Ravenna 2019
La città di Ravenna si è candidata a Capitale Europea della Cultura. Nulla da dire sulla giusta candidatura di una città che è stata Capitale dell’Impero Romano d’Occidente e quindi seconda dopo Roma, anche se molti, forse troppi, anche fra gli eletti non conoscono la storia della loro città. Ravenna ha avuto altresì un parte importante nel primo e secondo Risorgimento, anche se tanti degli stessi eletti di ieri e di oggi non ne conoscono le gesta dei protagonisti. Se la valutazione sulla città che dovrà essere la Capitale Europea della Cultura, si baserà pure sul concetto di democrazia, penso che Ravenna si ritroverebbe agli ultimi posti. Ultimamente il Consiglio Comunale di Ravenna non ha dimostrato un gran senso della democrazia e cerco di spiegarmi in parole povere. Nei giorni scorsi è stata portata alla discussione e deliberazione consiliare la proposta di pronunciarsi sul fatto che i cittadini ravennati possano o meno esprimersi, con un referendum, previsto dalla Costituzione, se volere la Regione Romagna o no. Quindi il Consiglio non doveva esprimersi sull’opportunità che venisse costituita una nuova regione, ma sul fatto che fosse o meno giusto che i cittadini si potessero esprimere in tal senso, considerando che la sovranità appartiene al popolo e non agli eletti nei consigli comunali. Il Consiglio quindi non doveva decidere sulla Romagna SI o Romagna NO, ma stabilire se fosse stato giusto rispettare la Costituzione. Il Consiglio Comunale con 27 voti contrari su 36 ha tolto ai cittadini ravennati il diritto costituzionale e democratico di potersi esprimere. Questo atteggiamento è palesemente autoritario e non degno della storia della civile e democratica Città di Ravenna. Ripeto: il Consiglio ha negato la possibilità ai cittadini di esprimersi democraticamente in un referendum dove il popolo avrebbe preso la decisione del Si o del No, e non altri. Non riesco bene a capire se si sia trattato di un gesto di irresponsabilità o di assolutismo; certamente, a causa di pochi, Ravenna non fa bella figura di fronte all’opinione pubblica nazionale e transnazionale, dimostrando nel contempo di non aver recepito gli insegnamenti di Gatta, Benelli, Canosani ed altri. Da ravennate mi auguro che tutto questo non influisca sulla candidatura di Ravenna a Capitale della Cultura anche se rimango dispiaciuto dell’accaduto.


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