Quattro Castella: Referendum del 20/12/2009 – Precisazioni
Italia dei Valori sostiene l’operato dell’amministrazione
Il 20 dicembre 2009 i cittadini castellesi saranno chiamati a votare sul referendum proposto dal Quinto Colle: di che tratta? Quando ha avuto inizio il singolar tenzone tra il Quinto Colle e l’Amministrazione comunale?
Viste le polemiche divampate nelle ultime settimane si rende necessario fare un po’ di chiarezza.
Tutto ha inizio il 7 aprile 2005, quando vennero definiti gli accordi di acquisto, tra il Comune ed alcuni privati, di una superficie di 100.000 mq in Montecavolo.
Sul terreno acquistato, compreso fra il torrente Modolena, la via Togliatti, la Circonvallazione e la via Ghidoni, l’Amministrazione ha intenzione di edificare la nuova scuola, un grande parco pubblico attrezzato e di affiancarvi altre strutture quali: un ristorante, recuperando l’ex latteria, una serie di negozi (di vicinato), alcuni uffici, un capannone artigianale ed alcune nuove unità abitative.
Questi accordi vennero formalizzati mediante atti notarili tra il maggio ed il dicembre 2006: sono pertanto divenuti veri e propri contratti che, tra l’altro, prevedono pesanti sanzioni pecuniarie nel caso in cui una delle parti contraenti non rispetti i termini dell’accordo.
Il 7 maggio 2007 l’associazione il Quinto Colle presenta in Comune 1201 firme insieme ad una proposta di referendum consultivo per chiedere l’opinione dei cittadini riguardo a questo nuovo progetto.
Viene inoltre presentato un secondo quesito che chiama i cittadini a pronunciarsi sul futuro dell’attuale centro sportivo di Montecavolo, oggi accessibile solo ai tesserati.
La proposta viene esaminata quest’anno dalla Commissione dei garanti, appositamente formata: dopo alcune modifiche, il referendum viene approvato il 23 aprile 2009.
La polemica che sta impazzando sui giornali è, credo, frutto di alcune imprecisioni, che di certo non agevolano i cittadini che viceversa devono avere piena coscienza dei punti sui quali dovranno esprimersi.
Sul primo quesito si evidenzia innanzitutto che una scuola moderna ed attrezzata rappresenta un opera importante per la nostra comunità, e tale opera era difficilmente realizzabile vicino alla attuale scuola materna di Montecavolo, come si proponeva di fare il Quinto Colle.
I 2.650 mq ad uso commerciale di cui si parla, quasi fossero un unico centro commerciale, sono in realtà ripartiti nel seguente modo:
- 650 mq con destinazione di ristorazione, ricavati nel vecchio stabile ristrutturato della latteria sociale.
- 1000 mq a unità commerciali, con i relativi locali di servizio e magazzini, la quale secondo il PRG (piano regolatore generale) ed il PTCP (piano territoriale di coordinamento provinciale) non potrà mai essere destinato a centro commerciale, ma esclusivamente ad esercizi di vicinato. Considerando la superficie utile si potranno realizzare dai 16 ai 18 negozi.
- 800 mq ad uso artigianale di servizio, un capannone ad esempio.
- 200 mq ad uso uffici; ricavati dalla demolizioni e ricostruzione degli altri stabili della ex latteria.
Ebbene tali ripartizioni sono vincolanti in quanto approvate con Piano particolareggiato d’iniziativa pubblica e modificabili solamente per volontà dell’Amministrazione, con appositi atti del Consiglio Comunale, il quale però si è fatto garante durante la campagna elettorale del progetto presentato.
L’appalto di quest’opera è stato vinto dall’azienda Unieco ad inizio 2009, ed il termine dei lavori è stato fissato per febbraio 2012. Il progetto vale 9.000.000 di euro e nel caso venisse bocciato il Comune si troverebbe a pagare una penale anche nei confronti di quest’azienda.
Per quanto riguarda il secondo quesito: il progetto presentato dall’Amministrazione comunale sull’attuale centro sportivo di Montecavolo prevede un parco pubblico di 5.000 mq e solo una parte del centro sportivo stesso verrà riqualificato ad edilizia residenziale (28 alloggi dei quali 8 destinati ad edilizia agevolata).
Purtroppo i quesiti che verranno presentati il 20 dicembre prossimo non contengono questi dati, sono anzi a nostro parere imprecisi.
Ciò che possiamo dire è che: secondo la Segreteria generale del Comune, il costo del referendum sarà di 20.000 euro.
Soldi che, non smettiamo di ripeterlo, in tempi di crisi economica sarebbe meglio impiegare in altri modi. Ad esempio formando una Commissione di studio sullo sfruttamento dei suoli e delle risorse idrogeologiche: chiedendosi seriamente se il nostro territorio può assorbire o meno l’impatto urbanistico degli ultimi anni e di quelli a venire.
Ribadiamo pertanto la massima fiducia nell’attuale Sindaco e nella giunta appena eletta, sottolineando la bontà dei progetti presentati oggetto del quesito referendario.
Luca Nasciuti
Referente Italia dei Valori, Comune di Quattro Castella


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