La Grande Coalizione è solo un grande imbroglio

di Felice Belisario | 10 luglio 2012, 17:04 | Politica

On. Gianfranco Fini

Domenica 8 luglio, dalle pagine del Messaggero, il presidente della Camera, nonché leader di Fli, ha proposto per il 2013 una grande coalizione all’insegna dell’esperienza del governo Monti. Capisco che l’ipotesi sia allettante per chi, alle ultime elezioni e nei sondaggi più recenti, non ha raccolto grandi consensi. La soluzione, insomma, per continuare a sopravvivere per un’altra legislatura nell’attesa di capire cosa fare da grande.

Ma se guardiamo al Paese reale e usciamo dal politichese, proporre una ‘grosse koalition’ significa solo aumentare ancora di più la distanza tra i cittadini e la politica. Significa non aver capito proprio nulla, non aver ascoltato l’Italia in rivolta contro i provvedimenti di Monti e dei suo tecnici. Il governo ha fallito la sua missione con il sostegno di una maggioranza del tutto innaturale, composta oltre che dal centro, da un pezzo del centrodestra e un pezzo del centrosinistra, in barba al biporalismo chiesto a gran voce dai cittadini. Se si riproponesse la stessa alleanza alle prossime elezioni, magari con la candidatura di Monti o Passera alla presidenza del Consiglio, gli italiani si sentirebbero imbrogliati da un inciucio di bassa bottega.

Non si può offrire ai cittadini la stessa formula politica che sta facendo macelleria della loro vita. Non si può continuare a tenere insieme chi la pensa in modo diverso, chi difende la spending review e chi dice che con questo decreto si rischia un caos esodati bis, solo per fare un ultimo esempio. Non è un caso se, con i dovuti distinguo interni, i grandi partiti della maggioranza, PD e PdL si sono affrettati a prendere le distanze dall’ipotesi lanciata da Fini e a sostenere che sono uno ‘alternativo all’altro’, così come i loro programmi. Se la grande coalizione non ha ragion d’essere in futuro, non ne ha nemmeno oggi, a meno che una delle stampelle che sostiene Monti non vuole continuare a predicare bene e razzolare male. Ma fino a quando potrà essere credibile?

Le alleanze vere, magari di un forte centrosinistra di governo, di cui queste Paese ha urgentemente bisogno, sono quelle fondate su programmi comuni, discussi prima delle elezioni e non dopo. Così come prima del voto dobbiamo fare sapere ai cittadini nome e cognome di chi votano e la leadership che scelgono. Solo così si risponde alla richiesta di buona politica che viene dal basso e che non possiamo più ignorare