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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; democrazia</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>Time out</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 14:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Time out. Il tempo è finito e prima o poi il tappo deve saltare. Per carità ogni riferimento all’altezza di Berlusconi  è del tutto casuale. Al cavalier-tappo che sta bloccando la nostra democrazia si chiede di “saltare” liberando così il Paese da un fardello diventato insopportabile, consentendo che finalmente si possano sprigionare quelle bollicine/ energie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/attualita/time-out-912774.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/31bd2947fd6fe9eab2602785cb1bb5e2_medium.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2775" title="31bd2947fd6fe9eab2602785cb1bb5e2_medium" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/31bd2947fd6fe9eab2602785cb1bb5e2_medium-300x288.jpg" alt="" width="300" height="288" /></a>Time out. Il tempo è finito e prima o poi il tappo deve saltare. Per carità ogni riferimento all’altezza di Berlusconi  è del tutto casuale. Al cavalier-tappo che sta bloccando la nostra democrazia si chiede di “saltare” liberando così il Paese da un fardello diventato insopportabile, consentendo che finalmente si possano sprigionare quelle bollicine/ energie positive tenute sotto scacco e sotto ricatto da una maggioranza parlamentare che nel Paese non ha più un oggettivo riscontro. Da qui la volontà del centro destra  di non andare a elezioni e di tenere quindi bloccati la nostra democrazia e i nostri destini.<span id="more-2774"></span></p>
<p>Impresentabili a livello internazionale, senza più alcuna credibilità e con una economia che chiede giustamente quegli interventi strutturali che il centro destra neppure i sogna di attuare, questo tappo istituzionale non trova di meglio che trasportare le sue escort sull’ aereo presidenziale  a nostre spese e millantare prestazioni sessuali da guinness dei primati. Povero tappo, povero cavaliere così disperatamente aggrappato alla sua distorta pulsione erotica, alla sua  vacuità ed alla sua vanità ma soprattutto poveri noi costretti a subire gesti e situazioni davvero fuori da ogni più fervida immaginazione. In proposito, chiarissimo Felice Belisario, capogruppo IdV al Senato: <em>“Il Presidente del Consiglio, come ebbe a dire la sua ex moglie, è un uomo malato: dovrebbe essere allontanato da Palazzo Chigi e spedito in qualche struttura di cura. Non può certo occuparsi del Paese, come lui stesso ammette governa a tempo perso lasciando che tutto vada a rotoli. Stiamo attraversando una gravissima crisi economica e politica ma Berlusconi ha deciso di non mollare, per questo serve un’opposizione unitaria, dentro e fuori il Parlamento, che coinvolga i cittadini e le forze sociali, a partire dalla Chiesa cattolica. Ora anche chi ha avuto dei vantaggi ad assecondarlo rischia solo di andare a fondo con lui. Non possiamo permetterci un premier indegno del proprio ruolo, che mette le cosa pubblica a disposizione della corte di escort e ricattatori da cui si lascia abbindolare: l’Italia non è un Sultanato</em></p>
<p>Che il tappo salti, che l’ottusità di questo governo da operetta che opprime le famiglie, che ignora i giovani e che rischia di spegnere il futuro del Paese, venga dissipata. Si torni a votare, si lasci decidere ai cittadini se è possibile tollerare oltre quelle escort e quei ladrocini di Stato, perverso frutto di insopportabili ed insostenibili intrecci tra politica – meretricio &#8211; imprese pubbliche (da Finmeccanica a ….),  che il cavalier-tappo ed il suo centro destra ci vorrebbero lasciare quale assurda e pesante eredità.</p>
<p><em>“Occorrerebbe subito una nuova legge elettorale oppure andare al voto assieme al Pd e Sel”.</em> Questa è la linea di Antonio Di Pietro (Idv) che sottolinea: &#8220;<em>in un momento di estrema tensione e di tenuta democratica in pericolo, noi riteniamo che bisogna pensare all&#8217;oggi e al domani. Adesso, possibilmente cambiando la legge elettorale. se non lo si puo&#8217; fare &#8211; rimarca &#8211; si vada al voto con quell&#8217;attuale con la più larga coalizione possibile di difesa costituzionale. In prospettiva riteniamo che ognuno debba stare a casa sua con il programma che condivide. Per questo l&#8217;Idv insieme a Pd e Sel hanno fatto un patto di collaborazione politica, non solo elettorale per offrire un&#8217;alternativa al Governo nazionale”</em>.</p>
<p> Aggiungiamo: l’Italia non il lupanare del centro destra ma è e resta un Paese di belle e brave persone che devono essere lasciate libere di esprimersi. Facendole votare.</p>
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		<title>L&#8217;Italia del silenzio</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 21:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/attualita/litalia-del-silenzio-911935.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/06/bavaglio-allinformazione.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1938" title="bavaglio allinformazione" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/06/bavaglio-allinformazione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Sultano di Arcore, ormai più che deciso a lasciarsi la democrazia alle spalle, sparacchia su ciò che non gli va a genio, cioè tutto ciò che non ha fatto lui o che non possiede. La Costituzione? Superata. La magistratura? Un manipolo di toghe rosse. E infine la perla fatta aforisma: &#8220;Governare con questa architettura istituzionale è un inferno&#8221;. E all&#8217;assemblea di Confartigianato c&#8217;è pure chi applaude, probabilmente credendo di essere al Teatro degli Arcimboldi per una puntata di Zelig.<span id="more-1935"></span><br />
Il padrone, si sa, quando sta al governo vuole stare comodo. Vuole fare ciò che vuole. E se è contro la legge o contro la Costituzione? Che problema c&#8217;è? Si può sempre cambiare.<br />
In mezzo al trambusto delle dichiarazioni sconnesse ritiene appropriato non inviare più uomini della Protezione Civile a L&#8217;Aquila e quatta quatta arriva in Parlamento il restyling del ddl intercettazioni.<br />
Il restyling, se così possiamo definirlo, consiste nel raffazzonato abbellimento di un cumulo di materia fecale, da cui spuntano particolari raccapriccianti, che nemmeno Hannibal Lecter si sognerebbe mai. Intercettazioni a tempo, impossibilità di piazzare cimici in luoghi che non siano pubblici, divieto di pubblicazione delle intercettazioni, sanzionate maxi multe per editori e il carcere per i giornalisti in caso di trasgressione; il tutto accompagnato da brillanti trovate stilistiche, tipo:<br />
1.    per poter intercettare saranno necessari evidenti indizi di colpevolezza;<br />
2.    la durata delle intercettazioni non sarà superiore ai 75 giorni, superati i quali i pm dovranno chiedere propoghe ogni tre giorni;<br />
3.    si potrà intercettare solo per quei reati per i quali si rischiano pene superiori ai 5 anni di reclusioni;<br />
Reati come corruzione per atto pubblico, omicidio colposo e favoreggiamento personale (tutti punibili con meno di 5 anni di reclusione) saranno messi in salvo da orecchie indiscrete. Senza dimenticare il reato di evasione, che ormai non preoccupa più il paese degli scudi fiscali.<br />
Dinnanzi a tutto ciò, sarebbe troppo facile pensare che questo governo si stia letteralmente facendo i fatti suoi, con il Cavalier Birbante in primissima linea in qualità di promotore, realizzatore e utilizzatore finale di qualunque nefandezza esca dalle Camere, prontamente firmata dal Genio del Quirinale.<br />
È inutile piagnucolare che si sta minando la libertà d&#8217;informazione e che il fatto che un cittadino non possa essere informato sia di una gravità inaudita. Tutto ciò è perfettamente conforme al &#8220;Dux Mea Lux&#8221;, il manuale fai da te che spiega come instaurare una dittatura nel proprio paese.<br />
Il vero problema è capire a che punto dell&#8217;attuazione del manuale sia arrivato questo democraticida.<br />
Al prologo? All&#8217;epilogo? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza&#8230;<br />
Per il momento godetevi questa nuova Italia del Silenzio, il fantastico paese in cui tutto ciò che accade e accadrà lo scopriremo soltanto quando sarà già finito.</p>
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		<title>In Olanda vince il pensiero plurale</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 14:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A distanza di pochi giorni dal risultato elettorale in Olanda vorrei fare alcune riflessioni. Innanzitutto vorrei dire che l&#8217;Olanda conferma di essere un paese democratico, aperto e pluralista in cui ognuno può esprimere le proprie idee, e in cui gli elettori votano perché credono in qualcosa oppure si sentono liberi di protestare ed esprimere col [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/esteri/in-olanda-vince-il-pensiero-plurale-911966.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>A distanza di pochi giorni dal risultato elettorale in Olanda vorrei fare alcune riflessioni. Innanzitutto vorrei dire che l&#8217;Olanda conferma di essere un paese democratico, aperto e pluralista in cui ognuno può esprimere le proprie idee, e in cui gli elettori votano perché credono in qualcosa oppure si sentono liberi di protestare ed esprimere col voto il loro malcontento e le loro paure. C&#8217;è un 15% dei votanti, che si è espresso a favore del PVV di Geert Wilders. Questa fetta di olandesi ha chiaramente paura dell&#8217;islamizzazione della società e dell&#8217;immigrazione di massa. Penso che si debba rispettare la loro paura pur non condividendola affatto.<span id="more-1966"></span><br />
Tra l&#8217;altro colpisce che questa paura dell&#8217;immigrazione serpeggi soprattutto nei paesini ex cattolici del sud, dove la presenza dei nuovi olandesi è relativamente molto bassa rispetto alle grandi città come Amsterdam. Gli elettori del PVV hanno dunque paura di qualcosa che non conoscono, da cui si sentono oscuramente minacciati.<br />
Altri sono i veri problemi da affrontare, e infatti di questo si è parlato principalmente in campagna elettorale, una campagna in cui i dibattitti televisivi, frequentissimi e altamente pluralisti  (la TV italiana avrebbe molto da imparare da questo di vista), hanno avuto un ruolo fondamentale e i vari capolista si sono lanciati in gare di bravura e di nervi saldi. Il grande successo di Marc Rutte del VVD è in parte dovuto alla sua presenza carismatica in TV. Mi chiedo infatti quanti di quel 20,4% che lo hanno votato si sia resa effettivamente conto di come vuole rimettere in sesto l&#8217;economia il VVD. Innalzando l&#8217;età pensionabile, eliminando le borse di studio per chi vuole frequentare università e scuole professionali superiori,  spendendo di più per costruire strade e tagliando sui trasporti pubblici o costruendo una nuova centrale nucleare.<br />
Bisogna risparmiare e questo è un principio condiviso da tutti. Ma lo si potrebbe fare tagliando le spese per gli aerei militari da combattimeno, riducendo la detrazione degli interessi sui mutui, ora uguale per tutti, anche per chi compra le ville e i castelli. Il partito socialista  chiede ad es. che la detrazione degli interessi sia garantita  solo fino a 350.000 euro.<br />
Tiene pur con qualche perdita il partito laburista, che ottiene il 19,6% guidato da Job Cohen, autorevole e pacata personalità amata e rispettata in particolare nel campo della cultura, che si è dimesso da sindaco di Amsterdam per dedicarsi a tempo pieno alla campagna. Cohen ha stravinto ad Amsterdam, citta multicultural per eccellenza, con il 35,2%.<br />
Perde invece clamorosamente il CDA del premier dimissionario  Jan Pieter Balkenende, passando a un 13,7%. Perdono seggi, ma si attestano comunque su un 9,9% i socialisti dell&#8217;SP che chiedono una manovra economica che non penalizzi i poveri, ma pretenda responsabilità da chi ha veramente provocato la crisi, le banche, il mondo della finanza, gli speculatori, coloro che ottenongo aiuti di stato e poi distribuiscono bonus ai propri manager.<br />
L&#8217;unico partito di sinistra che ha veramente vinto, è la sinistra verde (passata al 6,6% rispetto al 4,6% del 2006) di Femke Halsema, unica donna in lizza per il premierato, una giovane e agguerrita sostenitrice delle tematiche dell&#8217;ambiente e della solidarietà.<br />
Riassumendo il risultato elettorale mostra un&#8217;Olanda pluralista, in cui la frammentazione è espressione di libertà di pensiero e talvolta anche di protesta. Tutto ciò è possibile se si applica un sistema proporzionale che permette alle minoranze di dare il proprio contributo al risultato elettorale. Secondo me è tuttora la forma migliore di democrazia, un sistema proporzionale in cui tutti possono candidarsi a diventare partito di governo.<br />
D&#8217;altro canto si pone ora il problema della governabilità. E&#8217;chiaro che la formazione della coalizione di governo sarà lunga e accidentata. Le ipotesi sul tappeto sono molto variegate, ne vengono prese in considerazione almeno 7 con 3 o addirittura 5 partiti.  Ma tutto ciò è mille volte preferibile alla prepotenza di un sistema come quello italiano in cui le minoranze vengono messe a tacere e la coalizione che vince, magari soltanto per pochi punti percentuali si permette di<br />
governare in maniera dittatoriale imponendo fiducia su fiducia e costringendo metà dell&#8217;elettorato ad accettare leggi ad personam, fortemente osteggiate se non addirittura incostituzionali, come l&#8217;attuale ddl intercettazioni.<br />
Viva l&#8217;Olanda, viva il pluralismo e il pensiero democratico e plurale allora, dove tanti partiti diversi che vanno dal 6% al 20% possono esprimersi e perché no partecipare a una coalizione di governo che deve puntare al risanamento dell&#8217;economia e al futuro del paese.</p>
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		<title>Antonio Di Pietro a Torino per promuovere l’iniziativa referendaria dell’Italia dei Valori</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 06:34:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/piemonte/antonio-di-pietro-a-torino-per-promuovere-iniziativa-referendaria-dell-italia-dei-valori-911875.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/05/IMGP4368.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1876" title="Antonio Di Pietro " src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/05/IMGP4368-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Presidente Antonio Di Pietro a Torino per promuovere l’iniziativa referendaria dell’Italia dei Valori. Lunedì mattina Di Pietro si è recato in piazza Castello, nel centro storico cittadino, dove ad attenderlo c’erano militanti, politici locali del movimento e decine di giornalisti. Con loro si è soffermato su temi del giorno ricordando come questo governo sia giunto ormai al capolinea e che sia inutile  e quanto mai significativo solo di un attaccamento alla poltrona la proposta di Casini di dare vita ad un “governo di salute pubblica” per poter guidare il paese in questa fase. <span id="more-1875"></span>L’Italia dei Valori è pronta piuttosto a nuove elezioni, ha ricordato il presidente, per poter mandare a casa questo Governo che ha occupato il paese legiferando a colpi di decreti solo iniziative a loro dedicate dimenticando sociale,  lavoro e l’economia. La visita di Di Pietro è proseguita soffermandosi fra le tante persone che si sono recate a firmare per i referendum e incontrando un gruppo di ex dipendenti del gruppo Agile-Eutelia che stava manifestando davanti al vicino palazzo della Giunta Regionale.  L’incontro torinese è solo uno dei tanti che dal  1 maggio  ha visto il presidente recarsi in moltissime città italiane. Sono infatti stati organizzati oltre 1000  gazebo dell’IdV presenti in tutta Italia dove poter firmare i quesiti contro il ritorno al nucleare, in difesa dell’acqua pubblica e per fermare il legittimo impedimento. &lt;Tre referendum per il futuro di tutti&gt;.E’ quanto annuncia  Antonio Di Pietro&lt;Una scommessa difficile ma sappiamo bene che, grazie all’impegno dei cittadini, sarà possibile vincerla.‘Saremo al fianco dei cittadini in ogni regione, in ogni provincia e in ogni città per spiegare loro le ragioni che ci hanno spinto ad iniziare questa nuova battaglia. Una battaglia in difesa della libertà, della democrazia e volta a restituire la parola e la dignità agli italiani. Grazie alla loro firma, infatti, sarà possibile bloccare tre normative altamente antidemocratiche. Infatti, se non fermeremo la legge sul legittimo impedimento non saremo più tutti uguali davanti alla legge perchè ai magistrati, di fatto, verrà impedito di processare il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed i ministri. Se non difenderemo l’acqua pubblica ci allontaneremo dai bisogni dei cittadini e sarà svenduto un bene prezioso alle multinazionali. Se non bloccheremo l’avanzata del nucleare saranno spesi soldi inutili e saranno messe a rischio la salute della popolazione e del nostro territorio&gt;.  Imponente anche la campagna su internet per questa iniziativa oltre ai siti istituzionali del movimento è on line il sito: <a href="http://www.3referendum.it/">www.3referendum.it</a>, dove trovare informazioni, materiale e locandine da scaricare, comunicati e l’elenco completo giorno per giorno dei gazebo dove poter firmare.</p>
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		<title>Il 25 aprile e la Costituzione tradita</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 20:56:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In prossimità del 25 aprile mi piacerebbe sollecitare un’ampia riflessione prendendo spunto dal tema della Costituzione, visto che il momento attuale ci consegna un quadro politico di segno neoconsociativo e un clima di feroce ostilità e di seria minaccia per la democrazia italica, da sempre fragile e mutilata, sancita solo sulla Carta Costituzionale. Personalmente sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/politica/il-25-aprile-e-la-costituzione-tradita-911817.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>In prossimità del 25 aprile mi piacerebbe sollecitare un’ampia riflessione prendendo spunto dal tema della Costituzione, visto che il momento attuale ci consegna un quadro politico di segno neoconsociativo e un clima di feroce ostilità e di seria minaccia per la democrazia italica, da sempre fragile e mutilata, sancita solo sulla Carta Costituzionale.<br />
Personalmente sono convinto che la Costituzione del 1948 non abbia bisogno di lifting o rifacimenti, non debba essere aggiornata o revisionata, e tantomeno abolita, come insinuano i suoi detrattori, ma deve essere semplicemente e finalmente applicata. Solo concretizzando i dettami costituzionali sarà possibile far rinascere il Paese, sarà possibile promuovere un’effettiva emancipazione in senso espansivo e progressista della società in cui viviamo, liberando le straordinarie potenzialità civili e culturali, etiche e spirituali in essa presenti, ma anche le forze produttive imprigionate ed umiliate nell’attuale fase storica di regressione e di imbarbarimento politico, morale e culturale.<span id="more-1817"></span>Tuttavia, se devo essere sincero, sono piuttosto perplesso e pessimista. In primo luogo perché temo che la nostra bellissima Costituzione sia in qualche misura eversiva e inapplicabile nell’attuale ordinamento economico, politico e sociale, segnato da profonde e insanabili contraddizioni, che si possono eliminare solo abbattendo e superando il sistema capitalistico che le ha generate e che contribuisce a perpetuarle.</p>
<p>In secondo luogo, con il quadro parlamentare e governativo uscito rafforzato dalle recenti elezioni regionali, francamente non riesco a far finta di nulla e non posso non nutrire seri dubbi sulle effettive possibilità di applicare finalmente il dettato costituzionale. Invece, mi pare più facile immaginare e prevedere un’iniziativa per stravolgere il testo costituzionale mediante una sorta di “grande inciucio”, ossia un’ampia intesa parlamentare di stampo neoconsociativo sul tema delle cosiddette “riforme costituzionali” (ma sarebbe più corretto definirle “controriforme”), tanto attese e invocate non solo dalla coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi.</p>
<p>Occorre ricordare la matrice sovversiva e criminale della banda filo-berlusconiana giunta stabilmente al governo, che sta sfasciando le istituzioni, i diritti e le garanzie costituzionali. Il pericolo costituito dal nuovo fascismo, dalle forze che governano l&#8217;Italia, è persino più grave del passato, considerando il mix di populismo, razzismo e affarismo sfrenato che ispira il blocco politico e sociale che fa capo al bandito di Arcore.</p>
<p>Dunque, in Italia incombe una vera emergenza democratica. Persino in Parlamento è stata eliminata ogni forma di dissenso e libera opposizione. Tranne Di Pietro, resta in campo la finta ed evanescente &#8220;opposizione&#8221; di D’Alema, Bersani e soci, dietro cui si annida una pratica neoconsociativa. Suggerirei di riflettere su quanto scriveva Antonio Gramsci a proposito del “sovversivismo delle classi dirigenti”. Inoltre, 35 anni fa Pasolini aveva preconizzato l&#8217;avvento di un nuovo fascismo, a condizione che questo si auto-proclami “democratico” e si ripari sotto le mentite spoglie dell’&#8221;antifascismo&#8221;. Mi pare che ciò rispecchi esattamente il quadro storico in cui si è compiuta la “metamorfosi” della destra neofascista (ex MSI) per accedere al governo del Paese, sdoganata e traghettata verso il PDL dal populismo berlusconiano. Ma la citazione di Pasolini si adatta anche per inquadrare la “metamorfosi” degli eredi del PCI, in primo luogo il PD.</p>
<p>Il sottoscritto si schiera tra quanti sono convinti che non esista alcuna differenza tra PD e PDL, eccetto la &#8220;L&#8221; in  più nella sigla del partito di plastica di Berlusconi. Per il resto conviene stendere un velo pietoso. Non a caso fu coniata la formula &#8220;Veltrusconismo&#8221; per designare la funzionalità di entrambi (PD e PDL) ad un progetto neogolpista attuato in forme apparentemente soffici e indolori, un disegno di stabilizzazione neocentrista e neoconservatrice che fa capo ai due soggetti &#8220;protagonisti e antagonisti&#8221; della scena politica nazionale, destinati a governare insieme la fase della “Terza Repubblica”.</p>
<p>Tuttavia, al di là di queste note pessimistiche, faccio prevalere ciò che Gramsci definiva “l’ottimismo della volontà”. Per cui, non solo in veste di cittadino, ma altresì di insegnante, sono interessato a trasmettere alle nuove generazioni i valori ideali insiti nella Costituzione, di cui bisogna far conoscere ed apprezzare la bellezza poetica. Non a caso, alla stesura del testo costituzionale parteciparono le migliori menti politiche e letterarie dell’epoca: su tutti cito la straordinaria figura di Piero Calamandrei.</p>
<p>La Costituzione è la madre della democrazia italiana, indubbiamente scalcagnata e malandata per varie ragioni storiche e politiche. La Costituzione ne incarna idealmente il ricco patrimonio valoriale, perciò leggerla è il miglior modo per festeggiarla e proporla ai giovani, ed è forse il miglior modo per educare ed ispirare le nuove generazioni.</p>
<p>Pertanto, approfitto per denunciare una grave mistificazione ideologica che si perpetua da anni nel nostro sciagurato Paese. Quella di occultare le origini della democrazia italiana, benché istituita solo sulla carta. E&#8217; opportuno ricordare che la Costituzione del 1948 (e, con essa, la democrazia, sebbene solo formale) affonda le sue radici storiche e ideali nella Resistenza contro l’occupazione nazi-fascista imposta durante la seconda guerra mondiale. Dalle ceneri della monarchia sabauda e della dittatura fascista di Mussolini è nata la Costituzione ed è risorta la civiltà democratica del popolo italiano.</p>
<p>Il 25 aprile è senza dubbio una festa partigiana, cioè di parte, e non può essere diversamente. Pretendere che il 25 aprile diventi una &#8220;festa di tutti&#8221;, una sorta di ricorrenza “neutrale”, equivale a snaturare e azzerare il valore simbolico e politico di quella che è la Festa per antonomasia della Resistenza partigiana e antifascista. Infatti, il 25 aprile si festeggia, ovvero si dovrebbe rievocare e, in qualche misura, rinnovare la vittoria della Resistenza popolare partigiana contro l&#8217;invasione nazista e contro i fascisti che flagellarono l’Italia per un tragico ventennio, conducendo il Paese verso la rovina, costringendo il nostro popolo alla catastrofe della seconda guerra mondiale, in cui intere generazioni di giovani proletari furono sfruttati come carne da macello per arricchire e ingrassare una ristretta minoranza di affaristi, speculatori e guerrafondai senza scrupoli.</p>
<p>Da quella Liberazione nacque la Costituzione del 1948, scritta non tanto con la penna, quanto con il sangue di tante donne e uomini che sacrificarono la propria vita per la libertà delle generazioni successive: donne e uomini chiamati &#8220;partigiani&#8221; proprio perché schierati e militanti da una parte precisa, contro il fascismo, l&#8217;imperialismo e la guerra.<br />
Il carattere apertamente antifascista e partigiano, egualitario, democratico e pluralista, pacifista e internazionalista della Costituzione, la rende un testo all’avanguardia, addirittura rivoluzionario sul piano internazionale, ma è anche il motivo principale per cui essa è invisa, temuta e osteggiata nei settori più oltranzisti e reazionari della società italiana, ed è la medesima ragione per cui essa è negata e disattesa nella realtà concreta. E’ superfluo elencare gli articoli della Costituzione reiteratamente violati e traditi, a cominciare dall’art. 11, in cui emerge lo spirito pacifista e internazionalista della Costituzione del 1948: “l’Italia ripudia la guerra (…)”, è l’incipit dell&#8217;articolo.</p>
<p>Questa è una preziosa lezione della storia che oggi, in tempi bui, dominati dall&#8217;indifferenza, dal fatalismo, dall&#8217;apatia e antipatia politica, si tenta di mettere in discussione e addirittura negare alle giovani generazioni. Questo &#8220;fatalismo&#8221;, assai diffuso tra la gente, è il peggior nemico della gente stessa, in quanto induce a pensare che nulla possa cambiare e tutto sia già deciso da una sorta di destino superiore, una forza trascendente contro cui i miserabili sarebbero impotenti, ma così non è.</p>
<p>In materia di fatalismo, indifferenza e apatia politica, non si può non citare un famoso pezzo giovanile di Antonio Gramsci, &#8220;Odio gli indifferenti&#8221;, in cui il grande comunista sardo scriveva che vivere vuol dire &#8220;Essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L&#8217;indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L&#8217;indifferenza è il peso morto della storia (&#8230;) Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti&#8221;. Questo è il miglior messaggio che si possa trasmettere ai giovani, una sorta di inno che esprime in forma lirica e nel contempo in modo inequivocabile, l&#8217;amore per la vita e la libertà, tradotte in termini di partecipazione attiva alle decisioni che riguardano il destino della collettività umana.</p>
<p>Sempre in tema di assenteismo e non partecipazione alla vita politica, rammento un celebre brano di Bertolt Brecht: &#8220;Il peggior analfabeta è l&#8217;analfabeta politico&#8221;. Non c&#8217;è nulla di più vero e più saggio. Brecht sostiene che l&#8217;analfabeta politico &#8220;non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell&#8217;affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche. L&#8217;analfabeta politico è talmente asino che si inorgoglisce, petto in fuori, nel dire che odia la politica. Non sa, l&#8217;imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, leccapiedi delle imprese nazionali e multinazionali.&#8221;. Ed io vorrei aggiungere: &#8220;delle imprese locali&#8221;.</p>
<p>Nella circostanza odierna mi preme rilanciare l’idea della Politica in quanto espressione della volontà popolare e della libera creatività dell’animo umano, che si concretizza nel confronto interpersonale, nella pacifica convivenza e nella dialettica democratica e pluralista tra persone libere ed uguali, ovviamente diverse sul versante spirituale e culturale. Inoltre, la Politica dovrebbe essere un mezzo di aggregazione e partecipazione sociale, uno strumento diretto e corale per intervenire concretamente sui processi decisionali che investono l’intera comunità, una modalità di socializzazione tra gli individui, la più elevata e raffinata forma di socialità umana. Del resto, l’antica etimologia del termine, dal greco “Polis” (città), indica il senso della più nobile attività dell’uomo, denota la somma manifestazione delle potenzialità e delle prerogative attitudinali dell’essere umano in quanto “animale politico”. Tale capacità dell’uomo si estrinseca nella Politica come organizzazione dell&#8217;autogoverno della Città.</p>
<p>Il senso originario della Politica si è svuotato ed è degenerato nella più ignobile “professione”, nell’esercizio del potere fine a se stesso, riservato agli “addetti ai lavori”, ai carrieristi e affaristi della politica. Quella che un tempo era una “nobile arte”, la suprema occupazione dell’uomo, oggi è percepita e praticata come mezzo per impadronirsi della città e delle sue risorse territoriali, una squallida carriera per mettere le proprie luride mani sulle ricchezze del bilancio economico comunale. Un bene che, invece, dovrebbe appartenere a tutti ed essere gestito dalla comunità dei cittadini.</p>
<p>La nuova Resistenza è l&#8217;opposizione a questo stato di cose, è la rivolta contro una visione e una pratica del potere come appannaggio di un’esigua minoranza di privilegiati, ossia i padroni del Palazzo. Tale situazione va respinta e combattuta con fermezza, perché il soggetto che si organizza in comitato o partito politico, convenzionalmente definito “ceto politico dirigente”, non appena conquista il privilegio derivante dal potere esclusivo sulla Città, si disinteressa del bene comune per occuparsi dei loschi affari della casta, o dei singoli individui. Questo stato di corruzione della politica, che non coincide con un’esperienza di autogoverno dei cittadini, ma risponde agli interessi egoistici e corporativi di una cerchia elitaria e circoscritta, è la causa principale che genera un sentimento di indifferenza e disaffezione dei cittadini verso la politica, cioè il governo della Polis, in quanto rappresentativo degli interessi privati di pochi affaristi, nella misura in cui tali vicende sono recepite come estranee agli interessi della gente.</p>
<p>Pertanto, occorre rilanciare l’idea dell’autogestione e dell’autogoverno dei cittadini, sperimentando nelle comunità locali l’idea della politica come rifiuto radicale del potere scisso dalla collettività, come partecipazione diretta della popolazione ai processi decisionali, ai canali di controllo e gestione del bilancio economico comunale.<br />
L’utopia della democrazia diretta non è solo possibile e praticabile localmente, ma è necessaria di fronte all’avvento di un fenomeno autoritario globale che minaccia quel poco di sovranità democratica vigente in alcuni Stati nazionali. I quali sono soppiantati da organismi economici sovranazionali che dirigono le dinamiche dell’economia e dei suoi assetti bancari e finanziari. Questo fenomeno di globo-colonizzazione ha favorito l’ascesa dei gruppi finanziari più forti e delle corporation multinazionali, con danni irreparabili per i diritti civili e sindacali, le libertà democratiche, i redditi dei lavoratori del sistema produttivo, la cui condizione si fa sempre più precaria e ricattabile.</p>
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		<title>Sospetto e sfiducia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 21:47:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/politica/sospetto-e-sfiducia-911598.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>Siamo in clima elettorale,  si affilano le sciabole per il “gran tenzone”  e si digrignano i denti con ferocia, come belve che cercano di spaventare il nemico. Anche se il mondo della politica per noi comuni mortali è stato sempre un “mondo a parte” pieno di belle parole e pochi fatti, qualcosa di lontano dalla nostra realtà quotidiana, un tempo almeno i partiti si battevano nel complesso con maggiore correttezza con idee politiche, programmi e schieramenti ben delineati, in modo che gli elettori potessero fare democraticamente le loro scelte. Ora invece le armi sono molto cambiate. Si preferiscono i “colpi bassi”, si tirano fuori gli scheletri dagli armadi, si scovano foto compromettenti, registrazioni, documenti segreti, processi mai sentiti prima e quant’altro. <span id="more-1598"></span>Qualcuno dice che  “è sempre stato così in fondo: vizi, vizietti e corruzione sono sempre esistiti, sono vecchi come il mondo. C’era solo maggiore ipocrisia un tempo”. Si, forse è vero, ma almeno erano fuori dal dibattito politico e non  inquinavano le acque seminando dubbi, mescolando le carte del “vero e falso”, infangando ora Tizio, ora Caio. E così  mentre “s’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo” di manzoniana  tuonante memoria, i poveri comuni mortali, frastornati da cotanto fracasso, si tappano le orecchie e si occupano dei loro umili e pressanti problemi quotidiani, cercando di pensare il meno possibile alle prossime elezioni. Intanto il sospetto lavora sottilmente nel subconscio, non sai più di chi fidarti, ci si chiede cosa sia vero e cosa sia inventato, il qualunquismo aumenta poiché ormai non esistono più differenze tra  “mani pulite e mani sporche”. È un gran calderone in cui tutto si mescola perdendo i connotati.<br />
-Chi è senza peccato scagli la prima pietra!-  saggiamente affermò Cristo, ma qui ormai volano pietre da tutte le parti! Così alla fine hai paura perfino di fare nuove amicizie, poiché all’improvviso ti ritrovi in manette qualcuno che conoscevi  e non capisci nemmeno perché. Sai solo che hai fatto una vita tra lavoro e famiglia concedendoti solo una pizza e un film a fine settimana, avendo fiducia in valori che non pensavi potessero mai sparire. Ti chiedi allora con sgomento cosa stia cambiando, cosa stia succedendo intorno a te.<br />
E qualche giorno fa ho incontrato un mio ex alunno, ormai grande e grosso, che mi guardava dall’alto in basso per la sua notevole statura. Salutandomi con affetto, poi con un tono un po’ ironico mi ha chiesto come mai mi fossi messa a scrivere articoli online, e anche su carta, per giornali di diverso orientamento politico.<br />
-Come mai non l’hai capito “tu”! Allora non ti ho insegnato niente! I miei articoli non cambiano a seconda dei giornali, le idee che espongo sono sempre quelle. Credo nella DEMOCRAZIA e nella LIBERTA’ di espressione, non prendo soldi per ciò che faccio, cerco di non offendere mai nessuno e spero sempre che qualcosa cambi. Credo che l’Umanità un giorno  possa raggiungere un più alto livello di evoluzione, poiché tutti noi possiamo cambiare in fondo se lo vogliamo. Insomma spero che un giorno in un clima di solidarietà e pace, il rispetto per diritti umani e civili, per libere e responsabili scelte, non sia qualcosa di irrealizzabile!  Sorridendo per il mio tono enfatico, ha commentato: &#8211;  Prof, lei è sempre la solita sognatrice -.<br />
Si,  lo ammetto, talvolta sono un po’ patetica, ma se ci tolgono sogni e fiducia nell’avvenire, poi cosa ci resta? E più realisticamente parlando, ci si chiede alla fine ”cui prodest?”</p>
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		<title>Popolo Viola Marche a favore della Costituzione</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 21:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/popolo-viola-marche-a-favore-della-costituzione-911554.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/02/mano-viola.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1558" title="costituzione" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/02/mano-viola-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Proposto da un gruppo spontaneo di semplici cittadini e diffuso tramite la rete il 30 gennaio 2010 si sono riuniti migliaia di cittadini in diverse città d’Italia per la giornata nazionale in difesa della Costituzione.  La Costituzione è la roccia su cui si poggiano le fondamenta della nostra democrazia e di tutto il sistema giuridico – legislativo, è una costituzione scritta, rigida, lunga, votata, compromissoria, democratica e programmatica. In essa sono contenuti i principi fondamentali che devono indirizzare l&#8217;opera di governi e istituzioni.<span id="more-1554"></span><br />
Questo ruolo di Carta Fondamentale evidentemente non viene riconosciuto dall’attuale governo visto che solo negli ultimi anni si contano decine di tentativi di minarne le fondamenta, di aggirarla o di stravolgerla.<br />
Proprio dalle dichiarazioni del Ministro Brunetta, che suggerisce di modificare persino il 1° articolo della Carta, è nata l’esigenza di una manifestazione di dissenso che si è diffusa, raccogliendo centinaia di consensi e adesioni sulla rete, grazie al social network facebook e al tam tam di email.  Il Popolo viola vuole ricordare che la Costituzione è la carta fondamentale del nostro stato, e l’Italia non è solo un territorio, un confine di proprietà trincerato, ma è un popolo che ogni giorno lavora, cammina, ama e vive.  La Costituzione è nata nel 1948 dal pensiero comune di tutte le forze politiche, che insieme hanno immaginato come avrebbero voluto l’Italia da poco pacificata: un paese dell’odio? Un paese retrogrado e forcaiolo? No. Un paese che vuole la felicità di ogni suo singolo componente, che si basa sulla possibilità, per ogni uomo e ogni donna, di mettersi in gioco e vivere la propria vita. Ma non solo: i principi della Costituzione nascono dalla consapevolezza profonda che l’ineguaglianza, la violenza, l’ingiustizia, generano un vortice negativo che coinvolge non solo i meno abbienti, ma anche le elite, non solo i più indifesi, ma anche i loro aguzzini, vortice che purtroppo vediamo ora risucchiare il futuro del nostro paese. Anche se la Legge fondamentale del nostro stato è ancora in vigore, l’operato del governo non dimostra di averne capito il valore e propone leggi che stanno gettando l’Italia, stanno gettando noi, nell’assenza di regole. A coloro che credono che la soluzione dei problemi del nostro paese sia nella privatizzazione, nel demolire i servizi pubblici e lo stato di diritto, attenti a quello che fate! A coloro che continuano a vivere nel tedio e nell’indifferenza, non sfuggirete alle conseguenze delle vostre non azioni, non sfuggirete al giudizio dei vostri figli. Perché anche se si realizzassero i disegni anticostituzionali del Popolo della libertà, la giustizia non morirà mai, non morirà il sogno dell’uguaglianza, circolerà di soppiatto, dove non pensate, e vi raggiungerà nelle vostre belle casette condonate, con tutti i vostri antifurto privati, mentre dormite sicuri che tanto i furbi se la cavano sempre. Vi raggiungerà alle spalle, come voi quando avete colpito gli altri per rubare soldi. Vi raggiungerà con l’efficienza dei calcoli economici per far carriera, vi raggiungerà uno per uno.  Nessuno si illuda che stracciando la Costituzione, violando i suoi principi, istaurando il regime della servitù al denaro, il senso di questa legge si spenga, poiché ne sono impregnati i nostri ideali e i nostri sogni di italiani, indipendentemente dalla nostra appartenenza politica.<br />
Noi del Popolo viola vogliano ricordare a questo paese il senso del tempo, delle lotte fatte in passato e di quelle che stiamo affrontando per combattere contro “il buio della ragione” che domina la nostre vite: contro l’opportunismo di chi è ai vertici e pensa solo al proprio interesse, contro l’individualismo di ogni italiano che pensa solamente ai propri interessi privati, perché tanto è sempre tutto in balia del caso, contro la carenza cronica di efficienza dell’apparato politico nel prevenire i problemi, dell’apparato giuridico nel punire le colpe, di ogni cittadino nell’essere responsabile del proprio operato, nel sapere organizzare la propria vita con gli altri e non fregando gli altri.<br />
Il giorno che non lotteremo più per questi ideali la pena sarà la morte, non fisica, ma la morte come ‘non vita’, poiché ‘non di soli soldi vive un uomo’. Il giorno in cui non ci sarà più partecipazione del popolo all’attività di governo, rispetto dei diritti inviolabili di tutti, pari dignità sociale e legale senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religioni, opinioni e condizioni, il giorno in cui non ci sarà più diritto di lavorare, pena sarà la morte. E noi temiamo che questo giorno sia oggi.<br />
In molti si chiedono perché dovremmo pensare noi, che non siamo politici, a come governare il paese? Perché non dovremmo fidarci del governo se i suoi rappresentanti sono arrivati a Montecitorio? Ci saranno degli organi apposta che ci penseranno…<br />
Non crediate che far finta di non vedere o di non sentire, oggi, nel 2010, vi salverà dalla crisi che sta dilagando e che intaccherà i notebook puri e candidi, la biancheria firmata e profumata, i programmi televisivi luminosi, splendidi e pieni di buoni sentimenti, lontani dalla politica che è una cosa triste… Viviamo un presente caratterizzato da grandi cambiamenti, dei quali non siamo del tutto consapevoli.<br />
Delle riforme vere servono urgentemente al nostro paese, ma non quelle che vogliono demolire la Costituzione, la carta che dal dopo guerra ad oggi ha reso la penisola italiana, una nazione, ha unito i nostri dialetti, ha fatto crescere la nostra economia, fino a renderci la quinta potenza del mondo. Noi stiamo vivendo la fine dell’illusione di poter conciliare il potere del mercato e gli ideali democratici. Il mercato capitalista, con il regime della concorrenza, ha determinato la concentrazione di capitali nelle mani di pochi, mentre gli ideali democratici di uguaglianza, contrari al sistema capitalistico, sono stati distorti in arrivismo individuale, nell’illusione di ognuno di poter raggiungere uno standard di vita migliore guadagnando di più e lasciandosi asservire dalle personalità più carismatiche.<br />
Continuate a lavorare, italiani, anche gratis, per il bene della vostra fabbrica che è in crisi, poi tutto andrà a posto, cioè verrete licenziati e i dirigenti incasseranno i premi per aver ridotto la spesa del personale. Continuate a sognare, italiani, un futuro con la vostra macchina, la vostra casa, la possibilità di mantenere decorosamente dei figli, prima o poi andrà tutto a posto, quando l’economia riprenderà a girare. Non è così.<br />
Senza la redistribuzione delle ricchezze fra ricchi e poveri operata dalle tasse, senza una politica vigile che imponga regole al mercato, senza istituzioni solide che non siamo in balia degli alti e bassi della borsa, scordatevelo.<br />
Tutto questo non è un film. Ci stanno togliendo tutto e non verrà “c’è posta per te” a farci fare la pace.</p>
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		<title>Esportazione della merce democratica</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 12:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Francamente non credo nella possibilità di esportare la cosiddetta &#8220;democrazia&#8221; in quanto diffido dei falsi principi della democrazia liberale borghese, che reputo uno strumento ideologico di occultamento della reale natura rapace e violenta dell&#8217;economia capitalista, retta sull&#8217;alienazione e sulla mercificazione dei valori umani, su inique e crescenti disuguaglianze materiali e sociali. La cosiddetta “democrazia” non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/approfondimenti/esportazione-della-merce-democratica-911161.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>Francamente non credo nella possibilità di esportare la cosiddetta &#8220;democrazia&#8221; in quanto diffido dei falsi principi della democrazia liberale borghese, che reputo uno strumento ideologico di occultamento della reale natura rapace e violenta dell&#8217;economia capitalista, retta sull&#8217;alienazione e sulla mercificazione dei valori umani, su inique e crescenti disuguaglianze materiali e sociali.</p>
<p>La cosiddetta “democrazia” non è altro che un&#8217;ipocrita forma di mistificazione e copertura del delitto più atroce che si possa immaginare: l’alienazione del lavoro umano, lo sfruttamento di masse sottosalariate sempre più indifese e ricattabili, costrette a travagliare per l&#8217;arricchimento di minoranze voraci e privilegiate. Ritengo che la tanto osannata democrazia sia solo la &#8220;migliore&#8221;, forse la più raffinata rappresentazione costituzionale della dittatura borghese. Inoltre, sono convinto che tale ordinamento istituzionale non sia esportabile con procedure arbitrarie e sistemi cruenti, facendo ricorso alla primitiva irrazionalità della guerra.</p>
<p style="text-align: left;">In particolare, la “democrazia occidentale” non è esportabile in quelle società segnate da un&#8217;evidente arretratezza economica, come i paesi egemonizzati dalla presenza di un radicalismo religioso che in passato era avallato dalla politica dubbia dell&#8217;occidente. Il quale ha creato gli stessi mostri che oggi proclama di voler combattere, ha armato e foraggiato gli Stati più tirannici del mondo, ovunque e quando conveniva farlo. Penso a quei regimi dispotici e sanguinari, la cui ascesa al potere è stata voluta e caldeggiata proprio dalle potenze occidentali, guidate dagli USA, che hanno favorito e finanziato i movimenti islamici più oltranzisti. Si pensi a figure come Bin Laden, ai gruppi fondamentalisti ostili e bellicosi come i Talebani, armati e appoggiati dal mondo occidentale in funzione chiaramente anti-sovietica durante la guerra in Afghanistan seguita all&#8217;invasione compiuta dall&#8217;armata russa alla fine del 1979.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>&#8220;Due pesi e due misure&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: left;">Da sempre mi ripugna la linea di condotta ambigua e opportunistica dell&#8217;occidente, riassumibile nella formula &#8220;due pesi e due misure&#8221;, una politica che affama e dissangua i popoli del Terzo mondo, condannandoli ad un destino di miseria e sottomissione.</p>
<p style="text-align: left;">Anziché lodare a chiacchiere le virtù &#8220;salvifiche&#8221; della democrazia, invece di proclamare in astratto i &#8220;sacri&#8221; principi liberali, piuttosto che annunciare velleitariamente la volontà di esportare la democrazia ovunque sia assente, l’occidente farebbe meglio se provvedesse ad impiantarla nella realtà dei propri Stati, sempre meno tolleranti e democratici, sempre più autoritari e illiberali.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;ideologia dell&#8217;esportazione della democrazia serve a fornire un alibi utile a giustificare la carenza di democrazia all&#8217;interno delle società occidentali. Come tutte le ideologie, si tratta di un abile travestimento escogitato per coprire i delitti più aberranti. In realtà, dietro la tesi ufficiale della &#8220;necessità di esportare la democrazia&#8221; si annida un meccanismo di espropriazione violenta delle ricchezze materiali e culturali dei popoli del Terzo Mondo. Al riparo dei magnifici ideali della libertà e della democrazia, sbandierati al cospetto dell&#8217;opinione pubblica mondiale, si ammanta una sanguinosa spinta di espansione globalizzatrice esercitata dall&#8217;economia di mercato, dalle forze che sono all&#8217;origine delle guerre di rapina combattute nel mondo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mercimonio democratico</strong></p>
<p style="text-align: left;">Immaginiamo paradossalmente che io approvi l&#8217;idea di esportare la democrazia. Ma anzitutto chi, quale autorità internazionale, in virtù di quali principi (se non sono condivisi da tutti i popoli del mondo) stabilisce l&#8217;esistenza o meno della democrazia, accerta il grado di democraticità di uno Stato e decreta, eventualmente, l&#8217;opportunità di esportarla, cioè di imporla con la forza delle armi?</p>
<p style="text-align: left;">Tale logica è semplicemente folle in quanto  concepisce la democrazia alla stregua di una merce alienabile ovunque, un articolo di lusso che non tutti i popoli possono permettersi. E qual è il prezzo corrente sul mercato? Forse milioni di morti o miliardi di dollari?</p>
<p style="text-align: left;">Dunque, ammesso per ipotesi che io accetti il presupposto di quella concezione che pretende l&#8217;esportazione di una lucrosa merce chiamata &#8220;democrazia&#8221;, perché mai questa deve essere esportata solo in alcune regioni come il Golfo persico, casualmente ricche di pozzi petroliferi, di risorse energetiche e altre pregiate materie prime, o di alcune produzioni che assicurano ingenti proventi economici criminali come, ad esempio, le coltivazioni di oppio in Afghanistan?</p>
<p style="text-align: left;">In questa fitta rete di scambi e traffici, leciti e illeciti, nel connubio tra politica e affari, si ripara un autentico mercimonio della democrazia, il cui costo in termini di denaro, di capitali, ma soprattutto di vite umane, sembra oltrepassare ogni ragionevole limite e ogni capacità di sopportazione terrena. In altri termini, mi domando se l&#8217;abominevole &#8220;merce democratica&#8221; acquisti maggior valore laddove esistono condizioni oggettive di ricchezza del sottosuolo e preziose fonti di sfruttamento e profitto economico.</p>
<p style="text-align: left;">Perché questa laida democrazia non viene esportata in altre realtà del mondo, in aree geografiche dove non esistono risorse petrolifere, né materie prime che possano attrarre gli interessi delle potenze occidentali e delle corporation multinazionali? Penso a sterminate regioni dell’Africa, dove intere popolazioni sono massacrate da una micidiale guerra alimentare, sono schiacciate da un apparato economico che genera solo miseria e sottosviluppo, sono perseguitate da feroci dittature militari che si susseguono senza soluzione di continuità con la complicità del mondo occidentale. Il quale finge di piangere, dissimulando commozione solo quando si consumano le catastrofi umanitarie e ambientali, prevedibili con largo anticipo.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;esportazione brutale della “merce democratica” non sarebbe possibile in tutto il mondo, essendo sconsigliabile un&#8217;espansione bellicista globale, essendo inconcepibile una militarizzazione dell’intero pianeta.</p>
<p style="text-align: left;">In questo osceno binomio tra affarismo criminale e democrazia si svela l&#8217;origine di quella cinica e perversa logica dei &#8220;due pesi e due misure&#8221;: la democrazia non si può e non si deve imporre su tutto il globo, ma solo laddove conviene alle potenze occidentali, per conservare e accrescere i privilegi e l&#8217;opulenza economica dei paesi più ricchi. Quindi, per assicurare in perpetuo i profitti dei colossi multinazionali che continuano a rapinare impunemente le ricchezze, non solo materiali, dei popoli della Terra. I quali, in cambio, non potranno nemmeno godere dei vantaggi derivanti dalla “prodigiosa democrazia”.</p>
<p style="text-align: left;">Questa non intende essere una conclusione definitiva che esaurisce per sempre una riflessione che mi auguro possa proseguire e svilupparsi, fornendo spunti originali per l&#8217;interpretazione, ma soprattutto per la trasformazione dello stato di cose esistenti.</p>
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		<title>Napolitano doveva rinviare la legge</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 19:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Esprimo profondo dolore per la titubanza del presidente della Repubblica nel prendere in mano la situazione e soprattutto  nell&#8217;affrontare i compiti che la Costituzione gli assegna. Se è vero come è vero &#8211; dichiara il leader dell&#8217;Italia dei Valori Antonio Di Pietro &#8211; che Napolitano aveva dei dubbi sulla coerenza costituzionale delle norme sulla sicurezza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/napolitano-doveva-rinviare-la-legge-911053.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><img class="size-thumbnail wp-image-52 alignright" title="Giorgio Napolitano" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/03/giorgio-napolitano-150x150.jpg" alt="Giorgio Napolitano" width="140" height="140" /></p>
<p>&#8220;Esprimo profondo dolore per la titubanza del presidente della Repubblica nel prendere in mano la situazione e soprattutto  nell&#8217;affrontare i compiti che la Costituzione gli assegna. Se è vero come è vero &#8211; dichiara il leader dell&#8217;Italia dei Valori Antonio Di Pietro &#8211; che Napolitano aveva dei dubbi sulla coerenza costituzionale delle norme sulla sicurezza, il suo compito era quello di rinviare il testo alle Camere. Il suo lamento dopo aver firmato il provvedimento &#8211; ha concluso &#8211; è come un grido al vento, che  ammanta di ipocrisia  una legge che meritava di essere espulsa  dall&#8217;ordinamento&#8221;.</p>
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		<title>Luigi De Magistris: &#8220;non restiamo in silenzio&#8221; e ricorda il Lodo Alfano Bis</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 11:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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		<category><![CDATA[lodo alfatno]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Altro che abbassare i toni! Ci sono  tutte le ragioni per non restare in silenzio. Le vicende degli  ultimi giorni sono un ulteriore campanello d&#8217;allarme per lo  Stato di diritto e la trasparenza del nostro Paese&#8221;. E&#8217; quanto dichiara Luigi De Magistris commentando gli ultimi &#8216;non sviluppi&#8217; sul caso della cena tra i due giudici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/luigi-de-magistris-non-restiamo-in-silenzio-e-ricorda-il-lodo-alfano-bis-91959.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>&#8220;Altro che abbassare i toni! Ci sono  tutte le ragioni per non restare in silenzio. Le vicende degli  ultimi giorni sono un ulteriore campanello d&#8217;allarme per lo  Stato di diritto e la trasparenza del nostro Paese&#8221;. E&#8217; quanto dichiara Luigi De Magistris commentando gli ultimi &#8216;non sviluppi&#8217; sul caso della cena tra i due giudici della Corte  Costituzionale, il premier e il ministro della giustizia  Angelino Alfano.<br />
<span id="more-959"></span>&#8220;La cena organizzata a casa del giudice della Consulta  Mazzella, con i protagonisti ormai noti, in qualsiasi altro  Paese democratico avrebbe provocato  interventi istituzionali. E invece non possiamo che registrare  il sostanziale silenzio e l&#8217; invito ad abbassare i toni, mentre  la democrazia perde colpi ogni giorno.&#8221;</p>
<p>Riferendosi poi al decreto sulla &#8216;sicurezza&#8217; dice: &#8220;speriamo che non si  debbano abbassare i toni anche nei confronti della legge xenofoba, approvata ieri al Senato, che criminalizza l&#8217;immigrato  in quanto tale e non perché ha commesso un reato, e che  privatizza la sicurezza affidandola alle ronde e mortificando le  forze dell&#8217;ordine. Queste vengono così delegittimate, ancora una volta, dal Governo, che non le mette  in condizione di lavorare, come accade anche alla magistratura,  quotidianamente umiliata. Non taceremo, poi, nemmeno di fronte al Lodo Alfano bis, il provvedimento sulle intercettazioni che sta per essere approvato  e che, di fatto &#8211; conclude l&#8217;europarlamentare dell&#8217;Italia dei Valori &#8211; cancellerà uno strumento di indagine essenziale per i magistrati e il diritto di cronaca&#8221;.</p>
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