Insolazione adrense

di Dario Delvecchio | 23 settembre 2010, 22:29 | Cultura e Società

Toccato il fondo, si dovrebbe risalire. In Italia invece si preferisce raschiare.
Siamo ormai abituati a trovarci di fronte paesi e città con il doppio nome (italiano/dialetto), a cartelli stradali imbottiti di adesivi raffiguranti un Sole delle Alpi che nemmeno l’Uomo di Neanderthal avrebbe effigiato in maniera peggiore, sventolato da gente che farfuglia parole confuse in una lingua gutturale, che vaneggia di una certa Padania libera.
Il nostro stomaco, complice la tv commerciale, oramai può sostenere di tutto, anche il nauseante degrado della politica, e in particolare della politica leghista.Ma l’ultimo episodio riportato dalle cronache ha suscitato (oltre a vari conati di vomito) l’indignazione della nazione, fomentando animi e polemiche. Cos’è accaduto?
Nel comune di Adro è stato inaugurato un nuovissimo edificio scolastico, dedicato a Gianfranco Miglio (l’insigne ideologo longobardo), con una particolarità senza precedenti: all’interno e all’esterno della scuola sono stati posti ben 700 simboli raffiguranti il Sole delle Alpi, uno dei simboli della Lega Nord. Un episodio senza precedenti.
Il problema non sta nell’opinabile senso estetico del capo villaggio adrense, tale Oscar Lancini, ma nel totale spregio della nostra Costituzione, dimenticata e bistrattata da questo governo. Se Lancini avesse letto la Costituzione, saprebbe che negli edifici pubblici (e la scuola pubblica fa parte di questi) devono essere esposti soltanto il Tricolore e la Bandiera stellata europea, oltre alla foto del Presidente della Repubblica. I simboli dei partiti non sono ammessi.

Le istituzioni, con un ritardo incomprensibile, hanno impiegato una settimana prima di intervenire ufficialmente, tramite il “ministro”(di ciò che resta) dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha ordinato al “sindaco” di Adro di rimuovere tutti i simboli leghisti all’interno e all’esterno dell’edificio.

E Lancini cos’ha risposto? “Farò rimuovere i simboli solo se me lo chiederà Umberto Bossi in persona”. Sessanta milioni d’italiani hanno così scoperto che il Presidente della Repubblica Italiana non è più Napolitano, bensì Bossi, quel ministro che in ogni intervista sfoggia tutta la sua cultura anglosassone con gesti e gag degne di Alvaro Vitali.
Non ancora pago della sua performance, Lancini ha impreziosito il suo repertorio con una frase topica: “Il Sole delle Alpi è un antico simbolo del nostro territorio, non è lo stemma leghista”.
A stento lui stesso è riuscito trattenere le risate, ben sapendo di aver detto la bellezza di due cazzate in una sola frase, e senzal’aiuto di sostanze stupefacenti.

La Lega Nord è così riuscita a diventare più incostituzionale di quanto fosse l’Msi, minando l’unità del Paese, sfidando apertamente la Repubblica e la Costituzione (nonché la democrazia), irridendo il Tricolore, ipotizzando un Stato padano estraneo allo Stato italiano, propugnando l’egoismo settentrionale anziché la solidarietà e propagando la xenofobia anziché l’integrazione.

Questo è un partito che, eticamente, non ha il diritto di esistere e nonostante ciò occupa la stanza dei bottoni del nostro Paese. Ma la responsabilità, ovviamente, non è soltanto sua…