L’Italia in retroguardia nella classifica delle pari opportunità
Grazie alle esternazioni del presidente del Consiglio Berlusconi, alla sua descrizione dell’Italia come Paese delle “belle segretarie”, alla scelta di inserire nelle liste del suo partito donne “piu’ belle delle altre, tutte super-laureate”, alle chiacchierate organizzazioni di festini con escort, l’Italia è vista all’estero come un paese con insormontabili barriere e pregiudizi culturali nei confronti delle donne.
E’ notizia di questi giorni che l’Italia è spinta nella retroguardia nella classifica delle pari opportunità: nella classifica mondiale del World Economic Forum, che misura il divario tra uomini e donne, al predominio dei paesi nordici, Islanda, Finlandia, Norvegia e Svezia, fa da contraltare la 72esima posizione dell’Italia (dalla 67esima del 2008). L’Italia é superata anche dal Vietnam, Romania e Paraguay, precede appena la Tanzania, é terzultima in Europa.
Certo, non si puo’ addebitare alle esternazioni del premier un dato che registra le minori opportunità per le donne; ma i suoi commenti a livello internazionale riflettono ed alimentano i pregiudizi culturali degli italiani nei confronti del gentil sesso. Non bisogna poi stupirsi se dopo la dichiarazione del premier su una parlamentare “piu’ bella che intelligente”, una ministra del suo stessoGoverno sia ritratta come “La ministronza” in un fumetto satirico : la superficialita’ nel trattare il mondo femminile in Italia promossa a livello internazionale dal premier Berlusconi, ha contaminato anche la satira.


Orizzonti Nuovi su Facebook
Orizzonti Nuovi su Twitter
I nostri video su YouTube
Le nostre foto su Flickr