<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; costituzione</title>
	<atom:link href="http://www.orizzontinuovi.org/tag/costituzione/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.orizzontinuovi.org</link>
	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 18:29:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Italia dei Valori contro la modifica costituzionale ART. 41, 45, 97 e 118 comma quarto</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/regioni/marche/italia-dei-valori-contro-la-modifica-coastituzionale-art-41-45-97-e-118-comma-quarto-912833.html</link>
		<comments>http://www.orizzontinuovi.org/regioni/marche/italia-dei-valori-contro-la-modifica-coastituzionale-art-41-45-97-e-118-comma-quarto-912833.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 17:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività Istituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 118 costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[camera dei deputati]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[david favìa. italia dei valori]]></category>
		<category><![CDATA[donato bruno]]></category>
		<category><![CDATA[idv]]></category>
		<category><![CDATA[ostruzionismo]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazione sanità]]></category>
		<category><![CDATA[privato]]></category>
		<category><![CDATA[ps]]></category>
		<category><![CDATA[pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sussidiarietà]]></category>
		<category><![CDATA[udc]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.orizzontinuovi.org/?p=2833</guid>
		<description><![CDATA[ON. FAVìA: &#8220;la riformulazione dell&#8217;articolo 118 della Costituzione prevede come &#8216;residuale&#8217; l&#8217;intervento del pubblico nelle attività, anche economiche, sulla base del principio di sussidiarietà e favorisce in sostanza le privatizzazioni&#8221;   IDV. PD e UDC hanno fatto ostruzionismo alla Camera per rallentare l&#8217;esame del disegno di legge della maggioranza che vuole stravolgere gli articoli 41, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/marche/italia-dei-valori-contro-la-modifica-coastituzionale-art-41-45-97-e-118-comma-quarto-912833.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><h2><div id="attachment_2834" class="wp-caption alignleft" style="width: 153px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/384229_2482569939929_1123009845_32922070_1666566359_n1.jpg"><img class="size-full wp-image-2834" title="384229_2482569939929_1123009845_32922070_1666566359_n[1]" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/384229_2482569939929_1123009845_32922070_1666566359_n1.jpg" alt="" width="143" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">On. David Favìa, coordinatore IdV Marche e Antonio di Pietro</p></div>ON. FAVìA: &#8220;la riformulazione dell&#8217;articolo 118 della Costituzione prevede come &#8216;residuale&#8217; l&#8217;intervento del pubblico nelle attività, anche economiche, sulla base del principio di sussidiarietà e favorisce in sostanza le privatizzazioni&#8221;<br />
 </h2>
<p>IDV. PD e UDC hanno fatto ostruzionismo alla Camera per rallentare l&#8217;esame del disegno di legge della maggioranza che vuole stravolgere gli articoli 41, 45, 97 e 118, comma quarto, della Costituzione e ho avuto l&#8217;onore di sedere al tavolo dei 9 per conto di IDV. <span id="more-2833"></span></p>
<p>E’ un’assurdità, per noi dell’IdV, la riformulazione dell&#8217;articolo 118 della Costituzione approvata dalla commissione Affari Costituzionali della Camera che prevede come &#8216;residuale&#8217; l&#8217;intervento del pubblico nelle attività, anche economiche, sulla base del principio di sussidiarietà e favorisce in sostanza le privatizzazioni.</p>
<p>La novità e&#8217; contenuta nel Ddl costituzionale predetto che, oltre l&#8217;articolo 118, riscrive gli articoli 41, 45 e 97 della Carta fondamentale. Con la nuova norma &#8220;l&#8217;azione&#8221; dei poteri pubblici si configura come sussidiaria rispetto a quella privata. Si è previsto in sostanza di inserire nel testo della Costituzione che tutte le attività economiche devono essere private, a partire da quelle relative ai servizi pubblici locali. L&#8217;idea è stata avanzata da Donato Bruno del Pdl, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera e relatore alla riforma dell&#8217;articolo 41 della Costituzione, approvata in Commissione e, dal 26 settembre, all&#8217;esame dell&#8217;Aula. Il testo contiene il principio secondo il quale lo Stato può fare «solamente» ciò che non riescono a fare i privati.</p>
<p>Quindi, si andrebbe verso la priovatizzazione della scuola, della sanità, dell&#8217;acqua e di tutti i servizi pubblici essenziali, nel senso che essi non potranno più essere gestiti nemmeno da società pubbliche nè miste pubblico-privato. Un regalo al capitalismo più bieco e ai soliti amici degli amici. Per noi dell’Italia dei Valori il concetto secondo cui Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni esercitano «solamente» le attività che non possono essere svolte adeguatamente dai cittadini singoli o associati, comporterebbe la privatizzazione di tutti i servizi a partire da quelli pubblici locali, ivi compresa l&#8217;acqua su cui si è appena svolto un referendum.</p>
<p>Come già ricordato dal nostro leader Antonio Di Pietro questo è un chiaro tentativo di far rientrare dalla finestra ciò che i cittadini hanno messo fuori dalla porta, la privatizzazione dell&#8217;acqua. Non siamo contrari alle privatizzazioni, ma la proposta del Pdl è eversiva e ridicola. Eversiva perché offende lo Stato democratico e lo Stato di diritto. Ridicola perché è una proposta costituzionale. Quindi, dovrà passare al vaglio dell&#8217;elettorato che già si è espresso in merito. Inoltre riteniamo che l&#8217;articolo 41 sancisca un principio liberale importantissimo che non vada modificato assolutamente, ossia che l&#8217;iniziativa privata e&#8217; libera, però non può porsi in contrasto con l&#8217;utilità sociale e deve essere indirizzata secondo principi di responsabilità sociale: un nobile punto di riferimento per tutti.</p>
<p>On. David Favìa, cordinatore IdV Marche</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.orizzontinuovi.org/regioni/marche/italia-dei-valori-contro-la-modifica-coastituzionale-art-41-45-97-e-118-comma-quarto-912833.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia è una Repubblica fondata sul lavoro?</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/litalia-e-una-repubblica-fondata-sul-lavoro-912886.html</link>
		<comments>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/litalia-e-una-repubblica-fondata-sul-lavoro-912886.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 11:52:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[ancona]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 1 costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[ennio coltrinari]]></category>
		<category><![CDATA[idv]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[italia dei valori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[politiche del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica fondata sul lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.orizzontinuovi.org/?p=2886</guid>
		<description><![CDATA[Scrive il coordinatore provinciale Ancona dell&#8217;Italia dei Valori Ennio Coltrinari Ho deciso di intervenire su questo tema che rende precario il futuro dei giovani e sempre più divisa la società che viviamo: senza lavoro non c’è futuro per i giovani ma si vive male tutti. E’ attraverso il lavoro che l’uomo affina le sue capacità ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/litalia-e-una-repubblica-fondata-sul-lavoro-912886.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div id="attachment_2890" class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/Ennio-Coltrinari21.jpg"><img class="size-medium wp-image-2890" title="Ennio Coltrinari2" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/Ennio-Coltrinari21-160x300.jpg" alt="" width="160" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il coordinatore provinciale Ancona dell&#39;Italia dei Valori Ennio Coltrinari</p></div>
<p>Scrive il coordinatore provinciale Ancona dell&#8217;Italia dei Valori Ennio Coltrinari</p>
<p>Ho deciso di intervenire su questo tema che rende precario il futuro dei giovani e sempre più divisa la società che viviamo: senza lavoro non c’è futuro per i giovani ma si vive male tutti. E’ attraverso il lavoro che l’uomo affina le sue capacità ed il suo modo di vivere. <span id="more-2886"></span></p>
<p>Credo che le politiche di un Paese devono essere fondate sul lavoro, ed è per questa ragione che le politiche fiscali devono favorire il lavoro e non deprimerlo,come spesso avviene oggi. Tassare le rendite finanziarie diventa un obiettivo da perseguire, così come è altrettanto importante, ridurre invece le tasse sul lavoro: conseguentemente su lavoratori e piccola e media impresa.</p>
<p>Tutto l’opposto di quello che sta facendo Berlusconi, al quale gronda sangue solamente quando è costretto a mettere qualche tassa “ai furbetti del quartierino” o ai più ricchi e non quando deve tassare i lavoratori dipendenti o i poveri pensionati. Tagliare l’IRAP, per le medie e piccole imprese diventa importante così come ridurre il cuneo fiscale tra salario lordo e netto in busta paga che fa dei lavoratori italiani tra i meno pagati in Europa. Prodi lo mise giustamente tra le priorità del suo Governo.</p>
<p>Queste due operazioni consumano risorse che vanno recuperate da una lotta senza quartiere all’evasione fiscale ma anche dalla tassazione delle rendite fiscali e dei grandi patrimoni. Una politica di sinistra si distingue dalla destra se saprà fare le sue scelte a difesa del lavoro e non della finanza.</p>
<p>Il rischio che l’Europa diventi sempre più un paese governato dalla grande finanza, va combattuto ridando dignità alla politica, oggi spesso messa ai margini, perché priva di grandi maestri illuminati,come furono in Europa De Gasperi, Adenaur  e Bidault, che giustamente sono considerati i padri dell’Europa Unita.</p>
<p>Che il mondo sia oggi privo di grandi personaggi da prendere a modello, come furono Kennedy , Papa Giovanni 23° e Kruscioff è altrettanto vero. I politici moderni sono soliti guardare all’oggi e non ai problemi del domani, una capacità che è solo dei grandi Statisti, merce sempre più rara.</p>
<p>Per tornare al tema del “lavoro” che è oggetto di questa mia riflessione:per investire sul lavoro,non sono sufficienti le sole risorse economiche ma l’attuazione anche di politiche apposite. Ci troviamo infatti di fronte ad un altro  passaggio epocale simile a quello del secolo scorso, quando fu scoperta la macchina che all’inizio provocò un grave allarme sociale e poi invece portò benefici a tutti: in termini di profitto ai padroni e riduzione del lavoro per i lavoratori: in particolare la riduzione della settimana lavorativa prima a 48 ore e poi a 40 ore.</p>
<p>Oggi siamo, in presenza della diffusione dell’informatica, della quale stanno avendo dei benefici in pochi. Questa sta togliendo posti di lavoro: se non vogliamo trovarci tra poco in una società in cui saremo sempre meno persone a lavorare,bisognerà inventarsi qualche cosa: tocca ad un partito post-ideologico, come il nostro ed al suo leader  Antonio Di Pietro lanciare l’idea che fu di un grande sindacalista della Cisl: Pierre Carniti : Lavorare meno per lavorare tutti. Si tratta di studiare forme e modi per la sua applicazione pratica.Un disegno del genere dovrà trovare applicazione  anche a livello europeo, se si vuole concretamente difendere i lavoratori.</p>
<p>Ennio Coltrinari</p>
<p>Coord. Prov.le IDV. Ancona (Marche)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/litalia-e-una-repubblica-fondata-sul-lavoro-912886.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stress da lavoro-correlato: un male silenzioso che colpisce i lavoratori</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/stress-da-lavoro-correlato-un-male-silenzioso-che-colpisce-i-lavoratori-912074.html</link>
		<comments>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/stress-da-lavoro-correlato-un-male-silenzioso-che-colpisce-i-lavoratori-912074.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 13:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro correlato]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Curci]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.orizzontinuovi.org/?p=2074</guid>
		<description><![CDATA[Un male poco conosciuto, ma che colpisce inesorabilmente i lavoratori nel silenzio della vita quotidiana, è lo stress da lavoro-correlato. Con l’emendamento introdotto al comma 12 dell’articolo 8 del D.Lgs 78/2010, il Senato ha di fatto rinviato dal 1 agosto al 31 dicembre 2010 la scadenza del termine per valutare il rischio da stress lavoro-correlato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/stress-da-lavoro-correlato-un-male-silenzioso-che-colpisce-i-lavoratori-912074.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/09/curci-michele-IDV-Pisa.jpg"><img src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/09/curci-michele-IDV-Pisa-150x150.jpg" alt="" title="curci michele IDV Pisa" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2075" /></a>Un male poco conosciuto, ma che colpisce inesorabilmente i lavoratori nel silenzio della vita quotidiana, è lo stress da lavoro-correlato. Con l’emendamento introdotto al comma 12 dell’articolo 8 del D.Lgs 78/2010, il Senato ha di fatto rinviato dal 1 agosto al 31 dicembre 2010 la scadenza del termine per valutare il rischio da stress lavoro-correlato, sia nel settore pubblico che privato. Si tratta in concreto di rilevare nell’organizzazione del lavoro gli indicatori di rischio che possono causare stress. <span id="more-2074"></span>Tra i principali indicatori ricordo: gli orari di lavoro troppo lunghi con turni imprevedibili e notturni; la percezione dello scarso valore sociale conferito alla mansione svolta; l’incertezza della carriera con promozioni insufficienti o eccessive; la postura scomoda o stancante; l’esposizione a temperature troppo elevate o troppo basse; il sollevamento di carichi eccessivi; l’esposizione ad eccessivo rumore e sostanze nocive; la mancanza d&#8217;informazioni e di comunicazione con rapporti insufficienti e conflittuali con i superiori e l’esposizione a pressioni emotive elevate e prolungate. La legge prevede quindi la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ovviamente compresi anche quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche i rischi collegati allo stress lavoro-correlato. Tale male, decisamente diverso dal mobbing, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualsiasi lavoratore, nessuno escluso. La sua valutazione è finalizzata all’individuazione di tutte le fonti che possono comportare infortuni o danni diretti alla salute e possono aiutare a recepire ed interpretare i sintomi e i segnali indicatori della presenza di stress. Lavorare sulla prevenzione, col fine di eliminare o per lo meno ridurre ai minimi termini il problema, significa sicuramente maggiore efficienza permettendo così di apportare miglioramenti nelle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro e di conseguenza migliorare la qualità della vita delle persone.<br />
La prevenzione degli infortuni sul lavoro deve passare attraverso la puntuale e precisa conoscenza ed applicazione delle leggi vigenti, in primis il recente Testo Unico D.Lgs 81/2008 (ex 626 e non solo). Il diritto al lavoro e il diritto alla salute dei cittadini devono inevitabilmente rimanere sullo stesso piano di garanzia e tutela, in cui il primo diritto non deve escludere o limitare il secondo così come prevede la nostra Costituzione. </p>
<p>Michele Curci<br />
Capogruppo IDV Provincia di Pisa<br />
Presidente Commissione Lavoro e sviluppo economico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/stress-da-lavoro-correlato-un-male-silenzioso-che-colpisce-i-lavoratori-912074.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pomigliano, prove tecniche di terzomondizzazione</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/pomigliano-prove-tecniche-di-terzomondizzazione-911981.html</link>
		<comments>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/pomigliano-prove-tecniche-di-terzomondizzazione-911981.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 07:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori fiat]]></category>
		<category><![CDATA[lucio garofalo]]></category>
		<category><![CDATA[pomigliano]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[statuto lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[vittoria di pirro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.orizzontinuovi.org/?p=1981</guid>
		<description><![CDATA[La drammatica vertenza che coinvolge i lavoratori dello stabilimento FIAT di Pomigliano D’Arco rappresenta il caso più clamoroso ed emblematico di lotta di classe degli ultimi anni in Italia. E’ una vicenda paradigmatica, destinata a cambiare le relazioni industriali nel nostro paese. Essa dimostra che ogni sacrificio da parte dei lavoratori non serve a conservare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/pomigliano-prove-tecniche-di-terzomondizzazione-911981.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>La drammatica vertenza che coinvolge i lavoratori dello stabilimento FIAT di Pomigliano D’Arco rappresenta il caso più clamoroso ed emblematico di lotta di classe degli ultimi anni in Italia. E’ una vicenda paradigmatica, destinata a cambiare le relazioni industriali nel nostro paese. Essa dimostra che ogni sacrificio da parte dei lavoratori non serve a conservare il lavoro, ma consente solo al capitale di estendere i sacrifici ai lavoratori di tutto il mondo e ad imporne di nuovi con la scusa di dover reggere la concorrenza.<span id="more-1981"></span><br />
Al di là dell’esito referendario, della vittoria dei “sì” che non è stata affatto plebiscitaria, sebbene tale risultato si possa definire come una “vittoria di Pirro”, in realtà hanno perso gli operai. Nella “proposta di accordo unilaterale” avanzata da Marchionne e firmata dai sindacati filo-padronali, affiora un’arroganza da vecchi industriali ottocenteschi. Per realizzare il massimo profitto, la Fiat intende “derogare” su ogni regola: leggi, contratti, Statuto dei Lavoratori, Costituzione. La vicenda di Pomigliano rischia di imporre l’idea che l’unica soluzione alla crisi sia accettare la logica del ricatto aziendale: lavori se rinunci al salario sottraendo occupazione ad altri lavoratori; sopravvivi se rinunci ai diritti e alla democrazia. In tal senso Pomigliano rischia di “fare scuola” segnando lo spartiacque delle “nuove relazioni industriali”.<br />
Di fronte alla crisi internazionale la risposta della FIAT è un preciso disegno strategico che punta alla terzomondizzazione del lavoro in Italia, ossia ad una crescente intensificazione dei ritmi e dei tempi di lavoro, ad una completa precarizzazione dei diritti e delle tutele sindacali, delle retribuzioni salariali, delle condizioni di sicurezza e di vita degli operai italiani. Dopo aver dissanguato i lavoratori polacchi, la FIAT pianifica il rientro in Italia di una produzione automobilistica che era stata trasferita all’estero negli anni scorsi, malgrado le generose sovvenzioni elargite alla FIAT da parte dello Stato italiano, cioè denaro pubblico versato dai cittadini e contribuenti del nostro paese.<br />
In una lettera inviata ai colleghi di Pomigliano da un gruppo di lavoratori della FIAT di Tychy, in Polonia, si legge testualmente: “La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli altri. E a Tychy lo abbiamo fatto. (…) Adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. (…) E&#8217; chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente. (…)”<br />
La vertenza di Pomigliano D’Arco riassume gli effetti della crisi che attraversa l’economia mondiale. L’attuale recessione non è un episodio accidentale, ma una crisi strutturale di portata planetaria, causata dall’eccessivo sviluppo delle forze produttive, è una crisi di sovrapproduzione accentuata e accelerata dalla saturazione progressiva dei mercati internazionali: finora si è prodotto in quantità eccessiva sfruttando troppo i lavoratori, che si sono impoveriti in modo crescente e sono destinati ad impoverirsi ulteriormente. E’ una crisi che si spiega in virtù del divario tra la crescente produttività del lavoro e la declinante capacità di consumo dei lavoratori. In altri termini gli operai producono troppo, al punto che non si riesce a vendere quanto essi producono. E’ la radice delle contraddizioni del capitalismo, riconducibile alla sua tendenza intrinseca alla sovrapproduzione e all&#8217;incapacità di realizzare il profitto insito nelle merci prodotte.<br />
In questo quadro l’azione dei governi non fa che assecondare il gioco e gli interessi delle forze capitalistiche. Infatti, le politiche di liberalizzazione selvaggia attuate dai governi avvicendatisi negli ultimi anni, procedono senza sosta, malgrado aumenti la consapevolezza che esse favoriscono il predominio degli interessi dei grandi potentati economici, delle banche e delle società finanziarie, ad esclusivo discapito dei lavoratori.<br />
Impresa, mercato, produttività, profitto, non sono mai stati termini asettici o neutrali, ma hanno sempre definito affari e poteri concreti, persone in carne ed ossa. Invece, oggi tali interessi privati vengono esibiti come il bene comune della società. La contraddizione centrale è ancora quella che contrappone l&#8217;impresa capitalistica al mondo del lavoro. I lavoratori devono prendere coscienza che il vero problema risiede nel costo del capitale, nell&#8217;inasprimento delle condizioni di sfruttamento e nell&#8217;aumento del lavoro straordinario, nella crescente precarizzazione delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori, insomma nel sistema dell’alienazione capitalistica del lavoro operaio.<br />
Negli ultimi mesi, gli effetti della recessione hanno spinto molti lavoratori, esposti alla minaccia dei licenziamenti, ad intraprendere forme di protesta. C’è l’operaio che tenta il suicidio perché non riesce ad arrivare alla metà del mese, ma ci sono anche casi di operai ribelli che scelgono di lottare strenuamente contro la crisi, che i padroni tentano di far pagare ai lavoratori. Contro i nuovi attacchi perpetrati dal sistema mafioso della FIAT, occorre far sentire tutta la solidarietà del proletariato italiano ed internazionale verso le iniziative di lotta intraprese dagli operai di Pomigliano, sottoposti all&#8217;ennesima criminalizzazione da parte della Fiat e dello Stato suo complice. E’ urgente schierarsi a fianco degli operai che lottano contro la crisi e lo sfruttamento in fabbrica, per non essere più vittime dell&#8217;ennesimo inganno perpetrato da governo, padroni e sindacati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/pomigliano-prove-tecniche-di-terzomondizzazione-911981.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo Statuto dei Lavoratori compie quarant’anni</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/lo-statuto-dei-lavoratori-compie-quarant%e2%80%99anni-911885.html</link>
		<comments>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/lo-statuto-dei-lavoratori-compie-quarant%e2%80%99anni-911885.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 May 2010 18:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[ddl lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[diritti del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[epifani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro rpecario]]></category>
		<category><![CDATA[luigi paonessa]]></category>
		<category><![CDATA[mauzìrizio zipponi]]></category>
		<category><![CDATA[sacconi]]></category>
		<category><![CDATA[statuto dei lavoratori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.orizzontinuovi.org/?p=1885</guid>
		<description><![CDATA[Lo Statuto dei Lavoratori compie quarant’anni. Sono molti per una Legge che da allora è rimasta pressoché intatta nonostante i persistenti attacchi dei governi di centro destra. Una legge che per alcuni aspetti è sempre attuale ma che in realtà si pone all’interno di un contesto nel quale il mercato del lavoro è cambiato e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/lo-statuto-dei-lavoratori-compie-quarant%e2%80%99anni-911885.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/05/precariato.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1886" title="precariato" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/05/precariato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo Statuto dei Lavoratori compie quarant’anni. Sono molti per una Legge che da allora è rimasta pressoché intatta nonostante i persistenti attacchi dei governi di centro destra. Una legge che per alcuni aspetti è sempre attuale ma che in realtà si pone all’interno di un contesto nel quale il mercato del lavoro è cambiato e dove gli articoli dello Statuto pur essendo rivolti ai lavoratori non riescono a salvaguardarli tutti. Pensiamo ai precari  ma anche ai lavoratori a tempo indeterminato che la Legge 300 voleva rendere protagonisti e che adesso sono come attori secondari di un film dove impresa, profitto e l’indebolimento dei diritti vengono posti come interpreti di primo piano. <span id="more-1885"></span>Per l’anniversario Maurizio Zipponi, responsabile nazionale del Dipartimento Welfare dell’Italia dei Valori ha ricordato come &#8220;Un terzo dei lavoratori non ha le garanzie previste dalla legge. Una persona di buon senso e non in malafede, come il ministro della disoccupazione Sacconi, dovrebbe per prima estendere i diritti dello Statuto dei Lavoratori a chi ne è privo. Invece, la proposta di uno Statuto dei Lavori e non dei lavoratori indica la gravità di un progetto che intende spersonalizzare una legge che ha nella persona il punto su cui si costituisce il diritto. In questo modo la persona non esiste più. Non esiste più il precario, il lavoratore dipendente e quello pubblico. Sacconi ha in mente un piano eversivo e anticostituzionale che stravolge totalmente la Costituzione repubblicana e propone di riportare l&#8217;Italia al Medioevo. Il ministro della disoccupazione sarà il miglior nemico di Berlusconi perché porterà il centrodestra a rotture sociali clamorose anche nel mondo del lavoro che vota il centrodestra, in particolare a quello della Lega&#8221;. L&#8217;Italia dei Valori si è opposta ai tentativi di demolizione del diritto del lavoro, come e&#8217; accaduto con l&#8217;arbitrato, ed è pronta ad alzare barricate contro il nuovo progetto del ministro Sacconi. La  proposta  dell’Idv è quella di estendere i diritti dello Statuto a tutti i lavoratori. Del resto, un’azienda che ha dipendenti precari, e quindi privi di diritti, è destinata a non funzionare mentre occorrerebbe puntare alla valorizzazione della professionalità, alla formazione permanente e alla stipula di contratti di lavoro a tempo indeterminato dove la regola che nessuno può essere licenziato senza un motivo giustificato sia basilare. Anche il mondo sindacale attraverso Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil ha sottolineato come modificare lo Statuto significhi attaccare la Costituzione. Per il  leader del maggior sindacato italiano &#8220;Il ddl lavoro  è un attacco non solo allo Statuto dei Lavoratori, ma anche alla Costituzione, in un articolo che è fondamentale, quello in cui si riconosce al cittadino italiano di poter ricorrere liberamente al giudice per far valere le proprie ragioni&#8221;. Per Epifani &#8220;Il ddl lavoro non è come dice Sacconi una libertà in più, ma una libertà in meno, è un qualcosa che rende il lavoratore più debole nel momento in cui non può scegliere se ricorrere alla strada dell&#8217;arbitrato o a quella del giudice&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/lo-statuto-dei-lavoratori-compie-quarant%e2%80%99anni-911885.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nel Partito del Livore&#8230;</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/politica/nel-partito-del-livore-911840.html</link>
		<comments>http://www.orizzontinuovi.org/politica/nel-partito-del-livore-911840.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 May 2010 07:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[bossi]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[dario delvecchio]]></category>
		<category><![CDATA[fini]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[partito del livore]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.orizzontinuovi.org/?p=1840</guid>
		<description><![CDATA[Il tempo smaschera sempre le contraddizioni. Questa volta a farne le spese è stato il Pdl, ribattezzato Partito del Livore, dopo il poco amorevole scambio di opinioni tra Fini e Berlusconi, in occasione del direttivo del Pdl. Ma si sa che l&#8217;amore non è bello se non è litigarello&#8230; Fini, sempre più insofferente dinnanzi ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/politica/nel-partito-del-livore-911840.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>Il tempo smaschera sempre le contraddizioni. Questa volta a farne le spese è stato il Pdl, ribattezzato Partito del Livore, dopo il poco amorevole scambio di opinioni tra Fini e Berlusconi, in occasione del direttivo del Pdl.<br />
Ma si sa che l&#8217;amore non è bello se non è litigarello&#8230; Fini, sempre più insofferente dinnanzi ai continui flirt del Pdl con la Lega, ha deciso di dire la sua, senza mezzi termini e senza vergogna, destando imbarazzo e stupore all&#8217;interno e all&#8217;esterno del partito. Ma la diatriba tra Fini e Berlusconi non è certo una novità. <span id="more-1840"></span>Dopo la nomina del buon Gianfranco a Presidente della Camera, si era avvertita in lui una metamorfosi nel modo di valutare l&#8217;operato del governo. Una naturale metamorfosi istituzionale non riuscita però a Schifani, attuale Presidente del Senato, che ha addirittura accentuato la sua riverenza nei confronti della politica imperialista del premier/padrone.<br />
Questa ventata di oggettività ha permesso a Fini di capire i contorni del tranello in cui era caduto, entrando nel Pdl: Mr.B., levandogli di mano Alleanze Nazionale e il suo 12% e fondendolo con Forza Italia, ha annichilito la capacità critica degli ex missini, presto divenuti i più fieri e fedeli servitori del trono di Palazzo Grazioli. Risultato: Fini relegato al ruolo di semplice membro del partito e Berlusconi eletto Sultano.<br />
Oltre alla necessità di un serio dibattito interno, l&#8217;ex camerata Gianfranco ha posto la questione non indifferente delle riforme. È arcinoto che il Pdl voglia riformare l&#8217;Italia assieme al partito della Polenta e al suo leader indiscusso, Umberto Bossi,  che il &#8220;buon&#8221; Silvio amorevolmente descrisse con queste soavi parole: &#8220;Bossi, quando parla, sembra un ubriaco al bar&#8230; è un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo&#8221;. Come ogni italiano può ben vedere&#8230;&#8221;La preoccupazione di Fini sta nel fatto che la Lega possa imporre al Pdl condizioni inaccettabili, mentre il solo pensiero che l&#8217;Italia possa essere riformata da gente che sbraita in una lingua incomprensibile, invocando il federalismo di Carlo Cattaneo senza nemmeno sapere chi o cosa sia, spaventa tutta la popolazione italiana alfabetizzata.&#8221;<br />
Proprio per evitare che questa formazione politica comprometta il nostro paese, Fini ha deciso di esporsi, dando un violento scossone all&#8217;interno del Pdl e della coalizione, la quale avrebbe gradito il suo silenzio o ancor meglio la sua adesione all&#8217;unica corrente di pensiero lecita nel partito, come nei migliori regimi totalitari. L&#8217;Italia ha avuto l&#8217;ennesima dimostrazione che questo governo non ammette critiche, nemmeno (o soprattutto?) dall&#8217;interno della maggioranza.<br />
Questo governo xenofobo, revisionista, illiberale, corporativista, nemico del neutrale potere giudiziario, dello stato democratico e della Costituzione dovrebbe restare bene impresso nella labile memoria degli italiani, per assicurarsi che il balcone di Palazzo Venezia continui a restare sfitto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.orizzontinuovi.org/politica/nel-partito-del-livore-911840.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il 25 aprile e la Costituzione tradita</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/politica/il-25-aprile-e-la-costituzione-tradita-911817.html</link>
		<comments>http://www.orizzontinuovi.org/politica/il-25-aprile-e-la-costituzione-tradita-911817.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 20:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[antonio di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[bersani]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[difesa della costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[italia dei valori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lucio garofalo]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.orizzontinuovi.org/?p=1817</guid>
		<description><![CDATA[In prossimità del 25 aprile mi piacerebbe sollecitare un’ampia riflessione prendendo spunto dal tema della Costituzione, visto che il momento attuale ci consegna un quadro politico di segno neoconsociativo e un clima di feroce ostilità e di seria minaccia per la democrazia italica, da sempre fragile e mutilata, sancita solo sulla Carta Costituzionale. Personalmente sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/politica/il-25-aprile-e-la-costituzione-tradita-911817.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>In prossimità del 25 aprile mi piacerebbe sollecitare un’ampia riflessione prendendo spunto dal tema della Costituzione, visto che il momento attuale ci consegna un quadro politico di segno neoconsociativo e un clima di feroce ostilità e di seria minaccia per la democrazia italica, da sempre fragile e mutilata, sancita solo sulla Carta Costituzionale.<br />
Personalmente sono convinto che la Costituzione del 1948 non abbia bisogno di lifting o rifacimenti, non debba essere aggiornata o revisionata, e tantomeno abolita, come insinuano i suoi detrattori, ma deve essere semplicemente e finalmente applicata. Solo concretizzando i dettami costituzionali sarà possibile far rinascere il Paese, sarà possibile promuovere un’effettiva emancipazione in senso espansivo e progressista della società in cui viviamo, liberando le straordinarie potenzialità civili e culturali, etiche e spirituali in essa presenti, ma anche le forze produttive imprigionate ed umiliate nell’attuale fase storica di regressione e di imbarbarimento politico, morale e culturale.<span id="more-1817"></span>Tuttavia, se devo essere sincero, sono piuttosto perplesso e pessimista. In primo luogo perché temo che la nostra bellissima Costituzione sia in qualche misura eversiva e inapplicabile nell’attuale ordinamento economico, politico e sociale, segnato da profonde e insanabili contraddizioni, che si possono eliminare solo abbattendo e superando il sistema capitalistico che le ha generate e che contribuisce a perpetuarle.</p>
<p>In secondo luogo, con il quadro parlamentare e governativo uscito rafforzato dalle recenti elezioni regionali, francamente non riesco a far finta di nulla e non posso non nutrire seri dubbi sulle effettive possibilità di applicare finalmente il dettato costituzionale. Invece, mi pare più facile immaginare e prevedere un’iniziativa per stravolgere il testo costituzionale mediante una sorta di “grande inciucio”, ossia un’ampia intesa parlamentare di stampo neoconsociativo sul tema delle cosiddette “riforme costituzionali” (ma sarebbe più corretto definirle “controriforme”), tanto attese e invocate non solo dalla coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi.</p>
<p>Occorre ricordare la matrice sovversiva e criminale della banda filo-berlusconiana giunta stabilmente al governo, che sta sfasciando le istituzioni, i diritti e le garanzie costituzionali. Il pericolo costituito dal nuovo fascismo, dalle forze che governano l&#8217;Italia, è persino più grave del passato, considerando il mix di populismo, razzismo e affarismo sfrenato che ispira il blocco politico e sociale che fa capo al bandito di Arcore.</p>
<p>Dunque, in Italia incombe una vera emergenza democratica. Persino in Parlamento è stata eliminata ogni forma di dissenso e libera opposizione. Tranne Di Pietro, resta in campo la finta ed evanescente &#8220;opposizione&#8221; di D’Alema, Bersani e soci, dietro cui si annida una pratica neoconsociativa. Suggerirei di riflettere su quanto scriveva Antonio Gramsci a proposito del “sovversivismo delle classi dirigenti”. Inoltre, 35 anni fa Pasolini aveva preconizzato l&#8217;avvento di un nuovo fascismo, a condizione che questo si auto-proclami “democratico” e si ripari sotto le mentite spoglie dell’&#8221;antifascismo&#8221;. Mi pare che ciò rispecchi esattamente il quadro storico in cui si è compiuta la “metamorfosi” della destra neofascista (ex MSI) per accedere al governo del Paese, sdoganata e traghettata verso il PDL dal populismo berlusconiano. Ma la citazione di Pasolini si adatta anche per inquadrare la “metamorfosi” degli eredi del PCI, in primo luogo il PD.</p>
<p>Il sottoscritto si schiera tra quanti sono convinti che non esista alcuna differenza tra PD e PDL, eccetto la &#8220;L&#8221; in  più nella sigla del partito di plastica di Berlusconi. Per il resto conviene stendere un velo pietoso. Non a caso fu coniata la formula &#8220;Veltrusconismo&#8221; per designare la funzionalità di entrambi (PD e PDL) ad un progetto neogolpista attuato in forme apparentemente soffici e indolori, un disegno di stabilizzazione neocentrista e neoconservatrice che fa capo ai due soggetti &#8220;protagonisti e antagonisti&#8221; della scena politica nazionale, destinati a governare insieme la fase della “Terza Repubblica”.</p>
<p>Tuttavia, al di là di queste note pessimistiche, faccio prevalere ciò che Gramsci definiva “l’ottimismo della volontà”. Per cui, non solo in veste di cittadino, ma altresì di insegnante, sono interessato a trasmettere alle nuove generazioni i valori ideali insiti nella Costituzione, di cui bisogna far conoscere ed apprezzare la bellezza poetica. Non a caso, alla stesura del testo costituzionale parteciparono le migliori menti politiche e letterarie dell’epoca: su tutti cito la straordinaria figura di Piero Calamandrei.</p>
<p>La Costituzione è la madre della democrazia italiana, indubbiamente scalcagnata e malandata per varie ragioni storiche e politiche. La Costituzione ne incarna idealmente il ricco patrimonio valoriale, perciò leggerla è il miglior modo per festeggiarla e proporla ai giovani, ed è forse il miglior modo per educare ed ispirare le nuove generazioni.</p>
<p>Pertanto, approfitto per denunciare una grave mistificazione ideologica che si perpetua da anni nel nostro sciagurato Paese. Quella di occultare le origini della democrazia italiana, benché istituita solo sulla carta. E&#8217; opportuno ricordare che la Costituzione del 1948 (e, con essa, la democrazia, sebbene solo formale) affonda le sue radici storiche e ideali nella Resistenza contro l’occupazione nazi-fascista imposta durante la seconda guerra mondiale. Dalle ceneri della monarchia sabauda e della dittatura fascista di Mussolini è nata la Costituzione ed è risorta la civiltà democratica del popolo italiano.</p>
<p>Il 25 aprile è senza dubbio una festa partigiana, cioè di parte, e non può essere diversamente. Pretendere che il 25 aprile diventi una &#8220;festa di tutti&#8221;, una sorta di ricorrenza “neutrale”, equivale a snaturare e azzerare il valore simbolico e politico di quella che è la Festa per antonomasia della Resistenza partigiana e antifascista. Infatti, il 25 aprile si festeggia, ovvero si dovrebbe rievocare e, in qualche misura, rinnovare la vittoria della Resistenza popolare partigiana contro l&#8217;invasione nazista e contro i fascisti che flagellarono l’Italia per un tragico ventennio, conducendo il Paese verso la rovina, costringendo il nostro popolo alla catastrofe della seconda guerra mondiale, in cui intere generazioni di giovani proletari furono sfruttati come carne da macello per arricchire e ingrassare una ristretta minoranza di affaristi, speculatori e guerrafondai senza scrupoli.</p>
<p>Da quella Liberazione nacque la Costituzione del 1948, scritta non tanto con la penna, quanto con il sangue di tante donne e uomini che sacrificarono la propria vita per la libertà delle generazioni successive: donne e uomini chiamati &#8220;partigiani&#8221; proprio perché schierati e militanti da una parte precisa, contro il fascismo, l&#8217;imperialismo e la guerra.<br />
Il carattere apertamente antifascista e partigiano, egualitario, democratico e pluralista, pacifista e internazionalista della Costituzione, la rende un testo all’avanguardia, addirittura rivoluzionario sul piano internazionale, ma è anche il motivo principale per cui essa è invisa, temuta e osteggiata nei settori più oltranzisti e reazionari della società italiana, ed è la medesima ragione per cui essa è negata e disattesa nella realtà concreta. E’ superfluo elencare gli articoli della Costituzione reiteratamente violati e traditi, a cominciare dall’art. 11, in cui emerge lo spirito pacifista e internazionalista della Costituzione del 1948: “l’Italia ripudia la guerra (…)”, è l’incipit dell&#8217;articolo.</p>
<p>Questa è una preziosa lezione della storia che oggi, in tempi bui, dominati dall&#8217;indifferenza, dal fatalismo, dall&#8217;apatia e antipatia politica, si tenta di mettere in discussione e addirittura negare alle giovani generazioni. Questo &#8220;fatalismo&#8221;, assai diffuso tra la gente, è il peggior nemico della gente stessa, in quanto induce a pensare che nulla possa cambiare e tutto sia già deciso da una sorta di destino superiore, una forza trascendente contro cui i miserabili sarebbero impotenti, ma così non è.</p>
<p>In materia di fatalismo, indifferenza e apatia politica, non si può non citare un famoso pezzo giovanile di Antonio Gramsci, &#8220;Odio gli indifferenti&#8221;, in cui il grande comunista sardo scriveva che vivere vuol dire &#8220;Essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L&#8217;indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L&#8217;indifferenza è il peso morto della storia (&#8230;) Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti&#8221;. Questo è il miglior messaggio che si possa trasmettere ai giovani, una sorta di inno che esprime in forma lirica e nel contempo in modo inequivocabile, l&#8217;amore per la vita e la libertà, tradotte in termini di partecipazione attiva alle decisioni che riguardano il destino della collettività umana.</p>
<p>Sempre in tema di assenteismo e non partecipazione alla vita politica, rammento un celebre brano di Bertolt Brecht: &#8220;Il peggior analfabeta è l&#8217;analfabeta politico&#8221;. Non c&#8217;è nulla di più vero e più saggio. Brecht sostiene che l&#8217;analfabeta politico &#8220;non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell&#8217;affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche. L&#8217;analfabeta politico è talmente asino che si inorgoglisce, petto in fuori, nel dire che odia la politica. Non sa, l&#8217;imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, leccapiedi delle imprese nazionali e multinazionali.&#8221;. Ed io vorrei aggiungere: &#8220;delle imprese locali&#8221;.</p>
<p>Nella circostanza odierna mi preme rilanciare l’idea della Politica in quanto espressione della volontà popolare e della libera creatività dell’animo umano, che si concretizza nel confronto interpersonale, nella pacifica convivenza e nella dialettica democratica e pluralista tra persone libere ed uguali, ovviamente diverse sul versante spirituale e culturale. Inoltre, la Politica dovrebbe essere un mezzo di aggregazione e partecipazione sociale, uno strumento diretto e corale per intervenire concretamente sui processi decisionali che investono l’intera comunità, una modalità di socializzazione tra gli individui, la più elevata e raffinata forma di socialità umana. Del resto, l’antica etimologia del termine, dal greco “Polis” (città), indica il senso della più nobile attività dell’uomo, denota la somma manifestazione delle potenzialità e delle prerogative attitudinali dell’essere umano in quanto “animale politico”. Tale capacità dell’uomo si estrinseca nella Politica come organizzazione dell&#8217;autogoverno della Città.</p>
<p>Il senso originario della Politica si è svuotato ed è degenerato nella più ignobile “professione”, nell’esercizio del potere fine a se stesso, riservato agli “addetti ai lavori”, ai carrieristi e affaristi della politica. Quella che un tempo era una “nobile arte”, la suprema occupazione dell’uomo, oggi è percepita e praticata come mezzo per impadronirsi della città e delle sue risorse territoriali, una squallida carriera per mettere le proprie luride mani sulle ricchezze del bilancio economico comunale. Un bene che, invece, dovrebbe appartenere a tutti ed essere gestito dalla comunità dei cittadini.</p>
<p>La nuova Resistenza è l&#8217;opposizione a questo stato di cose, è la rivolta contro una visione e una pratica del potere come appannaggio di un’esigua minoranza di privilegiati, ossia i padroni del Palazzo. Tale situazione va respinta e combattuta con fermezza, perché il soggetto che si organizza in comitato o partito politico, convenzionalmente definito “ceto politico dirigente”, non appena conquista il privilegio derivante dal potere esclusivo sulla Città, si disinteressa del bene comune per occuparsi dei loschi affari della casta, o dei singoli individui. Questo stato di corruzione della politica, che non coincide con un’esperienza di autogoverno dei cittadini, ma risponde agli interessi egoistici e corporativi di una cerchia elitaria e circoscritta, è la causa principale che genera un sentimento di indifferenza e disaffezione dei cittadini verso la politica, cioè il governo della Polis, in quanto rappresentativo degli interessi privati di pochi affaristi, nella misura in cui tali vicende sono recepite come estranee agli interessi della gente.</p>
<p>Pertanto, occorre rilanciare l’idea dell’autogestione e dell’autogoverno dei cittadini, sperimentando nelle comunità locali l’idea della politica come rifiuto radicale del potere scisso dalla collettività, come partecipazione diretta della popolazione ai processi decisionali, ai canali di controllo e gestione del bilancio economico comunale.<br />
L’utopia della democrazia diretta non è solo possibile e praticabile localmente, ma è necessaria di fronte all’avvento di un fenomeno autoritario globale che minaccia quel poco di sovranità democratica vigente in alcuni Stati nazionali. I quali sono soppiantati da organismi economici sovranazionali che dirigono le dinamiche dell’economia e dei suoi assetti bancari e finanziari. Questo fenomeno di globo-colonizzazione ha favorito l’ascesa dei gruppi finanziari più forti e delle corporation multinazionali, con danni irreparabili per i diritti civili e sindacali, le libertà democratiche, i redditi dei lavoratori del sistema produttivo, la cui condizione si fa sempre più precaria e ricattabile.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.orizzontinuovi.org/politica/il-25-aprile-e-la-costituzione-tradita-911817.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DDL Lavoro: sotto attacco l’articolo 18</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/ddl-lavoro-sotto-attacco-l%e2%80%99articolo-18-911762.html</link>
		<comments>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/ddl-lavoro-sotto-attacco-l%e2%80%99articolo-18-911762.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 10:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[difesa della costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[luigi paonessa]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<category><![CDATA[zipponi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.orizzontinuovi.org/?p=1762</guid>
		<description><![CDATA[Stop da parte del Presidente Napolitano all’ennesima antiriforma del governo Berlusconi che combatte la crisi e accelera l’economia partendo con il rendere ancora più precario l’inserimento dei lavoratori. L’ultimo esempio è il “DDL Lavoro” che ha messo sotto attacco l’articolo 18 e l’intero Statuto dei Lavoratori. Lo Statuto così come il primo articolo della Costituzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/ddl-lavoro-sotto-attacco-l%e2%80%99articolo-18-911762.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/04/corteo-lavoratori.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1763" title="corteo lavoratori" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/04/corteo-lavoratori-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Stop da parte del Presidente Napolitano all’ennesima antiriforma del governo Berlusconi che combatte la crisi e accelera l’economia partendo con il rendere ancora più precario l’inserimento dei lavoratori. L’ultimo esempio è il “DDL Lavoro” che ha messo sotto attacco l’articolo 18 e l’intero Statuto dei Lavoratori. Lo Statuto così come il primo articolo della Costituzione sono stati già più volte additati come antiquati dal governo e da vari suoi esponenti dimenticando come questi siano stati frutto di un lungo ed elaborato lavoro e della lotta dei lavoratori e dei cittadini italiani. <span id="more-1762"></span>Ora si prosegue con l’introduzione di un arbitrato forzoso che costringerà i lavoratori a quello che proprio la Costituzione consente loro. L’ennesima legge a protezione di lobby e industriali che al momento della stipula del contratto potranno concordare con il lavoratore di ricorrere ad un arbitro in caso di ogni futura controversia e quindi anche in caso di licenziamento. Un arbitro che giudicherà secondo equità e non un giudice che risponde davanti alla Legge. Una proposta che, approfittando della debolezza delle persone in cerca di lavoro farà si che questi si pieghino anche al ricatto del licenziamento oltre a quello di non avere un futuro certo. Per Maurizio Zipponi Responsabile Nazionale del Dipartimento Welfare &#8220;Il ddl delega sul lavoro massacra lo Statuto dei lavoratori perché nei fatti sterilizza l’articolo 18. Si tratta dell’ennesimo provvedimento adottato dal Governo per comprimere i diritti di chi lavora. Il Presidente della Repubblica non poteva che rinviarlo alle Camere dove ora è necessario portare avanti una ferma opposizione affinché la maggioranza compia marcia indietro. Si tratta di un ddl ingiusto e anticostituzionale. Ingiusto perché si costringe il lavoratore a “scegliere” di affidare le eventuali controversie con la parte datoriale ad un arbitro, chiamato a giudicarle in base ad un principio di equità e non secondo la legge. Ingiusto perché questa “scelta” avviene nel momento di massima debolezza del lavoratore stesso, cioè all’atto della sua assunzione, divenendo un obbligo e una costrizione&#8221;. Sempre per Zipponi &#8220;In questo modo 16 milioni di lavoratori dipendenti e 4 milioni tra precari e false partite Iva vengono posti fuori dalla protezione della Costituzione repubblicana, esclusi dal diritto e dalla legge e privati di tutele in un passaggio economico così delicato come quello che stiamo vivendo&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/ddl-lavoro-sotto-attacco-l%e2%80%99articolo-18-911762.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Popolo Viola Marche a favore della Costituzione</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/popolo-viola-marche-a-favore-della-costituzione-911554.html</link>
		<comments>http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/popolo-viola-marche-a-favore-della-costituzione-911554.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 21:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[costantino renato]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[difesa della costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[ministro brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[popolo viola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.orizzontinuovi.org/?p=1554</guid>
		<description><![CDATA[Proposto da un gruppo spontaneo di semplici cittadini e diffuso tramite la rete il 30 gennaio 2010 si sono riuniti migliaia di cittadini in diverse città d’Italia per la giornata nazionale in difesa della Costituzione.  La Costituzione è la roccia su cui si poggiano le fondamenta della nostra democrazia e di tutto il sistema giuridico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/popolo-viola-marche-a-favore-della-costituzione-911554.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/02/mano-viola.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1558" title="costituzione" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/02/mano-viola-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Proposto da un gruppo spontaneo di semplici cittadini e diffuso tramite la rete il 30 gennaio 2010 si sono riuniti migliaia di cittadini in diverse città d’Italia per la giornata nazionale in difesa della Costituzione.  La Costituzione è la roccia su cui si poggiano le fondamenta della nostra democrazia e di tutto il sistema giuridico – legislativo, è una costituzione scritta, rigida, lunga, votata, compromissoria, democratica e programmatica. In essa sono contenuti i principi fondamentali che devono indirizzare l&#8217;opera di governi e istituzioni.<span id="more-1554"></span><br />
Questo ruolo di Carta Fondamentale evidentemente non viene riconosciuto dall’attuale governo visto che solo negli ultimi anni si contano decine di tentativi di minarne le fondamenta, di aggirarla o di stravolgerla.<br />
Proprio dalle dichiarazioni del Ministro Brunetta, che suggerisce di modificare persino il 1° articolo della Carta, è nata l’esigenza di una manifestazione di dissenso che si è diffusa, raccogliendo centinaia di consensi e adesioni sulla rete, grazie al social network facebook e al tam tam di email.  Il Popolo viola vuole ricordare che la Costituzione è la carta fondamentale del nostro stato, e l’Italia non è solo un territorio, un confine di proprietà trincerato, ma è un popolo che ogni giorno lavora, cammina, ama e vive.  La Costituzione è nata nel 1948 dal pensiero comune di tutte le forze politiche, che insieme hanno immaginato come avrebbero voluto l’Italia da poco pacificata: un paese dell’odio? Un paese retrogrado e forcaiolo? No. Un paese che vuole la felicità di ogni suo singolo componente, che si basa sulla possibilità, per ogni uomo e ogni donna, di mettersi in gioco e vivere la propria vita. Ma non solo: i principi della Costituzione nascono dalla consapevolezza profonda che l’ineguaglianza, la violenza, l’ingiustizia, generano un vortice negativo che coinvolge non solo i meno abbienti, ma anche le elite, non solo i più indifesi, ma anche i loro aguzzini, vortice che purtroppo vediamo ora risucchiare il futuro del nostro paese. Anche se la Legge fondamentale del nostro stato è ancora in vigore, l’operato del governo non dimostra di averne capito il valore e propone leggi che stanno gettando l’Italia, stanno gettando noi, nell’assenza di regole. A coloro che credono che la soluzione dei problemi del nostro paese sia nella privatizzazione, nel demolire i servizi pubblici e lo stato di diritto, attenti a quello che fate! A coloro che continuano a vivere nel tedio e nell’indifferenza, non sfuggirete alle conseguenze delle vostre non azioni, non sfuggirete al giudizio dei vostri figli. Perché anche se si realizzassero i disegni anticostituzionali del Popolo della libertà, la giustizia non morirà mai, non morirà il sogno dell’uguaglianza, circolerà di soppiatto, dove non pensate, e vi raggiungerà nelle vostre belle casette condonate, con tutti i vostri antifurto privati, mentre dormite sicuri che tanto i furbi se la cavano sempre. Vi raggiungerà alle spalle, come voi quando avete colpito gli altri per rubare soldi. Vi raggiungerà con l’efficienza dei calcoli economici per far carriera, vi raggiungerà uno per uno.  Nessuno si illuda che stracciando la Costituzione, violando i suoi principi, istaurando il regime della servitù al denaro, il senso di questa legge si spenga, poiché ne sono impregnati i nostri ideali e i nostri sogni di italiani, indipendentemente dalla nostra appartenenza politica.<br />
Noi del Popolo viola vogliano ricordare a questo paese il senso del tempo, delle lotte fatte in passato e di quelle che stiamo affrontando per combattere contro “il buio della ragione” che domina la nostre vite: contro l’opportunismo di chi è ai vertici e pensa solo al proprio interesse, contro l’individualismo di ogni italiano che pensa solamente ai propri interessi privati, perché tanto è sempre tutto in balia del caso, contro la carenza cronica di efficienza dell’apparato politico nel prevenire i problemi, dell’apparato giuridico nel punire le colpe, di ogni cittadino nell’essere responsabile del proprio operato, nel sapere organizzare la propria vita con gli altri e non fregando gli altri.<br />
Il giorno che non lotteremo più per questi ideali la pena sarà la morte, non fisica, ma la morte come ‘non vita’, poiché ‘non di soli soldi vive un uomo’. Il giorno in cui non ci sarà più partecipazione del popolo all’attività di governo, rispetto dei diritti inviolabili di tutti, pari dignità sociale e legale senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religioni, opinioni e condizioni, il giorno in cui non ci sarà più diritto di lavorare, pena sarà la morte. E noi temiamo che questo giorno sia oggi.<br />
In molti si chiedono perché dovremmo pensare noi, che non siamo politici, a come governare il paese? Perché non dovremmo fidarci del governo se i suoi rappresentanti sono arrivati a Montecitorio? Ci saranno degli organi apposta che ci penseranno…<br />
Non crediate che far finta di non vedere o di non sentire, oggi, nel 2010, vi salverà dalla crisi che sta dilagando e che intaccherà i notebook puri e candidi, la biancheria firmata e profumata, i programmi televisivi luminosi, splendidi e pieni di buoni sentimenti, lontani dalla politica che è una cosa triste… Viviamo un presente caratterizzato da grandi cambiamenti, dei quali non siamo del tutto consapevoli.<br />
Delle riforme vere servono urgentemente al nostro paese, ma non quelle che vogliono demolire la Costituzione, la carta che dal dopo guerra ad oggi ha reso la penisola italiana, una nazione, ha unito i nostri dialetti, ha fatto crescere la nostra economia, fino a renderci la quinta potenza del mondo. Noi stiamo vivendo la fine dell’illusione di poter conciliare il potere del mercato e gli ideali democratici. Il mercato capitalista, con il regime della concorrenza, ha determinato la concentrazione di capitali nelle mani di pochi, mentre gli ideali democratici di uguaglianza, contrari al sistema capitalistico, sono stati distorti in arrivismo individuale, nell’illusione di ognuno di poter raggiungere uno standard di vita migliore guadagnando di più e lasciandosi asservire dalle personalità più carismatiche.<br />
Continuate a lavorare, italiani, anche gratis, per il bene della vostra fabbrica che è in crisi, poi tutto andrà a posto, cioè verrete licenziati e i dirigenti incasseranno i premi per aver ridotto la spesa del personale. Continuate a sognare, italiani, un futuro con la vostra macchina, la vostra casa, la possibilità di mantenere decorosamente dei figli, prima o poi andrà tutto a posto, quando l’economia riprenderà a girare. Non è così.<br />
Senza la redistribuzione delle ricchezze fra ricchi e poveri operata dalle tasse, senza una politica vigile che imponga regole al mercato, senza istituzioni solide che non siamo in balia degli alti e bassi della borsa, scordatevelo.<br />
Tutto questo non è un film. Ci stanno togliendo tutto e non verrà “c’è posta per te” a farci fare la pace.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/popolo-viola-marche-a-favore-della-costituzione-911554.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Belisario: riforme impossibili con questa maggioranza</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/belisario-riforme-impossibili-con-questa-maggioranza-911311.html</link>
		<comments>http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/belisario-riforme-impossibili-con-questa-maggioranza-911311.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 22:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[felice belisario]]></category>
		<category><![CDATA[italia dei valori]]></category>
		<category><![CDATA[presidente del consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.orizzontinuovi.org/?p=1311</guid>
		<description><![CDATA[“Se si parla di riforme la prima da fare è quella sul conflitto d’interessi per eliminare un’anomalia devastante nel sistema italiano”: lo afferma il Presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, sostenendo che “nessuna riforma è possibile con chi vuole stravolgere la Costituzione per asservirla a interessi di parte”. Secondo il presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/belisario-riforme-impossibili-con-questa-maggioranza-911311.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-476" title="Felice Belisario" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/05/felice-belisario-150x150.jpg" alt="Felice Belisario" width="150" height="150" />“Se si parla di riforme la prima da fare è quella sul conflitto d’interessi per eliminare un’anomalia devastante nel sistema italiano”: lo afferma il Presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, sostenendo che “nessuna riforma è possibile con chi vuole stravolgere la Costituzione per asservirla a interessi di parte”.<br />
Secondo il presidente dei senatori IdV “un’altra vergogna è la proposta di processo breve fatta per assolvere senza processo il Presidente del Consiglio. L’Italia dei Valori illustrerà la sua posizione al Senato ed indicherà un percorso di riforme utili al Paese, anche se – conclude Belisario – con il Centrodestra è impossibile fare alcuna riforma condivisa”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/belisario-riforme-impossibili-con-questa-maggioranza-911311.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

