Stress da lavoro-correlato: un male silenzioso che colpisce i lavoratori

di Michele Curci | 4 settembre 2010, 15:19 | Economia e lavoro

Un male poco conosciuto, ma che colpisce inesorabilmente i lavoratori nel silenzio della vita quotidiana, è lo stress da lavoro-correlato. Con l’emendamento introdotto al comma 12 dell’articolo 8 del D.Lgs 78/2010, il Senato ha di fatto rinviato dal 1 agosto al 31 dicembre 2010 la scadenza del termine per valutare il rischio da stress lavoro-correlato, sia nel settore pubblico che privato. Si tratta in concreto di rilevare nell’organizzazione del lavoro gli indicatori di rischio che possono causare stress. Tra i principali indicatori ricordo: gli orari di lavoro troppo lunghi con turni imprevedibili e notturni; la percezione dello scarso valore sociale conferito alla mansione svolta; l’incertezza della carriera con promozioni insufficienti o eccessive; la postura scomoda o stancante; l’esposizione a temperature troppo elevate o troppo basse; il sollevamento di carichi eccessivi; l’esposizione ad eccessivo rumore e sostanze nocive; la mancanza d’informazioni e di comunicazione con rapporti insufficienti e conflittuali con i superiori e l’esposizione a pressioni emotive elevate e prolungate. La legge prevede quindi la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ovviamente compresi anche quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche i rischi collegati allo stress lavoro-correlato. Tale male, decisamente diverso dal mobbing, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualsiasi lavoratore, nessuno escluso. La sua valutazione è finalizzata all’individuazione di tutte le fonti che possono comportare infortuni o danni diretti alla salute e possono aiutare a recepire ed interpretare i sintomi e i segnali indicatori della presenza di stress. Lavorare sulla prevenzione, col fine di eliminare o per lo meno ridurre ai minimi termini il problema, significa sicuramente maggiore efficienza permettendo così di apportare miglioramenti nelle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro e di conseguenza migliorare la qualità della vita delle persone.
La prevenzione degli infortuni sul lavoro deve passare attraverso la puntuale e precisa conoscenza ed applicazione delle leggi vigenti, in primis il recente Testo Unico D.Lgs 81/2008 (ex 626 e non solo). Il diritto al lavoro e il diritto alla salute dei cittadini devono inevitabilmente rimanere sullo stesso piano di garanzia e tutela, in cui il primo diritto non deve escludere o limitare il secondo così come prevede la nostra Costituzione.

Michele Curci
Capogruppo IDV Provincia di Pisa
Presidente Commissione Lavoro e sviluppo economico