20 Sigarette

di Dario Delvecchio | 11 settembre 2010, 08:03 | Cultura e Società

Il 12 Novembre 2003 19 anime furono travolte da un attentato kamikaze volto a colpire il contingente italiano di stanza a Nassirya. Potevano essere 19 anime di qualsiasi nazionalità. Il Fato ha voluto che fossero italiani…Aureliano Amadei, unico sopravvissuto tra i civili, dopo aver dato sangue e inchiostro a quel tragico e traumatico ricordo, è riuscito a portarlo sul grande schermo (con l’aiuto del Ministero dei Beni Culturali, Rai Cinema e l’Istituto Luce), per condividere ancor più profondamente una ferita che non si rimarginerà mai.
Amadei si era recato in Iraq l’11 Novembre, in qualità di aiuto regista per girare un film che si sarebbe dovuto svolgere proprio in Iraq, sotto la direzione del regista Stefano Rolla.  Quel film non sarà mai girato, e Stefano Rolla non farà più ritorno a casa. Con grande maestria, il regista riesce a miscelare l’emozione per la partenza, l’ironia, la genuinità di un anarchico che lotta contro la guerra, con la sottocutanea sensazione di un timore mai esplicato davvero fino all’ingresso del camion bomba in quella caserma a Nassirya.
Particolarmente efficace l’impostazione del momento dell’attentato: grazie a una sequenza di inquadrature soggettive, lo spettatore ha la possibilità di vivere pienamente lo strazio, il terrore e l’angoscia che pervasero il regista/protagonista.
Inoltre il regista si premura di dare una vera umanità ai militari che perirono nell’attentato, che condivisero con lui quell’incubo, da cui purtroppo non riuscirono a svegliarsi. Amadei riesce a sdoppiare la vicenda, unendo nella stessa pellicola una commedia e un drammatico.  L’idea di dare a un pacchetto di sigarette il ruolo di filo conduttore della vicenda rasenta la genialità. La permanenza del protagonista/regista in Iraq durerà proprio “il tempo di finire un pacchetto”. Giusto il tempo di vivere una delle peggiori tragedie del nuovo millennio italiano.
Il film “20 Sigarette”, oltre a essere un omaggio ai caduti di una guerra inutile (abilmente spacciata all’Italia e al mondo come “missione di pace”), può essere considerato la testimonianza più viva di come la guerra in Iraq abbia distrutto un paese e di come sia riuscita a stroncare sogni e speranze di tutti quei militari che hanno perso la vita facendo il loro dovere. Un’esperienza che nessuno dovrebbe mai vivere. Un film che tutti dovrebbero vedere…