La proposta indecente di De Magistris

di Dario Delvecchio | 4 gennaio 2010, 13:51 | lettere

Luigi De MagistrisÈ il lodo De Magistris a tenere banco in questi primi giorni del 2010. L’ex pm di Catanzaro inizia l’anno col botto, per così dire, smuovendo le acque torbide e sudice del mondo politico italiano, che  sembravano essersi acquietate dopo il lancio del modellino al premier, favorendo il ritorno in auge del tanto agognato “inciucio” tra Pdl e Pd meno L.
«La proposta di fondo – scrive l’eurodeputato Idv – è questa: garantiamo a Berlusconi la possibilità di lasciare l’Italia senza conseguenze. Non c’è trucco e non c’è inganno: solo il bisogno di ritornare ad essere una nazione democratica e civile. Un volo di Stato con annesso Apicella e magari una graziosa signorina. Destinazione? Consigliamo le isole Cayman. E se si annoia? Qualche cavallo e stalliere di fiducia li potrebbe trovare anche lì. Carta e tv liberate potranno riprendere a fare il loro dovere: informare sui fatti. Il Parlamento tornerebbe al proprio compito perché svincolato dalla sua agenda giudiziaria che oggi detta i temi, anzi il tema alle istituzioni. La magistratura non più costretta agli assalti quotidiani potrebbe dedicarsi senza timore alla missione che le spetta e le mafie non si sentirebbero più di poter spadroneggiare indisturbate. Per le casse dello Stato il guadagno sarebbe altissimo, per non parlare di quello dell’etica pubblica. Ma, soprattutto, noi non sentiremo più quel mantra che riecheggia dai contesti internazionali alle riunioni riservate e che vuole comunisti, bandiere rosse, manette impazzite accanirsi contro un solo uomo. Finalmente in questa patria liberata non ci saranno più scudi fiscali e lodi ad personam, decreti razzisti e leggi fondamentaliste, emendamenti che ridanno alle mafie ciò che lo Stato ha tolto loro. E noi? Noi semplicemente torneremo ad essere un paese normale, degno dell’Europa e della civiltà democratica. Fantascienza? Forse. Sicuramente la stessa a cui ci ha abituati con le sue dichiarazioni e le sue azioni politiche surreali: diciamo degne di un altro pianeta, se esiste».
In questo clima mellifluo e viscoso, inaugurato dal Partito dell’Amore, pare che ci sia ancora qualcuno che abbia la forza di esprimere un’opinione che non sia preconfezionata o dovuta alla lobotomia (ormai diventata obbligatoria all’interno del Pdl). Ma l’individualità di pensiero non è più apprezzata: se parli con la tua bocca e usi il tuo cervello e hai addirittura una tua opinione, appare evidente che appartieni a qualche cellula di Al Qaeda. Per essere normali bisogna invocare quotidianamente il dialogo (a senso unico), le riforme condivise (ad personam e incostituzionali), i toni bassi (solo dell’opposizione e dei magistrati) e l’amore (altrimenti sei un mandante morale).
Certo, avrebbe sicuramente aiutato un messaggio forte del presidente Napolitano, che però non è arrivato, propinando a canali unificati e via web la solita omelia natalizia, a cui mancava solo il coro della parrocchia per essere perfetto.
Le dichiarazioni di De Magistris non sono di una gravità inaudita, come ha commentato il “ministro” Bondi. Fanno parte di una questione che merita una risposta: vogliamo occuparci del Paese che va a rotoli o vogliamo pensare ai problemi economici, giudiziari, matrimoniali e psichici di una sola persona, che pensa che il paese sia a sua disposizione?
La risposta appare scontata, ma non per chi è ottenebrato dal Guru dell’Amore…