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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; berlusconi</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>L&#8217;ultimo regalo di Berlusconi: tagli indiscriminati alle Regioni</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 11:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Le Marche avranno 20 milioni di euro rispetto ai 220 dell&#8217;anno scorso La Regione ha bisogno di ossigeno e il governo Berlusconi ci ha preso in giro facendoci altezzosamente l’elemosina e nascondendosi dietro una crisi che ha fin’ora fatto pagare solo ai ceti meno abbienti.   Da 220 milioni di euro dell’anno scorso a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/marche/lultimo-regalo-di-berlusconi-tagli-indiscriminati-alle-regioni-912906.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p> </p>
<div id="attachment_2907" class="wp-caption alignleft" style="width: 163px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/david4.jpg"><strong><img class="size-full wp-image-2907" title="david4" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/david4.jpg" alt="" width="153" height="230" /></strong></a><p class="wp-caption-text">On. David Favìa, coordinatore Idv Marche</p></div>
<p><strong>Le Marche avranno 20 milioni di euro rispetto ai 220 dell&#8217;anno scorso</strong></p>
<p>La Regione ha bisogno di ossigeno e il governo Berlusconi ci ha preso in giro facendoci altezzosamente l’elemosina e nascondendosi dietro una crisi che ha fin’ora fatto pagare solo ai ceti meno abbienti.<br />
<strong> <span id="more-2906"></span><br />
</strong>Da 220 milioni di euro dell’anno scorso a soli 20 milioni per quest’anno: questi sono i trasferimenti che ci arriveranno dopo i pesantissimi tagli del Governo Berlusconi e con questi soldi le Marche dovranno far quadrare i conti e approvare il bilancio 2012 che rischia di essere un bilancio con il quale, grazie a Berlusconi, sarà necessario sacrificare tantissimi settori a partire dai servizi essenziali per il cittadino.</p>
<p>L’inevitabile manovra che ci impone l’Europa esige rispetto e serietà, ma noi dell’Italia dei Valori non crediamo che, con questo presupposto, si possa far passare questo scempio da “macelleria sociale” targato Berlusconi come l’unica iniziativa economica e finanziaria seria da intraprendere in un momento di crisi. No, non sono questa le misure che auspicheremmo, ma ben altre che colpiscano gli sprechi e i grandi patrimoni , non certo la sanità pubblica, la scuola, la cultura, i servizi di assistenza e protezione al cittadino.</p>
<p>Confidiamo che ora che Berlusconi se ne è andato, i conti tornino a quadrare senza pesare solo sulle spalle di pochi e noi dell’Italia dei Valori saremo in prima linea su questa battaglia. Promuoveremo la ricerca dei Fondi Europei con progetti di qualità e faremo in modo che i sacrifici siano proporzionali alla capacità di sostenerli.</p>
<p>Il lavoro però deve partire dal nazionale perché la nostra Regione ha già fatto molto compensando con risorse proprie la situazione difficile che si è creata e sostenendo la produzione, la liquidità delle imprese e i lavoratori in difficoltà servizi essenziali per il cittadino.<br />
 </p>
<p>On. David Favìa, coordinatore IdV Marche</p>
<p>Paolo Eusebi, capogruppo IdV Consiglio regionale</p>
<p>Paola Giorgi, vicepresidente Assemblea legislativa delle Marche</p>
<p>Sandro Donati, assessore regionale</p>
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		<title>L&#8217;Italia è una Repubblica fondata sul lavoro?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 11:52:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/litalia-e-una-repubblica-fondata-sul-lavoro-912886.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div id="attachment_2890" class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/Ennio-Coltrinari21.jpg"><img class="size-medium wp-image-2890" title="Ennio Coltrinari2" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/Ennio-Coltrinari21-160x300.jpg" alt="" width="160" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il coordinatore provinciale Ancona dell&#39;Italia dei Valori Ennio Coltrinari</p></div>
<p>Scrive il coordinatore provinciale Ancona dell&#8217;Italia dei Valori Ennio Coltrinari</p>
<p>Ho deciso di intervenire su questo tema che rende precario il futuro dei giovani e sempre più divisa la società che viviamo: senza lavoro non c’è futuro per i giovani ma si vive male tutti. E’ attraverso il lavoro che l’uomo affina le sue capacità ed il suo modo di vivere. <span id="more-2886"></span></p>
<p>Credo che le politiche di un Paese devono essere fondate sul lavoro, ed è per questa ragione che le politiche fiscali devono favorire il lavoro e non deprimerlo,come spesso avviene oggi. Tassare le rendite finanziarie diventa un obiettivo da perseguire, così come è altrettanto importante, ridurre invece le tasse sul lavoro: conseguentemente su lavoratori e piccola e media impresa.</p>
<p>Tutto l’opposto di quello che sta facendo Berlusconi, al quale gronda sangue solamente quando è costretto a mettere qualche tassa “ai furbetti del quartierino” o ai più ricchi e non quando deve tassare i lavoratori dipendenti o i poveri pensionati. Tagliare l’IRAP, per le medie e piccole imprese diventa importante così come ridurre il cuneo fiscale tra salario lordo e netto in busta paga che fa dei lavoratori italiani tra i meno pagati in Europa. Prodi lo mise giustamente tra le priorità del suo Governo.</p>
<p>Queste due operazioni consumano risorse che vanno recuperate da una lotta senza quartiere all’evasione fiscale ma anche dalla tassazione delle rendite fiscali e dei grandi patrimoni. Una politica di sinistra si distingue dalla destra se saprà fare le sue scelte a difesa del lavoro e non della finanza.</p>
<p>Il rischio che l’Europa diventi sempre più un paese governato dalla grande finanza, va combattuto ridando dignità alla politica, oggi spesso messa ai margini, perché priva di grandi maestri illuminati,come furono in Europa De Gasperi, Adenaur  e Bidault, che giustamente sono considerati i padri dell’Europa Unita.</p>
<p>Che il mondo sia oggi privo di grandi personaggi da prendere a modello, come furono Kennedy , Papa Giovanni 23° e Kruscioff è altrettanto vero. I politici moderni sono soliti guardare all’oggi e non ai problemi del domani, una capacità che è solo dei grandi Statisti, merce sempre più rara.</p>
<p>Per tornare al tema del “lavoro” che è oggetto di questa mia riflessione:per investire sul lavoro,non sono sufficienti le sole risorse economiche ma l’attuazione anche di politiche apposite. Ci troviamo infatti di fronte ad un altro  passaggio epocale simile a quello del secolo scorso, quando fu scoperta la macchina che all’inizio provocò un grave allarme sociale e poi invece portò benefici a tutti: in termini di profitto ai padroni e riduzione del lavoro per i lavoratori: in particolare la riduzione della settimana lavorativa prima a 48 ore e poi a 40 ore.</p>
<p>Oggi siamo, in presenza della diffusione dell’informatica, della quale stanno avendo dei benefici in pochi. Questa sta togliendo posti di lavoro: se non vogliamo trovarci tra poco in una società in cui saremo sempre meno persone a lavorare,bisognerà inventarsi qualche cosa: tocca ad un partito post-ideologico, come il nostro ed al suo leader  Antonio Di Pietro lanciare l’idea che fu di un grande sindacalista della Cisl: Pierre Carniti : Lavorare meno per lavorare tutti. Si tratta di studiare forme e modi per la sua applicazione pratica.Un disegno del genere dovrà trovare applicazione  anche a livello europeo, se si vuole concretamente difendere i lavoratori.</p>
<p>Ennio Coltrinari</p>
<p>Coord. Prov.le IDV. Ancona (Marche)</p>
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		<title>Il fondo del barile</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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<p>La Chiesa fa sentire la sua voce. In particolare il cardinale  Angelo Bagnasco presidente della CEI  ha fra l’altro espresso nei giorni scorsi apprensione <em>“per le pesanti conseguenze sulla vita della gente e gli effetti interiori della crisi che, a tratti, sembra produrre un oscuramento della speranza collettiva”, per cui “circola l’immagine di un Paese disamorato, privo di slanci, quasi in attesa dell’ineluttabile”. L’amarezza per “il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità”. La preoccupazione per “comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà, ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune”. La necessità di “correggere abitudini e stili di vita”. Ma anche il rinnovato impegno della Chiesa, che “non intende sottrarsi alle attese e alle responsabilità che le competono”.</em></p>
<p>Come se non bastasse il Card.Bagnasco ha rincarato : <em>la questione morale, quando intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di un’esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serietà e del sacrificio, fondamentale per imparare a prendere responsabilmente la vita. Ecco perché si tratta non solo di fare in maniera diversa, ma di pensare diversamente: c’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate.”. </em>Non c’è che dire, Una bella tirata d’orecchie ineluttabile quanto forse un po’tardiva. Destinataria la classe politica, in primis ovviamente Berlusconi. Anche qui il premier e la sua maggioranza fanno spallucce ed <strong>il fondo del barile non si vede.</strong><em></em></p>
<p>La Marcegaglia e gli industriali denunciano l’inerzia del governo e si fanno il loro bel manifesto per rilanciare l’economia ed il Paese ma come sempre  il Governo ha altre cose da fare e quindi tutto resta lettera morta. <strong>Ma il fondo non si scorge</strong>. Della Valle tira fuori qualche soldino di  tasca e compra pagine intere di quotidiani.  &#8221;Politici ora basta&#8221; così titola un testo che non fa sconti a nessuno: <cite>&#8220;Lo spettacolo indecente e irresponsabile che molti di voi stanno dando non è più tollerabile da gran parte degli italiani e questo riguarda la buona parte degli appartenenti a tutti gli schieramenti politici&#8221;.</cite> I politici, secondo Della Valle, trascurano gli interessi del Paese e si occupano solo dei propri; ci stanno portando al disastro,  danneggiando la reputazione dell&#8217;Italia nel mondo. Anche in questo caso il centro destra si chiude a riccio mentre altri fanno melina e per cementare la…casta. Insomma ancora <strong>il fondo  del barile sembra lontano.</strong></p>
<p>Nel conto si potrebbe anche mettere quella suadente allocuzione  “l’Italia è un Paese di merda” sussurrato al telefono dal capo azzurro Berlusconi e poi il leggiadro richiamo al  nuovo partito che sempre il cavaliere potrebbe fondare: quel “forza gnocca” che ben si addice ad un uomo che non ha più nulla da dire nel al Paese  ne all’altra parte del cielo. Come se non bastasse si  potrebbero anche ricordare gli apprezzamenti sempre …eleganti espressi sul fondo schiena della Cancelliera Merkel e vi renderete conto che <strong>il fondo del barile si avvicina ma non si trova ancora</strong>.</p>
<p>L’economia affonda e la Grecia si avvicina ma il Governo è al braccio di ferro non commentabile per la nomina del governatore di Bankitalia.  Banca d’Italia. &#8220;Preferisco Grilli, se non altro perche&#8217; e&#8217; di Milano&#8221;. Cosi&#8217; il leader della<strong> Lega Umberto Bossi</strong> sponsorizza con Tremonti  l&#8217;attuale direttore generale del Tesoro,<strong>Vittorio Grilli</strong>  rispetto a Fabrizio Saccomanni preferito invece da Berlusconi e dallo stesso Mario Draghi. Ma essere di Milano significa essere padani e si sa la Lega alla Padania ci tiene. Addirittura vorrebbe imbarcarsi in un  referendum. Siamo davvero alla farsa ma non al fondo del barile. Neanche quando Standard &amp; Poor’s e poi Moody’s declassano il nostro Paese.</p>
<p>Non è un caso se lo stesso presidente della Repubblica pochi giorni fa ha sottolineato che servirebbe un &#8220;governo di tregua”. A Napolitano prudono le mani e prenderebbe volentieri a sculacciate qualcuno ma si è limitato a ricorrere nuovamente alla storia italiana del dopoguerra per mandare un segnale preciso alle forze politiche. Il capo dello Stato ha fatto l&#8217;esempio del Governo Pella, seguito all&#8217;era De Gasperi, per ribadire che anche in caso di crisi non è automatico il ritorno alle urne. D&#8217;altro canto, il presidente non potrebbe non esercitare le sue prerogative in caso di crisi: se il Governo non ce la fa, il Quirinale sonderà la posizione delle forze politiche tenendo a mente la soluzione migliore per il Paese. E il richiamo al Governo di Giuseppe Pella fa capire che il capo dello Stato non pensa che il voto sia la prima strada da tentare. <strong>E il fondo del barile è sempre più fondo</strong> in una Italia che piange le ragazze di Barletta travolte da un crollo annunciato e da quei 3 euro e novanta l’ora che le faceva sopravvivere in un Paese che vuole soltanto risalire per ritrovare se stesso, la sua dignità, le sue tante energie, i suoi giovani e la sua vera identità.</p>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 14:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
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<p>Impresentabili a livello internazionale, senza più alcuna credibilità e con una economia che chiede giustamente quegli interventi strutturali che il centro destra neppure i sogna di attuare, questo tappo istituzionale non trova di meglio che trasportare le sue escort sull’ aereo presidenziale  a nostre spese e millantare prestazioni sessuali da guinness dei primati. Povero tappo, povero cavaliere così disperatamente aggrappato alla sua distorta pulsione erotica, alla sua  vacuità ed alla sua vanità ma soprattutto poveri noi costretti a subire gesti e situazioni davvero fuori da ogni più fervida immaginazione. In proposito, chiarissimo Felice Belisario, capogruppo IdV al Senato: <em>“Il Presidente del Consiglio, come ebbe a dire la sua ex moglie, è un uomo malato: dovrebbe essere allontanato da Palazzo Chigi e spedito in qualche struttura di cura. Non può certo occuparsi del Paese, come lui stesso ammette governa a tempo perso lasciando che tutto vada a rotoli. Stiamo attraversando una gravissima crisi economica e politica ma Berlusconi ha deciso di non mollare, per questo serve un’opposizione unitaria, dentro e fuori il Parlamento, che coinvolga i cittadini e le forze sociali, a partire dalla Chiesa cattolica. Ora anche chi ha avuto dei vantaggi ad assecondarlo rischia solo di andare a fondo con lui. Non possiamo permetterci un premier indegno del proprio ruolo, che mette le cosa pubblica a disposizione della corte di escort e ricattatori da cui si lascia abbindolare: l’Italia non è un Sultanato</em></p>
<p>Che il tappo salti, che l’ottusità di questo governo da operetta che opprime le famiglie, che ignora i giovani e che rischia di spegnere il futuro del Paese, venga dissipata. Si torni a votare, si lasci decidere ai cittadini se è possibile tollerare oltre quelle escort e quei ladrocini di Stato, perverso frutto di insopportabili ed insostenibili intrecci tra politica – meretricio &#8211; imprese pubbliche (da Finmeccanica a ….),  che il cavalier-tappo ed il suo centro destra ci vorrebbero lasciare quale assurda e pesante eredità.</p>
<p><em>“Occorrerebbe subito una nuova legge elettorale oppure andare al voto assieme al Pd e Sel”.</em> Questa è la linea di Antonio Di Pietro (Idv) che sottolinea: &#8220;<em>in un momento di estrema tensione e di tenuta democratica in pericolo, noi riteniamo che bisogna pensare all&#8217;oggi e al domani. Adesso, possibilmente cambiando la legge elettorale. se non lo si puo&#8217; fare &#8211; rimarca &#8211; si vada al voto con quell&#8217;attuale con la più larga coalizione possibile di difesa costituzionale. In prospettiva riteniamo che ognuno debba stare a casa sua con il programma che condivide. Per questo l&#8217;Idv insieme a Pd e Sel hanno fatto un patto di collaborazione politica, non solo elettorale per offrire un&#8217;alternativa al Governo nazionale”</em>.</p>
<p> Aggiungiamo: l’Italia non il lupanare del centro destra ma è e resta un Paese di belle e brave persone che devono essere lasciate libere di esprimersi. Facendole votare.</p>
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		<title>Siamo uomini o caporali?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 09:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Pietro sfida Pd e Sel Dinanzi al lento, lentissimo disgregarsi del sistema berlusconiano la domanda sorge spontanea. In effetti, nonostante le mazzate delle amministrative e dei referendum il cavaliere ed i suoi palafrenieri gongolano perché in Parlamento la pattuglia degli irresponsabili sembra tenere ma anche e soprattutto perché sul fronte opposizione sembra non muoversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/attualita/siamo-uomini-o-caporali-912757.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/dipietro_bersani_vendola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2759" title="dipietro_bersani_vendola" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/dipietro_bersani_vendola-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Di Pietro sfida Pd e Sel</p>
<p>Dinanzi al lento, lentissimo disgregarsi del sistema berlusconiano la domanda sorge spontanea. In effetti, nonostante le mazzate delle amministrative e dei referendum il cavaliere ed i suoi palafrenieri gongolano perché in Parlamento la pattuglia degli irresponsabili sembra tenere ma anche e soprattutto perché sul fronte opposizione sembra non muoversi foglia.<span id="more-2757"></span> Tanto che Antonio Di Pietro, giustamente, ha richiamato con veemenza il Pd a fare la sua parte quale principale partito d’opposizione. Ma  Bersani è ancora tutto preso dallo  smacchiar giaguari che non batte né ciglio né colpo. Da parte sua Vendola continua narcisisticamente a specchiarsi nella sua forbita affabulazione. Insomma, il Paese affonda e nessuno che si faccia carico di avviare un serrato confronto sui programmi per poi, solo poi,  parlare di leadership.</p>
<p>Ed allora l’atteggiamento serio e responsabile assunto da Di Pietro non solo si comprende appieno ma lo si deve ritenere salutare per la democrazia italiana. Chi mai se non Di Pietro avrebbe infatti avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di sfidare in campo aperto due totem come Bersani e Vendola denunciando le debolezze del centro sinistra. Chi mai se non Di Pietro si sarebbe assunto l’onere di diventare bersaglio di critiche, frizzi e lazzi. Per il fatto che Berlusconi gli si è seduto accanto durante una seduta della camera; per il fatto che abbia avuto l’ardire di criticare Bersani; per voler guardare al dopo Berlusconi e quindi ovviamente prefigurando un riposizionamento dell’Italia dei Valori all’interno dello schieramento che si contrappone a Pdl e Lega magari intercettando flussi di elettori moderati ed illuminati. Cosa affatto disdicevole.</p>
<p>Insomma ci sono dei momenti, e questo lo è, in cui per il bene del Paese bisogna prendersi per intero le proprie responsabilità e magari guardare meno agli interessi di bottega. Non a caso il grande Totò soleva dire: siamo uomini o caporali? Il principe De Curtis spiegava: “<em>questa frase, nata durante la mia prima giovinezza, mi è sempre servita come sistema metrico decimale per misurare la statura morale degli uomini e mi è servita per classificare l&#8217;umanità in due grandi categorie”.<strong></strong></em></p>
<p>Di Pietro ha dunque il grande merito di cercare di stanare i riottosi. Quelli che ogni volta che parla D’Alema (lo stratega della Bicamerale e di altre facezie simili) perdono voti. Quelli che ogni volta che parla il rottamatore di Firenze ne perdono altri. Quelli che si beano d’essere il primo partito d’Italia nei sondaggi. Quelli che magari strizzano l’occhio a messer Casini. Ma anche quelli che lavorano a testa bassa nelle fabbriche delle idee di Nichi. Ci fosse qualcuno che si prendesse la briga di mettersi attorno ad un tavolo per ragionare!! Di Pietro che di sicuro caporale non è ( per carità, massimo rispetto per la genia dei caporali)  non sta puntando la prua verso lidi pericolosi, sta solamente lavorando perché la fragile imbarcazione Italia non faccia naufragio ma trovi invece un approdo sicuro. Questo vogliono i disoccupati, i cassintegrati, i precari, i ricercatori che scappano all’estero, le famiglie in difficoltà, gli anziani soli, quelli al minimo di pensione. Per l’Italia dei Valori è questo che vuole il Paese e non c’è ragion di partito che possa giustificare quel pernicioso attendismo che purtroppo abita in alcuni palazzi della politica.</p>
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		<title>Referendum: grazie Massafra</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 11:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/puglia/referendum-grazie-massafra-912684.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><div id="attachment_2685" class="wp-caption alignleft" style="width: 216px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Antonio-Izzinosa1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2685" title="Antonio Izzinosa[1]" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Antonio-Izzinosa1-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Antonio Izzinosa</p></div>L’Italia dei Valori, come si ricorderà, ha premuto sul governo Berlusconi per l’Election Day e il Referendum Day, ossia per la coincidenza della data del ballottaggio per le amministrative del 29 maggio con quella dei referendum da noi promossi. Era un modo per far risparmiare denaro pubblico: si sarebbero salvati circa <strong>350 milioni di euro</strong>.<span id="more-2684"></span></p>
<p>Il Ministro degli Interni Roberto Maroni, tuttavia, come è noto, non ha accolto la richiesta di accorpare i referendum con il secondo turno delle amministrative, il 29 maggio.     </p>
<p><strong>In tal modo il Governo si è dimostrato impaurito e ha adottato questa strategia al solo fine e nella speranza di impedire che venisse raggiunto il <em>quorum</em> sui tre temi fondamentali come l’acqua pubblica, il nucleare e il legittimo impedimento.</strong> Esattamente il contrario di quello che un governo avrebbe il dovere costituzionale di fare: anziché facilitare la partecipazione alle competizioni elettorali, risparmiando un bel po’ di denaro (soldi non suoi ma nostri, dei cittadini italiani), ha mandato gli elettori a votare una settimana dopo l’altra (15 e 16 maggio, 29 maggio, 12 e 13 giugno) invece di concentrare tutto nella stessa data.</p>
<p>In barba alla strategia del governo, i cittadini italiani hanno sentito il dovere di far sentire la propria opinione al riguardo e pertanto il <em>quorum </em>è stato ampiamente raggiunto e superato, per la prima volta dopo oltre 15 anni, perché ventisei milioni e ottocentomila elettori si sono recati alle urne tra domenica e lunedì e il 95% di loro ha sbarrato il Sì su tutte e quattro le schede.</p>
<p>A Massafra la percentuale dei votanti ha superato il 53%, con una netta vittoria del SI, risultato più che eloquente che impone alla politica di fare i conti con la volontà popolare che ha decretato la cancellazione di alcune delle peggiori leggi introdotte dall’attuale governo.</p>
<p>Mi corre l’obbligo di ringraziare i miei concittadini che hanno contribuito a questo grande risultato, sottoscrivendo i referendum, tutti i collaboratori che si sono impegnati nella raccolta delle firme più che mai convinti di portare fino in fondo questo impegno di civiltà.</p>
<p>Massafra, 14.06.2011</p>
<p>* Commissario Cittadino IdV  Massafra, componente Coordinamento Provinciale IdV Taranto</p>
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		<title>Ora un centrosinistra in grado di governare e non solo di vincere. Senza confusioni</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 10:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/ora-un-centrosinistra-in-grado-di-governare-e-non-solo-di-vincere-senza-confusioni-912676.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div class="mceTemp"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></div>
<div><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<div>Di fronte a questo doppio travolgente ko un capo di governo normale si sarebbe dimesso subito, invece Berlusconi non l’ha fatto e non lo farà. Egli ormai vive in una realtà virtuale e resterà aggrappato alla poltrona facendo finta di niente finché avrà i numeri per vivacchiare in Parlamento, finché qualcuno (la Lega?) non staccherà la spina. Ma non durerà a lungo, non può durare a lungo.</div>
<p>L’Italia si prepara a cambiare pagina, è solo questione di tempo. Breve tempo. E il centrosinistra deve farsi trovare pronto, con un programma serio e concreto, per proporsi come alternativa di governo, per ridare speranza e fiducia al Paese. Il nocciolo duro è pronto e la sua composizione è uscita chiara delle ultime consultazioni elettorali: gli italiani hanno promosso la convergenza tra Pd-Idv-Sel, affidando un mandato preciso, ossia discutere e mettere nero su bianco un programma chiaro e unitario, che risolva le emergenze del Paese. Un programma che, una volta condiviso, potra’ dare il via ad un confronto con movimenti, societa’ civile e tutte le altre forze politiche disponibili al dialogo, sulla base di omogeneita’ di intenti. L’intenzione, infatti, e’ quella di creare un’alternativa in grado di governare, non solo di vincere.</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<div><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">* Presidente dei Senatori IDV</span></div>
<div id="attachment_2681" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/000228641.jpg"><img class="size-full wp-image-2681" title="00022864" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/000228641.jpg" alt="" width="180" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">On. Sen. Felice Belisario - Presidente dei Senatori IDV)</p></div>
<p>Prima le amministrative, poi i referendum. Andata e ritorno, il governo ha perso tutte e due le partite e le ha perse in modo netto, clamoroso. Una disfatta epocale, per usare un aggettivo tanto caro a qualche ministro, il segno di un’era che inesorabilmente si chiude. E’ la primavera italiana, è l’Italia che vuole un’altra Italia, è il vento del cambiamento che arriva anche da noi. <span id="more-2676"></span>Il Paese non crede più a chi gli ha mentito, a chi l’ha abbandonato alla deriva, a chi l’ha imbrogliato con false promesse: gli italiani vogliono facce nuove e a chiederle non sono solo gli elettori di centrosinistra ma anche quelli, tantissimi, di centrodestra ormai stanchi di chi ha tradito la loro fiducia.</p>
</div>
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		<title>Attualità di Marx, pensatore del XXI secolo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 15:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sommo filosofo sopravvive alla fine del comunismo L’ultimo libro di Eric Hobsbawn, uno dei massimi storici viventi, Come cambiare il mondo. Perché riscoprire l’eredità del marxismo, dopo il grande successo in Inghilterra è stato prontamente tradotto in italiano e costituisce una delle più eccitanti avventure intellettuali per il lettore, grazie alla libertà di giudizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/cultura-societa/attualita-di-marx-pensatore-del-xxi-secolo-912639.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/a-marx1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2640" title="a marx[1]" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/a-marx1-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" /></a>Il sommo filosofo sopravvive alla fine del comunismo</p>
<p>L’ultimo libro di Eric Hobsbawn, uno dei massimi storici viventi, <em>Come</em> <em>cambiare il mondo. Perché riscoprire l’eredità del marxismo</em>, dopo il grande successo in Inghilterra è stato prontamente tradotto in italiano e costituisce una delle più eccitanti avventure intellettuali per il lettore, grazie alla libertà di giudizio ed all’originalità delle tesi proposte.<br />
L’autore riesce a convincerci (e forse convincerebbe anche Berlusconi se decidesse di leggerlo) che il sommo filosofo tedesco non è affatto superato, bensì le sue teorie lo fanno apparire come uno degli scrittori più attuali del XXI secolo.<span id="more-2639"></span><br />
La dilatazione planetaria dei mercati (merci, idee, culture e stili di vita), la concentrazione del potere, non solo economico, in poche mani e l’instabilità patologica del capitalismo, hanno provocato, soprattutto negli ultimi anni, crisi periodiche, recessioni, disoccupazione di massa e insanabili diseguaglianze sociali.<br />
Bisogna cambiare il mondo, correggendo gli errori del capitalismo e per fare ciò è necessario ed urgente che di nuovo la politica abbia la supremazia sull’economia. In passato il new deal americano ed il riformismo social democratico europeo ci sono riusciti, anche se parzialmente, bisogna ripercorrere questa strada con energia, per domare un capitalismo selvaggio che provoca più danni che benefici.<br />
La società capitalista ha prodotto una sterminata quantità di beni senza dividerli equamente e la merce ha assunto una posizione predominante, dal sapore incantatore e feticista, relegando l’uomo in posizione subordinata.<br />
Marx ci indicava una ricetta basata sull’abolizione della proprietà privata, l’eliminazione del mercato e la concentrazione dei mezzi di produzione nelle mani dello Stato; purtroppo, pur avendo previsto con due secoli di anticipo i disastri del capitalismo, non ci ha fornito un’idea precisa di come far funzionare il socialismo, adeguandolo alla natura individualista e profondamente egoista dell’uomo, il disastro lo hanno poi provocato i suoi discepoli da Lenin a Stalin.<br />
Il capitalismo al suo apogeo mostra tutte le contraddizioni di un sistema teso alla produzione, che umilia l’uomo e le sue esigenze di giustizia sociale, i crac continui hanno evidenziato quanto soffra il capitalismo di fondamentalismo, una triste malattia dei nostri tempi agitati, bisogna scoprire al più presto una formula giusta senza perdere i benefici del progresso e della produttività e rileggere Marx con occhi nuovi può essere molto utile per tutti.</p>
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		<title>Lettera aperta a Barack Obama: Silvio does not speak on behalf of myself</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 12:17:15 +0000</pubDate>
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<p>se vent’anni fa mi avessero detto che un giorno avrei scritto al Presidente degli Stati Uniti d’America, non lo avrei ritenuto possibile. Adesso le circostanze me lo impongono, nell’interesse del mio Paese, che mi onoro di rappresentare al Parlamento europeo.</p>
<p>Tutta l’Italia ha visto l’imbarazzante video del G8 di Deauville durante il quale il nostro anziano presidente del Consiglio dei Ministri l’ha avvicinata per metterla al corrente della “deriva” che riguarderebbe la nostra “magistratura politicizzata”, del fatto che tutti i giudici “di sinistra” vogliono rovinarlo. Sono certa che non le ha raccontato di essere indagato a Firenze come mandante occulto delle stragi del 1993 in Italia, ma ritengo che la stampa estera abbia dato ampio spazio agli scandali di Silvio Berlusconi, per cui probabilmente i cittadini statunitensi, più di quelli italiani, conoscono la pochezza politica di quest’uomo.</p>
<p>Mi rendo conto del ruolo difficile del Presidente degli Usa, e comprendo che per protocollo deve intrattenere rapporti con i primi ministri dei più importanti Paesi. Non mi permetterei di chiederle cosa abbia risposto al premier Berlusconi, posso solo immaginare l’imbarazzo, forse pari a quello provato quando nel 2009, a Buckingham Palace, il nostro Presidente del Consiglio, di recente rinviato a giudizio per prostituzione minorile e concussione, cominciò ad urlare “Mister Obama”, riuscendo a farsi rimproverare anche dall’impassibile regina d’Inghilterra che, guardandolo con austerità, lo ammonì: &#8220;Ma perché deve urlare?”.<span id="more-2596"></span></p>
<p>Quello che mi preme far presente è che, qualora lei dovesse avere anche un solo flebile dubbio su quei magistrati cui faceva riferimento il Presidente del Consiglio italiano, io sono disposta, in qualità di cittadina italiana, di presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia e di parlamentare europeo membro della Commissione LIBE, a raccontarle la vera storia della magistratura italiana e il lavoro dei giudici antimafia che mi onoro di conoscere uno per uno e sulla cui onestà e rettitudine sono pronta a giurare. Ogni giorno essi combattono su due fronti: la mafia, che li vuole morti, e il Governo italiano, che cerca dal 1994 in ogni modo di ostacolarne il lavoro.</p>
<p>Mi conceda la possibilità di raccontarle la verità. Non vorrei che la sua idea della magistratura italiana possa essere deviata da un uomo, Silvio Berlusconi, che insulta i giudici dicendo che sono “antropologicamente diversi”, “mentalmente deviati” e “un cancro”, e che offende il loro lavoro affermando che cercare la verità sulle stragi di mafia è uno “spreco di danaro pubblico”. Berlusconi è un uomo che rimane in politica per salvarsi dai suoi guai giudiziari e che non rappresenta più nessuno.</p>
<p>La storia della magistratura italiana è una storia ricca di orgoglio, fatta di uomini e donne integerrime che hanno pagato il prezzo più alto per le loro battaglie, contro il terrorismo prima e contro la criminalità organizzata poi.</p>
<p>Proprio pochi giorni fa si è saputo di un progetto omicida ai danni di un magistrato italiano, Antonino Di Matteo, che sta seguendo i processi più complessi, occupandosi delle collusioni tra mafia e istituzioni deviate. Un magistrato serio e competente tra i più esposti e aggrediti da chi dovrebbe proteggere i servitori dello Stato come lui. I magistrati italiani non meritano di essere ridicolizzati di fronte al mondo e di fronte al Presidente degli Stati Uniti.</p>
<p>In attesa di un suo riscontro,<br />
le porgo i saluti della parte “normale” del Paese</span></p>
<p>ENGLISH VERSION</p>
<p>Open letter to Barack Obama: “Silvio does not speak on behalf of myself”</p>
<p>Dear Mr. President Obama,</p>
<p>If twenty years ago someone had told me that one day I would be writing to the President of the United States of America, I would have reflected on it as impossible . However, the present circumstances require me to do so in the interests of my country which I am honoured to represent in the European Parliament.</p>
<p>Everybody in Italy has seen an embarrassing video of the G8 in Deauville during which our President of the Council of Ministers has approached you to let you know of the &#8220;drift&#8221; of our &#8220;politicized judiciary,&#8221; that all the judges of the &#8220;left party&#8221; want to damage it. I am sure that our Prime Minister forgot to mention that he was under enquiry in Florence as a principal of the massacres of 1993 in Italy, but I think the foreign press has given a big voice to the scandals related to Silvio Berlusconi. I would imagine that U.S. citizens, have a greater knowledge than the Italians of the political insignificance of this man.</p>
<p>I am aware of the difficult role of the President of the United States, and I understand that for protocol reasons, you must maintain relations with the Prime Ministers of major countries. I am not asking you how you responded to Prime Minister Berlusconi. I can only imagine the shame, perhaps the same that was felt in 2009, in Buckingham Palace, when our Prime Minister was linked to child prostitution and extortion andhe screamed &#8220;Mr. Obama!&#8221;. This provoked a reaction from the gentle Queen of England and Mr. Berlusconi was asked &#8221; Why should you scream? &#8220;.</p>
<p>What I want to point out is that if you have only a faint doubt on those judges referred by the Italian Prime Minister, I am prepared, as an Italian citizen, president of the National Association of Victims of the Mafia Family, MEP and member of the LIBE Committee, to explain the true story of the Italian magistrate and the work of Italian anti-mafia judges that I am honoured to know personally and whose honesty and uprightness are ready to swear. Everyday they fight on two fronts: the mafia, which wants them dead, and the Italian government, which has tried since 1994 in every way to hinder the work.</p>
<p>Please give me the chance to tell the truth. I would not like his idea of the Italian magistrate to be sidetracked by a man, Silvio Berlusconi, who insults the judges saying they are &#8220;anthropologically different&#8221;, &#8220;mentally deviant&#8221; and a &#8220;cancer&#8221; and that offends their work stating that an attempt to establish the truth about the massacres of the Mafia is a &#8220;waste of public money.&#8221; Berlusconi is a man who participates in politics to save himself from his legal problems and he does not represent anyone now.</p>
<p>The history of the Italian magistrates is a rich history of pride, made up of men and women of integrity who have paid the ultimate price for their battles against terrorism and organized crime.</p>
<p>Just a few days ago, we learned that a project for killing an Italian judge, Antonio Di Matteo, who is following the most complex processes, especially on collusion between mafia and diverted institutions. A serious and proficient magistrate, one of the most exposed and attacked by those who should protect the servants of the State like him. The Italian judges must not be ridiculed in front of the world and in front of the President of the United States.</p>
<p>I look forward to hearing from you.<br />
Best regards from the &#8220;normal&#8221; part of the country</p>
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		<title>Celodurismo</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 14:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/attualita/celodurismo-912553.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/05/bossi_ditomedio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2554" title="bossi_ditomedio" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/05/bossi_ditomedio-279x300.jpg" alt="" width="279" height="300" /></a>E’ il neologismo consolatorio leghista per dimostrare che i padani forti e virili (sic) sono dei veri decisionisti che non si piegano ne si spezzano. Rifacendosi a questa oramai obsoleta considerazione la Lega incassa l’ok del Pdl e quindi del Parlamento alla pasticciata e assolutamente informe e deforme  mozione sui nostri bombardamenti in Libia. Ma amministrative alle porte, ragion di Padania vuole che  Umberto Bossi gonfi il petto ed appunto molto prosaicamente sentenzi:«La Lega ha vinto. Ce l&#8217;ha sempre duro. Con Berlusconi siamo sempre amici. Abbiamo trovato la quadra». <span id="more-2553"></span>Giustamente Pierluigi Bersani, parla invece di vergognosa sceneggiata, mentre ancor più pragmaticamente<strong> </strong>Antonio Di Pietro<strong> </strong>ci ricorda che  i raid mirati sono «ipocrisia allo stato puro, l&#8217;Italia è in guerra e la realtà è stata mistificata: stiamo facendo un&#8217;azione di guerra».Alla faccia di quei poveri padani che ancora credono nella Lega ed in quel celodurismo di facciata, non più credibile ne spendibile.</p>
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