Appalto SovraCup Piemonte: lavoratori a casa e prenotazione in due minuti

di Luigi Paonessa | 15 aprile 2010, 23:40 | Economia e lavoro

Le storie di malasanità non sono solo quelle di un’operazione sbagliata o di un ospedale ridotto ad una cattedrale nel deserto ma anche quelle dei lavoratori che in questo importante settore rischiano il posto. Dal 1° luglio il SovraCup della Regione Piemonte, il servizio centralizzato per prenotare visite ed esami sarà gestito da un privato. Un’associazione temporanea formata da Telecom, che nel settore dei call center ha licenziato a Torino e provincia già centinaia di lavoratori e il Consorzio Diamante, un pool di imprese che non si occupa direttamente di sanità e prenotazioni ma bensì di facchinaggio, pulizie e vigilanza. La società vincitrice del nuovo bando dovrà gestire l’importante servizio, vero fiore all’occhiello della sanità piemontese, ma per far questo e vincere la gara d’appalto ha prospettato un abbattimento del tempo medio di chiamata verso il SovraCup che attualmente è stimato il 4-6 minuti. Gli utilizzatori quindi in meno di due minuti ( tempo limite specificato nero su bianco sul capitolato dall’appalto) dovranno fornire i dati anagrafici, richiesta sanitaria e impegnativa, scegliere la struttura sanitaria e ricevere eventuali avvertenze, tutto entro i due minuti. E’ logico che l’operatore si troverà costretto nel maggior parte dei casi a troncare la telefonata per non sforare, visto che l’Asl non pagherà al consorzio i minuti eccedenti. SovraCup non è uno sportello telefonico per le informazioni ma un servizio di guida e assistenza verso tutte le possibilità offerte dal Servizio Sanitario e che quindi non dovrebbe essere privatizzato o sminuito con un appalto di questo genere. I danni di questa decisione ricadranno addosso agli utilizzatori che dovranno trasformarsi in veri e propri “maratoneti telefonici” ma anche ai lavoratori, tutti interinali. La diminuzione del tempo massimo di risposta ha ridotto della metà la forza lavoro e ai pochi rimasti è stato loro offerto un contratto dei multiservizi come quello delle imprese di pulizie anziché quello della sanità che era il contratto in essere prima della privatizzazione del SovraCup. Per questo cittadini e lavoratori sono scesi già in piazza per ricordare che il servizio va tutelato e migliorato semmai assumendo nuovo personale (i 64 operatori a 20 ore ciascuno su cinque giorni non riescono a far fronte alle 40 mila chiamate settimanali del servizio) e aprendo un tavolo di trattative fra organizzazioni sindacali, Regione e azienda vincitrice dell’appalto per il riconoscimento del giusto contratto senza mortificare la professionalità dei lavoratori e depauperare un servizio così essenziale e delicato.