Il Brasile sbaglia, ma l’Ue deve riconoscere che non è questione bilaterale
Provo disgusto per la decisione del Brasile di liberare e ospitare un criminale (prima comune, poi politico, ciò sia chiaro) conclamato quale Cesare Battisti, condannato all’ergastolo con sentenze passate in giudicato della Giustizia italiana perchè responsabile di quattro omicidi. Questa decisione, come scrissi già nel gennaio scorso all’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione europea, Catherine Ashton, è particolarmente grave poiché testimonia il mancato riconoscimento da parte del Brasile delle sentenze definitive di un paese dell’Unione Europea, peraltro avallate anche da decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. La Commissaria Reding considera la vicenda una questione bilaterale, mentre il Parlamento Europeo ha votato due volte per chiedere l’estradizione, quindi evidentemente non lo è e non può esserlo.
IL BRASILE SBAGLIA, MA UE DEVE RICONOSCERE CHE NON E’ QUESTIONE BILATERALE di Sonia Alfano
Provo disgusto per la decisione del Brasile di liberare e ospitare un criminale (prima comune, poi politico, ciò sia chiaro) conclamato quale Cesare Battisti, condannato all’ergastolo con sentenze passate in giudicato della Giustizia italiana perchè responsabile di quattro omicidi. Questa decisione, come scrissi già nel gennaio scorso all’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione europea, Catherine Ashton, è particolarmente grave poiché testimonia il mancato riconoscimento da parte del Brasile delle sentenze definitive di un paese dell’Unione Europea, peraltro avallate anche da decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. La Commissaria Reding considera la vicenda una questione bilaterale, mentre il Parlamento Europeo ha votato due volte per chiedere l’estradizione, quindi evidentemente non lo è e non può esserlo.
Si tratta anche di un’offesa alle vittime e ai loro familiari, a cui oggi sono vicina e di cui comprendo il dolore lancinante. E’ evidente che non c’è alcun rischio di persecuzione politica nei confronti di Battisti, così come gli omicidi che ha commesso non possono essere derubricati a semplici reati politici. Doveva e deve semplicemente scontare la propria pena nel proprio Paese – sottolinea l’europarlamentare – come spetta a tutti i criminali, specie se responsabili di reati legati al terrorismo e indipendentemente dalla propria ‘fede’ politica. E’ evidente come l’Italia abbia indecorosamente perso quota sul piano internazionale. Con una leadership forte e credibile questo non sarebbe accaduto.


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