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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; giovanna d’arbitrio</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>Valori democratici e &#8220;beni comuni&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 15:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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<div id="_mcePaste">Come insegnante d’inglese, durante le mie lezioni su usi e costumi britannici, ho spesso osservato negli alunni un interesse particolare per “TheSpeakers’ Corner” , il famoso “Angolo degli Oratori” di Hyde Park, e “The Shadow Cabinet”, il cosiddetto “Governo Ombra”. Talvolta ho pensato che forse ciò è sempre accaduto perché io stessa ho riversato entusiasmo e impegno nel parlare di questi significativi emblemi di democrazia, libertà, confronto civile di idee.<span id="more-2669"></span></div>
<div id="_mcePaste">Un giorno discutendo in classe sul detto “tutto il mondo è paese”, giungemmo alla conclusione che esso  può essere considerato vero solo per alcuni aspetti, poiché in realtà ogni paese ha una sua identità derivante da un particolare percorso storico, proprio come ogni individuo su questo pianeta.  Le diversità quindi vanno preservate come preziosi  “specchi” che ci permettono di comprendere meglio noi stessi e il mondo in cui viviamo, attraverso il confronto, il dialogo, gli scambi di idee su tante esperienze.</div>
<div id="_mcePaste">Purtroppo  una crescente omologazione, derivante da appiattimento culturale, ignoranza e disinformazione, sta dilagando distruttivamente ed essa appare ancor più minacciosa se pensiamo che si possa estendere anche a quella fisica, attraverso clonazione e manipolazioni genetiche su piante, animali ed esseri umani. Cibi killer venduti senza una chiara “tracciabilità” della loro provenienza, magari prodotti in paesi in cui non si rispetta alcuna regola per tutelare la salute del consumatore, in cui inquinamento e devastazione ambientale sono tali da scatenare la ribellione della Natura che uccide migliaia di persone con alluvioni, risveglio di vulcani, tzunami, terremoti,  e consequenziali disastri nucleari.</div>
<div id="_mcePaste">E tornando all’Italia, mentre infuria la contesa per i referendum , alcuni vedono comunisti dappertutto, anche dove non ci sono, cadendo in una sorta di ridicolo maccartismo tra mille incoerenze (Putin non  viene considerato forse un amico? Comunisti veri forse non esistono più nemmeno in Russia!). Tutto viene etichettato: se fai questo, sei di destra, se fai quello sei di sinistra, se fai altro ancora sei di centro. Perché invece non ci chiediamo cosa sia giusto o ingiusto, onesto o disonesto, vero o falso? Perché non andiamo a votare con serietà e serenità per i referendum?</div>
<div id="_mcePaste">Pertanto talvolta invidiamo un po’ il self-control  degli inglesi che molti secoli fa cominciarono a costruire il loro percorso democratico, iniziato con la medioevale Magna Carta  e culminato in una civile alternanza al potere di Labour Party e Conservative Party.  Nel Regno Unito insomma il partito che vince le elezioni non può governare senza confrontarsi democraticamente con l’Opposizione:  in tal modo “the Shadow Cabinet”  riesce a dare il suo concreto contributo nel risolvere i problemi in modo costruttivo, per il Bene del paese.</div>
<div id="_mcePaste">Certamente anche i britannici hanno difetti e colpe, come mi fece notare un giorno un alunno parlando del loro politiche colonialiste e il loro “insulare” egoismo, tuttavia, osservando non solo i loro risultati ma anche quelli di altre democrazie europee, dobbiamo ammettere che là il confronto politico in genere è più corretto e meno conflittuale.</div>
<div id="_mcePaste">Forse la nostra democrazia è ancora molto giovane, forse ci vorrebbero meno protagonismi e più unione, maggiore disponibilità al dialogo non solo all’esterno ma anche  all’interno degli schieramenti politici, comunque sia una cosa è senz’altro certa:  se ora non difenderemo con coraggio i valori democratici e non trovero una positiva convergenza su obiettivi fondamentali, come beni comuni,  salute e ambiente, legalità, equità sociale, diritti umani e civili, metteremo sicuramente a rischio il futuro dei nostri figli.</div>
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		<title>Governance del territorio: è ancora possibile in Campania?</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 14:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 12 novembre  si è svolto a Napoli un convegno sul tema “Governance Territoriale”. Relatori: G. Biondi, A. Cozzolino, T. D’Aponte, B. Gravagnuolo, U. Marani, G. Cundari. Moderatore: A. Velardi. Presente al dibattito anche l’on. A. Bassolino Le riflessioni dei presenti, considerate come “note a margine”  sul volume “Pianificazione, Paesaggio, Governo del Territorio” di G. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/governance-del-territorio-e-ancora-possibile-in-campania-912445.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/11/governance.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2446" title="governance" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/11/governance.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>Il 12 novembre  si è svolto a Napoli un convegno sul tema “Governance Territoriale”. Relatori: G. Biondi, A. Cozzolino, T. D’Aponte, B. Gravagnuolo, U. Marani, G. Cundari. Moderatore: A. Velardi. Presente al dibattito anche l’on. A. Bassolino<br />
<span id="more-2445"></span><br />
Le riflessioni dei presenti, considerate come “note a margine”  sul volume “Pianificazione, Paesaggio, Governo del Territorio” di G. Cundari, hanno messo in evidenza la necessità di un nuovo meridionalismo che parta da una governance “campana” intesa come coordinamento dei vari soggetti operanti sul territorio, istituzionali e non, pubblici e privati, al fine di promuovere lo sviluppo locale sostenibile. Secondo i relatori, potenziando le capacità del “sistema territorio” a livello economico, politico e culturale, sarà finalmente possibile pensare, progettare ed operare mediante una visione unitaria. Senza tali  premesse,      l’ attuazione dei progetti in tempi brevi è impossibile per il gap tra pianificazione e politica. Occorre inoltre un’etica delle responsabilità condivise: fare politica secondo Plutarco, “è obbligo morale per chi ha il senso dell’etica”( Biondi).</p>
<p>Rilevante il tema della vivibilità delle città alle quali bisogna  “restituire centralità” con politiche innovative su paesaggio, manutenzione e conservazione, seguendo l’esempio di altri paesi europei, per cui occorrono nuove leggi per potenziarne la vivibilità e far così affluire i fondi europei (D’Aponte, Cozzolino). Imperante è pertanto  il bisogno di una maggiore concretezza, poiché un progetto è valido solo se è fattibile, senza confusione tra” logico ed  ideologico”(Gravagnuolo) e quindi i successi urbanistici europei, in particolare quelli di Berlino e Barcellona, più volte citati anche nel libro di G. Cundari, sono molto lontani dalla nostra realtà,  proprio per mancanza di governance territoriale (Marani).</p>
<p>I relatori, pertanto, pur evidenziando palesi insuccessi ( come la gestione rifiuti), hanno elencato alcuni importanti risultati: ampliamento della metropolitana, iniziative culturali (nuovi musei, Forum delle Culture, ecc) e soprattutto il primo Piano Regionale, varato nel 2008.</p>
<p>L’incontro si è concluso con un lungo discorso di Bassolino che  ha individuato tra le principali cause dei fallimenti un’ottica molto provinciale rispetto all’apertura mentale dei paesi europei, la conflittualità tra i partiti, il rifiuto di condividere pesanti responsabilità, l’assenza di investimenti e soprattutto una” governance che non è in Campania, ma fuori di essa”. Conclusione alquanto sibillina, poiché molti non addetti ai lavori, come la sottoscritta, si sono chiesti “e allora dov’è ora questa governance?”. Come si può lasciare che una città come Napoli perisca tra i rifiuti?</p>
<p>Il convegno sembrava concluso, quando un piccolo imprenditore con insistenza ha chiesto la parola ed ha iniziato il suo discorso, affermando: &#8211; Mi son reso conto dei cambiamenti in atto quando i miei dipendenti si son schierati a destra, mentre io continuo a sostenere la sinistra  -.  Che dire? La gente è confusa e forse lo è anche il mondo politico. Forse più che chiedersi  “che cos’è di destra e cos’è di sinistra”(come nella famosa canzone di Gaber), bisognerebbe saper distinguere  tra “ giusto e ingiusto, legale e illegale, onesto e disonesto”. Le ideologie sono crollate sotto i colpi delle speculazioni economico-finanziarie globalizzate che ingoiano i risparmi di tanta gente e buttano sul lastrico i lavoratori europei dislocando la produzione nei paesi sottosviluppati nei quali sfruttano manodopera a basso costo, risorse locali e quant’altro. Forse è arrivato il momento d’individuare obiettivi trasversali perseguibili da “tutti i politici onesti”aldilà dei diversi schieramenti: lotta contro criminalità, corruzione e sistema clientelare, difesa dei diritti conquistati dai lavoratori, nonché di quelli umani e civili, cambiamento di rotta nelle politiche nazionali ed internazionali. Come si può avere la governante di un territorio, a livello regionale e nazionale, senza tali premesse?<br />
Così mentre il film di Martone “Noi Credevamo” dimostra con una seria ricostruzione storica il contributo di lacrime e sangue di tanti meridionali che lottarono per l’unità della nazione, noi diciamo “basta,  cerchiamo di cambiare musica!”  Quali gli strumenti? Forse istruzione, occupazione, legalità, maggiore equità sociale…. tanto per iniziare? E allora se il Sud è ancora una parte d’Italia, perché ridurlo solo ad un “serbatoio” di voti per la politica?</p>
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		<title>Sakineh e le altre</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 12:05:38 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/sakineh-e-le-altre-912412.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/11/sakineh.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2413" title="sakineh" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/11/sakineh-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’esecuzione di Sakineh, prevista per il 3 novembre, è stata rinviata a data da stabilirsi e così le varie organizzazioni internazionali schierate a difesa dei diritti umani continuano a battersi in tutto il mondo per strapparla alla morte.<br />
Il processo contro questa donna iraniana di 43 anni iniziò nel 2006, quando sotto tortura ammise di essere un’adultera e poi, benché ritrattasse tutto, venne punita con 99 frustate. Nel settembre dello stesso anno, il suo caso fu riaperto perché accusata dell’omicidio del marito e pertanto condannata alla lapidazione. <span id="more-2412"></span> Grazie ad un’ampia campagna mediatica avviata dai suoi figli, la vicenda suscitò grande sdegno in tutto il mondo e molti stati chiesero che la condanna fosse annullata. Venne poi di nuovo frustata con l’accusa di essere apparsa in una foto sul New York Times e dopo qualche tempo il presidente iraniano Ahmadinejad attaccò la stampa internazionale perché difende Sakineh, dimenticando che numerose donne vengono condannate a morte anche negli USA. Circa un  mese fa poi vennero imprigionati il figlio della donna, Sajjad e l’avvocato difensore. Sempre per le pressioni esercitate da tante parti del mondo, pare che le sarà risparmiata la lapidazione, ma sarà impiccata. Cosa accadrà? Non si sa, ma non possiamo fare a meno di pensare che tante altre donne sono state già lapidate in passato e continueranno ad esserlo in futuro. E’ una storia triste quella di Sakineh, una storia che ci fa riflettere sulla condizione di tante donne che in molte parti del mondo sono ancora considerate come esseri inferiori. E se la lapidazione suscita in noi un immenso orrore, è pur vero che anche la pena di morte, presente in molti paesi, non può essere ritenuta una soluzione accettabile, in particolare da chi si ritiene Cristiano. E’ dimostrato, inoltre, che la pena di morte non è un deterrente, poiché in tutti i paesi in cui è praticata non si registra alcun calo nel numero dei crimini, nemmeno negli USA dove gli episodi di efferata violenza sono in crescente aumento. Forse incidere sulle cause che creano i mostri da “sbattere in prima pagina”, potrebbe produrre qualche risultato positivo? Forse ci fa paura perfino ammettere che molti di essi, inclusi i  “tranquilli” vicini della porta accanto, spesso sono il prodotto di un’epoca priva di valori?<br />
 Tornando al nostro discorso sulla condizione femminile, constatiamo che anche nei paesi occidentali  essa presenta diverse sfaccettature legate alle classi sociali e ai luoghi di origine. Così mentre molte donne oggi si distinguono in tutti i campi dello scibile umano arrivando anche all’agognata “stanza dei bottoni”, tante umili ragazze subiscono violenze di vario genere, soprattutto se immigrate provenienti dai paesi più poveri. Non solo esse svolgono i lavori più  pesanti e faticosi, ma ora troppo spesso sono costrette a battere il marciapiede. La prostituzione a quanto pare viene considerata un male inevitabile e se qualcuno prova solo verbalmente a scagliarsi contro di essa, immediatamente viene schernito poiché  è “il mestiere più antico del mondo” e quindi non sradicabile. L’unica soluzione che viene proposta è la riapertura delle cosiddette “case chiuse”, per salvare il decoro cittadino ed evitare il diffondersi di malattie. E’ davvero grave negare “a priori” la possibilità di qualsiasi cambiamento in tal campo.<br />
Peccato che oggi anche nei paesi europei, corruzione, amoralità, uso crescente di droga e traffici illeciti di vario genere incrementino crimini e violenza. Peccato che la civile Europa non riesca ancora ad assumersi un ruolo di guida nel mondo, offrendo un modello positivamente centrato sui principi di libertà, democrazia, pari opportunità, diritti umani e civili, valori da preservare poiché conquistati con un duro percorso storico.</p>
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		<title>“Pianificazione, Paesaggio, Governo del Territorio” di G. Cundari</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 06:37:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/cultura-societa/%e2%80%9cpianificazione-paesaggio-governo-del-territorio%e2%80%9d-di-g-cundari-912337.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/10/pianificazione-paesaggio-governo-del-territorio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2338" title="pianificazione, paesaggio, governo del territorio" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/10/pianificazione-paesaggio-governo-del-territorio.jpg" alt="" width="89" height="126" /></a>Mercoledì 13 ottobre, alle ore 10,30, nell’Istituto di Suor Orsola Benincasa, è stato presentato il libro della prof. Gabriella Cundari, “Pianificazione, Paesaggio, Governo del Territorio”. Relatori: Giuseppe Ossorio, Lucio D’Alessandro, Claudio Claudi, Filippo Bencardino, Gennaro Biondi, Ernesto Mazzetti, Eirene Briziolo.<span id="more-2337"></span><br />
Dopo una breve introduzione del moderatore, Procolo Mirabella, la parola è stata data all’onorevole G. Ossorio il quale, elogiando l’operato della prof. Cundari come assessore della regione Campania, ha  messo in rilievo le difficoltà nel gestire un’urbanistica in cui spesso i piani regolatori sono subordinati ad interessi ed esigenze locali, laddove invece sarebbero necessari disciplina, rispetto delle leggi e convergenza su obiettivi etici, essenziali per combattere abusivismo ed illegalità.<br />
In pieno accordo con tali conclusioni, il prof. L. D’Alessandro, pro-rettore di Suor Orsola Benincasa, citando il filosofo J. Bentham, ha focalizzato il suo breve intervento sulla corretta  “gestione dello spazio”, problema socio &#8211; politico da affrontare nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini senza discriminazioni. Il prof. C. Claudi, invece, ha individuato nel testo di G. Cundari tre aspetti  importanti: 1) volontà di lasciare una traccia della sua passata attività di assessore, accendendo un focus, con un taglio positivo e propositivo, sulle potenzialità del territorio per superare la dicotomia tra teoria ed operatività; 2)metodo nella suddivisione dei paragrafi in due parti, cioè” storia” (valutazione oggettiva attraverso progetti, leggi, documenti, ecc.) e “storiografia” (valutazione soggettiva di scelte e risultati conseguiti); 3) scale di pianificazione urbanistica e contrasto tra la legalità e illegalità. L’esigenza di un rinnovamento urbano “sostenibile” viene spesso bloccata in Campania da numerosi problemi che purtroppo acuiscono il degrado del patrimonio edilizio (43% rispetto al 22% della media nazionale),con gravi implicazioni per la sicurezza in aree ad alto rischio sismico. Nel libro egli comunque individua il concetto dell’ “ottimismo della volontà contro il pessimismo della ragione”.<br />
Il prof. F. Bencardino , quindi, ha sottolineato l’esigenza di un’ampia visione “regionale”, maggiore coesione territoriale, rispetto dell’equilibrio uomo &#8211; natura e una corretta gestione di tutto il patrimonio edilizio, anche di quello delle aree interne, spesso trascurate. Seguire gli stimolanti esempi che ci vengono dall’Europa sarebbe consigliabile per attuare uno sviluppo “sostenibile” evitando di sconvolgere ambiente e paesaggio.<br />
Il prof. G. Biondi a sua volta nel testo ha evidenziato due parti diverse legate alle competenze dell’autrice: nella prima parte emerge una “Cundari politica”, malinconica per insuccessi ed obiettivi mancati, nella seconda parte invece la “Cundari geografa” che insegna a leggere il territorio e i suoi problemi.  Secondo Biondi  siamo in ritardo rispetto all’Europa che in 40 anni è passata dallo statico metodo “zoning” a quello dinamico della “spazialità differenziata”, attuato a Dublino, Londra , Barcellona  e perfino negli  USA, in particolare a S. Francisco.<br />
Tale concetto è stato ribadito in modo molto pessimistico da E. Mazzetti, autore della prefazione, che citando Bagnoli come esempio di ritardi ed inefficienze, ha poi affermato che G. Cundari ha scritto in realtà un libro di denuncia  su una situazione fallimentare e che pertanto ella, come onesta docente universitaria entrata nella struttura politica, ha sentito il dovere di informare gli altri e di “rendere conto”  del suo operato.<br />
La prof. Eirene Sbriziolo,infine, ha riportato il discorso ai paesi europei  che avanzano con progetti innovativi in contrapposizione ai nostri impedimenti locali che da lungo tempo condizionano l’operatività con vischiosità ideologiche, incompetenze, illegalità. Mancano politiche mirate alla gestione di una “spazio comunitario”, quindi  politiche non individualistiche, ma rispettose  della “dimensione temporale” e soprattutto delle leggi.<br />
Il convegno è terminato con i ringraziamenti dell’autrice la quale,  alla domanda “ E’ utile impegnarsi in politica?”, ha risposto con ottimismo sottolineando l’importanza di una coraggiosa collaborazione e di un cambiamento di mentalità che si potrà attuare solo attraverso un costruttivo progetto educativo rivolto ai giovani. Il suo libro quindi è stato scritto soprattutto per loro, in particolare per i suoi alunni.</p>
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		<title>Spazzatura e raccolta differenziata. E’soltanto un problema campano?</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 05:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/spazzatura-e-raccolta-differenziata-e%e2%80%99soltanto-un-problema-campano-912252.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/10/Rifiuti-a-Napoli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2253" title="Rifiuti a Napoli" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/10/Rifiuti-a-Napoli.jpg" alt="" width="210" height="172" /></a>Diversi anni fa davanti al nostro palazzo furono collocati grossi contenitori per la raccolta differenziata della spazzatura. Da quei tempi fino ad oggi  tutti i giorni continuiamo con costanza e buona volontà a versare in essi i nostri rifiuti separandoli accuratamente. Lo facciamo in modo “puntiglioso” per dare il buon esempio come persone civili, anche se molti spesso ci prendono in giro dicendo: “Tanto quello che fate è inutile, poiché poi tutta l’immondizia finisce in blocco nelle discariche”. Noi non ci vogliamo credere e, imperterriti, non cambiamo comportamento.<span id="more-2252"></span></p>
<p>Anche nella nostra scuola apparvero grossi bidoni e noi docenti ci impegnammo con serietà ad insegnare agli alunni come effettuare “la differenziata”.  Così  tra discussioni, dibattiti, lavori di gruppo, ricerche, visite guidate ad aziende operanti nel campo del riciclaggio, abbiamo cercato di dimostrare che la “spazzatura è ricchezza” se il problema viene affrontato nel modo giusto. Abbiamo  suggerito anche alcune soluzioni pratiche, come il ritorno alla vecchia borsa della spesa usata un tempo dai nonni (per evitare inutili ingombranti imballaggi e buste di plastica), riduzione di acquisti superflui  dettati da un eccessivo consumismo, rispetto per le strade, evitando di sporcarle con cartacce e gomme masticanti, ecc. ecc.</p>
<p>Da molti anni nelle scuole, inoltre, vengono attuati progetti sul rispetto dell’ambiente, sui pericoli dell’inquinamento e i suoi danni a uomini, animali e piante. I ragazzi sono molto sensibili a tali problemi, anche se spesso non lo dimostrano. Se vengono sollecitati ad esprimere con sincerità le loro opinioni, tuttavia, emergono dubbi e paure sul futuro che li attende. Non mancano inoltre prove evidenti di ciò che accade:  cambiamenti climatici, disastri naturali, incremento di tante malattie e così via.</p>
<p>Il problema dunque è di vasta portata e coinvolge tutto il nostro Pianeta, non solo i paesi più poveri nei quali purtroppo da tempo vengono scaricati tanti rifiuti tossici. Perché allora il problema della spazzatura campana esplode di tanto in tanto in modo così particolare ed eclatante, se coinvolge in fondo tutto il Sud e gran parte della Terra?  Perché solo a Napoli la spazzatura arriva sulle strade e il mondo intero poi ci punta gli occhi addosso con disgusto e disapprovazione? Dovremo dunque continuare ad aprire nuove discariche, magari in stupendi parchi naturali, piuttosto che fare “la differenziata”? Sono in molti a chiederselo, anche perché oltre ai suddetti pericoli, i danni a turismo, attività economiche e commerciali sono enormi, soprattutto in un momento di crisi così grave.</p>
<p>Purtroppo molte persone che vivono per ora in zone più ordinate e pulite, pensano che il problema sia lontano e non si sentono sufficientemente  coinvolte. Ma ben presto i luoghi in cui scaricare rifiuti  diminuiranno e, nolenti o volenti, dovranno tutti arrivare a soluzioni meno deleterie, prima che sia troppo tardi. Le nuvole cariche di sostanze tossiche si spostano, non sono ferme solo sulla Campania, o su tanti paesi poveri , e così fanno  le acque dei fiumi e dei mari che non sono certo stagnanti ed immobili, i prodotti della terra per effetto di un mercato globalizzato viaggiano da un paese all’altro e, esportati da zone altamente inquinate, arrivano ormai sulle tavole di tutti (ad esempio i pomodorini cinesi).</p>
<p>Chi non riesce ad avere una visione d’insieme su inquinamento e corretto smaltimento dei rifiuti, non capisce che il problema della Campania va inquadrato in un contesto più ampio ed affrontato con urgenza a livello nazionale e internazionale,  per il bene dei nostri figli.</p>
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		<title>I giovani meridionali</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 06:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/cultura-societa/i-giovani-meridionali-912208.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/09/Giovani-disoccupati.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2213" title="Giovani disoccupati" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/09/Giovani-disoccupati.jpg" alt="" width="266" height="166" /></a>Secondo le statistiche i giovani meridionali  delle classi sociali medio &#8211; alte in genere studiano con serietà e si diplomano o si laureano con buoni voti, ma solo una parte di essi riesce a trovare un posto di lavoro al Sud  mentre, come tutti sanno, gli altri sono costretti ad emigrare al Nord o all’estero. Quelli più poveri, se sono onesti, si arrangiano con lavori molto umili, affrontando la concorrenza con gli extracomunitari  che si accontentano di salari più bassi oppure, quasi per successione, di padre in figlio, entrano nella criminalità organizzata.<span id="more-2208"></span></p>
<p>Purtroppo nelle fasce sociali più basse è difficile completare gli studi e quindi sradicarsi da un ambiente che offre solo, miseria, degrado e violenza. Bellissima e significativa la scena del  film “l’Amore Buio” di A. Costanzo, nella quale il protagonista, Ciro, imprigionato nel carcere minorile di Nisida, canta una drammatica e commovente canzone di protesta ( “Tre Stelle”) contro una società che non offre niente ai ragazzi dei cosiddetti “quartieri”.Escludendo coloro che sono agganciati al sistema clientelare, molti giovani mostrano un preoccupante, crescente disinteresse per la politica, disinteresse  che in genere nasce dalla sfiducia per scelte non focalizzate sui reali bisogni del Meridione e soprattutto su quelli delle nuove generazioni. Molti non vanno nemmeno più a votare, avendo le idee confuse per il bailamme attuale fatto di scandali e corruzione, accuse reciproche, invettive e litigi. Così purtroppo quelli che emigrano, prima o poi, decidono di restare all’estero, chiedono la cittadinanza in un nuovo paese dove mettono su  famiglia e non tornano più in Italia se non per visite sporadiche ai parenti.<br />
Eppure tanti giovani partono con la speranza di ritornare, di acquisire maggiori competenze per poi “spenderle” qui al Sud, nelle loro regioni, ma il rientro non è facile per molti motivi.  In effetti i nostri brillanti, dinamici e creativi giovani meridionali si distinguono appena mettono i piedi fuori dall’Italia e fanno rapidamente carriera  ma, quando cercano di rientrare, i risultati così duramente conquistati spesso non vengono adeguatamente riconosciuti : posizioni e salari proposti qui non sono altrettanto allettanti, anzi talvolta nettamente inferiori. Per loro, insomma, si tratterebbe di mettere la retromarcia e non tutti sono disposti a farlo, anche se qualcuno cede per amore della famiglia e della propria terra. Gli altri ripartono, essendo ormai abituati ad un modo di lavorare ben organizzato ed efficiente: non  si adeguano più a disorganizzazione, mancanza di regole  e soprattutto di rispetto verso i diritti del lavoratori.<br />
Dispiace veramente costatare tutto ciò. Siamo preoccupati per il nostro paese e soprattutto per il Meridione. E’ doloroso per i genitori del Sud veder partire i propri figli. Ci auguriamo, pertanto, che i politici italiani si occupino del futuro dei giovani, invece di litigare tra loro.<br />
Pensavamo che il PD almeno mostrasse più coesione in un momento in cui anche la coalizione di centro- destra dava segni di cedimento, ma poi abbiamo potuto costatare che esso è più interessato a cercare un nuovo leader attraverso altre primarie. Quante primarie ci saranno ancora?!  Ma se i leader indicati dagli elettori poi vengono defenestrati  da lotte intestine, che senso hanno nuove eventuali primarie?<br />
Il problema forse è di fondo: il bipolarismo in Italia non funziona poiché troppi sono i partiti e troppi aspirano al ruolo di leader, a destra, al centro e a sinistra. Perché allora non tornare ai singoli partiti, ciascuno con il suo programma chiaro e ben definito , il proprio simbolo ben distinguibile sulla scheda e…. il proprio leader. Se accordi si devono fare, si facciano dopo le elezioni e che siano trasparenti. Non sono un’esperta di politica, ma solo un’umile insegnante e una comune cittadina che si serve di esempi semplici presi dalla realtà: quando mio padre e mia madre non erano d’accordo sulla linea di condotta da adottare nei nostri riguardi, si chiudevano in una stanza, discutevano a lungo a bassa voce e, quando avevano raggiunto un accordo, uscivano, ci comunicavano quale era la loro posizione e poi ci invitavano a riflettere e a scegliere in modo responsabile.</p>
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		<title>Essere “diversi” oggi</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 06:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/cultura-societa/essere-%e2%80%9cdiversi%e2%80%9d-oggi-912190.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/09/La-solitudine-dei-numeri-primi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2191" title="La solitudine dei numeri primi" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/09/La-solitudine-dei-numeri-primi.jpg" alt="" width="143" height="202" /></a>Letteratura e cinema ancora una volta interagiscono nel film di Saverio Costanzo “La Solitudine dei Numeri Primi”, tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Giordano (Premio Strega 2008).<br />
Il tema della “diversità” di Alice e Mattia e i loro drammi esistenziali, nel film vengono tradotti in immagini forti ed impressionanti.<br />
Alice ha sette anni e odia la scuola di sci, ma suo padre la obbliga ad andarci, ha un incidente e rimane zoppa. Mattia è un ragazzino intelligente, ma costretto continuamente dai genitori ad aver cura della sorella ritardata, Michela, un giorno l’abbandona in un parco per andare da solo ad una festa.<span id="more-2190"></span> Questi episodi iniziali peseranno come marchi indelebili sulle vite dei due giovani i quali, anche se  profondamente attratti, saranno inesorabilmente divisi come quei numeri speciali che in matematica vengono definiti come “numeri primi gemelli“, separati da un solo numero pari.<br />
Sia nel libro che nel film i genitori sono messi sotto accusa: i loro errori nell’educare i figli sono la causa dei suddetti drammi. In questa spietata analisi viene inclusa anche la scuola, non più in grado di incidere sull’attuale generazione che incamera sempre più i pericolosi messaggi di una società priva di valori. Il fenomeno del bullismo, che fa vittime soprattutto tra i “diversi”, è una triste realtà dei nostri giorni. A difesa dei docenti tuttavia, da insegnante animata da buona volontà, posso testimoniare che è estremamente difficile dedicare un’adeguata attenzione agli alunni più fragili in classi sovraffollate, senza il supporto di validi insegnanti di sostegno, il costante intervento di competenti psicologi e un massiccio aiuto da parte del personale ATA per sorvegliare bagni, corridoi o luoghi più appartati in cui spesso “i bulli” attaccano. I tagli sull’Istruzione pesano proprio sui più deboli.<br />
Nel romanzo Paolo Giordano riesce ad alternare momenti di estrema durezza  a scene di grande tenerezza e di speranza, a mitigare in parte  la drammaticità delle situazioni. Saverio Costanzo invece  avvolge la storia in un’ atmosfera da horror film servendosi di colori, suoni, suggestioni e fisicità. Emblematica la trasformazione dei corpi dei protagonisti che riflette il rapporto patologico col cibo, grave problema di tanti giovani. Essere “diversi” oggi, dunque, sia a livello fisico che spirituale, appare molto più difficile in una società che punta tutto su immagine e aggressività.<br />
In un’intervista lo scrittore, anche sceneggiatore (insieme al regista), ha affermato: -  Avendo scritto anch’io il film, ero cosciente di ciò che Saverio stava costruendo, ma dalla scrittura alla pellicola c’è un passaggio sorprendente&#8230; So che è l’opera di qualcun altro, ma non ho affatto ansia di possesso. Se si ha un attaccamento morboso al romanzo, non bisogna lasciare che qualcun altro ci lavori su -. Infine egli ha concluso il discorso affermando che vedendo il film da spettatore, per la prima volta ha “letto” la sua storia e si è commosso.<br />
Certamente il merito va anche agli attori, tutti bravi, tra i quali in particolare ricordiamo Alba Rochrwacher (Alice), Luca Marinelli (Mattia), Isabella Rossellini (madre di Mattia), Filippo Timi (il clown).</p>
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		<title>Donne come gamberi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 14:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/donne-come-gamberi-912098.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/09/200-ragazze.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2099" title="200 ragazze" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/09/200-ragazze-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quando qualcosa mi blocca e sento che in me non c’è progresso, mi sembra di riascoltare la voce di mio padre che mi rimprovera dicendo:  &#8211; Non fare come i gamberi! Coraggio, Giovanna, vai avanti! Forza, forza, forza! &#8211; . Me lo ripeté fino alla fine, fino a quando mi lasciò per sempre.<br />
Caro papà, avevi  proprio ragione, poiché ci vuole davvero  tanta forza oggi per conservare la propria dignità come essere umano  e senz’altro per una donna è ancora più difficile.<span id="more-2098"></span> Come primogenita di quattro figlie femmine, ti devo far notare però, con un po’ di humour, che anche tu, papà, forse saresti stato più felice se io fossi  stata un “maschio” e così… qualcuna delle mie sorelle non sarebbe nemmeno nata.  Quanti condizionamenti ci vengono dal passato! Tu però, papà, ti sei riscattato regalandoci un’educazione diversa, incoraggiandoci a valorizzare le nostre qualità migliori, a fare consapevoli libere scelte come esseri umani, non come femmine definite “inferiori” per ataviche, barbare, tradizioni.<br />
Seguendo questi costruttivi esempi anch’io ho cercato di offrire “pari opportunità” ai miei figli, Paola e Marco, cancellando vecchi schemi educativi. La lettura poi di tanti libri di storia mi aiutò a riflettere sulle indicibili sofferenze, umiliazioni e violenze inferte alle donne per secoli e secoli.<br />
Da vera cristiana rimasi delusa davanti alle dispute dei teologi medioevali sull’esistenza o meno di un’anima nei corpi femminili, inorridii alla descrizione di orribili torture inflitte a tante donne arse poi sui roghi come streghe, mi commossi  per le lotte di tante “artiste” i cui talenti venivano spesso soppressi per effetto di una misogina cultura, col pensiero fui attivamente accanto alle suffragette che lottarono per il diritto al voto e via via fino ai nostri giorni seguii con interesse l’evolversi positivo degli eventi che faceva sperare in un futuro migliore.<br />
Oggi, tuttavia, ci sono pericolosi segnali di regresso e non solo in questo campo, ma ovunque ci si fermi ad osservare e riflettere.  Questa “decadente” civiltà sta per crollare sotto i colpi dei Barbari? E’ il prezzo che l’opulento Ovest deve pagare per le distruttive politiche verso il Terzo Mondo? Perché non abbiamo esportato i valori positivi della nostra millenaria cultura conquistata con lacrime e sangue, invece di seminare ignoranza, violenza e morte? Perché ancor oggi le politiche globalizzate insistono nel commettere gli stessi errori?<br />
Così ecco che ben 200 (forse addirittura 500?) belle donzelle si sono inchinate davanti a Gheddafi, cancellando anni di serie lotte femminili , eccole pronte a camminare all’indietro come gamberi, pardon “gambere” , per  “un pugno di dollari” o “per qualche dollaro in più”, come nei  due noti western .<br />
Secondo il leader libico, inoltre, nel suo paese le donne godono anche di maggior rispetto che in Europa. E la domanda sorge spontanea: &#8211; Come mai tra le suddette 200 partecipanti non c’erano “gambere” brutte?  La cosa ci sembra alquanto sospetta, per la verità -. Così  ci pare altrettanto assurdo che egli, quasi novello S. Gennaro davanti all’avanzare della lava vesuviana, alzi un braccio e, da solo, come per miracolo, riesca a fermare le enormi ondate migratorie che stanno invadendo l’Europa. Sono ben altre le soluzioni da cercarsi in ambito internazionale! (E nel rispetto oltretutto di diritti umani e civili, di cui in questi giorni purtroppo non si è affatto parlato).<br />
La verità  è che “non c’è più religione”, come affermò Totò in un vecchio film, e che davanti al Dio Denaro tutti sono ben felici di prostrarsi.</p>
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		<title>Liberi pensieri</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 06:21:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I pensieri scorrono liberamente nella mente e mi fermo a considerare come essi passino velocemente da un soggetto all’altro, per associazioni di idee, similitudini, ricordi. Arrivano così frammenti di poesie e prose, frasi di persone comuni o di grandi personaggi, eventi passati e presenti, in una sorta di “stream of consciousness”  alla James Joyce. Ascolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/liberi-pensieri-912007.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>I pensieri scorrono liberamente nella mente e mi fermo a considerare come essi passino velocemente da un soggetto all’altro, per associazioni di idee, similitudini, ricordi. Arrivano così frammenti di poesie e prose, frasi di persone comuni o di grandi personaggi, eventi passati e presenti, in una sorta di “stream of consciousness”  alla James Joyce.<br />
Ascolto distrattamente la TV e tra le tante notizie che come sempre massacrano Napoli.  Ebbene si, anche il pane qui viene prodotto in modo illegale con forni improvvisati e poco puliti, venduto qua e là senza alcun rispetto di norme igieniche, ma a  prezzo tanto basso da attirare molte famiglie che sono in difficoltà per l’attuale crisi e per l’Euro, moneta sfuggita ad ogni controllo, che ha dimezzato stipendi, risparmi e potere d’acquisto. <span id="more-2007"></span></p>
<p>“Pane ti spezzan gli umili ogni giorno, lieti se già non manchi alla lor mensa….”  recita la mia mente rivedendo la poesia di Pastonchi scritta con bella grafia sul quaderno delle elementari e poi i libri di storia dove spesso  leggevo di tumulti e violenze causati da gente affamata che dava l’assalto ai forni per rubare pane e farina, come nel famoso episodio del 1629 descritto dal Manzoni nei  “ Promessi Sposi” e in tanti altri, in periodi di crisi e carestia lungo il percorso storico dell’umanità fino ai nostri giorni. Come non pensare a grano e riso che cominciano a scarseggiare in alcuni paesi per diversi motivi:  mutazioni climatiche, maggiore quantità di semi utilizzati per l’allevamento del bestiame o addirittura per la produzione di biocarburanti, ulteriore impennata dei prezzi dovuta alla crisi internazionale, impiego di OGM nell’agricoltura con speculazioni di tutti i tipi, ecc.. ecc..<br />
E d’inverno piove, piove, piove in Italia, paese ricco di fiumi, laghi e cascate. Quanta acqua! Ma dove va a finire tutta quest’acqua se poi non ce n’è abbastanza e bisogna privatizzarne la gestione? “Laudato sì, mì Signore per sor Acqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta”. Caro S. Francesco, avevi proprio ragione tu, ma oggi “non  c’è più religione!”, come diceva talvolta Totò nei suoi film.</p>
<p>Il Tg va avanti ed  ecco ancora la guerra in Afghanistan con altri morti, le tensioni in Medio Oriente, l’Iran e il pericolo di armi nucleari ecc. ecc.  Aveva ragione Celentano quando cantava  “ogni atomica è una boccia e i birilli son l’Umanità. Il capriccio di un capoccia ed il mondo in aria salterà”. Speriamo proprio di no! E’ strano poi che nessuno pensi ai pericoli delle centrali nucleari, soprattutto su territori ad alto rischio sismico, come l’Italia. Ce ne dovessero regalare qualcuna anche in Campania? Tra Vesuvio, Epomeo e Campi Flegrei , non so se mi spiego!</p>
<p>Ah  giustizia, giustizia, dove sei? Caro Martin Luther King, fosti davvero saggio nell’affermare che “l’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia ovunque”, poiché davvero i cattivi esempi si possono espandere a macchia d’olio.</p>
<p>Allora che fare? Non ci resta che lottare per i nostri ideali e sperare come il poeta  J. Carrera  Andrade che scrisse: &#8211; Verrà un giorno più puro degli altri:/ scoppierà la pace sulla Terra/ come un sole di cristallo….nessuno verserà più il sangue del fratello./ Il mondo apparterrà alle fonti e alle spighe/ che imporranno il loro impero/ di abbondanza e freschezza,/ senza frontiere -.</p>
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		<title>Scuola: graduatorie regionali</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 11:03:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto di legge sulla formazione di graduatorie regionali per i docenti presenta diversi aspetti sui quali riflettere. Il Consiglio di Stato  ha affermato che tutto ciò è anticostituzionale  e i sindacati si sono schierati contro per diversi motivi. C’è chi afferma che ancorando gli insegnanti al territorio si favorirebbe la continuità didattica, altri invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/cultura-societa/scuola-graduatorie-regionali-911861.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/05/precari_scuola.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1862" title="precari scuola" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/05/precari_scuola-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il progetto di legge sulla formazione di graduatorie regionali per i docenti presenta diversi aspetti sui quali riflettere. Il Consiglio di Stato  ha affermato che tutto ciò è anticostituzionale  e i sindacati si sono schierati contro per diversi motivi.<br />
C’è chi afferma che ancorando gli insegnanti al territorio si favorirebbe la continuità didattica, altri invece temono che l’effetto “federalismo” dal campo fiscale si stia spostando pericolosamente ad altre aree, con provvedimenti dannosi soprattutto per il Sud.<span id="more-1861"></span><br />
Esaminando i fatti e riflettendo in modo razionale, si arriva alla conclusione che mentre in passato i laureati  settentrionali (peraltro in numero inferiore rispetto al Sud) trovavano facilmente lavori più allettanti e meglio pagati , ora in tempo di crisi anche la scuola diventa interessante per loro. Via dunque gli insegnanti meridionali dalle graduatorie del Nord nelle quali per “merito” hanno sempre occupato i primi posti!<br />
Con i pesanti recenti tagli sull’ Istruzione che si sono aggiunti a quelli già attuati in passato con la legge Bassanini sull’autonomia scolastica (in particolare con  accorpamenti di istituti e consequenziale riduzione di posti di lavoro), il numero dei precari è in crescente aumento, soprattutto nel Meridione.<br />
Secondo Maristella Curreli, Presidente dei “Comitati Insegnanti Precari”, se dovesse passare questo modello “si creerebbero graduatorie non più imperniate su competenze ed esperienze ma sulle provenienze, non più sullo spessore culturale ma sulla ristrettezza e la pochezza dell’identità regionale”.<br />
Riflettendo poi ci si chiede: -  Ma chi mai lascerebbe la propria casa, gli affetti più cari, i luoghi amati, per andare nelle fredde e spesso ostili terre del Nord, se non fosse spinto da gravi necessità? -. In genere infatti se si riesce a trovare lavoro nella propria regione, non si emigra. Si prevede dunque un’ulteriore ondata di “laureati con la valigia” che si dirigerà verso i paesi europei e un incremento di lavoro “nero”  di vario genere nel Meridione. A questo punto non sarebbe utile in futuro orientare le scelte dei  giovani in campo scolastico o universitario, fornendo loro una mappa delle opportunità lavorative territoriali, pur nel rispetto delle capacità ed attitudini individuali?<br />
Sorgono poi  altre inquietanti domande. In un mondo globalizzato nel quale il principio della mobilità regna sovrano nel mondo del lavoro, come faranno i docenti a riunirsi ai propri coniugi? Poiché per lo più si tratterebbe di  “donne” insegnanti, dovranno esse fare una scelta tra famiglia e lavoro?<br />
E se un genitore anziano abitasse in una regione diversa da quella di residenza del docente, cosa accadrebbe? Anche qui ci sarebbero gravi problemi da risolvere.<br />
Insomma i valori di scuola e famiglia ancora una volta probabilmente</p>
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