Italia dei Valori contro la modifica costituzionale ART. 41, 45, 97 e 118 comma quarto

di Ufficio stampa IdV Marche | 7 novembre 2011, 19:03 | Attività Istituzionali, Marche, Politica

On. David Favìa, coordinatore IdV Marche e Antonio di Pietro

ON. FAVìA: “la riformulazione dell’articolo 118 della Costituzione prevede come ‘residuale’ l’intervento del pubblico nelle attività, anche economiche, sulla base del principio di sussidiarietà e favorisce in sostanza le privatizzazioni”
 

IDV. PD e UDC hanno fatto ostruzionismo alla Camera per rallentare l’esame del disegno di legge della maggioranza che vuole stravolgere gli articoli 41, 45, 97 e 118, comma quarto, della Costituzione e ho avuto l’onore di sedere al tavolo dei 9 per conto di IDV.

E’ un’assurdità, per noi dell’IdV, la riformulazione dell’articolo 118 della Costituzione approvata dalla commissione Affari Costituzionali della Camera che prevede come ‘residuale’ l’intervento del pubblico nelle attività, anche economiche, sulla base del principio di sussidiarietà e favorisce in sostanza le privatizzazioni.

La novità e’ contenuta nel Ddl costituzionale predetto che, oltre l’articolo 118, riscrive gli articoli 41, 45 e 97 della Carta fondamentale. Con la nuova norma “l’azione” dei poteri pubblici si configura come sussidiaria rispetto a quella privata. Si è previsto in sostanza di inserire nel testo della Costituzione che tutte le attività economiche devono essere private, a partire da quelle relative ai servizi pubblici locali. L’idea è stata avanzata da Donato Bruno del Pdl, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera e relatore alla riforma dell’articolo 41 della Costituzione, approvata in Commissione e, dal 26 settembre, all’esame dell’Aula. Il testo contiene il principio secondo il quale lo Stato può fare «solamente» ciò che non riescono a fare i privati.

Quindi, si andrebbe verso la priovatizzazione della scuola, della sanità, dell’acqua e di tutti i servizi pubblici essenziali, nel senso che essi non potranno più essere gestiti nemmeno da società pubbliche nè miste pubblico-privato. Un regalo al capitalismo più bieco e ai soliti amici degli amici. Per noi dell’Italia dei Valori il concetto secondo cui Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni esercitano «solamente» le attività che non possono essere svolte adeguatamente dai cittadini singoli o associati, comporterebbe la privatizzazione di tutti i servizi a partire da quelli pubblici locali, ivi compresa l’acqua su cui si è appena svolto un referendum.

Come già ricordato dal nostro leader Antonio Di Pietro questo è un chiaro tentativo di far rientrare dalla finestra ciò che i cittadini hanno messo fuori dalla porta, la privatizzazione dell’acqua. Non siamo contrari alle privatizzazioni, ma la proposta del Pdl è eversiva e ridicola. Eversiva perché offende lo Stato democratico e lo Stato di diritto. Ridicola perché è una proposta costituzionale. Quindi, dovrà passare al vaglio dell’elettorato che già si è espresso in merito. Inoltre riteniamo che l’articolo 41 sancisca un principio liberale importantissimo che non vada modificato assolutamente, ossia che l’iniziativa privata e’ libera, però non può porsi in contrasto con l’utilità sociale e deve essere indirizzata secondo principi di responsabilità sociale: un nobile punto di riferimento per tutti.

On. David Favìa, cordinatore IdV Marche