Non alzate quel tappeto!
Se restassimo in silenzio, ad ascoltare il rumore che emette l’Italia, certamente udiremmo un inquietante scricchiolio, dovuto al peso eccessivo della corruzione e del malcostume, ormai ben radicati in ogni strato del nostro paese. Decisamente emblematico febbraio 2010…Solo nell’ultima settimana, sono venuti a galla elementi interessanti, come lo scandalo Protezione (In)Civile, con annessi e connessi, che vanno dal G8 fino alle macerie de L’Aquila, passando per i Mondiali di Nuoto di Roma; come l’arresto di Pennisi, consigliere del Pdl e presidente della commissione urbanistica di Milano, colto con la seconda tranche di una tangente da 10 mila euro, infilata nei pantaloni; come il +229% di corruzione, comunicato dalla Corte dei Conti e commentato con incomprensibile ottimismo e soddisfazione da parte dei ministri Brunetta e Scajola, seguiti a ruota da Formigoni, presidente della regione Lombardia, seconda regione più corrotta d’Italia; come il +153% di reati di concussione; e, dulcis in fundo, come l’arresto di due funzionari dell’Agenzia delle Entrate a Varese per una concussione da 50 mila euro.
Alla ciliegina sulla torta ci pensa Cosentino, che ha dato le sue dimissioni dalle cariche di sottosegretario all’Economia e da coordinatore del Pdl nella regione Campania, in risposta alla richiesta di “pulizia delle liste” per “non prestare il fianco agli oppositori”, fatta dal presidente del suo partito (nonché Premier, nonché padrone della stampa e della tv, nonchè proprietario di ¾ del nostro paese, nonché utilizzatore finale degli italiani).
A questo richiamo di purezza, e dopo le perentorie dimissioni di Cosentino, stava per dimettersi tutto il Pdl in blocco, particolare che forse il premier non aveva previsto. Per evitare il crollo, Berlusconi ha fatto un passo indietro, bloccando le dimissioni di Cosentino, come aveva già fatto in precedenza con Bertolaso.
Tutto ciò è frutto di un mirabile ingegno, fautore di un piano, che potremmo denominare “Piano Pulizia & Trasparenza”, composto di semplici passaggi:
1. Condannare pubblicamente la corruzione e bollarla come reato da combattere;
2. Ribadire la totale estraneità del partito dell’Amore dal malaffare italiano;
3. Chiedere pulizia nelle liste;
4. Lasciare le liste invariate e rifiutare le dimissioni di chicchessia;
5. Portare avanti il ddl sulle intercettazioni.
La “nuova” situazione italiana mostra chiaramente che c’è del marcio nascosto sotto il tappeto (come se non si sapesse da anni…). Il problema è che sta cominciando a far capolino sul pavimento, proprio come ai tempi di Tangentopoli. Il governo, già noto per Scudi e Lodi, cerca così di evitare una Tangentopoli 2, ufficialmente facendosi promotore delle indagini approfondite “subtappetizie”, ufficiosamente ostacolandole, cosicché il marcio resti lì dov’è e così com’è, sperando che in futuro il sistema divenga più discreto. E intanto il Premier, con il solito Apicella al seguito, canta beatamente: “Basta ca ce sta ‘o sole, ca c’è rimasto ‘o mare, na nénna a core a core, na canzone pe’ cantá… Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scurdámmoce ‘o ppassato, ‘o tappeto non lo aizà!…”.


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