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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; puglia</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>Interrogazione del Presidente Idv, Antonio Di Pietro, su elettrodotto del Comune di Corato</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 11:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interrogazioni Parlamentari]]></category>
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		<description><![CDATA[DI PIETRO- Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, al Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare. &#8211; Per sapere &#8211; premesso che: nel comune di Corato (Bari), le vie Prenestina e Massarenti, in un quartiere denominato anche «zona 167», sono sovrastate da un elettrodotto della potenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/puglia/interrogazione-del-presidente-idv-antonio-di-pietro-su-elettrodotto-del-comune-di-corato-912762.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/07/DI-PIETRO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2763" title="DI PIETRO" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/07/DI-PIETRO-245x300.jpg" alt="" width="245" height="300" /></a>DI PIETRO- Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, al Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare. &#8211; Per sapere &#8211; premesso che:</p>
<p>nel comune di Corato (Bari), le vie Prenestina e Massarenti, in un quartiere denominato anche «zona 167», sono sovrastate da un elettrodotto della potenza di 150.000 Volt di proprietà della TERNA S.p.A;<span id="more-2762"></span></p>
<p>il Comune di Corato aveva presentato alla regione Puglia una proposta di interramento dell&#8217;elettrodotto finalizzato ad un riconoscimento finanziario attraverso l&#8217;inserimento del progetto nel programma P.I.R.P. (Piano di integrato di riqualificazione delle periferie);</p>
<p>nel corso del 2008 venne siglato un accordo tra il comune di Corato (Bari) e TERNA S.p.A. che prevedeva lo spostamento e l&#8217;interramento dell&#8217;elettrodotto al fine di preservare la salute dei cittadini e la salubrità dell&#8217;ambiente;</p>
<p>TERNA S.p.A. ha deciso, a seguito di ulteriore accordo con l&#8217;amministrazione comunale, di delocalizzare l&#8217;elettrodotto in una zona così detta «di rispetto» nella quale sono però presenti altre abitazioni e aziende;</p>
<p>lo spostamento del menzionato elettrodotto in un&#8217;altra zona, comunque abitata, non risolverà certamente i problemi legati al rischio per la salute dei cittadini, per la salubrità dell&#8217;ambiente oltre che quelli relativi all&#8217;impatto urbanistico ed estetico;</p>
<p>nelle zone interessate è sorto spontaneamente un comitato di cittadini, denominato «comitato elettrodotto», che ha presentato all&#8217;amministrazione comunale, in data 16 giugno 2011, una richiesta di interramento dell&#8217;elettrodotto di via Massarenti e via Prenestina, sottoscritta da ben 4.076 cittadini -: se i Ministri interrogati siano al corrente dei fatti indicati in premessa, ed in particolare che l&#8217;elettrodotto da 150.000 Volt Bari Ind. 2 &#8211; Corato di TERNA S.p.A. sarà semplicemente trasferito da una zona abitata ad un&#8217;altra dove sono ugualmente presenti abitazioni e aziende; se intendano intervenire, per quanto di competenza, ed eventualmente con quali modalità, per far sì che il menzionato elettrodotto venga definitivamente interrato preservando così, allo stesso tempo, la salute dei cittadini e la salubrità dell&#8217;ambiente. (4-12578)</p>
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		<title>Referendum: grazie Massafra</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 11:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Italia dei Valori, come si ricorderà, ha premuto sul governo Berlusconi per l’Election Day e il Referendum Day, ossia per la coincidenza della data del ballottaggio per le amministrative del 29 maggio con quella dei referendum da noi promossi. Era un modo per far risparmiare denaro pubblico: si sarebbero salvati circa 350 milioni di euro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/puglia/referendum-grazie-massafra-912684.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><div id="attachment_2685" class="wp-caption alignleft" style="width: 216px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Antonio-Izzinosa1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2685" title="Antonio Izzinosa[1]" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/Antonio-Izzinosa1-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Antonio Izzinosa</p></div>L’Italia dei Valori, come si ricorderà, ha premuto sul governo Berlusconi per l’Election Day e il Referendum Day, ossia per la coincidenza della data del ballottaggio per le amministrative del 29 maggio con quella dei referendum da noi promossi. Era un modo per far risparmiare denaro pubblico: si sarebbero salvati circa <strong>350 milioni di euro</strong>.<span id="more-2684"></span></p>
<p>Il Ministro degli Interni Roberto Maroni, tuttavia, come è noto, non ha accolto la richiesta di accorpare i referendum con il secondo turno delle amministrative, il 29 maggio.     </p>
<p><strong>In tal modo il Governo si è dimostrato impaurito e ha adottato questa strategia al solo fine e nella speranza di impedire che venisse raggiunto il <em>quorum</em> sui tre temi fondamentali come l’acqua pubblica, il nucleare e il legittimo impedimento.</strong> Esattamente il contrario di quello che un governo avrebbe il dovere costituzionale di fare: anziché facilitare la partecipazione alle competizioni elettorali, risparmiando un bel po’ di denaro (soldi non suoi ma nostri, dei cittadini italiani), ha mandato gli elettori a votare una settimana dopo l’altra (15 e 16 maggio, 29 maggio, 12 e 13 giugno) invece di concentrare tutto nella stessa data.</p>
<p>In barba alla strategia del governo, i cittadini italiani hanno sentito il dovere di far sentire la propria opinione al riguardo e pertanto il <em>quorum </em>è stato ampiamente raggiunto e superato, per la prima volta dopo oltre 15 anni, perché ventisei milioni e ottocentomila elettori si sono recati alle urne tra domenica e lunedì e il 95% di loro ha sbarrato il Sì su tutte e quattro le schede.</p>
<p>A Massafra la percentuale dei votanti ha superato il 53%, con una netta vittoria del SI, risultato più che eloquente che impone alla politica di fare i conti con la volontà popolare che ha decretato la cancellazione di alcune delle peggiori leggi introdotte dall’attuale governo.</p>
<p>Mi corre l’obbligo di ringraziare i miei concittadini che hanno contribuito a questo grande risultato, sottoscrivendo i referendum, tutti i collaboratori che si sono impegnati nella raccolta delle firme più che mai convinti di portare fino in fondo questo impegno di civiltà.</p>
<p>Massafra, 14.06.2011</p>
<p>* Commissario Cittadino IdV  Massafra, componente Coordinamento Provinciale IdV Taranto</p>
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		<title>Un manifesto per Trani</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 19:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Vita di partito]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano de Feudis]]></category>
		<category><![CDATA[trani]]></category>

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		<description><![CDATA[I primati, le eccellenze, il ruolo nella Puglia. La città e l&#8217;orgoglio da ritrovare e l’assenza di una guida morale. A Trani non si sente più l’orgoglio, scarseggia l’entusiasmo, manca quasi la passione: è come se la città avesse perso l’amore dei suoi cittadini.  I guai del traffico, l’aria inquinata, i vizi della lottizzazione, l’imbarbarimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/puglia/un-manifesto-per-trani-911211.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>I primati, le eccellenze, il ruolo nella Puglia. La città e l&#8217;orgoglio da ritrovare e l’assenza di una guida morale.</p>
<p>A Trani non si sente più l’orgoglio, scarseggia l’entusiasmo, manca quasi la passione: è come se la città avesse perso l’amore dei suoi cittadini.  I guai del traffico, l’aria inquinata, i vizi della lottizzazione, l’imbarbarimento della vita civile, gli appuntamenti culturali sempre piu’ rari, nascondono ed a volte oscurano, l’estrema vitalità di una città che da anni cerca di ritrovarsi attorno a un grande progetto, ma poi si trova a fare i conti con le tante occasione perdute.</p>
<p>Oggi si chiede  a Trani uno scatto, un sussulto, una ritrovata voglia di mettersi in gioco, come negli anni sempre evocati del miracolo economico, quando l’asprezza della vita era temperata dalle grandi opportunità offerte, dalla sensazione di far parte di una comunità che si riconosceva in alcuni principi, in un fortissimo senso d’appartenenza e in una straordinaria risorsa: quella della solidarietà.</p>
<p>Dentro la città c’è un insolito fermento creativo, una voglia di partecipazione che si avverte in quel mondo sommerso che fa capo a decine di associazioni, di circoli, di gruppi formati da giovani talenti. Ci sono tanti coraggiosi ottimisti oggi a Trani che vanno alla ricerca di nuove idealità. Hanno motivazioni forti. Chiedono attenzione, ascolto.  Misurano la città e chi la guida nelle coerenze, negli esempi positivi, nell’onestà degli atti. Ma non hanno una regia, non sono connessi fra loro, e così, spesso, Trani disperde la potenzialità enorme di chi vuole emergere con le regole della sana concorrenza, con il riconoscimento del merito e della qualità.</p>
<p>Trani dovrebbe ritrovarsi e dare un nome alle sue risorse, che sono tante, allontanando l’immagine di una decadenza che va contrastata, coniugando gli antichi valori con la fantasia e la creatività che si coltivano nei laboratori culturali, della scienza, dell’arte. Serve, un’occasione, per resuscitare un po’ di orgoglio e di entusiasmo. Si deve mobilitare quel grande serbatoio di intelligenze che si muovono oggi senza cornice sul territorio, coinvolgendo sanità, arte, cultura, architettura, ecologia, mobilità, tecnologia, design, agricoltura. Bisogna rimuovere qualche ostacolo. Bisogna credere in qualche obiettivo.<br />
Bisogna spiegare a Trani cos’è Trani. Oggi c’è questa possibilità.</p>
<p>Trani deve ritrovarsi, tornare ad essere la città che sale, come negli anni in cui era la perla dell’adriatico. Trani deve ritrovare il coraggio del proprio tempo.</p>
<p>Fin qui ha collezionato più critiche che consensi, più paure che speranze.</p>
<p>Servono nuovi meccanismi di partecipazione, di controllo civico, ci vuole una vigilanza attenta per denunciare l’insidia della degenerazione.</p>
<p>Non basta un manifesto, ne servirebbero tanti. Ma si può cominciare dalla Cultura per arrivare alla Scienza, alla Ricerca, alla Meritocrazia, alla Solidarietà. Ed iniziare un lungo viaggio che passa attraverso la Trani  che c’è, non è scomparsa e non si arrende. Ma si comincerà così ad uscire dal corto circuito della negatività, a rimuovere quel blocco psicologico che da troppo tempo impedisce a questa città di tornare a pensare in grande.</p>
<p>Trani 9 Settembre 2009</p>
<p style="text-align: right;">Responsabile Regione Puglia Enti Locali IDV<br />
Sebastiano de Feudis</p>
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		<title>Ancora una volta i fatti ci danno ragione</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 17:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A più di un anno di distanza dal mio comunicato stampa in cui denunciavo come agli Aeroporti di Puglia si continuasse a fare la politica del nulla, mi vedo costretto a scrivere un nuovo comunicato per sottolineare che, purtroppo, i fatti ci danno ragione. Già allora, infatti, criticavamo la politica dissennata della dirigenza AdP che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/ancora-una-volta-i-fatti-ci-danno-ragione-911126.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-973" title="Giuseppe Caforio" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/07/giuseppe-caforio-150x150.jpg" alt="Giuseppe Caforio" width="108" height="108" />A più di un anno di distanza dal mio comunicato stampa in cui denunciavo come agli Aeroporti di Puglia si continuasse a fare la politica del nulla, mi vedo costretto a scrivere un nuovo comunicato per sottolineare che, purtroppo, i fatti ci danno ragione.</p>
<p>Già allora, infatti, criticavamo la politica dissennata della dirigenza AdP che da sempre privilegia una politica poco chiara per la gestione degli aeroporti pugliesi.<span id="more-1126"></span>Oggi in pieno clima vacanziero, con un gettito turistico in Puglia dai grandi numeri, ci troviamo di fronte al fallimento della compagnia aerea Myair,  foraggiata a fondo perduto dalla nostra Regione con svariati milioni di euro in soli due anni. Tutto questo grazie all’ “acume manageriale” della classe dirigente di AdP, che non ha mai nascosto il suo debole per la compagnia veneta, e oggi ci troviamo a raccattare i cocci di un vaso rotto che a nulla più potrà servirci.</p>
<p>A questo punto mi chiedo come voglia affrontare la situazione l’assessore Loizzo, riconfermato nel suo incarico di assessore ai trasporti nella Giunta bis di Nicki Vendola, dopo questa dissennata politica di gestione, che ha lasciato a terra  migliaia di passeggeri pugliesi e non solo.</p>
<p>Ricordando che proprio l&#8217;assessore Loizzo, qualche tempo fa, riteneva che Brindisi sarebbe tornata a essere centro nevralgico e strategico dei collegamenti internazionali e che si ritrova, invece, isolata da importanti città italiane ed europee.<br />
A questo punto sarebbe opportuno un azzeramento della dirigenza di AdP che, nonostante la consapevolezza della  situazione precaria della Myair, ha fortemente sponsorizzato l’elargizione di soldi pubblici alla stessa, tutto questo a danno della collettività pugliese.</p>
<p>Di fronte a questo quadro desolante chiedo, anche in qualità di parlamentare dell’Italia dei valori, che finalmente si faccia chiarezza su come sia gestita Aeroporti di Puglia e che si favorisca, in qualche modo, l’ingresso di nuove compagnie  aeree, solide economicamente che garantiscano voli utili da e per la Puglia, senza che l’intera collettività debba rimetterci denaro, sviluppo e immagine.</p>
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		<title>Omicidio Basile: ancora nessuna svolta nelle indagini</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 09:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elia Banelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non tutti ricordano la storia di Peppino Basile, un consigliere comunale dell’Italia dei Valori di Ugento, un piccolo paese del Salento, assassinato con ben 19 coltellate la notte tra il 14 ed il 15 giugno 2008. I media nazionali si affrettarono a liquidare il caso come “omicidio passionale”, deviando l’attenzione dal reale movente dell’assassinio: le battaglie scomode [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/puglia/omicidio-basile-ancora-nessuna-svolta-nelle-indagini-911082.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p class="MsoNormal"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1089" title="Peppino Basile" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/07/peppino-basile-150x150.jpg" alt="Peppino Basile" width="150" height="150" />Non tutti ricordano la storia di Peppino Basile, un consigliere comunale dell’Italia dei Valori di Ugento, un piccolo paese del Salento, assassinato con ben 19 coltellate la notte tra il 14 ed il 15 giugno 2008.</p>
<p class="MsoNormal">I media nazionali si affrettarono a liquidare il caso come “omicidio passionale”, deviando l’attenzione dal reale movente dell’assassinio: le battaglie scomode di Basile in difesa dell’ambiente e contro “o’ sistema”, la devastazione del territorio ad opera dell’amministrazione comunale di Ugento, con la complicità di imprenditori e affaristi locali.<span id="more-1082"></span>Basile aveva preso di mira le irregolarità compiute nella discarica abusiva di Contrada Burgesi (una mancata bonifica costata 3 milioni di euro, in 40 ettari di cave destinate a diventare la più grande pattumiera d’Italia), sulla quale la Guardia di Finanza ha imposto il sequestro.<br />
Le sue agguerrite audizioni nell’aula del consiglio comunale di Ugento e nell’amministrazione provinciale di Lecce non risparmiavano nemmeno la gestione del parco della Marina, gli interessi della Erg nel mega parco eolico di Ruffano, l’abusivismo edilizio nel villaggio turistico Orex e presunte irregolarità nella concessione della Pineta comunale.<br />
A distanza di un anno dall’omicidio Basile, nonostante l’indagine aperta dalla Procura di Lecce, non sono ancora stati individuati i diretti responsabili.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=mHHciuCFAZE">In un video pubblicato su Youtube</a>, Pierfelice Zazzera, deputato pugliese dell’Italia dei Valori, denuncia la mancanza di chiarezza nella vicenda e ricorda un primo dato importante: tre giovani esponenti di Alleanza Nazionale, interrogati e rilasciati dalla polizia, sarebbero gli autori materiali delle scritte sui muri che minacciavano di morte il consigliere Basile.<br />
Uno di questi è il nipote di Eugenio Ozza, il sindaco di Ugento.<br />
Per ora non ci sono arresti e gli unici due indagati sono i vicini di casa di Basile, tra cui un ragazzo di 17 anni interrogato in qualità di testimone dell’omicidio e indagato insieme al padre per false dichiarazioni (avrebbe mentito su alcuni dettagli dell’omicidio per coprire qualcuno).<br />
Dopo la quinta audizione il giovane si trova anche accusato di favoreggiamento dal pm Simona Filoni, della Procura per i minorenni di Lecce.<br />
Altri minori sono ascoltati in queste ore dalla Procura, nomi nuovi, non ancora iscritti nel registro degli indagati, che potrebbero riferire altri particolari della notte in cui Peppino Basile venne brutalmente assassinato.<br />
In attesa di una svolta nelle indagini, non resta che l’accorato appello di Don Stefano Rocca, il parroco di Ugento, che nel porgere gli auguri alla nuova giunta provinciale di Lecce, invita il presidente Antonio Gabellone ad impegnarsi per fare chiarezza nel giallo della morte di Basile: “<em>Siamo consapevoli che il silenzio non porta sicuramente frutti</em> – dichiara nella sua lettera Don Stefano – <em>e occorre parlare per aiutare gli investigatori nel loro delicato lavoro. Credo che una parola autorevole come quella di un presidente della Provincia, rafforzata da altre autorevoli voci </em>(ad es. l’onorevole Fitto e gli esponenti del centrodestra rimasti fino ad ora in silenzio, ndr) <em>suscitino un incoraggiamento verso coloro che potrebbero collaborare per svelare una verità che sta diventando sempre più un mistero. Presidente, le chiedo come già sta facendo per altre situazioni gravi del nostro territorio </em>(vedi l’ambiente)<em>, di prendere in forte considerazione questo mio appello che sta durando da circa 13 mesi, di farlo suo e dell’intera giunta provinciale. Il delitto Basile non deve e non può rimanere un giallo, perché occorre dare volto e nome a coloro che hanno macchiato la nostra terra”</em>.</p>
<p>Per approfondimenti:<br />
<a href="http://www.iltaccoditalia.info/">http://www.iltaccoditalia.info</a></p>
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		<title>Gronda e Riflessioni</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 22:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/puglia/gronda-e-riflessioni-91979.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-980" title="Carmen Patrizia Muratore" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/07/carmen-patrizia-muratore-150x150.jpg" alt="Carmen Patrizia Muratore" width="150" height="150" />Proprio oggi si è svolta nell’Aula del Consiglio Regionale una Sessione straordinaria dedicata interamente alla discussione sulla Gronda. L’Italia dei Valori, nella persona del Consigliere Patrizia Muratore, Presidente Gruppo Italia dei Valori Assemblea Legislativa della Liguria, ha presentato un Ordine del Giorno, firmato anche dai Consiglieri Tirreno Bianchi, Michele Boffa e Ubaldo Benvenuti, chiedendo un preciso impegno della Giunta, riguardo al senso e all’opportunità delle osservazioni sotto elencate. Non vi è alcun dubbio, infatti, che il progetto della Gronda Autostradale sia, per il comparto infrastrutturale genovese, un’opera prioritaria, andando a coinvolgere ben quattro tratte autostradali di eccellenza, la A7, A10, A12, A26, che ormai da anni sono oberate da un traffico intenso, che diviene addirittura paralizzante in certi periodi dell’anno come quelli estivi. Per una città, quale Genova è, che sui trasporti poggia parte del proprio indotto economico, è impensabile non rivolgersi ad un piano di sistemazione viaria tale da snellire, migliorare, potenziare il flusso su gomma che transita sulle nostre reti autostradali. Troppi anni sono stati sprecati nel tentativo di dare una soluzione al problema, in un gioco spesso infruttuoso di rimpalli di competenze e di solite lentezze burocratiche. Ma, come si suol dire, ora la misura è colma è, credo, si sia arrivati ad un punto di non ritorno. Se Genova vuole vivere, anzi rivivere, non può assolutamente prescindere da un ampio progetto riguardante la Gronda. Negli anni, varie problematiche e varie soluzioni si sono presentate. La Gronda Alta, la Gronda Bassa, la Gronda Ampia, la Gronda Bassa con Tunnel, senza dimenticare che molti passaggi positivi si sono avuti allorquando, come è il caso del Ponte Morandi, sono stati i Comitati Cittadini a partecipare, con spirito pratico, democratico e costruttivo, ai tavoli di discussione organizzati dalla Giunta Comunale. In questo senso, la famosa Commissione per il Dibattito Pubblico sulla Gronda di Genova, più comunemente conosciuta come “débat public” ed operativa almeno dal 6 febbraio di quest’anno, ritengo abbia portato concretezza ed una ampiezza di visione prima sconosciute, contribuendo, grazie anche al dialogo con gli esperti, ad apportare significative osservazioni al progetto, sino alla provocatoria “opzione zero” che prevederebbe addirittura la non realizzazione della Gronda. Posto che, invece, la Gronda è senza dubbio indispensabile e funzionale alla città, ritengo che il dibattito pubblico abbia palesato significativi miglioramenti rispetto al progetto primigenio, e da più parti si è ormai convenuto di considerare la infrastruttura come un’opera primaria indispensabile per lo sviluppo economico non solo di Genova, ma dell’intera Liguria. A fronte delle spese per un probabile ammontare di 4 milioni di euro, con oneri di urbanizzazione oscillanti tra i 160-180 milioni di euro, non bisogna dimenticare che si avrà un rilancio completo e soddisfacente dell’economia per almeno i prossimi 10 anni. Il che vuol dire, per una città in crisi economica come la nostra, una occasione da non perdere. Visto e considerato quanto sopra, mi sembra prioritario il lavoro di controllo che la Giunta Regionale andrà a svolgere, affinché si arrivi ad un massimo coinvolgimento delle aziende locali, senza dimenticare che sarà il Comune a doversi occupare di quegli oneri di urbanizzazione che faranno capo ai quattro Municipi che, più di tutti, saranno interessati dal cambiamento infrastrutturale: Ponente, Medio Ponente, Centro Ovest e Valpolcevera. Siamo, credo, tutti consci che la realizzazione della Gronda comporterà disagi per alcuni cittadini, d’altro canto trattasi di opera dalla valenza economica prioritaria, senza la quale il futuro di Genova sarebbe fortemente compromesso, un’opera, dunque, da realizzare, ribadendo l’idea di supporto alla popolazione interessata dai cantieri e lasciando sempre aperta la porta del dibattito pubblico che, almeno sino ad ora, è stato foriero, e non poco, di spunti interessanti. In definitiva, la completa sinergia operativa tra istituzioni e istanze dei Comitati Cittadini, credo rappresenterà la strada d’eccellenza per la realizzazione di una infrastruttura necessaria che, nelle modalità decisionali, realizzative e di impatto ambientale, sia di esempio, anche come auspicabile rapidità, per tutte quelle a venire sul territorio nazionale. (Si allega Ordine del Giorno presentato).</p>
<p style="text-align: right;">Consigliere Patrizia Muratore<br />
Presidente Gruppo Italia dei Valori<br />
Assemblea Legislativa della Liguria</p>
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		<title>Brindisi peggio di Viareggio</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 22:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tragedia di Viareggio oltre ad addolorarmi per le morti innocenti e i danni ingenti dovuti sicuramente alla leggerezza e alla superficialità di qualcuno, mi porta ancora una volta a suonare un campanello di allarme per la nostra Brindisi, che è “adagiata” da decenni su una vera e propria bomba ad altissimo rischio ambientale. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/brindisi-peggio-di-viareggio-91972.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-973" title="Giuseppe Cforio" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/07/giuseppe-caforio-150x150.jpg" alt="Giuseppe Cforio" width="90" height="90" />La tragedia di Viareggio oltre ad addolorarmi per le morti innocenti e i danni ingenti dovuti sicuramente alla leggerezza e alla superficialità di qualcuno, mi porta ancora una volta a suonare un campanello di allarme per la nostra Brindisi, che è “adagiata” da decenni su una vera e propria bomba ad altissimo rischio ambientale.<span id="more-972"></span></p>
<p>A Brindisi, com’è noto,  insistono nell’aria portuale, quindi nelle immediate vicinanze della città depositi di fosgene, un gas estremamente tossico e aggressivo, quindi, mortale, che se sprigionato nell’aria procurerebbe morti a non finire nel raggio di 4/5 km. Senza contare i numerosi insediamenti industriali con serbatoi di enorme volume contenenti ammoniaca e altri agenti chimici , nonché depositi di gas propano liquido – gpl con quantità di gran lunga superiori a quelle trasportate da quel maledetto treno a Viareggio.</p>
<p>Se malauguratamente dovesse accadere un incidente di qualsiasi tipo, provocherebbe danni inestimabili,ma soprattutto morti sicure assolutamente non quantificabili e prevedibili.</p>
<p>Per incidenti intendo deformazioni gravi ai serbatoi con fuoriuscita di gas o altri agenti chimici, oppure come accadde alcuni anni  fa presso un’azienda dove serbatoi  contenenti ammoniaca, furono raggiunti da colpi di arma da fuoco. L’insano gesto rischiò di provocare un disastro ambientale di gravissima  entità, con rischi seri per la popolazione.</p>
<p>Ritengo di dover richiamare le Istituzioni tutte e le rappresentanze politiche Brindisine, ad una seria riflessione su questo grave problema che giace nella totale indifferenza. Spero vivamente che si dia inizio quanto prima ad operazione di bonifica dei siti interessati  con la messa in sicurezza massima degli stessi.</p>
<p style="text-align: right;">Senatore Giuseppe Caforio<br />
Italia dei Valori</p>
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		<title>Lecce: Disservizi Postali li paga sempre il cittadino</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 07:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA  recependo le proteste della cittadinanza denuncia disservizi nel recapito della posta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/puglia/lecce-disservizi-postali-li-paga-sempre-il-cittadino-91720.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA recependo le proteste della cittadinanza, denuncia disservizi nel recapito della posta. La denuncia non riguarda un semplice disguido temporaneo, bensì un costante ritardo nella consegna della corrispondenza a famiglie ed imprese a causa dei tagli imposti agli uffici postali sul territorio che determinano sovraccarichi e giacenze.</p>
<p>Nel rione Castromediano, da oltre venti giorni il mancato recapito della corrispondenza da parte di Poste Italiane comporta enormi disagi ai cittadini.</p>
<p>Nonostante il grande impegno degli operatori sul territorio e degli impiegati presso gli sportelli gli uffici postali sono letteralmente avviati al collasso con gravissimi disagi per tutta la cittadinanza, che riceve lettere, avvisi, bollette e quant’altro con ritardi che possono creare problemi legali e rischi di perdita della corrispondenza nella confusione che si va creando. Una confusione ed intasamento che non potranno assolutamente essere smaltiti se non in tempi lunghi e con disagi sempre più estesi.</p>
<p>Di fronte ad un quadro così disastroso si rende urgente l’assunzione o l’invio, da parte della Direzione delle Poste, di personale (anche solo temporaneo ma in numero massiccio) che aiuti a smaltire la corrispondenza in eccesso che andrà ad aumentare inesorabilmente fino a dilatare i tempi di consegna della corrispondenza che già oggi porta nelle case bollette ed avvisi scaduti anche da tre settimane! Essendo un servizio che i contribuenti pagano non si riesce a capire per quale ragione il problema non dovrebbe essere affrontato e risolto in maniera decisa, evitando che il passare dei giorni produca danni sempre maggiori. La mancata consegna della corrispondenza comporta problemi. Infatti non è difficile immaginare cosa può comportare ad una bolletta dell’energia elettrica, del gas, dell’acqua, del telefono, una rata di un prestito o di mutuo che venga recapitata al cliente in ritardo, oltre alla scadenza prevista per il pagamento. A tal punto, l’utente vede addebitarsi gli interessi di mora per non aver rispettato la scadenza.</p>
<p>Tra le lettere ricevute ne segnalo una per tutte per sintetizzare meglio il disagio:</p>
<p>” Ti scrivo per comunicarti un disservizio davvero incredibile delle Poste leccesi. Da più di tre settimane noi non riceviamo posta. E&#8217; sicuro che la posta non viene consegnata nella mia strada e in quelle vicine e credo che tale disservizio riguardi l&#8217;intero Rione Castromediano. Abbiamo contattato l&#8217;Ufficio Postale di Cavallino e (due settimane fa) ci hanno detto che il lunedì successivo (io ho chiamato di giovedì) il servizio si sarebbe normalizzato. Ad oggi ancora nulla. Richiamato oggi il suddetto Ufficio Postale, mi hanno detto che la posta del Rione viene ora smistata a Lecce dove una unica povera e sola postina sta proveddendo a gestirne la consegna. Mi comunicano il numero dell&#8217;Ufficio centrale a Lecce in cui mi dicono che il problema è stato risolto e che da due settimane la posta arriva regolarmente tranne nelle case dove non vi è la cassetta delle lettere o il nome sul campanello. Peccato che noi abbiamo entrambe le cose e che la posta comunque non arrivi.<br />
Il fatto è che le poste sono sotto organico e a Cavallino non c&#8217;è un postino che possa consegnare la nostra posta.<br />
Ritenendo che sia un atteggiamento inqualificabile non dare spiegazioni alla cosa e, soprattutto, che un servizio PRIVATO funzioni in questo modo, vorrei sapere in che modo possiamo agire per far valere i nostri diritti. Alla mia vicina che si è lamentata direttamente all&#8217;Ufficio Postale è stato anche detto che molta della posta da recapitare si è persa. Naturalmente senza che nessuno possa pretendere niente come risarcimento. Chi attendeva comunicazioni importanti non è a conoscenza di quando e se verranno recapitate. Il regolamento prevede che si possa fare un reclamo diretto alle Poste Italiane ma avendone fatti giuà altri, è certo che non risolveremmo nulla. Cosa possiamo fare? Io vorrei anche che se ne interessasse un giornalista e ho scritto al quotidiano. Puoi fornirmi ulteriori informazioni al riguardo? “.</p>
<p>Come può difendersi il consumatore in tali situazioni ? In caso di addebito di interessi di mora può ricorrere alla conciliazione ma non è sempre l’esito è favorevole, può richiedere l’addebito delle utenze sul conto corrente o in prossimità della scadenza telefonare ai call center delle società erogatrici e farsi comunicare gli estremi della bolletta (numero, data, importo, scadenza) e pagare a mezzo bollettino postale non premarcato oppure, richiedere al postino (che può rifiutarsi) di farsi apporre sulla busta una attestazione della data di consegna della bolletta al fine, di poter richiedere alla società erogatrice un differimento del pagamento e quindi la cancellazione degli interessi di mora. L’utente, comunque ha il diritto di conoscere le date d’invio e di arrivo della corrispondenza al fine di poter risalire al responsabile del disguido &#8211; posta o emittente della fattura.<br />
In conclusione, trattandosi di una vera emergenza di carattere sociale, il componente del Dipartimento Tematico Nazionale di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA spera che i vertici della società Poste Italiane intervengano per risolvere questo delicato argomento che ha creato notevoli problemi agli utenti.</p>
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		<title>In Piemonte, Puglia e Sardegna le nuove centrali nucleari. Di Pietro: non votate questa maggioranza</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 18:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/in-piemonte-puglia-e-sardegna-le-nuove-centrali-nucleari-91492.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><img class="alignleft size-full wp-image-491" title="Centrale nucleare di Cofrentes in Spagna" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/05/centrale-nucleare-di-cofrentes-in-spagna.jpg" alt="Centrale nucleare di Cofrentes in Spagna" width="300" height="199" />&#8220;Scendano in campo i cittadini sardi, piemontesi  e pugliesi togliendo il loro voto a questa maggioranza, a  qualsiasi livello: amministrativo europeo e nazionale&#8221;. E&#8217; ciò che chiede Antonio Di Pietro ai cittadini delle regioni Sardegna, Piemonte e Puglia. Ma a queste dovranno aggiungersene altre, &#8220;i cui nomi, magari, conoscerete a sorpresa dopo le  elezioni del 6 e 7 giugno&#8221;, continua il leader di Italia dei Valori.</p>
<p>Di Pietro, ricordando il referendum del 1987 contro il  nucleare dichiara: &#8220;solo un truffatore potrebbe non  riconoscere che manifestavano la volontà del popolo italiano di non sposare il binomio futuro-nucleare&#8221;.</p>
<p><span id="more-492"></span>&#8220;Se pensiamo &#8211; continua &#8211; alle tragedie degli ultimi 50 anni avvenute nel nostro Paese dovute a  calamità naturali come alluvioni e terremoti o all&#8217;altissima densita&#8217; della popolazione, la scelta del nucleare è da interpretarsi come un attentato alla salute e all&#8217;incolumità  dei cittadini&#8221;.</p>
<p>Anche Felice Belisario esige chiarezza dal Governo: &#8220;Gli italiani hanno il sacrosanto diritto di sapere dal Governo, prima delle elezioni del 6 e 7 giugno, se vicino la loro casa sara&#8217; costruita o meno una centrale nucleare&#8221;. Ma il problema non sono solo le centrali, ma anche lo smaltimento dei rifiuti che esse producono. Infatti, il presidente del gruppo Italia dei Valori di palazzo Madama aggiunge &#8220;per questo chiediamo all&#8217;Esecutivo di abbandonare la politica degli annunci e venire a riferire immediatamente in Aula sulla localizzazione degli impianti di produzione elettrica nucleare e dei sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi&#8221;.</p>
<p>Leoluca Orlando commenta così la notizia della scelta della Sardegna, da parte del Governo, come territorio su cui costruire un impianto nucleare: &#8220;L&#8217;ipotesi della costruzione di centrali nucleari in Sardegna smentisce clamorosamente il federalismo strombazzato a viva voce dalla maggioranza. È una scelta dannosa, imposta a finti rappresentanti dell&#8217;autonomia sarda e allo stesso imbarazzato presidente della regione&#8221;. il Portavoce nazionale di Italia dei Valori continua: &#8220;La Sardegna, alla faccia dell&#8217;autonomia, è stata ridotta a scendiletto mediatico del governo Berlusconi. Dopo lo spostamento del G8 dalla Maddalena, che produrrà danni economici all&#8217;isola senza apportare alcun beneficio agli abruzzesi, ora c&#8217;è la prospettiva di ospitare centrali nucleari e scorie pericolosissime. In un&#8217;area che, in virtù di un patrimonio naturale senza paragoni, sarebbe il luogo ideale per ospitare fonti energetiche pulite e alternative&#8221;.</p>
<p>Luisa Capelli, candidata a Strasburgo per Italia dei Valori, si unisce al coro dei NO: &#8220;Da un Senato mezzo vuoto è partito il via libera per il ritorno al nucleare in Italia. Probabilmente le centrali verranno costruite vicino al mare, là dove c&#8217;è acqua sufficiente per gli impianti di raffreddamento (i nostri fiumi pare non siano in grado di garantire acqua a sufficienza: sarebbe utile chiedersi il perché). E, oggi, puntuale è arrivato l&#8217;annuncio del governo: Sardegna, Puglia e Piemonte sono le regioni che ospiteranno quattro delle almeno undici centrali necessarie a produrre il 25 per cento dell&#8217;energia elettrica nazionale. E le altre nove? Mi piacerebbe saperlo con esattezza prima delle elezioni europee, oppure la maggioranza ha paura di perdere consensi? È per questo che i siti dove sorgeranno le centrali saranno protetti da segreto militare, costruiti in deroga alle eventuali opposizioni delle Regioni e bypassando numerosi permessi amministrativi? Come feci già con il referendum popolare del 1987, anche oggi, mi trovo costretta da un governo miope, demagogico e attento solo ai propri affari, a ribadire il mio &#8216;no&#8217; al nucleare, perché è costoso, vecchio, non risolve il fabbisogno energetico del Paese e potrebbe trasformarsi in un&#8217;immensa tragedia per l&#8217;ambiente. Mi chiedo &#8211; conclude l&#8217;esponente di IdV &#8211; per quale motivo non si inizi a investire seriamente sulle energie rinnovabili e il risparmio energetico. E da mamma mi chiedo perché stiamo facendo di tutto per consegnare ai nostri figli un mondo invivibile?&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;On.le Antonio di Pietro a Trani</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 11:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano Montalbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;On.le Antonio di Pietro a Trani per presentare ai cittadini ed alla stampa il Candidato Presidente della Provincia di Barletta Andria Trani. Venerdi&#8217; 13 marzo, Ore 17.00, Cinema Impero, Trani. Intervengono, On.le Antonio Di Pietro, Presidente IDV Sen. Felice Belisario Presidente Gruppo IDV al Senato Sen. Giuseppe Caforio Membro IV Commissione Senato On.le Pino Pisicchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/puglia/lonle-antonio-di-pietro-a-trani-91105.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div>L&#8217;On.le Antonio di Pietro a Trani per presentare ai cittadini ed alla stampa il Candidato Presidente della Provincia di Barletta Andria Trani.<span id="more-105"></span></p>
<div><strong>Venerdi&#8217; 13 marzo, Ore 17.00, Cinema Impero, Trani.</strong><br />
Intervengono,</p>
<ul>
<li>On.le Antonio Di Pietro, Presidente IDV</li>
<li>Sen. Felice Belisario Presidente Gruppo IDV al Senato</li>
<li>Sen. Giuseppe Caforio Membro IV Commissione Senato</li>
<li>On.le Pino Pisicchio Vice Presidente Giunta Elezioni</li>
<li>On.le Pierfelice Zazzera Coordinatore Regione Puglia IDV</li>
</ul>
<p>Vi Saluto Cordialmente.</p>
<p>Ufficio Stampa IDV<br />
Michela Colasuonno<br />
ITALIA DEI VALORI &#8211; BAT<br />
Corso Imbriani, 111 &#8211; 70059 Trani<br />
e-mail: segreteriaidv@tiscali.it</p></div>
</div>
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