Febbre a 90°
Questo governo sta rasentando il ridicolo. Non è un’affermazione di parte: è solo la semplice e pura constatazione di ciò che ogni cittadino non ottenebrato, indipendente dall’informazione del Tg1, può osservare coi propri occhi.
Si può anche appurare un sostanziale incremento della comicità grottesca, grazie alle dichiarazioni dell’ormai ex ministro Scajola, che prima di andarsene ci ha regalato un’ultima, grassa risata: “…Se dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata pagata da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l’interesse, i miei legali eserciterebbero le azioni necessarie per l’annullamento del contratto…”.
Sorvolando sulla facile ironia, ciò che vorrebbero davvero ACCLARARE i cittadini, invece, è come sia riuscito Scajola, non solo a non dimettersi prima, ma anche ad aver la carica di ministro. Domande a cui solo antropologi e storici del prossimo secolo sapranno rispondere.
Come se non bastasse è pure giunta la notizia che Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl (ribattezzato “l’Uomo che sparava numeri a caso”, dopo la Manifestazione dell’Amore di Piazza San Giovanni), sia indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta riguardante un presunto comitato d’affari, che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, in particolare i progetti sull’eolico in Sardegna. Il buon Verdini, come se non bastasse, era già indagato nell’inchiesta della Procura di Firenze per gli appalti del G8.
Si sospetta che nella maggioranza ci sia un concorso a premi per chi colleziona il maggior numero di procedimenti giudiziari…
Questi continui smottamenti nel governo, gli ultimi risultati del Milan e l’indisponibilità di Tarantini per festini primaverili a domicilio, hanno condotto per l’ennesima volta il Sultano di Arcore sulla via dello squilibrio, con conseguenti vaneggiamenti riguardo un fantomatico asse Fini-toghe che vorrebbe impedire le riforme. In un paese qualunque (tipo lo Zimbabwe), il paziente sarebbe stato celermente ricondotto alla sua cella imbottita, prima che cominciasse a elucubrare riguardo manovre sovversive dei Cartaginesi per prendere Palazzo Grazioli.
In Italia, invece, c’è perfino gente che crede a quello che dice! il Sultano, forte delle fresche vicende giudiziarie di Scajola & Verdini, vuole andare avanti. E di certo non aiuta il fatto che nella classifica di Reporters sans Frontieres (Rsf) il nostro paese sia scivolato dal 44° al 49° posto per la libertà di stampa.
L’utilizzatore finale non ha ancora capito che il suo dominio assoluto e incontrastato volge drammaticamente al termine. Si spera che presto anche gli elettori del Pdl si rendano conto che questo è semplicemente un paese è governato da un piazzista, ineguagliabile nello promuovere un programma che non attuerà mai, perché incapace di mantenere anche le promesse più misere. Se il governo avesse un’ascella, e noi un termometro, basterebbero giusto cinque minuti per constatare che questa maggioranza è più che febbricitante: è cotta.


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