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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; Vita di partito</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>I ragazzi di oggi, la classe dirigente di domani</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 12:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/eventi/i-ragazzi-di-oggi-la-classe-dirigente-di-domani-913091.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div id="attachment_3092" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2012/02/Snow-Camp-003.jpg"><img class="size-medium wp-image-3092 " title="Snow Camp 003" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2012/02/Snow-Camp-003-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">On. Donadi - Sen. Belisario</p></div>
<p>Si sente spesso dire che la politica non si occupa a sufficienza dei giovani e che i giovani non si occupano più di politica. E’ vero? In parte sì, ma generalizzare è come sempre un grosso errore.<span id="more-3091"></span> Sicuramente c’è stato, negli ultimi anni, un corto circuito comunicativo che ha accresciuto la diffidenza dei giovani verso la politica. Le nuovi generazioni fanno grande fatica a riconoscersi nei partiti e nel loro linguaggio, ma è anche vero che sono sempre più decise a far sentire la loro voce.</p>
<p>Le manifestazioni contro la riforma Gelmini, un anno e mezzo fa, e il movimento degli indignati, più di recente, sono state un segnale importante di ‘risveglio’, una dimostrazione chiara che i ragazzi vogliono tornare ad essere attori protagonisti e non si accontentano più di essere solo spettatori.</p>
<p>C’è una nuova voglia di partecipazione e noi dell’IdV ne abbiamo avuto conferma diretta nella tre giorni formativa che abbiamo organizzato per i giovani del partito a Molveno, in questo fine settimana. Sono arrivati in tanti, anche dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Basilicata, sfidando lo sciopero dei treni e degli aerei, facendosi ore e ore di viaggio.</p>
<p>Sono arrivati da tutta Italia con entusiasmo, determinazione,  idee, spirito critico. Non si sono limitati ad ascoltare, hanno fatto osservazioni puntuali e mosso rilievi, hanno fornito interessantissimi spunti di riflessione, hanno incalzato con ottime domande  tanto noi parlamentari quanto i professori universitari che sono intervenuti.</p>
<p>Insomma, a Molveno ho visto tanti ragazzi pronti a mettersi in gioco, a impegnarsi per cambiare le cose in meglio, anche dentro al partito, a dare il loro contributo per costruire un’Italia migliore attraverso una politica migliore.</p>
<p>Si tratta di dare loro le possibilità e lo spazio che reclamano. I partiti hanno il dovere, l’obbligo, di occuparsi di loro, di ascoltare la loro voce. L’Italia dei Valori lo fa già e si impegnerà a farlo sempre di più e sempre meglio. Molveno è stato un esperimento riuscito, un’esperienza da ripetere,  anzi, da moltiplicare. Dobbiamo assolutamente investire sui giovani, dobbiamo aiutare i ragazzi di oggi a diventare la classe dirigente di domani</p>
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		<title>Verso i congressi regionali: il coraggio di essere liberi</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 06:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/vita-di-partito/verso-i-congressi-regionali-il-coraggio-di-essere-liberi-912269.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/10/Vota-Antonio-La-Trippa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2270" title="Vota Antonio La Trippa" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/10/Vota-Antonio-La-Trippa.jpg" alt="" width="176" height="133" /></a>Dopo i recenti Congressi Provinciali dell’Italia dei Valori, ci accingiamo ad affrontare l’altro importante appuntamento del nostro partito: i Congressi Regionali. Qualcuno dirà che la macchina delle “tessere” si è messa in moto e noi dobbiamo dimostrare di essere un partito diverso altrimenti, come facciamo a spiegare alla gente che noi dell’Italia dei Valori, con un certo tipo di politica e  politicanti non abbiamo nulla a che fare?<span id="more-2269"></span><br />
Nell’elezione dei nuovi Coordinamenti Regionali IDV noi dobbiamo affermare un partito composto da donne e uomini che sentono il dovere di far parte di un partito pulito, che si ispira al vero codice etico approvato dal partito, che si occupi del territorio e dei problemi delle persone dimenticate da questo Governo siano essi operai (in cig, mobilità ecc.),  sia giovani con un futuro sempre più incerto (precari e disoccupati) , sia donne, mogli e madri (politiche per la famiglia), ai più piccoli (provvedimenti per asili, mense, nidi d’infanzia), agli anziani (welfare locale e sociale).<br />
Noi dell’Italia dei Valori dobbiamo definirci &#8220;diversamente pensanti&#8221; nel modo di fare politica oggi: sostenere e condividere un certo modo di fare politica che debba coinvolgere i cittadini per bene e le persone oneste che hanno una concezione più &#8220;alta&#8221; dell&#8217;impegno politico, inteso come servizio; affermare i valori di legalità, coerenza e ad essere determinati nel richiedere e nel ricercare qualità, efficienza e non opportunismo e clientele; fare nostro il motto dello scrittore fiorentino Berto Ricci: &#8220;La disciplina vera e bella, è non rinunziare mai alle idee, ma saper rinunziare sempre al tornaconto personale&#8221; (la “cricca”, la “casta” e gli “amici del quartierino” direbbero che Ricci &#8220;si è fatto una canna&#8221;).<br />
Il sistema elettorale attuale italiano porta con se la volontà politica di “non fare politica” attribuendone il potere al Consiglio dei Ministri, ai Decreti Legge o ai voti di fiducia. Nel frattempo, i parlamentari ed i senatori, nominati ma non eletti, hanno il loro bel da fare, vista “l’inutilità” del Parlamento, a combinare affari personali con chicchessia.<br />
Noi, insieme al nostro leader Antonio Di Pietro, vogliamo proprio combattere questo sistema affaristico di gestire la cosa pubblica, le poltrone, gli incarichi, le consulenze, i baronati, le raccomandazioni politiche nella P.A., perché danneggiano il tessuto sociale sano della vita civile.<br />
Giova ripetere quanto emerso al convegno IDV su “Legalità e trasparenza amministrativa” svoltosi a Milano il 1/10/2009 dove è stato affermato, e ribadito dal nostro Presidente Di Pietro, che: “Molte amministrazioni pubbliche, divise per territori, funzioni o carriere, spesso diventano feudo di poteri politici locali che nulla hanno di democratico. L’Italia dei Valori è contraria al neofeudalesimo perché se la res publica, in quanto tale, è di tutti, non può essere piegata agli interessi di pochi o, peggio, di uno solo”.<br />
Mai come in questo momento la parola “libertà” sta diventando, non solo una parola che racchiude un fondamentale diritto garantito dalla Costituzione, ma anche la parola magica che racchiude il diritto di una persona a partecipare ai tanti fatti della vita quotidiana come anche nell’associazionismo politico: esprimere le proprie idee e le proprie opinioni, anche in dissenso dall’interlocutore, è una delle più grandi conquiste civili e democratiche.<br />
Nel mese di ottobre saremo dunque chiamati a partecipare ad un altro grande momento democratico nella vita di un partito: I CONGRESSI REGIONALI che devono avviare un reale processo di partecipazione dal basso ed eleggere dei dirigenti che dovranno anche occuparsi di formare una nuova generazione di attivisti, educandoli al dibattito democratico e ad una concezione più “alta” dell’impegno politico come servizio.<br />
Come dice il nostro leader Antonio di Pietro, ci saranno momenti di confronto, anche accesi, ma i congressi dovranno servire per dare spazio a tutti e soprattutto per incentivare ognuno a mettersi in gioco, a dare un proprio contributo”. Noi dell&#8217;Italia dei Valori dobbiamo dimostrare di essere un partito con una marcia in più, capire che il confronto interno è una ricchezza, che abbiamo rispetto delle diversità e delle idee altrui. Se partecipiamo e ci confrontiamo potranno esserci momenti di grande arricchimento democratico e, la miglior risposta ai cittadini, la si dà con la partecipazione alla quale siamo tutti chiamati. Non è più possibile delegare; se siamo persone per bene, se siamo persone oneste, il PARTITO DEI VALORI può essere oggi il nostro punto di incontro per costruire un partito diverso, aperto, con regole chiare, trasparente per dare un&#8217;alternativa a chi verrà domani.<br />
Anche il nostro leader Antonio di Pietro, sulla lettera che accompagnava la tessera per il 2010, ci ha invitato ad appoggiare un progetto politico finalizzato a ristabilire un’equa giustizia sociale, ad affermare i valori di legalità, coerenza e ad essere determinati nel richiedere e nel ricercare qualità, efficienza e non opportunismo e clientele.<br />
Nella stessa lettera ci impone di raggiungere l’obiettivo con il coinvolgimento di tutte le persone perbene e oneste perché solo così “riusciremo a difendere la democrazia”. Non a caso sul frontespizio della tessera Card personale, a lettere cubitali, ha fatto incidere: “IL CORAGGIO DI ESSERE LIBERO”.</p>
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		<title>Chianciano dei Valori</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 14:27:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/vita-di-partito/chianciano-dei-valori-912314.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/10/scuola_valori_banner.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2315" title="scuola_valori_banner" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/10/scuola_valori_banner.jpg" alt="" width="172" height="124" /></a>Il 10 ottobre, a Chianciano Terme, si è conclusa la prima Scuola di Formazione Politica ideata dal professor Nicola Tranfaglia, alla quale hanno preso parte duecento ragazzi provenienti da tutta Italia.<br />
“In quattro giorni i giovani Idv Italia hanno avuto la possibilità di ricevere un&#8217;infarinatura storica sulla nostra Repubblica, accompagnata da uno sguardo approfondito sulle questioni cruciali che riguardano il nostro paese: dalla Costituzione all&#8217;economia, dai trasporti al mondo del lavoro, dal federalismo all&#8217;ambiente.”<span id="more-2314"></span><br />
Le personalità più rappresentative del partito hanno indossato i panni dei docenti, cercando di trasmettere nel miglior modo possibile la loro conoscenza negli ambiti di loro competenza. Leoluca Orlando e Antonio Di Pietro hanno spiegato l&#8217;importanza del corso, Nicola Tranfaglia ha dato i mezzi storici per analizzare più sapientemente la situazione politica attuale, Gianfranco Mascia ha spiegato quanto sia fondamentale la comunicazione, l&#8217;informazione e la loro evoluzione all&#8217;interno di questo XXI secolo, Alfredo Gigliobianco ha tracciato la storia economica del nostro paese, Maurizio Zipponi ha rimarcato l&#8217;importanza di ridare una dimensione normale al mondo del lavoro, Sandro Trento ha spiegato come potrebbe evolversi l&#8217;economia italiana, Antonio Borghesi ha illustrato l&#8217;attività parlamentare in ambito economico, Massimo Donadi ha descritto dettagliatamente la situazione attuale del crepuscolo berlusconiano, Dringa Milito Pagliara ha spiegato la necessità di rivedere e trasformare la politica dei trasporti, il giornalista Marco Esposito ha parlato del federalismo leghista e delle sue contraddizioni, Felice Belisario ha ricordato i punti cardine della Costituzione, le sue diverse anime e il suo inesauribile valore, Pancho Pardi ha trattato il tema del populismo nel corso della storia e l&#8217;anomalia del populismo berlusconiano e Paolo Brutti ha parlato dell&#8217;importanza di una politica ambientale fondata sulla green economy.<br />
L&#8217;obiettivo dell&#8217;appuntamento di Chianciano Terme era dipingere un quadro completo della situazione italiana, fornendo ai ragazzi gli strumenti necessari per capirlo meglio e per dare una base portante all&#8217;ardore politico che ci anima contro la deriva sempre più autoritaria di quella che ormai, a tutti gli effetti, ha il sapore e l&#8217;odore di una “democratura”.<br />
Questi duecento ragazzi, tra i 18 e i 35 anni, hanno inoltre avuto la possibilità di entrare in contatto con realtà diverse, di confrontarsi, di stringere nuove amicizie e di conoscere meglio l&#8217;essenza del partito, che ha sfumature diverse da regione a regione, ma che confluisce in un unico comun denominatore: l&#8217;amore per il nostro paese e la volontà di cambiarlo in meglio per il bene di tutti, chiudendo definitivamente l&#8217;atroce ventennio berlusconiano in cui solidarietà, bene comune e Costituzione sono state calpestate e bistrattate da parte di colui che si considera il padrone (illegittimo) d&#8217;Italia.<br />
Questa straordinaria esperienza ha dato la possibilità all&#8217;Italia deiValori di guardare in faccia una fetta dei suoi ragazzi per poter comprendere la portata dell&#8217;entusiasmo partigiano che ci anima, che dovrà essere coltivato con cura e stimolato di continuo. Il partito ha bisogno di questa linfa. E questa linfa, giovane e conscia della propria forza, muore dalla voglia di essere utile al partito, ma soprattutto al paese.</p>
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		<title>Summer School dell&#8217;Italia dei Valori</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 06:30:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/vita-di-partito/summer-school-dellitalia-dei-valori-912147.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/09/orlando-bugnano-tranfaglia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2148" title="orlando-bugnano-tranfaglia" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/09/orlando-bugnano-tranfaglia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dal 10 al 12 settembre Avigliana (Torino) ha ospitato la Summer School dell&#8217;italia dei Valori. L’evento, organizzato dalla senatrice Patrizia Bugnano è stato finanziato dall&#8217; European Liberal Democrats (Eldr) la formazione politica alla quale aderisce al Parlamento Europeo l&#8217;Idv. La scuola di formazione politica ha visto la partecipazione di oltre sessanta studenti, in gran parte giovani appassionati di politica o amministratori politici del partito. L&#8217;iniziativa è stata aperta dall&#8217;intervento della senatrice Patrizia Bugnano che ha poi lasciato la parola agli importanti relatori che per tre giorni si sono succeduti in cattedra. <span id="more-2147"></span>Il primo è stato l&#8217;On. Leoluca Orlando, parlamentare e portavoce dell&#8217;Idv nonché vice presidente del gruppo Eldr. Orlando ha proseguito le lezioni sul rapporto fra politica locale e globale, sulla memoria storica e sulla “cultura dell&#8217;appartenenza”. Il professor Nicola Tranfaglia, responsabile del Dipartimento Cultura dell&#8217;Idv e docente emerito di Storia dell&#8217;Europa e Giornalismo ha proposto &#8220;Crisi della Repubblica e ascesa del capo carismatico :ragioni ed esito&#8221;. Un lungo e interessante intervento sui 17 anni di berlusconismo, definito” leader del populismo autoritario”. Il primo giorno è terminato con l’intervento di Massimo Bernacconi, funzionario dell’Agenzia di controllo aereo europea Eurocontrol che ha discusso sull’opportunità di lavorare all’estero per capire meglio la nostra realtà . Il secondo giorno si è aperto con la lezione di Antonino Colajanni, ordinario di Antropologia Sociale alla Sapienza di Roma. Il lungo intervento del professore ha portato gli studenti a conoscere l’importanza della comunicazione e della comparazione politica, del simbolismo e sull’importanza di indignarsi come valore civile. Raniero Regni, professore di Pedagogia Sociale alla Lumsa di Roma e Gubbio ha esordito ricordando l’importante valore della politica come contrario dell’avarizia e proseguendo  sulla politica come professione e sull’individualismo comparando il sistema americano con quello italiano. La professoressa Fiorenza Taricone, associata di Storia delle dottrine politiche è intervenuta per discutere di pensiero politico e questione femminile e per porre l’accento, con un lungo excursus sulla storia della donna in politica; da Aristotele, dove era negata ogni sua partecipazione in quanto non considerata una “greca pura” al pari di un barbaro o di uno schiavo, al movimento inglese del suffragismo per arrivare  alla Costituente e alla” politica  delle veline” dei giorni nostri. Al professor Michele Di Nunzio la lezione è poi spettata la lezione conclusiva sulla funzione terapeutica della politica grazie alla sua grande esperienza di psichiatra e docente. Il cambiamento della campagna elettorale si è evoluto negli anni. Dalla piazza si è giunti sino alla rete e a Facebook. Questo l’argomento, dibattuto con gli studenti dal professore Albero Abruzzese, sociologo e docente della Iulm che ha poi lasciato la parola alla struggente ed emozionante testimonianza di Pino Masciari. Imprenditore calabrese, Masciari ha dovuto abbandonare la sua terra e vivere in esilio dopo aver denunciato diversi esponenti dell’ndrangheta che chiedevano il pizzo per i lavori pubblici vinti dalla sua azienda; uomini spesso collusi con le istituzioni pubbliche come hanno testimoniato diverse inchieste e processi che hanno toccato da vicino giudici e apparati dello Stato. Da allora Masciari ha ricevuto la solidarietà di migliaia di italiani, diventando cittadino onorario di decine di città ma vivendo sotto scorta con la moglie e la sua famiglia. Esiliato per aver denunciato il malaffare Masciari gira l’italia per raccontare la sua storia di ex imprenditore  e testimone di giustizia.</p>
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		<title>Antonio Di Pietro a Torino per promuovere l’iniziativa referendaria dell’Italia dei Valori</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 06:34:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Presidente Antonio Di Pietro a Torino per promuovere l’iniziativa referendaria dell’Italia dei Valori. Lunedì mattina Di Pietro si è recato in piazza Castello, nel centro storico cittadino, dove ad attenderlo c’erano militanti, politici locali del movimento e decine di giornalisti. Con loro si è soffermato su temi del giorno ricordando come questo governo sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/piemonte/antonio-di-pietro-a-torino-per-promuovere-iniziativa-referendaria-dell-italia-dei-valori-911875.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/05/IMGP4368.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1876" title="Antonio Di Pietro " src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/05/IMGP4368-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Presidente Antonio Di Pietro a Torino per promuovere l’iniziativa referendaria dell’Italia dei Valori. Lunedì mattina Di Pietro si è recato in piazza Castello, nel centro storico cittadino, dove ad attenderlo c’erano militanti, politici locali del movimento e decine di giornalisti. Con loro si è soffermato su temi del giorno ricordando come questo governo sia giunto ormai al capolinea e che sia inutile  e quanto mai significativo solo di un attaccamento alla poltrona la proposta di Casini di dare vita ad un “governo di salute pubblica” per poter guidare il paese in questa fase. <span id="more-1875"></span>L’Italia dei Valori è pronta piuttosto a nuove elezioni, ha ricordato il presidente, per poter mandare a casa questo Governo che ha occupato il paese legiferando a colpi di decreti solo iniziative a loro dedicate dimenticando sociale,  lavoro e l’economia. La visita di Di Pietro è proseguita soffermandosi fra le tante persone che si sono recate a firmare per i referendum e incontrando un gruppo di ex dipendenti del gruppo Agile-Eutelia che stava manifestando davanti al vicino palazzo della Giunta Regionale.  L’incontro torinese è solo uno dei tanti che dal  1 maggio  ha visto il presidente recarsi in moltissime città italiane. Sono infatti stati organizzati oltre 1000  gazebo dell’IdV presenti in tutta Italia dove poter firmare i quesiti contro il ritorno al nucleare, in difesa dell’acqua pubblica e per fermare il legittimo impedimento. &lt;Tre referendum per il futuro di tutti&gt;.E’ quanto annuncia  Antonio Di Pietro&lt;Una scommessa difficile ma sappiamo bene che, grazie all’impegno dei cittadini, sarà possibile vincerla.‘Saremo al fianco dei cittadini in ogni regione, in ogni provincia e in ogni città per spiegare loro le ragioni che ci hanno spinto ad iniziare questa nuova battaglia. Una battaglia in difesa della libertà, della democrazia e volta a restituire la parola e la dignità agli italiani. Grazie alla loro firma, infatti, sarà possibile bloccare tre normative altamente antidemocratiche. Infatti, se non fermeremo la legge sul legittimo impedimento non saremo più tutti uguali davanti alla legge perchè ai magistrati, di fatto, verrà impedito di processare il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed i ministri. Se non difenderemo l’acqua pubblica ci allontaneremo dai bisogni dei cittadini e sarà svenduto un bene prezioso alle multinazionali. Se non bloccheremo l’avanzata del nucleare saranno spesi soldi inutili e saranno messe a rischio la salute della popolazione e del nostro territorio&gt;.  Imponente anche la campagna su internet per questa iniziativa oltre ai siti istituzionali del movimento è on line il sito: <a href="http://www.3referendum.it/">www.3referendum.it</a>, dove trovare informazioni, materiale e locandine da scaricare, comunicati e l’elenco completo giorno per giorno dei gazebo dove poter firmare.</p>
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		<title>Il Presidente Antonio Di Pietro in Piemonte per la campagna elettorale</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 20:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/vita-di-partito/il-presidente-antonio-di-pietro-in-piemonte-per-la-campagna-elettorale-911719.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/03/dipietro-venaria.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1720" title="antonio di pietro_venaria" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/03/dipietro-venaria-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il suo lungo tour l’ha visto partecipare domenica a diversi incontri nelle provincie. A Venaria Reale, centinaia di persone hanno preso parte alla manifestazione organizzata nel centro storico dove è stato presentato il candidato sindaco Giuseppe Catania. Rappresentante locale dell’Idv, Catania è stato scelto dai cittadini della Reale, attraverso le primarie e guiderà la coalizione di centro sinistra. Durante l’incontro l’onorevole Di Pietro ha commentato la manifestazione romana del giorno prima ricordando l’impegno dell’Italia dei Valori nel costruire un’alternativa al modello delle destre, un modello che ha portato ad una gestione del  Paese e di fare politica che non è al servizio della cittadinanza ma bensì di interessi privati. <span id="more-1719"></span>Per ribadirlo ha ricordato le 37 leggi “ad personam“  sino ad ora create ad uso e consumo del presidente del consiglio, il continuo ricorrere a decreti, il controllo dell’informazione e il persistente esser sordi alle vere necessità del Paese. Di Pietro ha inoltre ricordato l’importanza ricoperta dalla grande manifestazione di sabato che ha visto riuniti tutti i protagonisti del centro sinistra e durante la quale ha sostenuto come sia necessario trovare la forza e l&#8217;umiltà di accettare un impegno comune con le altre forze politiche anche se qualche volta questo non ci convince. Perché solo insieme si può mandare a casa il nemico della democrazia che ha dimostrato sino ad ora di essere insensibile ai grandi temi del lavoro, dell&#8217;occupazione, della scuola pubblica, della sanità pubblica e della difesa del territorio. Dopo Venaria il presidente  è partito alla volta di Moncalieri dove l’incontro è stato incentrato soprattutto sul mondo del lavoro grazie alla presenza di numerosi rappresentanti delle aziende in crisi della zona. Nel pomeriggio è stata la volta di Asti sempre con incontri con i lavoratori e infine a Verbania.</p>
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		<title>Chiamata alle armi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 21:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/vita-di-partito/chiamata-alle-armi-911715.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/05/antonio-di-pietro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-463" title="Antonio Di Pietro" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/05/antonio-di-pietro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Carissimi,<br />
è tempo di reagire. L&#8217;Italia, dal 5 marzo 2010, non è più una democrazia parlamentare.  Il Governo Berlusconi ha cambiato la legge elettorale con un decreto legge per favorire il Pdl, il proprio partito, alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010. Il Pdl è stato escluso per gravi irregolarità nel collegio elettorale di Roma, dove non aveva depositato le firme nei tempi fissati dalla legge. Il 5 marzo 2010 il Consiglio dei Ministri, presieduto dal Premier Silvio Berlusconi, ha emanato un decreto con cui ha cambiato la legge elettorale e violato la Costituzione, sostituendosi agli organi competenti giudiziari, proprio per ammettere il Pdl alle elezioni. <span id="more-1715"></span>Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto e, secondo alcune fonti, questo sarebbe avvenuto sotto forti pressioni di Berlusconi il quale avrebbe minacciato di ricorrere alla piazza. Ma il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato l’esclusione della lista Pdl per le gravi irregolarità nella presentazione della documentazione e perché la Regione Lazio ha proprie disposizioni in tema elettorale, pertanto la legge nazionale non ha competenze in materia.<br />
Nessun governo in nessuna democrazia può cambiare le regole elettorali durante il periodo elettorale. Nessun governo in nessuna democrazia può “interpretare” le leggi al posto della magistratura. Invece, questo è ciò che è avvenuto in Italia.<br />
Un Paese nel quale i media televisivi pubblici e privati sono sotto il totale controllo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E’ tempo di chiamata alle armi. Pertanto, invito tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione di sabato 13 marzo a Roma, alle ore 14,00, in piazza del Popolo.<br />
Su tutto il territorio abbiamo predisposto dei pullman e altri mezzi di trasporto per raggiungere Roma. In caso di necessità o per ulteriori informazioni logistiche, prego rivolgervi alla sede Nazionale dell’Italia dei Valori:  06/95948119  -  06/95948120.</p>
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		<title>La politica ambientale dell’Italia dei Valori: nuove energie in campo</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 23:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/vita-di-partito/la-politica-ambientale-dell%e2%80%99italia-dei-valori-nuove-energie-in-campo-911681.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/02/convegno-ambiente.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1682" title="Convegno Ambiente Torino" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/02/convegno-ambiente-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La politica ambientale dell’Italia dei Valori: nuove energie in campo. E’ stato questo il filo conduttore della serata torinese organizzata dall’Italia dei Valori per discutere insieme ai cittadini di ambiente, innovazione ed ecologia ma soprattutto di cosa la Regione Piemonte ha prodotto e legiferato in materia e di come il partito sta rispondendo a livello nazionale alle scelte scellerate in materia di ambiente da parte del governo Berlusconi. Per questo fra i relatori Paolo Brutti, responsabile nazionale del dipartimento per l’ambiente, il territorio e le infrastrutture. <span id="more-1681"></span>Fra i molteplici temi trattati dall’importante esponente dell’Idv è stato sottolineato come la ricerca scientifica e lo sviluppo delle nuove tecnologie possono e devono diventare la spinta per una nuova “rivoluzione industriale” capace di fare accrescere l’economia senza danneggiare il sistema ambientale che non essendo infinito ha grosse capacità di reazione negative. Basti pensare all’inquinamento dei mari, alla desertificazione ma anche al crescente bisogno di acqua e di petrolio. Durante la serata sono stati toccati temi di stretta attualità come la scelta di ricominciare con l’energia nucleare, scelta che il governo ha imposto alla regioni e che attualmente  ha momentaneamente occultato in attesa della conclusione della fase elettorale. Ha riscosso il consenso dei presenti anche il tema dell’acqua pubblica e l’emergenza rifiuti. Importante l’intervento di Mariacristina Spinosa, consigliere regionale dell’Italia dei Valori che ha presentato nella sua relazione le attività portare avanti dalla Regione in materia ambientale. Decisivi i passi nel campo del riciclo con lo sviluppo dei detersivi, del latte e dei prodotti “alla spina”che hanno ridotto il numero di imballaggi, la gestione e la bonifica dei siti con presenza di amianto cosi come lo sviluppo delle politiche forestali e della promozione dei prodotti agricoli.</p>
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		<title>Nasce l’Alternativa</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 19:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/vita-di-partito/nasce-l%e2%80%99alternativa-911613.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/02/001.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1583" title="Congresso Italia dei Valori 2010" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/02/001-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 5 e 6 febbraio, all’Hotel Marriott di Roma si sono riuniti 3700 delegati provenienti da tutt’Italia, per prendere parte al Congresso Nazionale dell’Italia dei Valori, allo scopo di dare un volto ancor più definito a questo partito.<br />
Ciò che è emerso dal congresso è stata innanzitutto la linea programmatica e politica che adotterà il partito nei mesi che seguiranno, linea molto ben inquadrata e riassunta da Guy Verhofstadt, leader ALDE, i liberaldemocratici europei, di cui l’Idv fa parte: una politica per i cittadini e dei cittadini, che ristabilisca libertà e legalità, che affronti i problemi reali e li risolva senza la necessità di trasformare la risoluzione in uno spot elettorale anziché in un dovere governativo, consuetudine imperante in questi anni di bieco berlusconismo.<span id="more-1613"></span><br />
Per quanto riguarda l’organizzazione interna, sono state stabilite le regole tanto agognate dai militanti, che avevano manifestato qualche piccolo dissapore nei confronti di chi era stato eletto anche grazie al partito, ma senza tesserarsi.<br />
Di Pietro, formalmente eletto Presidente, è riuscito a trovare un punto d’incontro tra le mozioni presentate, plasmando la nuova regola dell’Idv sulla falsa riga benedettina: “tesserati e candidati”, ossia, le braccia del partito saranno sempre più aperte nei confronti dei suggerimenti dati dalla società civile, il partito sarà pronto a sostenere le battaglie della società civile, combattendole con forza, ma per coloro che vorranno candidarsi sotto la bandiera dell’Idv, sarà necessario il tesseramento, per non creare dissapori tra le fila e per non sminuire fede e dedizione della militanza tesserata.<br />
L’esempio emblematico per inquadrare questo problema interno l’ha fornito l’onorevole Franco Barbato, eletto con l’Idv, ma sprovvisto di tessera. Candidatosi come Presidente del partito ha accertato con mano che la democrazia all’interno dell’Idv non è soltanto un concetto astratto e manipolato, ma un vero e proprio marchio di garanzia; tanto che ha ritirato solo all’ultimo minuto la sua candidatura come presidente, annunciando il suo tesseramento.<br />
Un happy ending che accontenta tutti.<br />
Aggiungendo il tesseramento, tra le condizioni necessarie dell’Idv, Di Pietro fa sua la poesia di Majakovskij, che recita: “non chiuderti partito delle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada”, cogliendo perfettamente la necessità irrinunciabile di un partito aperto.<br />
Dal punto di vista puramente politico l’alleanza è stata decisa: l’Idv affiancherà il Pd, perché come ha ricordato Di Pietro “i figli da soli non si possono fare”. Governi inclusi. Il primogenito di questa coppia sarà la costruzione di un’alternativa di governo.<br />
Il partito ormai è adulto e sente di poter svolgere un ruolo importante in un governo, con l’indispensabile collaborazione di altri partiti, perché è giusto ricordare che l’Italia dei Valori non ha né la forza né la presunzione di reggere il peso di un governo monocolore. Sono proprio la modestia e la chiarezza che distinguono l’onesto dal truffatore.<br />
Siamo di fronte alla svolta, che Di Pietro ha descritto così, chiudendo il Congresso: “Noi oggi passiamo dalla resistenza alla ricostruzione”.<br />
Applausi e standing ovation. E ora al lavoro…</p>
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		<title>“Ci vuole un fisico bestiale&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 22:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/vita-di-partito/%e2%80%9cci-vuole-un-fisico-bestiale-911606.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><strong> </strong></p>
<p>Giustizialisti! Questo è lo sprezzante appellativo che ho sentito indirizzare verso tutti noi, fin dalla mia adesione al progetto politico IdV. Mi domando se, in qualche modo, l’appellativo corrisponda all’immagine che noi diamo e se può riguardare anche la mia persona. Col tempo ho capito che, davvero, gli altri ci vedono così e non sono solo i mille e passa condannati nell’inchiesta <em>mani pulite</em> ed i loro familiari, non solo i mariuoli di professione o i colpiti dalla giustizia, i mercanti d’armi o chi non paga le tasse; tra questi ci sono anche persone qualsiasi, come me, come voi, persone oneste che chiedono giustizia ma non gli viene data ed altri che temono di esser giudicati per debolezze o bisogni.<span id="more-1606"></span></p>
<p>Talvolta la società anche attraverso le istituzioni democratiche (giustizialiste) condanna severamente  senza soffermarsi a comprendere le origini di atti delittuosi.  Non è una novità che, anche nel nostro paese, paga più duramente chi ruba al supermercato che chi corrompe o concute. Ricorrere a sentenza esemplare è ancora metodo per ammonire altri che volessero ripetere gesti delittuosi di disturbo della quiete pubblica. Ma chi sono le persone oneste che ci temono in questa veste di giustizialisti? A molti  della mia generazione che venivano indirizzati alla lettura del libro “Cuore “ di Edmondo De Amicis e di “Pinocchio” di Carlo Collodi, le aule dei tribunali, la divisa dei carabinieri, la toga dei magistrati (fatte apposta per intimorire), incutevano timore a priori. Per molti altri invece (lower &amp; middle class) è l’atavico sospetto e timore verso il potere dei potenti e la sua lunga mano, talvolta cieco e sordo quasi mai a difesa dei deboli e che una colpa o un’assoluzione se non c’è la trova sempre!</p>
<p>Non sono pochi coloro che legittimamente mal sopportano il “ sancoulottismo”, la fregola di giustizia senza gli opportuni distinguo, il tagliare le mani e le teste anche solo per regole che non sono scritte. E’ pericoloso chi si motiva solo sul giustizialismo e per giunta ad uso di rivincita, chi non distingue tra Legge e Giustizia perché proprio così, la Giustizia viene lesa perché innalzata a valore fuori dai limiti umani. Per questo c’è la religione ed il buon Dio.</p>
<p>Invero è che le leggi non sempre sono fatte a difesa dei più deboli e questi talvolta la subiscono non solo nel senso di condanna giurisprudenziale ma anche come (ingiustizia) derivante dalla disparità e differenze sociali. E’ dunque possibile affermare che ciascuno di noi, in differente misura e grado, anche inconsapevolmente è comunque reo di giudizi sommari cioè giustizialista.</p>
<p>Ho visto dare un “liscio e busso” ad Antonio di Pietro perché irrispettoso di un appuntamento con noi militanti, ho visto una reprimenda morale degna di un Kapo’ rivolta a chi non aveva voluto o potuto portare le bandiere di partito. Ho visto una reazione vergognosa verso chi, per sedersi, aveva il torto di aver rimosso un paletot dalla seggiola. Non parliamo poi di chi spesso condanna chi si esprime con termini accesi, sgrammaticati o non politicamente corretti o che non  rispetta l’etichetta (non l’etica).</p>
<p>Veste il ruolo di giustizialista anche chi, senza che mai prima abbia avuto il coraggio di esprimere alcun dissenso, punta il dito su compagni ed amici di partito, denunciando sui giornali della destra piduista notizie di nostre vicende interne. Ad esempio c’è chi si accorge solo ora che la cooptazione sia stata usata, a mio parere legittimamente ed opportunamente, dal Presidente per scegliersi i suoi collaboratori e se ne accorge soprattutto ora che questa scelta non gratifica la sua persona. Siamo tutti pronti a vedere la pagliuzza nell’occhio dell’altro, il difetto, la debolezza ma nessuno che abbia vissuto intimamente le vicende di questo partito può permettersi di scagliare pietre giustizialiste!</p>
<p>Attenzione però, anche questa attitudine va trattata con rispetto: è una debolezza o se volete una stranezza umana, difficile da eliminare senza una educazione psico-sociopolitica-emotiva che sappia usare le proprie esperienze (anche negative) per analizzare un orizzonte più ampio di problemi. Inoltre si sa che nonostante le tesi darwiniane la mamma degli idioti è sempre in cinta e la stupidità non lascia mai la natura umana. Spero però che, col tempo, sapremo liberarci di questo appellativo ma soprattutto di questa superficialità.</p>
<p>Quando pochi conoscevano l’IDV, ci sentivamo dire – Ah! Di Pietro -  Lui con megafono andava per strade e piazze di tutta Italia. Prima di incontrarci, inevitabilmente, aveva altri appuntamenti e persone che lo reclamavano e così si trascinava da un posto all’altro in eterno ritardo…, e noi lo sostenevamo correndogli dietro, soffrendo per i ritardi e le “<em>buche”</em> che ci dava: non era facile ma ci credevamo e ci abbiamo messo tutte le nostre energie, la nostra intelligenza senza escludere un po’ di soldi.</p>
<p>Soprattutto in occasione del primo referendum si viveva quasi giornalmente gomito a gomito con Lui avvertendo il momento di emergenza e tutti noi come su di un campo di battaglia eravamo sempre pronti a fare le cose più semplici ma anche le più faticose. Mi trovai, per la prima volta in assoluto, a caricare e scaricare pacchi, ad impiantare gazebo, distribuire volantini, raccogliere firme, sventolare bandiere, spiegare alla gente le mie, le nostre ragioni e a rincorrere Antonio per chiarirgli, con le mie ansie di giustizialista, che nel partito, ora qui ora là, vedevo infranto il valore della democrazia ma non mi fu possibile dirglielo, così, mentre  sotto la Sala delle Bandiere a Roma, lui saliva in macchina per correre chissà dove, gli diedi un bigliettino con le mie ragioni che finì per perdersi nelle sue tasche. Altri avevano cercato di richiamarlo a questo imperativo e a questa sete di principi e di partecipazione democratica ma gli avvenimenti ed il momento non erano adatti per i distinguo e gli azzeccagarbugli ma solo per gente schierata, gente d’armi che sapesse mettere la faccia ed il cuore dove altri si ritiravano. Noi già all’epoca gli rimproveravamo il suo nome sul logo di partito ma sarebbe stato veramente ingenuo mandarlo senza le stesse armi di cui gli altri si dotavano. Chi aveva avuto precedenti esperienze politiche, entrava con le sue <em>truppe cammellate</em> senza bussare e pretendeva di aver ritorni immediati per sé ed i suoi pari. Ho visto: capi popolo egocentrici ed egoisti, sindacalisti falliti con poveri argomenti di diritti e di democrazia tentare il salto nella politica, giovani boriosi ed impazienti sbattere la porta perché volevano tutto e subito, estremisti forse piduisti, facendo il contrario di ciò che Di Pietro voleva, tendere verso un futuro di destra del partito, bambole gonfiate senza alcun senso della realtà immerse nei loro personalistici sogni, snob e cultural-chic ostentare ricchezze e rosse <em>Ferrari </em>durante le manifestazioni. Tutti pronti a reclamare rigore e democrazia nel partito mentre pretendevano qualcosa per sé, soprattutto incarichi remunerati.</p>
<p>Talvolta qualcuno veniva cooptato per qualche incarico ad hoc, sì proprio come durante la rivoluzione francese! Resistere, resistere, resistere, il motto del procuratore di Milano Borrelli, era il nostro motto. Così facemmo per anni, resistemmo affinché sopraggiungessero i nostri per darci aiuto e rinforzo.</p>
<p>Ora accade che il partito c’è e può permettersi di proporsi come primo partito di opposizione ed alternativa di governo; così c’è chi trova agevole ottenere cariche (a pagamento s’intende) e soprattutto istituzionali ma sbraita e vuole democrazia interna mentre intorno infuria ancora la bagarre.</p>
<p>Non conosco l’on Barbato né la sua storia personale ed il cammino che lo ha condotto fino all’IDV mi chiedo solo se abbia il senso della realtà. Chi non desidererebbe ottenere ciò che Barbato si augura? Sosterrei anch’io la sua mozione  se non temessi che egli possa ripetere errori già commessi in precedenza e che già s’intravedono: il suo esagitato eccesso di protagonismo lo ha portato a cavalcare la sua mozione solo per un intento pubblicitario, un personal cult. Attenzione a credere che la democrazia sia soltanto un mucchietto di regole da far valere verso tutto e tutti in ogni atto e momento della vita a forza di scudiscialismo o bastonate. Tutte le cose che Di Pietro ha fatto, anche quelle sbagliate avevano una giustificazione: erano vere, senza secondi fini e fatte sull’emergenza e sulla voglia di costruire. Che senso ha preoccuparsi così enfaticamente di democrazia interna se non si lotta con la stessa vigoria contro la dittatura dell’informazione e lo sfascio delle istituzioni e dei rapporti sociali ed interpersonali che attraversa il nostro paese? E poi, che senso ha privarsi del nome “Di Pietro” come arma di persuasione del voto di opinione? In un paese immerso nel completo sfascio dell’ambiente e del territorio ed i degrado sociale che necessita di una rivoluzioneculturale, voi vi attardate a curare la pulizia e l’igiene di casa! Si sta  indicando la luna, voi guardate il dito! Un grande partito non può accettare il giustizialismo ed oggi meno che mai quello nei confronti di Di Pietro e delle persone che per prime hanno sentito in Italia il bisogno di uscire fuori dalla logica dei partiti convenzionali e soprattutto dal dualismo partitico. In barba a Barbato dico che Di Pietro non è sostituibile da nessuno: molti hanno più capacità dialettica, più titoli di studio, più esperienza politica, più calma e temperanza, ma nessuno ha il suo “fisico bestiale”, il suo carisma di uomo comune, di servitore dello stato, di selfmade man che lo ha portato dall’Italia contadina e più arretrata fino a divenire un simbolo della storia d’Italia. In questa autorevole assemblea dunque appoggio la mozione del Presidente con il mio modesto voto di delegato proponendone la nomina a Presidente per acclamazione!</p>
<p>Voglio dire grazie agli anziani, quelli della generazione del ‘20; i giovani della generazione di mio padre che vennero mandati in guerra senza sapere perché e per chi. Voglio dire grazie a quelli che, dopo che fu distrutta l’Italia dei re, delle regine e dei nani che governarono l’Italia monarchica durante il fascismo, andarono a lavorare all’estero. Voglio dire grazie a tutti coloro che nell’Italia Repubblicana hanno difeso i valori di libertà e di democrazia. Voglio dire grazie anche all’onorevole Di Pietro per quello che ha fatto e sta ancora facendo da oltre un decennio per il nostro Paese, c’è chi fa scelte diverse, più comode. Voglio dire grazie anche a tutti voi che mi date ancora la speranza che insieme potremo cambiare in meglio il nostro Paese. Grazie!</p>
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