In Piemonte, Puglia e Sardegna le nuove centrali nucleari. Di Pietro: non votate questa maggioranza
“Scendano in campo i cittadini sardi, piemontesi e pugliesi togliendo il loro voto a questa maggioranza, a qualsiasi livello: amministrativo europeo e nazionale”. E’ ciò che chiede Antonio Di Pietro ai cittadini delle regioni Sardegna, Piemonte e Puglia. Ma a queste dovranno aggiungersene altre, “i cui nomi, magari, conoscerete a sorpresa dopo le elezioni del 6 e 7 giugno”, continua il leader di Italia dei Valori.
Di Pietro, ricordando il referendum del 1987 contro il nucleare dichiara: “solo un truffatore potrebbe non riconoscere che manifestavano la volontà del popolo italiano di non sposare il binomio futuro-nucleare”.
“Se pensiamo – continua – alle tragedie degli ultimi 50 anni avvenute nel nostro Paese dovute a calamità naturali come alluvioni e terremoti o all’altissima densita’ della popolazione, la scelta del nucleare è da interpretarsi come un attentato alla salute e all’incolumità dei cittadini”.
Anche Felice Belisario esige chiarezza dal Governo: “Gli italiani hanno il sacrosanto diritto di sapere dal Governo, prima delle elezioni del 6 e 7 giugno, se vicino la loro casa sara’ costruita o meno una centrale nucleare”. Ma il problema non sono solo le centrali, ma anche lo smaltimento dei rifiuti che esse producono. Infatti, il presidente del gruppo Italia dei Valori di palazzo Madama aggiunge “per questo chiediamo all’Esecutivo di abbandonare la politica degli annunci e venire a riferire immediatamente in Aula sulla localizzazione degli impianti di produzione elettrica nucleare e dei sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi”.
Leoluca Orlando commenta così la notizia della scelta della Sardegna, da parte del Governo, come territorio su cui costruire un impianto nucleare: “L’ipotesi della costruzione di centrali nucleari in Sardegna smentisce clamorosamente il federalismo strombazzato a viva voce dalla maggioranza. È una scelta dannosa, imposta a finti rappresentanti dell’autonomia sarda e allo stesso imbarazzato presidente della regione”. il Portavoce nazionale di Italia dei Valori continua: “La Sardegna, alla faccia dell’autonomia, è stata ridotta a scendiletto mediatico del governo Berlusconi. Dopo lo spostamento del G8 dalla Maddalena, che produrrà danni economici all’isola senza apportare alcun beneficio agli abruzzesi, ora c’è la prospettiva di ospitare centrali nucleari e scorie pericolosissime. In un’area che, in virtù di un patrimonio naturale senza paragoni, sarebbe il luogo ideale per ospitare fonti energetiche pulite e alternative”.
Luisa Capelli, candidata a Strasburgo per Italia dei Valori, si unisce al coro dei NO: “Da un Senato mezzo vuoto è partito il via libera per il ritorno al nucleare in Italia. Probabilmente le centrali verranno costruite vicino al mare, là dove c’è acqua sufficiente per gli impianti di raffreddamento (i nostri fiumi pare non siano in grado di garantire acqua a sufficienza: sarebbe utile chiedersi il perché). E, oggi, puntuale è arrivato l’annuncio del governo: Sardegna, Puglia e Piemonte sono le regioni che ospiteranno quattro delle almeno undici centrali necessarie a produrre il 25 per cento dell’energia elettrica nazionale. E le altre nove? Mi piacerebbe saperlo con esattezza prima delle elezioni europee, oppure la maggioranza ha paura di perdere consensi? È per questo che i siti dove sorgeranno le centrali saranno protetti da segreto militare, costruiti in deroga alle eventuali opposizioni delle Regioni e bypassando numerosi permessi amministrativi? Come feci già con il referendum popolare del 1987, anche oggi, mi trovo costretta da un governo miope, demagogico e attento solo ai propri affari, a ribadire il mio ‘no’ al nucleare, perché è costoso, vecchio, non risolve il fabbisogno energetico del Paese e potrebbe trasformarsi in un’immensa tragedia per l’ambiente. Mi chiedo – conclude l’esponente di IdV – per quale motivo non si inizi a investire seriamente sulle energie rinnovabili e il risparmio energetico. E da mamma mi chiedo perché stiamo facendo di tutto per consegnare ai nostri figli un mondo invivibile?”.


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