Che babilonia
Dopo aver letto il libro di Luigi de Magistris, ” Assalto al Pm “, io, che avevo una cieca fiducia nella Magistratura, ho avuto un momento di sconforto nell’ apprendere ciò che può capitare a chi svolge il suo lavoro nel rispetto della legge e della Costituzione. Scrissi al magistrato chiedendogli se, alla luce dei fatti, valeva ancora la pena, oggi, credere nella giustizia. Mi ha sorpreso la sua risposta che, nonostante tutto, mi incitava con queste semplici e testuali parole :” Non perda la fiducia, io non l’ ho fatto”. Incredibiòle la storia che ha distrutto il ” sogno della sua vita”.Avocazione illegittima delle sue inchieste; ispezioni strumentali; fughe di notizie risultate infondate ; trasferimento di sede a Napoli e cambio di ruolo; misure cautelari disciplinari. Ma dalle legislature berlusconiane, che hanno visto la compravendita di magistrati e avvocati ( casi Mills, Squillante, Metta docent ), cos’altro ci si può aspettare se non quello di vedere certi magistrati e politici ancora occupare poltrone importanti ai vertici del ” sistema” giurisdizionale? Chi riuscirà mai a fare pulizia e ridare dignità e credibilità a un Ordine che deve essere il perno intorno al quale ruota la vita e la sorte di tutti i cittadini? Oltre al ” pentolone ” della corruzione scoperchiato dalle inchieste di Mani Pulite, oggi si disvelano anche le ” Logge ” e questo rende tutto non più accettabile. Si fa un gran parlare di riforme.Bene. Ma di quali vogliamo parlare? Di quelle che piacciono e fanno comodo al ” gran manovratore”, specializzato solo in dossieraggi, che con le unghie e con i denti cerca di farla franca? Ma quanto può durare questa ” babilonia “? Anche Gabriella Nuzzi, trasferita durante la grottesca guerra tra Procure e ora Giudice al Tribunale di Latina, scrive di ” continuare a credere nella Magistratura e nel suo operato”. Eccezionale. Sia a lei, sia a de Magistris voglio credere e così fare anche io. Ma auspico fermamente che storie così dolorose non abbiano più a ripetersi. E mi domando se il Vice Presidente Vietti sarà in grado e avrà, soprattutto, la volontà di riportare il CSM, dopo la disastrosa era Mancino, a quella indipendenza e imparzialità tanto necessarie per continuare ancora a crederci. Solo scegliendo persone autorevoli per integrità, indipendenza e competenza l’ Ordine giudiziario può sperare in un vero rinnovamento morale nell’ interesse supremo del popolo e della democrazia. In ciò che non vuole fare la politica, almeno ben venga la Magistratura, quella ancora sana e con la schiena dritta, a togliere tutte le mele marce perchè il cesto non vada in putrefazione perchè questo sarebbe, per un Paese che non merita tutto ciò, davvero la fine.


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