Adesione allo scopero nazionale della FIOM-CGIL del 9 ottobre
Italia dei Valori ha aderito allo sciopero nazionale dei metalmeccanici proclamato per il 9 ottobre dalla FIOM-CGIL. Le motivazioni che hanno indotto a tale scelta sono la condivisione delle ragioni che spingono i metalmeccanici a sacrificare otto ore di salario ed alla fatica di manifestare nelle principali città italiane.Nella nota dell’IdV si legge: “Il governo Berlusconi, fino a ieri, ha sempre negato la crisi ed oggi dichiara che è superata. Mai una volta che avesse avuto il coraggio di affrontarla. Forse sarà superata per le banche, per le grandi aziende monopoliste, per le tasche degli speculatori e di Berlusconi.
Invece sta arrivando una tempesta nei luoghi di lavoro con il licenziamento di migliaia di giovani precari e di lavoratori che non hanno o stanno terminando la cassa integrazione.
Migliaia di artigiani e piccole e medie imprese – soprattutto quelle che hanno investito – sono strozzate dal credito e rischiano di chiudere.”
Ricordiamo che l’Italia dei Valori ha dedicato il primo punto del proprio programma elettorale proprio al tema lavoro, con i seguenti punti:
- Prevedere il ricorso generalizzato ai contratti di solidarietà
- Raddoppiare la cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane
- Disporre ammortizzatori sociali a favore di tutti coloro che ne sono privi
- Abbattere il costo del lavoro per favorire le assunzioni a tempo indeterminato
- Stabilire un salario minimo d’ingresso per i giovani pari ad almeno 1000/1100 euro al mese
- Recuperare l’evasione fiscale da destinare “metà e metà”: 50% per abbattere il debito dello Stato e 50% per ridurre le tasse sui lavoratori
- Tassare con aliquota minima gli aumenti salariali dei prossimi contratti nazionali
- Semplificare i contratti di assunzione in un’unica tipologia di inserimento lavorativo: l’apprendistato
- Detassare la tredicesima mensilità per gli anni 2009 e 2010
- Prevedere la copertura dei periodi di assenza per maternità, malattia e infortunio per le partite Iva con un reddito inferiore a 20.000 euro l’anno
- Ripristinare tutte le norme approvate dal governo Prodi in tema di sicurezza sul lavoro
- Fissare un tetto massimo per le retribuzioni dei manager di banche, di aziende pubbliche e di aziende che ricevono aiuti di Stato


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