I dipendenti dell’Associazione “Sos Il Telefono Azzurro” della sede di Palermo sono rimasti senza lavoro

di Luigi Paonessa | 11 febbraio 2010, 22:59 | Economia e lavoro

Anche il settore della solidarietà sociale sta pagando il suo pegno in termini di licenziamenti e riduzione dei posti di lavoro. E’ il caso dei dipendenti dell’Associazione “Sos Il Telefono Azzurro” della sede di Palermo rimasti senza lavoro. Alle venticinque operatrici di risposta telefonica, a cui non erano stati rinnovati i contratti di lavoro lo scorso 31 dicembre, si aggiungono ora 8 capiturno, ai quali l’Ente gestore del Servizio 114 Emergenza Infanzia aveva inizialmente garantito la proroga del contratto fino al 30 aprile 2010, a seguito del finanziamento di 400.000 euro ricevuto dal Ministero per le Pari Opportunità. I lavoratori licenziati con alta formazione; psicologi, medici, assistenti sociali, esperti di pedagogia e diritto verranno sostituiti con altrettanti operatori prelevati dal servizio civile che non potranno permettere una continuazione ottimale del servizio gestito sino ad ora da esperti che si occupano quotidianamente di casi delicati come di violenze domestiche, stupri, scomparse e problemi familiari. Del caso si stanno occupando anche i sindacati; per loro  “La scelta dell’Ente è dovuta alla volontà della stessa di sostituire i 33 operatori specializzati che dalla sede di Palermo hanno garantito il servizio sull’intero territorio nazionale, con personale del servizio civile. Una scelta alquanto discutibile, non solo per il licenziamento dei lavoratori, ma anche per il danno che potrebbe arrecare alla propria utenza: sinora le richieste di aiuto dei bambini sono state raccolte da personale altamente qualificato, in grado di gestire anche i casi più difficili.” A questo si aggiunge anche la problematica situazione della sede milanese, anche’essa interessata da tagli, la recente apertura di una sede a Napoli e il fatto che la onlus gode di ingenti contributi statali, dei proventi del 5 per mille dei contribuenti  e di numerose donazioni che annualmente convogliano verso l’associazione milioni di euro, davvero tanti per sostenere che i tagli alla sede palermitana e ai suoi servizi siano necessari e doverosi per una sopraggiunta «non sostenibilità economica del progetto 114” come dichiarato dai dirigenti della onlus.