Io ho grande rispetto per tutte le Istituzioni e tra le prime c&#8217;è il Presidente della Repubblica, ma non può essere al di sopra delle critiche, anzi, proprio perché è il principale custode della democrazia e della Costituzione, egli deve stigmatizzare ciò che è contrario alla Carta costituzionale. Io sono molto insoddisfatto della Presidenza della Repubblica di Giorgio Napolitano perché, in un momento come questo di grande crisi democratica, di grande crisi dello stato di diritto, con lo smantellamento dell&#8217;articolo 18, riguardante lo statuto dei lavoratori, ci ritroviamo con un Presidente che non esercita in modo adeguato la difesa della Carta Costituzionale. Io credo che sia doveroso da parte di un parlamentare rimarcare tali carenze, certo con rispetto, ma con la dovuta fermezza.<strong></strong></p>
<p><strong>Sono ormai tantissimi gli italiani rimasti senza un lavoro, che non trovano una casa dove vivere e che  non riescono  più a progettare in modo decoroso la loro vita. L&#8217;Italia dei valori che risposte dà a queste tantissime persone ridotte in povertà?</strong></p>
<p>Noi italiani da anni, cioè da quando il Presidente del Consiglio è entrato in politica, discutiamo quasi esclusivamente dei suoi problemi personali, e non mi riferisco a quelli fisici. I veri problemi italiani sono quelli che tu hai menzionato, con  al primo posto il lavoro: tanti hanno un lavoro precario, in tantissimi non ce l&#8217;hanno e molti altri, purtroppo, lo stanno perdendo. I giovani oggi, pur di trovare uno straccio di lavoro, devono piegare la testa ed accettare condizioni lavorative altrimenti inaccettabili. Senza parlare poi del Sud Italia, dove il lavoro è diventato addirittura un privilegio e si ottiene unicamente tramite raccomandazioni che poi creano vincoli ed appartenenze.<br />
Questo è il vero problema che abbiamo davanti oggi. Così come sono un problema gravissimo, le pensioni da miseria ed il fatto che la gente, con il proprio stipendio, non arriva alla fine del mese.<br />
Sono questi i temi sui quali la politica dovrebbe confrontarsi e concentrarsi; a riguardo le idee dell&#8217;Italia dei Valori sono chiare. Noi vogliamo degli incentivi per i giovani, vogliamo l&#8217;abbattimento del precariato e, soprattutto, vogliamo un impiego diverso dei finanziamenti pubblici, per incentivare uno sviluppo che rimetta in moto l&#8217;economia e che ridia fiato alle piccole e medie imprese, importantissime per una reale valorizzazione del territorio italiano. Bisognerebbe non fare opere inutili come il ponte sullo stretto o nocive come le centrali nucleari. Noi vogliamo una vera e propria rivoluzione culturale su questi temi. Una rivoluzione che sia liberale e nello stesso tempo anche socialista, in modo da dare la massima attenzione alle condizioni dei più deboli. Il nostro paese ha  bisogno vitale di ripartire con grande entusiasmo e con grande energia. L&#8217;Italia non può restare, come in questa fase, avvilita da una grande depressione economica, politica ed etica.<strong></strong></p>
<p><strong>Al congresso dell&#8217;I.d.V. sei  stato tra i più applauditi ed alle elezioni europee il più votato del tuo partito. Eri un indipendente ed ora ti sei iscritto all&#8217;IdV. Si dice che Di Pietro vorrebbe metterti  a capo del Dipartimento Giustizia e Sicurezza.  Ti aspettavi dell&#8217;altro? Il posto di Segretario per esempio?</strong></p>
<p>Io attualmente ho un ruolo istituzionale in Europa molto importante e questo mio ruolo è certamente incompatibile con un incarico politico di un certo livello. In questo momento mi sento molto più motivato a svolgere un  altro tipo di azione politica che metta in comunicazione diretta la parte migliore della politica che si esprime con i partiti, con tutti quei movimenti della società civile che si muovono nel nostro paese. Credo che L&#8217;Italia dei Valori debba avere la forza e la capacità di essere un partito diverso, un partito che sappia aprirsi seriamente alla società civile e che sappia selezionare il proprio gruppo dirigente, non dalla quantità di tessere che rappresenta, ma dalla capacità che ogni dirigente ha di sapersi relazionare con la base. L&#8217;incarico al Dipartimento Giustizia credo sia l&#8217;unico compatibile con il mio profilo attuale istituzionale, inoltre mi porterebbe ad occuparmi di problematiche di cui mi sono già occupato durante la mia vita  da magistrato: giustizia, sicurezza, forze dell&#8217;ordine, magistratura e diritti.</p>
<p><strong>Ma è proprio vera la storia che tu sia la spina nel fianco di Di Pietro?</strong></p>
<p>Con Di Pietro io ho un rapporto ottimo, sia sul piano personale che sul piano politico. Non siamo però fatti con lo stampino ed è quindi naturale che a volte ci siano  delle divergenze, ma queste   non mi porteranno mai a scalare il partito e a mettere in discussione l&#8217;importante ruolo che ha Antonio Di Pietro. Chi mette in giro certe voci evidentemente non è abituato a vedere onestà e lealtà nei rapporti, quell&#8217;onestà e lealtà che sono alla base del mio rapporto con Antonio.</p>
<p><strong>In molti ti hanno rimproverato il fatto di non esser sceso in campo in Campania per queste regionali. Quali le tue ragioni?</strong></p>
<p>Io ho avuto tantissime sollecitazioni in Calabria e Campania per candidarmi e non nascondo che la cosa mi ha fatto molto  piacere, però credo che nella vita la coerenza abbia un ruolo molto importante ed avendo io preso l&#8217;impegno a candidarmi al Parlamento europeo, ricevendo poi tantissimi voti in tutta l&#8217;Italia, più di 500.000 preferenze, non potevo assolutamente fare qualcosa di sgradevole e scorretto verso un impegno politico appena iniziato. Questo però non toglie che il mio impegno per la Calabria e la Campania ci sia e ci sarà sicuramente.</p>
<p><strong>Il caos scaturito dal dimissionamento del senatore Di Girolamo, eletto nel collegio europeo, ha portato alcuni leader del centro destra, specialmente leghisti, a parlare di abrogazione del voto degli italiani all&#8217;estero. Sei dello stesso avviso?</strong></p>
<p>Il centro destra non cercasse scuse sulla querelle che ha riguardato Di Girolamo. Questa è una vicenda gravissima, che ha fatto trapelare addirittura collegamenti con la &#8216;Ndrangheta. Ora nelle file del PdL sembra quasi che nessuno lo conoscesse o che non avesse mai avuto rapporti con questo signore, in verità questo signore aveva molte entrature con ministri della Repubblica, con il Presidente della Camera Fini e con altri esponenti di vertice dell&#8217;ex Alleanza nazionale e quindi del PdL. Che non si inventassero nulla, il voto degli italiani all&#8217;estero va assolutamente mantenuto, anzi auspico un suo rafforzamento attraverso una  maggiore trasparenza dell’espressione di voto. Il voto all&#8217;estero rappresenta qualcosa di straordinario perché coinvolge dei nostri connazionali che svolgono un ruolo decisivo ed importantissimo per il nostro Paese, essi sono a tutti gli effetti i nostri veri ambasciatori nel mondo e non possiamo assolutamente allontanarci da loro.</p>
<p><strong>Come ben sai  in Europa e nel resto del mondo, gli emigranti italiani hanno votato  per corrispondenza e ti lascio immaginare gli imbrogli che ne sono venuti fuori.  C&#8217;è stata gente che andava per le strade a caccia dei plichi depositati dai postini nelle buche delle lettere. Plichi facilmente riconoscibili in quanto molto voluminosi. Non credi sarebbe il caso di fornire di seggi elettorali anche gli elettori all&#8217;estero?</strong></p>
<p>Non c&#8217;è alcun dubbio. Il voto degli italiani all&#8217;estero deve avere le stesse forme, la stessa dignità e dare le stesse garanzie di correttezza e segretezza  di cui godono gli italiani residenti nel nostro Paese.  L&#8217;istituzione di seggi elettorali all&#8217;estero credo  sia dovuta e spero vivamente che il Governo si muova in questa direzione, che definirei imprescindibile.</p>
<p><strong>Concludo questa nostra conversazione con una frase di Catone. Egli affermò :&#8221;I ladri di beni privati passano la vita  in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori”. In Italia, dopo 2.000 anni, siamo ancora  in questa situazione?</strong></p>
<p>Siamo sicuramente nella stessa identica situazione, ma con l&#8217;aggravante che a breve tutto questo sarà  sancito anche con la legge. Eliminando l&#8217;uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge ciò sarà sancito quasi come regola. Ci ritroveremo con persone che commetteranno crimini ma che, in virtù del loro potere, saranno non perseguibili. Avranno l’ impunità garantita. Altre categorie di criminali che invece non godono di coperture politiche, sconteranno interamente la loro pena nelle patrie galere.  Quanto affermato da Catone è purtroppo più attuale che mai.</p>
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		<title>L&#8217;impegno di Giulio Cavalli</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 14:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/politica/limpegno-di-giulio-cavalli-911749.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/03/581px-Gcavalli.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1750" title="Giulio Cavalli" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/03/581px-Gcavalli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Domenica 21 marzo Cesate ha ospitato Giulio Cavalli. Questo nome giungerà nuovo a chi si tiene aggiornato soltanto tramite i mezzi d&#8217;informazione &#8220;convenzionali&#8221;, ma per quelli che sfruttano altri canali, come il web, Giulio Cavalli rappresenta il nuovo che avanza, una ventata d&#8217;aria fresca in questa politica stantia che propina nomi e facce provati dall&#8217;usura del tempo, che restano aggrappati al capezzolo della politica non per vocazione, ma per tornaconto personale.<br />
Giulio Cavalli ha 32 anni e non ha un passato politico, ma possiede un notevole pedigree di impegno sociale: i suoi innumerevoli spettacoli teatrali denunciano il malaffare e il malfunzionamento in un paese (in nostro), in cui Stato e Mafia sono diventati un binomio inscindibile, anche grazie alla dilagante indifferenza di buona parte della popolazione.<span id="more-1749"></span><br />
Con lo spettacolo intitolato &#8220;Cento passi dal Duomo&#8221;, Cavalli sta cercando di portare ai cittadini lombardi una verità scomoda: la Mafia ha allungato i suoi tentacoli sull&#8217;Expo 2015, e le flebili smentite del politicante di turno non sono che la conferma di questo fatto. &#8220;Parlare di criminalità organizzata comporta dei rischi e delle reazioni&#8221;, sia da parte della mafia sia da parte di quel mondo politico colluso.<br />
Cavalli parla chiaro: &#8220;È un problema esistente e serve azione e la parola è azione&#8221;. Non ha paura di fare nomi e cognomi dei personaggi affiliati alle organizzazioni criminali: Pirolli, Barbaro, Papalìa e Liggio, non sono che una parte irrisoria della lista di questa mafia sempre meno visibile, che per entrare nel XXI secolo ha messo nell&#8217;armadio coppola e lupara, rimpiazzandole con giacca, cravatta e ventiquattrore.<br />
Ma la mafia non è tutto, specie in Lombardia. Infatti Cavalli non si lascia sfuggire l&#8217;occasione di rammentare la privatizzazione selvaggia perpetrata dal governatore Formigoni, emissario di Comunione e Liberazione, organizzazione che ha sempre più interessi nel territorio, in particolare nella sanità e nell&#8217;istruzione privata.<br />
La genuinità di questo ragazzo non sta soltanto nelle belle parole snocciolate per la platea, ma nella concretezza delle sue idee, già visibile in ben due proposte di legge di cui si fa portatore: una che riguarda l&#8217;ecosostenibilità degli edifici pubblici, grazie alle energia alternative, come il fotovoltaico; l&#8217;altra riguarda la limitazione del consumo del suolo, per impedire la cementificazione selvaggia del territorio, che, ricorda Cavalli, &#8220;non è proprietà della maggioranza di turno, ma è proprietà dei cittadini&#8221;. Limpido, perentorio e carismatico.<br />
Lo si potrebbe ascoltare per ore, senza stancarsi della sua verve, che lascia spazio anche a qualche scampolo di satira, che aggiunge brio al suo discorso.<br />
Legare il suo impegno sociale all&#8217;attività politica non è stata una scelta facile. È stato necessario l&#8217;incoraggiamento (e l&#8217;insistenza) di Luigi De Magistris, Sonia Alfano e Antonio Di Pietro per riuscire a fargli &#8220;prendere una posizione&#8221;.<br />
&#8220;La bellezza di un impegno&#8221;, slogan della sua campagna elettorale, racchiude in sé una missione: tendere allenata la memoria degli italiani, sempre più lacunosa e minata dall&#8217;informazione di regime.<br />
Guardarlo in faccia significa guardare un futuro migliore, fatto di giovani che vogliono dare il loro indispensabile contributo per il bene del proprio paese, disinteressati al guadagno e votati al coinvolgimento della società, troppo spesso abbandonata a se stessa a fine campagna elettorale.</p>
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		<title>De Magistris: Europarlamento vero custode interessi cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 22:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/de-magistris-europarlamento-vero-custode-interessi-cittadini-911480.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/07/luigi-de-magistris.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1026" title="Luigi De Magistris" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/07/luigi-de-magistris-150x150.jpg" alt="" width="83" height="83" /></a>&#8220;Il Parlamento europeo ha dimostrato, scegliendo di non piegarsi ai diktat dei Governi, di essere l&#8217;unico e vero custode degli interessi dei cittadini europei&#8221;.  Lo dichiara in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato dell&#8217;Italia dei Valori e Presidente della Commissione per il Controllo dei bilanci che, questa mattina, ha cesellato l&#8217;ultima lettera di valutazione per il Commissario Semeta (incaricato della lotta alla frode, tassazione e politica doganale) con cui si è conclusa la prima fase  delle audizioni  che porteranno all&#8217;approvazione della nuova Commissione Barroso, prevista il 9 febbraio.</p>
<p><span id="more-1480"></span>&#8220;Gli intensi negoziati &#8211; continua de Magistris &#8211; che abbiamo portato avanti per superare l&#8217;ostruzionismo del gruppo del PPE hanno portato frutti positivi”. Spiega infatti l’ex pm che “dopo il ritiro forzato della Commissaria bulgara Jaleva, che ha prudentemente preferito evitare la clamorosa censura del Parlamento europeo di buttigliana memoria, il PPE si è scatenato in un’azione ostruzionistica tale che il risultato di oggi era tutt&#8217;altro che scontato, ovvero il via libera ai Commissari che, sia pure con qualche incertezza, avevano superato gli esami&#8221;.</p>
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		<title>De Magistris: è in pericolo la libertà di Internet</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 23:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<title>De Magistris: “Trovo molto ambiguo l’atteggiamento di Mancino”</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 19:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano Montalbano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/de-magistris-%e2%80%9ctrovo-molto-ambiguo-l%e2%80%99atteggiamento-di-mancino%e2%80%9d-911097.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p class="MsoNormal"><span> </span><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1026" title="Luigi De Magistris" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/07/luigi-de-magistris-150x150.jpg" alt="Luigi De Magistris" width="140" height="140" />“Trovo che l&#8217;atteggiamento di Mancino in merito a una delle pagine più buie della storia della Repubblica sia stato inquietante. Il suo atteggiamento e&#8217; molto ambiguo”. Lo ha dichiarato l’On.le Luigi De Magistris durante la trasmissione Klauscondicio. “Leggo che persone delle istituzioni ritrovano la memoria su certi fatti dopo 17 anni, mi sembra un fatto inaccettabile se sono vere le indiscrezioni apparse sulla stampa. Là c&#8217;é qualcosa di molto torbido – ha aggiunto &#8211; non sono omicidi di mafia, ma politici nel vero senso del termine, cioé dovevano avere un effetto politico”. Secondo l’euro-parlamentare infatti: “E&#8217; impensabile che si possa attribuire questi omicidi solo a Riina e Provenzano”. <span id="more-1097"></span>“Ma c&#8217;é molto altro ed è qualcosa che sta segnando ancora oggi il nostro Paese, cioè la penetrazione della mafia nelle istituzioni. In questo ambito si inserisce il discorso della cosiddetta trattativa”. “Un vicepresidente del Csm – ha continuato &#8211; deve chiarire in modo più efficace quello che è accaduto in quelle ore, un vice presidente che ha contribuito a fermare inchieste molto importanti proprio nella direzione dei rapporti tra mafia e politica e che lascia interdetto per il suo ricordare a giorni alterni”. “A Mancino – ha concluso l’ex magistrato &#8211; dobbiamo la scrittura di alcune tra le pagine più buie della storia del Csm. Mi auguro che quanto prima il CSM venga rinnovato. Francamente ho poca fiducia. Parlo da cittadino e ribadisco: non ho alcuna fiducia”. Le dichiarazioni dell’europarlamentare dell’IDV hanno scatenato reazioni polemiche da parte di Antonello Soro, capogruppo dei deputati del Pd, e di Lanfranco Tenaglia, responsabile del dipartimento giustizia del Pd. I due esponenti del partito democratico hanno espresso la loro piena solidarietà a Nicola Mancino, vittima, a loro dire, di attacchi ingiustificati. Da segnalare, sull’argomento, l’intervento dell’On.le Antonio Di Pietro: “Invece di continuare a criticare l&#8217;Italia dei Valori, come fa anche oggi l&#8217;onorevole Franceschini, ci aspettiamo che le istituzioni rispondano nel merito rispetto a fatti drammatici e delicati che devono essere chiariti”, “Mi riferisco ai possibili rapporti di politici e funzionari di Stato con esponenti della mafia, di cui si sta occupando la magistratura”. “Il mio collega De Magistris &#8211; ha proseguito il leader Idv &#8211; ha posto oggi un problema serio riguardo al ruolo del ministero dell&#8217;Interno, all&#8217;epoca diretto dall&#8217;attuale vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino. Aspettiamo serenamente l&#8217;esito del lavoro dei magistrati. Ci auguriamo che la politica non interferisca nè tenti di fermare le indagini e auspichiamo che l&#8217;onorevole Mancino, per il quale nutriamo rispetto, risponda nelle sedi opportune nel merito, piuttosto – ha concluso &#8211; che affidarsi a improvvisati difensori d&#8217;ufficio come l&#8217;onorevole Franceschini&#8221;.</p>
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