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Il boomerang: cause ed effetti

di Giovanna d’Arbitrio | 19 giugno 2009, 21:57 | Cultura e Società

(Continueremo a fare gli stessi errori?) Man mano che un essere umano procede nel suo percorso terreno,  compie una serie di azioni che generano reazioni e conseguenze nel suo “habitat”: l’immagine classica del sasso che lanciato in uno stagno fa apparire cerchi sempre più ampi sull’acqua, sembra in questo caso un esempio appropriato e particolarmente calzante.  Lo stesso si può affermare per gli eventi storici che coinvolgono l’umanità in generale, eventi in cui il principio causa-effetto domina sovrano.

Eppure, ascoltando i discorsi di tante persone, comprendiamo che a molti sfugge tale principio per cui non arrivano mai ad una visione d’insieme, ad un’efficace e razionale sintesi che potrebbe aiutare a risolvere gli attuali gravi problemi, evitando inutili discussioni, separazioni e conflitti.

E’ quello che accade in questi giorni quando si discute di crisi economica,  immigrazione clandestina, violenza e problema della sicurezza,  giustizia, privacy ed intercettazioni, inquinamento e problemi climatici, cibi adulterati, OGM e quant’altro: si parla, si parla, si protesta, ma non si riesce a cogliere i nessi che li accomunano. In realtà, infatti,  sono tutti “effetti”   di antiche “cause”, di errori fatti  in passato che purtroppo continuiamo a ripetere.  Il proverbio dice: – Errare è umano, ma perseverare è diabolico! -

Quali sono le cause dei mali attuali? Sfrenati interessi politico-economici e corruzione, cause sempre presenti in ogni periodo storico, ma oggi dilaganti per un crescente disprezzo verso i fondamentali principi etici.

La crisi economica è il risultato di disoneste speculazioni in campo finanziario, di assoluta mancanza di regole nel free trade  che dirotta capitali verso i paesi del terzo mondo non certo a vantaggio delle popolazioni, ma per sfruttare risorse  di vario genere, devastando ed inquinando l’ambiente, scatenando guerre,  odio, violenza, fame, malattie, ignoranza, violando diritti umani e civili. Ecco come nascono gli inarrestabili ed incessanti flussi migratori!

Individuate  le cause che producono gli attuali effetti, si dovrebbe quindi passare razionalmente alla fase  della soluzione dei problemi . Purtroppo non c’è la volontà di farlo nelle “caste” mondiali.

Come ha reagito qualche mese fa il mondo economico-finanziario, quando Obama,  nel suo discorso d’insediamento alla Casa Bianca, ha insistito sulla necessità di stabilire delle regole e ha parlato di solidarietà verso i più poveri, di rispetto verso l’ambiente, di chiusura di Guantanamo, di mano tesa verso l’Islam, di dialogo, di speranza da sostituire alla paura?   Borse giù a picco!

Passando poi all’Italia, qualche tempo fa i casi di stupro a Roma e i disordini causati dagli immigrati a Lampedusa , scatenarono una così grave ondata  di xenofobia  e paura da aprire la porta a soluzioni drastiche, come la militarizzazione delle città.  Oggi ancora insistiamo con simili soluzioni nei riguardi dei migranti.  E la criminalità organizzata che da sempre affligge il Sud quando verrà finalmente debellata?

Ci si chiede allora: -  In che modo si potrà dare l’alt all’imponente fenomeno storico delle migrazioni? -  Esso è stato causato dall’accumulo di errori fatti dagli occidentali attraverso i secoli con le loro spietate  politiche colonialistiche e neocolonialistiche, ora  anche“globalizzate”: è un boomerang  che si sta abbattendo sull’Europa e certamente l’Italia, con le sue estese, “abbordabili” coste, sarà il paese più coinvolto.

Continueremo a fare gli stessi errori, pensando di poter risolvere i problemi da soli?

E’ chiaro che il nostro paese da solo non potrà mai risolvere i problemi legati all’immigrazione se tutta l’Europa, anzi tutto il mondo cosiddetto “ occidentale”, non se ne farà carico stabilendo norme condivise, sempre nel rispetto dei diritti umani, ma punendo comunque i colpevoli  di qualsiasi colore e razza  quando s’infrangono le leggi.

I problemi vanno affrontati in modo civile, serio, concreto e razionale, con leggi eque, equilibrate e politiche internazionali che creino condizioni di vivibilità nei paesi poveri e che facilitino processi di integrazione  per tutti gli immigrati onesti  nei paesi ricchi.

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