Una serata speciale

di Daniela Sgambellone | 24 agosto 2010, 23:29 | Eventi

E il settimo giorno ci si riposò. Dopo la campagna elettorale per le regionali, la campagna referendaria e i congressi provinciali, sabato è stato il tempo di festeggiare e, anche in quest’occasione, Di Pietro si è dimostrato lungimirante: il percorso stesso per giungere alla sua masseria prepara l’anima alla festa e ti riporta alla mente il sabato del villaggio di leopardiana memoria.
Una tranquilla e discreta stradina divide in due un paesaggio collinare ordinato che il tramonto rende, se possibile, ancora più bello. Poi, usciti da Montenero, nel giallo oro delle campagne molisane, i gabbiani, mossi dal vento, sventolano tutta la loro gioia e sembrano quasi volare: siamo arrivati. Come da tradizione ad accoglierci è il padrone di casa, in polo e sandali. Stenteresti a riconoscerlo per la serenità che emana oggi. In tanti vogliono parlargli, fare delle foto, presentare familiari, e c’è spazio e tempo per tutti. Qualcuno accenna tematiche politiche, ma lui glissa, oggi è giorno di festa. Seduta sul pozzo che spesso cita nei suoi discorsi osservo la gente arrivare: un fiume di persone invade pian piano la masseria e, come da tradizione, ognuno porta qualcosa di tipico: perché festa è questo, condividere, far conoscere una parte di sé e della propria realtà agli altri. Ci sono i big, da Belisario al nostro Evangelisti, ci sono Pedica e Barbato, Zipponi e Favia, la Mura, cortese e gioviale oltre ogni aspettativa. Il presidente fa un breve discorso di benvenuto, ci racconta della nascita e della crescita di questa festa e del valore quasi sacrale che riveste per lui. Il gruppo toscano mangia insieme, su due tavolate poco distanti l’una dall’altra, ma a tavola ci si sta ben poco: all’arrivo del gruppo folkloristico in molti ci alziamo, qualcuno comincia a ballare e suonare e le musiche rendono gli animi ancora più leggeri.
E’ un’autentica sorpresa, questa sera in tanti mi hanno stupita,di tanti ho scorto un lato umano che tv, incontri politici e dibattiti non ti permettono sempre di cogliere. E’ un continuo abbracciarsi tra persone già conosciute e uno stringere di mani con quelli che si incontrano per la prima volta. Eh si, di facce nuove ce ne sono tante, il partito è cresciuto, è evidente: merito del carisma del suo fondatore, merito del suo entourage, merito di tutti noi. Di strada da fare ce ne è ancora tanta, dobbiamo essere pronti e attivi. Anche se stasera non si affrontano tematiche politiche lo spettro delle elezioni anticipate aleggia sulle nostre teste e noi, unica vera alternativa per il Paese, dovremo essere preparati. Ma oggi non è di questo che si parla. Mi stendo, come molti, sul soffice prato all inglese: lo scenario muta all’istante e le centinaia di persone presenti alla festa cedono il posto a uno splendido cielo stellato. La musica, la campagna e le stelle..

Già tutta l’aria imbruna,
Torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
Giù da’ colli e da’ tetti,
Al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
Della festa che viene; ed a quel suon
Diresti che il cor si riconforta.

Forse, anche Giacomo Leopardi è stato ad una festa dell’Italia dei Valori!