L’alleanza fra produttori agricoli e consumatori: la Filiera Corta
Con l’avvicinarsi dell’estate si continua ad assistere alla solita ingiustificata forbice fra i prezzi pagati ai produttori agricoli e i prezzi degli ortaggi e della frutta sul mercato. Si tratta dell’effetto causato dagli anelli della lunga catena degli intermediari che determinano speculazioni e ricarichi sul prezzo ad ogni passaggio. Alla fine, gli agricoltori e i consumatori sono quindi le vittime principali di questo meccanismo ed è per questo che bisogna ridurre al minimo la distanza tra i produttori e i consumatori dando l’opportunità a questi ultimi di poter acquistare prodotti freschi e meno cari, magari biologici, e ai primi di guadagnare di più liberandoli dalle pressioni e dalle spinte al ribasso della lunga catena della distribuzione organizzata. In tal senso si parla spesso di “filiera corta” ovvero una strategia che mira ad accorciare una distanza in primo luogo chilometrica, poiché si promuovono e valorizzano prodotti locali di stagione, che non vengono da lontano, e che sono più freschi, visto che non trascorrono lunghi periodi nei container-frigo. In questo modo si contribuisce anche a ridurre l’impatto ambientale devastante del trasporto di queste merci su e giù per l’Italia talvolta in modo del tutto irrazionale. Viene poi a ridursi anche la distanza psicologica e culturale fra produzione e consumo perché si offre la possibilità ai consumatori di conoscere direttamente chi ha prodotto gli alimenti. E’ evidente che non si tratta di entrare in contrapposizione con la grande distribuzione organizzata: la filiera corta stimola la nascita di circuiti brevi di vendita complementare da affiancare a questa. Ampliando il ventaglio dell’offerta e della possibilità di scelta si ottimizza il funzionamento dei meccanismi del mercato riducendo il peso delle posizioni di egemonia e di controllo da parte di pochi soggetti “forti”. Positiva quindi la possibilità di istituire i “mercati agricoli di vendita diretta” per la creazione dei mercati di campagna nelle città italiane così come le iniziative intraprese dai Gruppi di Acquisto o dalle cooperative di consumo e le campagne “chilometro zero”. Tutte queste iniziative necessitano tuttavia di valide forme di pubblicità, comunicazione e di informazione altrimenti la loro efficacia sarà inevitabilmente minata: di queste opportunità, e di tante altre simili, si sa sempre piuttosto poco e le informazioni su dove reperire questi prodotti alla fine circolano solo all’interno di circuiti specializzati o delle associazioni. E’ indispensabile quindi costruire un’alleanza effettiva fra mondo della produzione e quello dei consumatori in direzione di forme di consumo alimentare più intelligente e consapevole il cui principio deve essere: consumare meno, consumare meglio.

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