Inception
L’ultima pellicola firmata da Christopher Nolan, “Inception”, presenta sul grande schermo gli spazi infiniti del subconscio, il mondo dove l’onirico e la realtà si mischiano in un coito confuso. Un mondo in cui si possono fare soldi, proprio come in quello reale. Partendo da un’idea non troppo lontana da quella dell’Enigmista interpretato da Jim Carrey in “Batman Forever”, Nolan sostituisce il mondo dei sogni a quello reale.
Il protagonista, Dom Cobb (Leonardo Di Caprio), esperto conoscitore di questo mondo a palpebre chiuse, è il cosiddetto “ladro dei sogni”: capace di inserirsi nei sogni, riesce a rubare informazioni segrete dal subconscio. Viene ingaggiato da un facoltoso magnate giapponese, Saito, che gli commissiona un lavoro pressoché impossibile: impiantare nei sogni dell’erede dell’impero Fisher l’idea di dividere il vasto complesso industriale creato dal padre. In cambio, Cobb potrà tornare dai suoi figli negli Stati Uniti, dove è ricercato con l’accusa di omicidio.
Allestita una squadra all’altezza dell’impresa, Cobb progetta un piano a tre livelli, un piano composto da tre sogni, uno dentro l’altro. Un piano matrioska.
Nolan si destreggia sapientemente in questo mondo dai tratti così volubili, ben supportato da un notevole (ma non esagerato) contributo tecnologico; riesce inoltre a dare un ritmo scoppiettante alla vicenda, senza cali d’attenzione. Ispirandosi a pietre miliari del Cinema come “2001 – Odissea nello Spazio” di Stanley Kubrick e “Blade Runner” di Riddley Scott, il quarantenne Nolan si conferma uno dei migliori registi dell’ultimo decennio, incrementando ulteriormente la sua fama mondiale. Dopo aver conquistato il pubblico con “Batman Begins” e soprattutto con il capolavoro “Il Cavaliere Oscuro”, la scommessa “Inception”, costata 200 milioni di dollari, ne ha fruttati circa 900, confermando l’abilità nel catturare l’attenzione sia del grande pubblico sia dei critici, entrambi sempre più difficili da stupire.
Chiudendo la vicenda con un elegante finale aperto, Nolan vuole che lo spettatore sia realmente partecipe del sogno/film, lasciandogli addosso quel dolce dubbio che solo i grandi film possono lasciare.
“Se per 142 minuti volete vedere cos’è in grado di fare un grande regista con una grande idea, “Inception” è senza dubbio il film che risponde ai vostri desideri… o ai vostri sogni…”


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