Marche – l’Idv presenta interrogazione al Ministero dello Sviluppo Economico sulla Best di Montefano

di David Favia | 1 dicembre 2011, 17:46 | Economia e lavoro, Interrogazioni Parlamentari, Marche
Il presidente dell’Italia dei Valori, on. Antonio Di Pietro, ha presentato ieri con me alla Camera un’interrogazione sulla Best di Montefano.
Abbiamo chiesto al Ministro dello sviluppo economico di farci sapere se, di fronte a un mancato accordo in sede locale, intenda convocare l’azienda, le organizzazioni sindacali e gli enti locali, a partire dalla regione Marche, al fine di individuare un progetto industriale di reindustrializzazione dell’area e di occupabilità per l’insieme dei lavoratori, affidando tale compito a Invitalia.
Dopo l’incontro al presidio dei lavoratori della Best di Montefano al quale ho partecipato lunedì con l’on. Zipponi, responsabile nazionale Idv welfare e lavoro, l’Italia dei Valori si è subito attivata perché alle parole di solidarietà siamo abituati a far seguire immediatamente i fatti e questa ne è la dimostrazione.
Il caso della Best, come già sottolineato dall’on. Zipponi durante la trasmissione di Santoro e poi l’incontro di lunedì a Montefano, è particolare e va preso ad esempio nazionale affinché nessuna azienda pensi di sparire lasciando i lavoratori per strada dalla mattina alla sera senza tutele e garanzie.
Ciò che più ci colpisce è che la Best di Montefano non era una realtà in crisi, aveva molto lavoro, ma la proprietà ha voluto trasferire le lavorazioni in Polonia per avere utili maggiori. La chiusura dell’azienda inoltre mette a rischio anche una trentina di imprese dell’indotto artigiano e di fornitura, situate tra Osimo, Castelfidardo e Recanati (allarme lanciato dalla Cgia di Ancona, che cita aziende terziste che producono semilavorati elettromeccanici e della plastica).
Le organizzazioni sindacali, attive dai primi di novembre, hanno convenuto con l’azienda di proseguire il confronto al fine di pervenire alla sottoscrizione di un piano per la soluzione della vertenza. Ciò per favorire la cessione del sito industriale a possibili acquirenti, con l’obiettivo di impiegare la totalità dei lavoratori.
A tutt’oggi, però, nessun accordo è stato raggiunto.
E’stato chiesto l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria per il tempo massimo utilizzabile, individuando anche le condizioni che ne favoriscano il pieno utilizzo per tutti i dipendenti ed è stata chiesta anche l’integrazione del trattamento e il riconoscimento ai lavoratori, che lasceranno l’azienda durante o al termine del periodo di cassa integrazione, di un incentivazione all’esodo. Infine, tra le richieste, c’è un piano per favorirne la ricollocazione anche mediante incentivazioni da riconoscere alle aziende che li assumeranno e che preveda anche percorsi formativi e di riqualificazione.
Nel periodo necessario alla definizione di questi passaggi, previsti entro il termine della procedura di mobilità, l’azienda deve impegnarsi al regolare pagamento delle competenze mensili.
Considerando poi che la Best di Montefano ha percepito sovvenzioni pubbliche, riteniamo che con la decisione della chiusura repentina, queste dovranno essere recuperate per metterle a disposizione di quegli imprenditori che intendono investire e rimanere nel nostro territorio impegnandosi a non delocalizzare o a diosposizione degli ammortizzatori sociali.
On. David Favìa, coordinatore Idv Marche