Caserta e Napoli nord, è allarme acque
La Sezione IDV di Castel Volturno vuole richiamare l’attenzione di tutti i vertici del partito sulla drammatica situazione in cui versa lo stato delle acque che bagnano le coste della provincia di Caserta e Napoli Nord. Come noto, riportando i dati relativi alla balneabilità per l’anno 2009, desumibili dalla deliberazione della Regione Campania n° 2096 del 31 dicembre 2008 e pubblicati sul B.U.R.C. n° 4 del 26 gennaio 2009, su un totale di circa 45 km di costa, circa 30 km sono non balenabili, cioè circa il 67% delle coste casertane non è balenabile.
Per quanto concerne nello specifico il Comune di Castel Volturno, si tenga conto che la lunghezza delle coste del medesimo comune è pari a circa 27 km, cioè circa il 50% del totale. Inoltre, è proprio sulle coste di tale Comune che si concentra il maggior numero di scarichi (Canale Agnena, fiume Volturno, Regi Lagni, Lago Patria e i relativi canali secondari).
Il problema dei Regi Lagni non è costituito dai soli impianti di depurazione, ma anche dalle acque meteoriche, sempre più carichi di inquinanti, e dagli scarichi abusivi. Gli interventi ipotizzati negli scorsi anni per risolvere i problemi della struttura e gli impegni assunti dagli Enti non sono stati rispettati.
Si continuano a fare tante chiacchiere, ma nulla di concreto sembra intravedersi nel breve periodo.
Lo scorso 13 maggio, la sezione IDV di Castel Volturno, unitamente all’Associazione Politica Centro Studi Officina Volturno, è intervenuta all’incontro istituzionale tenutosi presso la VII Commissione Consiliare Permanente della Regione Campania – Ambiente, Energia, Protezione civile, avente ad oggetto le problematiche dell’impianto di depurazione di Foce Regi Lagni. In quell’occasione furono poste le basi per fissare successivi incontri di aggiornamento. In particolar modo, dal colloquio con l’Assessore Ganapini, apprendemmo dell’imminenza dell’installazione delle nuove coclee presso l’impianto di depurazione di Villa Literno, importante punto di partenza nel processo di riqualificazione della struttura. Successivamente, però, da colloqui informali avuti con l’ing. Bruno Orrico, Dirigente della Protezione Civile della Regione Campania, siamo stati informati che la piena funzionalità delle coclee presso l’impianto di Foce Regi Lagni si avrà non prima della metà di Luglio, a differenza di quanto inteso durante l’audizione, in cui si era fissata una scadenza entro 15 giorni lavorativi, cioè entro gli inizi di Giugno. Ancora una volta, dunque, la Regione Campania risulta inadempiente.
La situazione, dunque, sta diventando sempre più preoccupante, e nelle ultime settimane, anche a causa dei noti problemi che hanno interessato il depuratore di Cuma, ha assunto i contorni di una vera e propria psicosi pubblica.
Lungo la costa flegrea di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli e Licola – Giugliano, infatti, si evincono una serie di valori che indicano uno sforamento anche del 100 per cento del valore massimo previsto per legge. Coliformi e residui organici derivanti dai liquami hanno trasformato una costa già poco attraente in una vera e propria cloaca. In molti sostengono che questo disastro ambientale sarebbe causato dai putridi liquami sversati direttamente in mare dai dipendenti del depuratore di Cuma durante le proteste sindacali delle ultime settimane contro la Hydrogest, società che gestisce l’impianto. A Licola e Varcaturo l’acqua è marrone e i dati Arpac indicano che nel prelievo effettuato il 2 luglio scorso i coliformi erano 200mila totali per 100 millilitri di acqua, quando il limite di tolleranza è di 2mila.
Riteniamo doveroso, dunque, che il partito, attraverso i suoi rappresentanti in seno al Parlamento, si adoperi con sollecitudine con un interrogazione o un interpellanza parlamentare al fine di attirare l’attenzione del Governo centrale su tale problematica, la quale oltre a rappresentare l’ennesimo scempio ambientale che questo territorio deve subire, sta anche determinando un danno economico incalcolabile all’economica locale, e principalmente ai tantissimi gestori balneari.
Non è la prima volta che si esorta il partito a fornirci il suo supporto nell’affrontare questo annoso disagio, ma a tutt’oggi continuiamo ad essere lasciati soli.
In conclusione, riteniamo utile richiamare la vostra attenzione sulle iniziative che lo Stato potrebbe realizzare in favore dei Comuni Litoranei e degli imprenditori che investono sulle nostre coste:
Stanziare immediatamente dei fondi straordinari ai Comuni come Castel Volturno che subiscono l’impossibilità di avere coste balneabili per fonti d’inquinamento provenienti dall’intera Regione Campania. Tali Fondi dovranno essere utilizzati dl Comune solo ed esclusivamente per portare a termini gli Strumenti di Programmazione in atto (PAD, PUC, etc.) per iniziative esclusivamente nel campo delle attività turistiche balneari e per compensare i minori introiti dei canoni demaniali.
Stanziare immediatamente dei fondi straordinari per interventi di recupero e ricostruzione della costa. Lo stanziamento di tali fondi permetterà di utilizzare, ad esempio, progetti già disponibili presso l’Autorità di Bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno.
Ridurre al minimo possibile i canoni demaniali con effetto immediato;
Ridurre al minimo possibile le imposte per le attività turistiche e balneari con effetto immediato. Tale misura avrà un effetto positivo anche nei confronti dei bagnanti che avranno la possibilità di ottenere gli stessi servizi, ma ad un costo più vantaggioso.
Castel Volturno, lì 14/07/2009
Il Segretario cittadino
Fabio Russo


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