La trave nell’occhio
È impressionate l’enorme spazio dato alla ex-sindachessa in questi giorni sui giornali.
Che, volente o nolente, essa rappresenti il vero cavallo di Troia del centrodestra è nei fatti, benché lei si affretti a dire che il suo cuore batte ancora a sinistra, e magari sarà anche vero: a sinistra il masochismo è da più di un secolo un hobby, o forse una vocazione.
Ma non è di questo che volevo parlare, né delle presunte benedizioni berlusconiane (tra l’altro negate dallo stesso Silvio, il chè è una garanzia), né dell’appoggio palese dei democristiani dell’UDC (quelli di Cuffaro), né della gestione discutibilissima del patrimonio della Manodori, ma di tre cose che emergono dalle sue recenti interviste:
- a Reggio va tutto male e Delrio non ne ha imbroccata una
- la fusione ENIA-IRIDE porterà alla catastrofe
- io Spaggiari ho governato per più di 12 anni ma non ho nessuna responsabilità, in realtà sono un’altra persona, pura omonimia
Partiamo dal primo punto.
Ora, che Reggio viva un periodo di disagio è vero, che siano state fatte operazioni ed interventi a volte non molto azzeccati è inconfutabile, io stesso sono stato (e lo sono ancora) molto critico, ma c’è una cosa che nessuno sottolinea che è fondamentale: grazie ai massicci interventi sul sociale e sul welfare, Delrio è riuscito a mantenere la soddisfazione dei suoi concittadini a livelli tali che il bisogno di assistenza sociale nei sondaggi è quasi assente, un po’ come l’aria che quando c’è non gli diamo nessuna importanza.
E con una città aumentata di 30.000 abitanti in pochissimo tempo, anche solo mantenere invariati questi livelli di eccellenza non era per niente scontato.
Poi è chiaro, questo ha portato ad un aumento della spesa corrente, proprio quella tanto criticata dalla Spaggiari, la quale ovviamente avrebbe preferito costruire un altro cavalcavia calatraviano piuttosto che occuparsi di anziani e di bambini.
Quindi non è vero che Reggio va tutto male: alcune cose sono state eccellenti, altre sicuramente migliorabili, ma è lo stesso Sindaco con estrema intelligenza e cultura che ha già dato inizio a questa svolta positiva, ad esempio chiudendo quel pericoloso centro di spesa che è stato l’assessorato alla città storica.
Il secondo punto che non lascia proprio dormire la Spaggiari (e consorte) è la scelta che Delrio (con tutti gli altri sindaci del comprensorio) ha attuato scegliendo come partner IRIDE anziché HERA, in questo fortemente appoggiato anche da noi dell’IdV con motivazioni industriali e strategiche più volte esposte.
L’accanimento con la quale i due coniugi denigrano l’accordo è talmente forte e continuativo da far sembrare il fatto forse l’unico vero motivo della loro discesa in campo, altroché l’amore per la città e lo spirito di sacrificio.
Quando la Spaggiari descrive foschi futuri per i clienti della futura IRENIA, non si sa su quali basi facendo puro terrorismo mediatico, quasi ci fossimo alleati ai peggiori squali del mercato, non si capisce se lo fa per ignoranza in materia o per nostalgia di quando, con lei in comune ed il compagno in AGAC, la gestione della multi-utility fu quasi un affare privato, direi familiare.
Infine, per quanto riguarda l’ultimo punto, non c’è mai un accenno a tutti gli errori strategici della sua mai rimpianta gestione: dalla mancanza di progettazione nei flussi demografici, all’erosione del territorio con il periodo di cementificazione più selvaggia che la storia ricordi, alla non-gestione dello sviluppo indiscriminato dei centri commerciali, causa prima delle difficoltà del commercio in centro.
E non parliamo poi delle spese vanesie: il cavalcavia monocorsia per Bagnolo ci è costato quasi quanto ci sarebbe costata la via Emilia-bis.
Insomma, ha un bel da lamentarsi la Spaggiari degli errori di Delrio, sembra l’archetipo di quello che cercava la pagliuzza nell’occhio del fratello….
Ing. Zeno Panarari
Resp IDV per il centro storico ed il tessuto urbano
Candidato per il consiglio provinciale


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