Differenza tra “Attacco” e “Critica politica”

Giorgio Napolitano
Egregio Direttore,
Lei conosce perfettamente la differenza tra i termini “Attacco” e “Critica politica”. “Attacco” fu quello che subì il Presidente Leone, ma certamente non la contestazione che Di Pietro ha rivolto a Napolitano.
Io ho la registrazione del discorso di Di Pietro e trasecolo nel leggere il Suo titolo “Attacco di Di Pietro al Colle”. Si è trattato di una blanda critica politica, anzi un “rammarico” (Di Pietro è uomo d’ordine) che Napolitano abbia purtroppo fatto delle scelte non adeguate alle attuali situazioni drammatiche, come ad esempio, nel caso dell’ignobile Lodo Alfano. E non crede Lei che, quanto a questo, Napolitano poteva dire davvero qualcosa di più, ad esempio pretendere di essere escluso dal novero degli esseri intoccabili? Pensi che gesto nobile!
Mi chiedo perchè tanto veleno contro Di Pietro così da stravolgere le parole di lui chiare ed inequivoche? E anche perchè, dal fatto importante di manifestare in favore delle dimenticate vittime della mafia e del terrorismo, vola sul titolo solo ed esclusivamente l’”Attacco al Colle”?
Mi chiedo ancora perchè mai Di Pietro mette tanta paura anche ai giornalisti, in gran parte chiaramente impegnati ad eliminarlo dall’ambito politico? E quand’anche avesse criticato aspramente Napolitano (cosa che obiettivamente non è stata), è, questa, azione non consentita? La critica (non l’ingiuria) è il seme della democrazia, come Lei ben sa. Non vorrei che l’ombra di Putin stesse raggiungendo l’Italia. Ho comprato Repubblica da sempre. Ora non so se continuerò a farlo.
Saluti.
Lettera di Giuseppe Alù al Direttore di “La Repubblica”
Mi chiedo perchè tanto veleno contro Di Pietro così da stravolgere le parole di lui chiare ed inequivoche? E anche perchè, dal fatto importante di manifestare in favore delle dimenticate vittime della mafia e del terrorismo, vola sul titolo solo ed esclusivamente l’”Attacco al Colle”?
Mi chiedo ancora perchè mai Di Pietro mette tanta paura anche ai giornalisti, in gran parte chiaramente impegnati ad eliminarlo dall’ambito politico? E quand’anche avesse criticato aspramente Napolitano (cosa che obiettivamente non è stata), è, questa, azione non consentita? La critica (non l’ingiuria) è il seme della democrazia, come Lei ben sa. Non vorrei che l’ombra di Putin stesse raggiungendo l’Italia. Ho comprato Repubblica da sempre. Ora non so se continuerò a farlo.
Saluti.
Lettera di Giuseppe Alù al Direttore di “La Repubblica”


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