Il Governo specula sulle disgrazie degli italiani

di Ugo Cortesi | 4 giugno 2009, 08:40 | Economia e lavoro

Quando bisogna criticare i Governi che palesemente non fanno l’interesse dei cittadini o che approfittano delle loro disgrazie, è necessario farlo.  Ho criticato aspramente il Governo Prodi in merito alle privatizzazioni ed ora lo faccio con il Governo Berlusconi relativamente ai Tremonti Bond.

Premetto che le Banche, facendo impresa, devono come qualsiasi altra azienda, fare l’interesse della stessa per produrre utili, anche se sarebbe necessaria una vera e propria riforma del sistema bancario per adeguarlo ai tempi, specialmente nel rapporto o meglio nella reciprocità fra Istituto e cliente.

Ciò detto, il Governo non è un’impresa e quindi non deve fare speculazione per produrre utili.  Orbene fino a ieri il normale cittadino o la piccola azienda che si presentava in banca per chiedere un affidamento, un mutuo o una linea di credito, sapeva bene che il differenziale che andava dal 10 per cento richiestogli, al costo che la banca sosteneva per procurarsi denaro (dal 1 al 2 max per cento) rimaneva a ricavo della banca stessa, che, intendiamoci bene, non vuol dire utile.

Poi Tremonti ha avuto la strabiliante (aggettivo riportato da alcuni quotidiani) idea  di far sottoscrivere dal Tesoro  obbligazioni emesse dalle banche italiane, con l’obiettivo di poter concedere opportunità di finanziamento all’economia appunto con l’immissione di denaro fresco nelle banche.  Le banche dovranno pagare allo Stato una cedola annuale compresa tra il 7,5 e l’8,5 per cento per i primi anni, con una crescita graduale per gli anni successivi.  A fronte di questo le stesse devono favorire il credito alle imprese, soprattutto piccole e medie, e alle famiglie.

Per le imprese, le banche dovranno aumentare i contributi per rafforzare la dotazione dei fondi di garanzia ed aumentare le risorse da mettere a disposizione per il credito, nelle diverse forme, alle piccole e medie imprese.

Per le famiglie, le banche dovranno favorire i lavoratori in cassa integrazione o percettori di sussidio di disoccupazione, e concedere la sospensione del pagamento della rata di mutuo per almeno 12 mesi, oltre a promuovere accordi per anticipare alle imprese il danaro necessario per il pagamento della cassa integrazione ai lavoratori sospesi.

Fino qui tutto sembra bello e ben fatto, chi può dire diversamente?  Lo può dire la pratica ed il fine.  Infatti sono pochissime (si contano sulle dita di una mano) le banche che hanno aderito all’iniziativa di Tremonti.  Perché dico io, se sono banca, devo pagare il denaro all’8 per cento per rivenderlo al 10, rischiando quindi, con il margine di 2, anche di rimetterci?  Per fare un favore allo Stato, che lui veramente guadagna l’8 per cento senza alcun obbligo di gestione e con un rischio ridotto pressoché allo zero?  Al cittadino non cambia nulla, pagherà sempre il 10 per cento con la differenza che anziché far speculare la banca, fa speculare lo Stato.  Lo Stato quindi si arricchisce sulle disgrazie dei suoi cittadini dimostrando sempre più che li tratta da sudditi e non da sovrani.  Logicamente nei numeri sopra indicati parlo di medie. Meglio e più logico sarebbe stato se il Ministro avesse ragionato con i piedi per terra e nell’interesse di chi più ne ha bisogno.  Il ragionamento è molto semplice.  Io Stato (Ministero del Tesoro) emetto BOT, CCT o quant’altro, erogando un tasso che va dal 1 al 1,5 per cento.  Anziché vendere la liquidità all’8 per cento  alle banche che emetteranno le obbligazioni, la vendo loro al 3 per cento,  obbligandole a rivendere il denaro alle piccole e medie imprese e ai cittadini  al 6 o 7 per cento.

In questo caso lo Stato avrebbe un margine lordo di 1,5 punti e quindi del doppio dell’investito, a sua volta la banca avrebbe un margine lordo di 3 o 4 punti e quindi pure esse del doppio dell’impegnato ed il cittadino e le PMI ne beneficerebbero anch’essi di 3 o 4 punti.  In questo modo tutti sarebbero stati accontentati, ma al Tesoro questo non piace.  Perché?  Perché lo ha dimostrato volendo guadagnare lui 6 punti sull’investito.

Ci insegnano che lo Stato e la Nazione siamo noi cittadini e così è in teoria.  In pratica, invece, non mi sembra proprio o almeno così non è in Italia.