Europee 2009: gli intellettuali candidati con l’IdV contro il regime

Roma, 12 maggio 2009. “E’ necessario che l’Italia dei Valori faccia un salto di qualità e un passo indietro. E’ necessario far sentire la nostra voce per evitare che accada oggi quello che accadeva già nel Ventennio, dove c’era la cultura del non reagire. Ci vogliono i Garibaldi ma anche i Mazzini. Ho trovato in questa classe politica dirigente, trasversalmente intesa, strafottenza, pavoneria, sufficienza, invidia: il nulla.”
“Ci hanno sempre più riempito di parolacce. Siamo o non siamo alle porte di un regime? Per questo sono andato alla ricerca di tanta gente che crede in noi, perché il sondaggio che ci riguarda non scende. Mai come in questo momento bisogna metterci la faccia”. Antonio di Pietro.
Il leader dell’Italia dei Valori dichiara che alle prossime elezioni europee tra le liste del partito ci saranno candidati “intellettuali” che non hanno alcuna voglia di arrendersi al regime. Inoltre, Di Pietro ha fatto presente che sempre più esponenti della cultura, come Claudio Magris, dichiarano pubblicamente di votare Italia dei Valori.
“Si stanno addormentando le coscienze, con le ballerine, veline e quant’altro. Noi diciamo che bisogna reagire. L’Italia dei Valori interpreta il sentimento diffuso del dialogare, della ricerca libera. Per questo sono andato alla ricerca di quelle persone coraggiose che vogliono reagire, come molti uomini della cultura che ci hanno già detto di sì”.


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