Uomini e donne, genitori e figli
Qualche settimana fa dopo aver visto due film, “Amabili Resti di donna” e “An Education”, scrissi un articolo sulla condizione femminile in cui auspicavo che uomini e donne potessero un giorno, in virtù di un’educazione più costruttiva, condividere questo spazio terreno in pace e nel rispetto reciproco. Anche queste “pacifiche” idee tuttavia hanno suscitato discussioni, poiché perfino maschi colti ed intelligenti vanno in tilt quando si parla di pari opportunità. Come è difficile correggere quella che viene comunemente definita “mentalità”! Non riusciamo a sradicare razzismo e varie forme di discriminazione proprio per lo stesso motivo.
Gli antichi Spartani gettavano giù dalla rupe Tarpea tutti coloro che nascevano deformi e dopo tanti secoli nella civile Europa il mito della razza superiore ancora attecchì velocemente e il fumo dei forni crematori oscurò il cielo. E’ di qualche giorno fa la sconvolgente notizia delle ingiurie contro i portatori di handicap. Il più debole, insomma, o il diverso viene bersagliato, quando gli uomini perdono essenziali punti di riferimento e si comportano come barbari. Bisogna quindi sempre stare in guardia per progredire, non regredire.
Senza dubbio nella moderna società multietnica, con la sua gran varietà di razze, culture e religioni, i diversi “livelli evolutivi” dell’Umanità, dai più bassi a quelli più alti, sono tutti presenti con le loro molteplici sfaccettature, difficili da gestire. L’errore più grande oggi è forse quello di non riflettere mai sulla diversità delle cause che generano gli attuali fenomeni.
Anche nel rapporto uomo -donna tali livelli sono presenti e il maschilismo rimane un serio problema. Così in questa società che celebra i suoi riti di violenza e morte, che non educa i giovani ai “sentimenti” e che esalta in tutte le salse il “sesso usa e getta”, poi le donne vengono sempre giudicate con maggiore durezza, perfino quando subiscono uno stupro.
E intanto è arrivato nelle sale cinematografiche il film “Genitori e Figli” di Veronesi al quale è stato abbinato un concorso per le scuole, promosso da Ministero dell’Istruzione, Agis giovani e da Aurelio De Laurentis: gli studenti sono invitati a vedere il film e quindi ad elaborare un tema sul rapporto genitori – figli. Guardando questo film, tuttavia, anche lo spettatore più attento non riesce a comprendere gli obiettivi educativi che si vogliono raggiungere con il suddetto concorso e gli spettacoli per le scuole.
Da un rapido esame dei personaggi, ci chiediamo cosa ci sia di positivo in essi: una nonna ottantenne “trasgressiva”, che si è goduta la vita sperperando danaro tra debiti di gioco, alcolici e avventure amorose, offre le chiavi del suo appartamento alla nipotina per permetterle di incontrare in segreto il suo ragazzo; genitori che litigano, mentono e hanno amanti; un ragazzo cinese che in uno sgabuzzino della scuola deflora le sue compagne desiderose di liberarsi dalla verginità; un bambino razzista che odia gli immigrati e ferisce in classe un compagno rom. Il tutto è condito ovviamente con situazioni comiche e battute che rendono il film gradevole e accattivante, ma che alla fine trasmettono idee confuse e messaggi poco chiari. Solo qua e là affiorano sentimenti autentici e goffi tentativi degli adulti di salvaguardare gli adolescenti da esperienze sessuali premature e rischio di gravidanze indesiderate. Tali deboli tentativi “educativi” inoltre si perdono nelle strizzatine d’occhio invitanti quasi alla trasgressione (come nel “divertente” personaggio della nonna o in quello del figlio che vede la partecipazione al “Grande Fratello”come una concreta possibilità per fare facili guadagni, personaggio che risulta senz’altro più determinato e volitivo rispetto ad un padre sprovveduto e poco autorevole). Alla fine ci si chiede se siamo passati dai numerosi tabù di un tempo alla pura e semplice ricerca della trasgressione, reclamizzata ora in modo velato ora esplicito attraverso una sorta di commercializzazione della sessualità, ancora una volta un’abile operazione di marketing.
Anni fa il successo dei referendum su divorzio e aborto fu possibile anche grazie ai voti di quei Cattolici che li considerarono mali minori rispetto a tante ingiuste sofferenze ed abusi . Essi pertanto si pronunciarono a favore di leggi diverse per tutelare le donne da aborti clandestini, stupri, violenze e speculazioni illegali di vario genere. Cosa è rimasto oggi di quelle sofferte lotte di persone consapevoli che volevano un maggior rispetto verso le donne, come esseri umani , e rapporti uomo-donna più chiari e corretti? Per quelle persone le “pari opportunità” ancor oggi non rappresentano l’aspirazione ad una distruttiva trasgressione , ma un mezzo per poter fare delle libere e “responsabili scelte”, per riappropriarsi di quel libero arbitrio concesso da Dio a tutta l’Umanità, non solo agli uomini. Per le mie difficili gravidanze rimasi a letto lunghi mesi ed ora ho due splendidi figli, ma io ho potuto “scegliere”liberamente. Quante donne possono farlo?
Dopo aver visto questo film, in effetti , ci si chiede che cosa sia cambiato in tutti questi anni, se genitori ed insegnanti siano ancora in grado di educare, contrastando i dannosi condizionamenti provenienti dal mondo esterno. Quanti giovani oggi stanno sviluppando capacità critiche tali da arrivare a discernimento e consapevoli scelte?
Malgrado tutto ciò, guardandomi intorno personalmente continuo a pensare che non tutto è così negativo come ci raccontano certi mass media concentrati soprattutto sulle cattive notizie. Esistono ancora tante nonne “non trasgressive” che aiutano figli e nipoti, tanti giovani genitori seri e responsabili che lavorano sodo e educano bene i bambini. Se si agisce con amore, senso di responsabilità e rispetto verso gli altri, i risultati arrivano in un modo o nell’altro, nonostante gli input negativi e le mille difficoltà della frenetica vita moderna. G. Gaber affermò in una bella canzone che “la libertà non è star sopra un albero, la libertà è partecipazione”. Bisogna lottare insieme per la vera libertà.


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