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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; Politica</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>Caso Lusi: Di Pietro, da Idv ddl su rimborsi elettorali</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/politica/caso-lusi-di-pietro-da-idv-ddl-su-rimborsi-elettorali-913150.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div id="attachment_3151" class="wp-caption alignleft" style="width: 229px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2012/02/Di-Pietro.jpg"><img class="size-full wp-image-3151" title="Di Pietro" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2012/02/Di-Pietro.jpg" alt="" width="219" height="230" /></a><p class="wp-caption-text">On. Antonio Di Pietro</p></div>
<p>&#8220;L&#8217;Italia dei Valori sottoscrive il vostro appello sui rimborsi elettorali. Condividiamo il contenuto dell&#8217;articolo &#8216;Una legge sui partiti&#8217;, di Marco Travaglio, che evidenzia come, a causa della mancanza di un&#8217;adeguata regolamentazione, sia stato facile, per alcuni soggetti politici, lucrare proprio su questi rimborsi. <span id="more-3150"></span>E&#8217; vero: occorre che vi sia piu&#8217; trasparenza nella gestione della &#8216;res publica&#8217;. Anche l&#8217;IdV si e&#8217; trovata nell&#8217;imbarazzo di doversi muovere in una giungla di disposizioni incerte e poco chiare, con il rischio concreto di sbagliare!&#8221;. E&#8217; quanto scrive il leader dell&#8217;Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in una lettera pubblicata oggi da Il Fatto Quotidiano. &#8220;Per questo, vi ringraziamo e abbiamo colto l&#8217;occasione per tradurre il vostro monito in un disegno di legge, che sottoporremo anche alle altre forze politiche. Le linee guida sono quelle tracciate da Travaglio: il dimezzamento degli attuali rimborsi elettorali e l&#8217;ammissibilita&#8217; a ricevere questi rimborsi solo per quelle forze politiche che, nelle elezioni corrispondenti, abbiano totalizzato almeno il 2% dei voti validi&#8221;. &#8220;Soprattutto &#8211; prosegue Di Pietro &#8211; che tali rimborsi debbano essere consegnati solo dopo la presentazione di regolamentari fatture che documentino le spese sostenute. Il nostro ddl prevede anche il divieto per le imprese pubbliche o miste pubblico-private di effettuare qualsiasi finanziamento ai partiti. Inoltre, vi e&#8217; l&#8217;introduzione del reato di finanziamento illecito, punibile fino a sei anni, per coloro che danno o ricevono sovvenzioni di qualsiasi natura e di qualsiasi entita&#8217; da aziende pubbliche o miste pubblico-private nonche&#8217; da coloro che danno o ricevano contributi oltre ai cinquemila euro, senza denunciarli, da aziende o soggetti privati&#8221;.     &#8220;Viene altresi&#8217; stabilita la pena accessoria dell&#8217;ineleggibilita&#8217; di chi ha violato la legge di finanziamento pubblico e la decadenza automatica dalla carica elettiva, parlamentare compresa, e l&#8217;ineleggibilita&#8217; futura. Per quanto riguarda, poi, i partiti che ricevono contributi illeciti e&#8217; prevista la soppressione del rimborso della campagna elettorale precedente e la perdita del diritto di finanziamenti&#8221;. &#8220;A tutto cio&#8217;, si aggiunga la sanzione politica della non candidabilita&#8217; delle persone condannate e la decadenza automatica di quegli eletti che vengono condannati durante il mandato. Anche di questo parleremo durante la manifestazione che si terra&#8217; il 17 febbraio, a Milano, per riflettere insieme su questi vent&#8217;anni trascorsi da Mani pulite&#8221;, conclude.</p>
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		<title>Un governo di classe, nel senso che sta dalla parte dei forti</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 21:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/politica/un-governo-di-classe-nel-senso-che-sta-dalla-parte-dei-forti-912972.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/indi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2973" title="indi" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/indi-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>Quale prova inequivocabile ed esemplare di <em>“equità”</em>e<em> “rigore”</em> offertaci dall’esecutivo in carica, abbiamo assistito all’immediato e prevedibile dietrofront, con la classica coda tra le gambe, in materia di cosiddette <em>“liberalizzazioni”</em>, uno storico cavallo di battaglia esaltato dall’ideologia bocconiana che è ascesa direttamente al governo della nazione.<span id="more-2972"></span></p>
<p>Misero e tapino il professor Monti, vittima suo malgrado (si fa per dire) dei poteri forti, ha dovuto arrendersi alle micidiali pressioni e ai ricatti esercitati dai <em>“peones” </em>della politica, ma soprattutto ha ceduto alle ingerenze e alle richieste provenienti puntualmente dalle lobby parlamentari dei farmacisti (sempre in prima linea) e degli altri ordini corporativi che s’intromettono costantemente nelle vicende politiche nazionali, così come ha preservato e addirittura consolidato in partenza gli interessi costituiti degli evasori fiscali, delle principali banche d’affari e delle lobby finanziarie, dell’esercito e degli alti gradi militari, delle innumerevoli caste dei privilegiati e dei corrotti che infestano ed infettano la società, dei centri di potere più o meno occulti.</p>
<p>Come volevasi dimostrare, il governo Monti si è confermato estremamente <em>“forte con i deboli e debole con i forti”</em>, l’ennesimo governo che rivela una vocazione e un’indole <em>“equa e rigorosa” </em>con i<em> “soliti noti”</em>, ma palesemente incerta e titubante con i potenti.</p>
<p>E’ troppo facile bastonare i più deboli, le fasce meno protette della società e nel contempo rinunciare a stangare le categorie<br />
più forti solo perché hanno qualcuno che li rappresenta e li difende nelle aule  con un’inaudita esibizione di arroganza. In questo riflesso di ambiguità e di ipocrisia, ma non solo in questa ostentata debolezza, è inevitabile cogliere un segno di continuità con il governo Berlusconi, con l’aggiunta di ignobili aggravanti di ordine morale e politico che sono ingiustificabili nel caso specifico.</p>
<p>E’ troppo facile massacrare i pensionati e macellare i lavoratori dipendenti e nel contempo esitare, abdicare o ammutolire di fronte ai poteri forti, esentare il Vaticano che detiene il patrimonio immobiliare più  e più vasto del pianeta, mantenere le franchigie corporativistiche degli ordini professionali più chiusi e inaccessibili che agiscono come una vera palla al piede, per poi professarsi <em>“liberisti”</em> solo a chiacchiere.</p>
<p>E’ troppo facile esigere sacrifici crescenti dai <em>“poveri cristi”</em> e nel contempo introdurre le solite deroghe a favore degli interessi di classe egemoni nel nostro sgangherato Paese.</p>
<p>E’ troppo facile spogliare ed immiserire ulteriormente chi già possiede poco e nel contempo sovvenzionare le grandi banche d’affari, finanziare le scuole private dopo aver espropriato quelle pubbliche, rilanciare la corsa agli armamenti grazie alle ingenti risorse estorte alle masse popolari, alla sanità pubblica, agli enti locali, arricchire gli speculatori, gli affaristi e gli evasori fiscali, la curia pontificia romana, l’establishment economico-militare, gli ordini corporativi superprivilegiati, il ceto politico dominante, mentre s’affossa e s’impoverisce la parte sana del Paese, quella che lavora e produce, in modo particolare la classe operaia a cui<br />
viene sottratto tutto, reddito, dignità e diritti.</p>
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		<title>Una nuova Italia, un’Europa diversa</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 08:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al congresso ospitato a Palermo i leader e i delegati dell’ELDR ripensano l’Italia e gettano le basi per il rinnovamento dell’Unione Europea Diritti civili, legalità, Europa e futuro: dalla Sala Belmonte della prestigiosa Villa Igiea di Palermo, inizia la ricostruzione dell’Italia post Berlusconi e dell’Europa minata dalla crisi finanziaria mondiale. Nelle parole di Antonio Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/una-nuova-italia-un%e2%80%99europa-diversa-912924.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><em><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/eldr-mini.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2933" title="eldr-mini" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/eldr-mini.png" alt="" width="150" height="86" /></a>Al congresso ospitato a Palermo i leader e i delegati dell’ELDR ripensano l’Italia e gettano le basi per il rinnovamento dell’Unione Europea</em><br />
Diritti civili, legalità, Europa e futuro: dalla Sala Belmonte della prestigiosa Villa Igiea di Palermo, inizia la ricostruzione dell’Italia post Berlusconi e dell’Europa minata dalla crisi finanziaria mondiale. Nelle parole di Antonio Di Pietro, Leoluca Orlando, Guy Verhofstadt e Graham Watson la guida per le soluzioni migliori.<span id="more-2924"></span>La risposta alle istanze dei cittadini sta dunque nei principi liberali. Principi che – sostiene il Vicepresidente dell’ELDR Orlando – devono necessariamente sposarsi con le esigenze della vita di tutti i giorni di milioni di europei. Una posizione, quella dell’ex Sindaco di Palermo, condivisa dai più di cinquecento delegati e dal capogruppo dell’ALDE, lungamente applaudito nel suo discorso alla tre giorni siciliana. “Combattere gli sprechi, come le enormi spese militari in tutto il continente; il dualismo franco-tedesco, che esclude una reale politica comunitaria; la mancanza di fiducia nelle potenzialità dell’Unione. Ventisette eserciti, servizi segreti, enti e politiche pubbliche non sono più tollerabili – prosegue Verhofstadt – è necessario sostenere una vera integrazione europea”. Una posizione marcatamente federalista quella dell’ELDR, un Congresso che ha visto il consolidarsi delle idee più volte espresse in questi anni da Andrew Duff.<br />
Un’occasione fondamentale, per l’Italia dei Valori, per poter superare il periodo berlusconiano e iniziare finalmente a parlare di ideologie, programmi e politiche per i cittadini. Una svolta lungamente attesa che ci vedrà protagonisti nei prossimi anni, impegnati per portare i principi condivisi dalla grande famiglia liberaldemocratica nella nostra Italia. Idee e battaglie che sappiano risollevare il paese e che – sostiene il Presidente Di Pietro &#8211; raccolgano anche parte dell’eredità attivista dei Radicali, qui rappresentanti da una delegazione coordinata dal Segretario Nazionale Staderini.<br />
Idee che, di fatto, sono state largamente condivise dal Congresso del terzo partito a Strasburgo, che, in questa occasione, ha approvato importanti risoluzioni in temi cruciali come droga, immigrazione, carceri, politica estera ed economica.<br />
<a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/DSC_0116.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2925" title="DSC_0116" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/DSC_0116-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Un evento che ha riscosso un successo incredibile e che ha visto consolidarsi il ruolo di IdV in Europa, grazie a Leoluca Orlando, rieletto Vicepresidente, Massimo Bernacconi, International Officer, i numerosi rappresentanti di Idv Estero e i Giovani di Valori, presenti a Palermo con quattro delegati su ventitre.<br />
Giorni da non sottovalutare, quelli palermitani, si sta creando nel paese e nel partito una piattaforma di dibattito che segnerà il futuro dello scenario politico italiano. Con le competenze, le esperienze e il bagaglio offerto dai partiti liberali europei sapremo sicuramente cogliere le occasioni della nuova repubblica. Lo abbiamo dimostrato nell’ultimo decennio berlusconiano, lo dimostreremo negli anni a venire.</p>
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		<title>Arriva il digitale: interrogazione IDV per proteggere le tv locali</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 16:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/marche/arriva-il-digitale-interrogazione-idv-per-proteggere-le-tv-locali-912829.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><h2><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/tv.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2830" title="tv" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/tv-300x242.png" alt="" width="300" height="242" /></a>&#8220;Il pluralismo dell&#8217;informazione è alla base della democrazia&#8221;</h2>
<p>Il pluralismo dell&#8217;informazione è fondamentale per la nostra democrazia e per lo sviluppo sano e critico delle coscienze e delle menti di oggi e di domani. Nel nostro Paese, però, questa possibilità di scelta è sempre più a rischio e per questo stiamo intervenendo sull’annosa questione delle tv locali con tutti i gruppi Idv, prima a livello nazionale depositando un’interrogazione urgente alla Camera e ora lavorando per prepararne una in consiglio regionale. <span id="more-2829"></span></p>
<p>L’Italia dei Valori interverrà con una interrogazione /question time) per chiedere al Governo come intende affrontare e risolvere la delicata e controversa questione delle tv locali e dello switch off soprattutto per la Regione Marche.</p>
<p>Interveniamo per far rinviare almeno al 2012 lo switch-off al digitale terrestre e poi per capire se e quali iniziative urgenti si intendano adottare, già nell&#8217;ambito dei prossimi interventi di carattere finanziario, al fine di destinare a titolo di indennizzo, una quota pari al 10 per cento degli introiti derivanti dall&#8217;asta per le frequenze 4G, in favore del settore televisivo locale affinché la riduzione delle frequenze televisive non avvenga ad esclusivo carico delle emittenti locali e affinché sia incrementata l&#8217;entità delle misure compensative finalizzate a promuovere un uso più efficiente dello spettro destinato alla diffusione di trasmissioni in ambito locale.</p>
<p> Infine chiediamo se e quali provvedimenti si intendano assumere affinché venga data piena attuazione alla legge n. 422 del 1993 al fine di favorire l&#8217;azione trainante che l&#8217;emittenza locale esercita nel nostro Paese.</p>
<p> Si parla infatti di pesantissime penalizzazioni dell’emittenza locale  nell’ambito delle Regioni adriatiche -ed in particolare la Regione Marche- che sollevano la necessità di rinviare almeno al 2012 lo switch-off al digitale terrestre.</p>
<p>Ciò a causa delle profonde criticità contenute nel Piano nazionale di assegnazione delle frequenze che, ad oggi, non prevede l’assegnazione alle emittenti locali marchigiane di almeno un frequenza coordinata, ovvero non interferita con i Paesi esteri dell’area Adriatica con cui il Governo avrebbe dovuto siglare, a suo tempo, specifici accordi.</p>
<p>Si tratta di una situazione ai limiti della decenza perché rischia di colpire e penalizzare profondamente il sistema dell’emittenza locale che rappresenta un patrimonio occupazionale e imprenditoriale da tutelare.</p>
<p>Non è possibile che, a causa dell’inerzia di questo Governo, ed in particolare del Ministro dello Sviluppo economico al quale spettano le attività di coordinamento delle frequenze in sede internazionale e le competenze sulle modifiche del piano nazionale di ripartizione delle frequenze, non sia messa a disposizione delle Marche, ad esempio, nessuna frequenza “certa” per le emittenti locali, perché questo crea una situazione di assoluta gravità per le sicure interferenze e per le incertezze di programmazione delle attività degli operatori televisivi locali.</p>
<p>La sopravvivenza delle emittenti locali nel passaggio delle trasmissioni dal sistema analogico al digitale terrestre rappresenta un&#8217;esigenza cruciale per il nostro Paese e le associazioni di categoria delle tv locali da tempo denunciano l&#8217;esproprio subito dei canali dal 61 al 69 che appare di dubbia legittimità, soprattutto perché a fronte di un indennizzo veramente irrisorio. Queste associazioni ritengono inammissibile, inoltre, che tale operazione avvenga ad esclusivo carico delle emittenti locali, mentre a Mediaset e Rai non venga chiesto alcun tipo di sacrificio, e anzi siano assegnate loro, di fatto, 6 frequenze a costo zero grazie a un bando emanato dal Ministero dello sviluppo economico. La cosa ci lascia sbalorditi considerando che, invece, l&#8217;effettuazione dell&#8217;asta pubblica per l&#8217;assegnazione delle predette 6 frequenze potrebbe invece produrre un introito stimato da 1 a 2 miliardi di euro, qualora le condizioni di gara mirino ad assicurare la massima valorizzazione economica delle frequenze da assegnare.<br />
Con l’interrogazione, l’Italia dei Valori intende quindi capire se e quali iniziative il Governo e la Regione Marche intendano assumere affinché la riduzione delle frequenze televisive non avvenga ad esclusivo carico delle emittenti locali e affinché sia incrementata l&#8217;entità delle misure compensative finalizzate a promuovere un uso più efficiente dello spettro destinato alla diffusione di trasmissioni in ambito locale. Vorremmo altresì che fosse applicato puntualmente l’articolo 32 del testo unico dei servizi media audiovisivi, affinché l&#8217;attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi avvenga in ossequio ai principi di garanzia della semplicità d&#8217;uso del sistema di ordinamento automatico dei canali, nonché del rispetto delle abitudini e delle preferenze degli utenti. Oltre a questo pretendiamo di sapere se e quali iniziative il Governo e la Regione intendano assumere affinché venga revocato il citato bando attraverso il quale sei frequenze verranno con assoluta probabilità assegnate a costo zero alla Rai e a Mediaset e, infine, se il Governo intenda assumere iniziative normative affinché siano stabilite le condizioni economiche di assegnazione tramite gara delle frequenze per la radiodiffusione televisiva in ambito nazionale.<br />
 <br />
 <br />
On. David Favìa, coordinatore Idv Marche<br />
Paola Giorgi, vicepresidente assemblea legislativa Marche<br />
Paolo Eusebi, capogruppo IdV assemblea legislativa Marche<br />
Sandro Donati, assessore regionale IdV<br />
Luca Acacia Scarpetti, consigliere Idv assemblea legislativa Marche</p>
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		<title>Agricoltori contro i consorzi di bonifica: l&#8217;IdV interviene</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 16:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Centinaia di agricoltori hanno chiesto l&#8217;eliminazione dei Consorzi di Bonifica. Crediamo che sia tempo di affrontare seriamente la questione per una serie di motivazioni validissime, dall&#8217;eliminazione degli enti inutili alla necessità di scongiurare l&#8217;invio, da parte dei Consorzi di Bonifica tipo quello del Musone &#8211; Potenza Chienti Asola Alto Nera, dei &#8221; ruoli esattoriali&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/marche/agricoltori-contro-i-consorzi-di-bonifica-lidv-interviene-2-912872.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div id="attachment_2873" class="wp-caption alignleft" style="width: 253px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/Paola-Giorgi28.jpg"><img class="size-full wp-image-2873" title="Paola Giorgi2" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/Paola-Giorgi28.jpg" alt="" width="243" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Paola Giorgi, vicepresidente Assemblea legislativa delle Marche</p></div>
<p> <br />
Centinaia di agricoltori hanno chiesto l&#8217;eliminazione dei Consorzi di Bonifica. Crediamo che sia tempo di affrontare seriamente la questione per una serie di motivazioni validissime, dall&#8217;eliminazione degli enti inutili alla necessità di scongiurare l&#8217;invio, da parte dei Consorzi di Bonifica tipo quello del Musone &#8211; Potenza Chienti Asola Alto Nera, dei &#8221; ruoli esattoriali&#8221;, avvisi di pagamento inviati a circa 40 mila utenti senza nessuna previa verifica dell&#8217; effettivo beneficio ricavato dall&#8217; attività consortile. </p>
<p><span id="more-2872"></span> </p>
<p>Diverse sono le azioni che l&#8217;Italia dei Valori intende intraprendere, nei diversi livelli di competenza, affinchè gli inutili Consorzi vengano eliminati. </p>
<p>A livello Parlamentare si sta lavorando una pdl di abolizione dei Consorzi di Bonifica a firma Di Pietro e Favia. </p>
<p>A livello regionale stiamo lavorando ad una pdl che abroghi da subito l&#8217;art. 18 della Legge Regionale 16/2010 che regola le funzioni dei Consorzi di Bonifica e che ha permesso, dopo oltre dieci anni, l&#8217;invio delle illegittime cartelle da parte di Equitalia. </p>
<p>Nella pdl prevediamo l&#8217; immediata restituzione di quanto ingiustamente pagato dai contribuenti. Preciso che il tema dei contributi di bonifica è caldo in molte Regioni di Italia e moltissime sono le vertenze aperte e quelle accolte contro i pagamenti. La soppressione dei Consorzi di Bonifica non è materia delle Regioni. La Regione Marche con la legge 30/97 abrogò i Consorzi di Bonica, ma la Corte Costituzionale ne dichiarò l&#8217;illegittimità. L&#8217;Italia dei Valori sta redigendo una mozione di indirizzo da presentare al voto dell&#8217; Assemblea Legislativa che impegni il Presidente Spacca e l&#8217;assessore competente a sostenere nella conferenza Stato Regioni la assoluta necessità di eliminare i Consorzi di Bonifica, oggi enti inutili. </p>
<p>E&#8217; in discussione in terza commissione, in Regione, anche una proposta di riordino dei Consorzi delle Marche. Purtroppo questa proposta e&#8217; solo una mediazione al ribasso che mira a preservare poltrone da spartire secondo la logica delle appartenenze e non si ha il coraggio di affrontare il tema nel merito. A proposito di merito, non so se è un caso, ma mentre scrivo della necessaria eliminazione dei Consorsi di Bonifica, sulla TV scorrono ancora le disastrose immagini dell&#8217; ennesima alluvione. </p>
<p>Paola Giorgi Vice Presidente Assemblea Legislativa Marche</p>
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		<title>Approvata la mozionedell&#8217;Idv sui trasporti pubblici locali</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 17:19:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/marche/approvata-la-mozionedellidv-sui-trasporti-pubblici-locali-912838.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><h1><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/trasporti.bmp"></a></h1>
<p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/bus.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2868" title="bus" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/bus-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>On. Favìa: &#8220;L&#8217;Italia dei Valori non sta a guardare il Governo mentre taglia le risorse agli enti locali e chiede di far andare avanti la macchina senza benzina. Ed ecco le nostre proposte&#8221; </p>
<p>Un grande successo dell’Italia dei Valori per i servizi essenziali dei nostri cittadini. La Camera ha approvato la mozione presentata dall’Italia dei Valori e di cui sono cofirmatario, sulla delicata questione dei trasporti pubblici locali, servizi fondamentali per la vita di tutti i giorni dei cittadini, senza i quali, bisognerebbe ricorrere a quelli privati, più costosi e quindi elitari.<span id="more-2838"></span></p>
<p>Il nostro partito infatti non sta a guardare il Governo mentre taglia le risorse agli enti locali e chiede di far andare avanti “la macchina senza benzina” (impone la gestione dei servizi agli enti locali, ma taglia i fondi alle Regioni che non hanno competenze fiscali per reperire le risorse necessarie).</p>
<p>Al taglio complessivo dei trasferimenti destinati al settore pari a 1.665 milioni, abbiamo risposto quindi prima a livello nazionale e interverremo a breve anche con un’interrogazione urgente dei consiglieri regionali IdV. Abbiamo chiesto di provvedere immediatamente ad incrementare il fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale di 1700 milioni di euro complessivi.</p>
<p>E l’Italia dei Valori ha proposto anche come reperire le risorse economiche necessarie per ridare lustro e dignità ad un settore annichilito. E le soluzioni potrebbero essere diverse: ad esempio attingendo dal fondo per gli interventi strutturali di politica economica, fondo incrementato di ben 2 miliardi di euro per l’anno 2012 e recentemente già incrementato di 835 milioni di euro per il 2011 e di altrettanti 2.850 milioni di euro per l’anno 2012.<br />
Altre risorse sarebbero reperibili dalla soppressione dei finanziamenti che il Governo ha previsto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina pari complessivamente a 1 miliardo e 770 milioni di euro.</p>
<p>Ricordiamo che in assenza di provvedimenti urgenti, le Regioni saranno costrette al totale azzeramento dei servizi e degli investimenti per il rinnovo materiale rotabile, all’ulteriore ed insostenibile aumento delle tariffe, al licenziamento di migliaia di dipendenti del comparto del trasporto e, infine, all’aumento del contenzioso con le aziende ferroviarie e del trasporto pubblico locale per l’impossibilità di garantire il rispetto dei contratti di servizio sottoscritti nel corso di questi anni.</p>
<p>Questa situazione drammatica è causata dai tagli sconsiderati e improduttivi perpetrati dal Governo nei confronti delle regioni e degli enti locali: solo nel 2012 saranno pari a 4,2 miliardi di euro, e in assenza di adeguati correttivi, si abbatteranno negativamente oltre che nel settore dei trasporti, anche in quello della difesa del suolo, della formazione e dell’energia, sommandosi ai tagli già decisi per l’anno 2011.</p>
<p>On. David Favìa, coordinatore IdV Marche</p>
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		<title>Italia dei Valori contro la modifica costituzionale ART. 41, 45, 97 e 118 comma quarto</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 17:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/marche/italia-dei-valori-contro-la-modifica-coastituzionale-art-41-45-97-e-118-comma-quarto-912833.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><h2><div id="attachment_2834" class="wp-caption alignleft" style="width: 153px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/384229_2482569939929_1123009845_32922070_1666566359_n1.jpg"><img class="size-full wp-image-2834" title="384229_2482569939929_1123009845_32922070_1666566359_n[1]" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/384229_2482569939929_1123009845_32922070_1666566359_n1.jpg" alt="" width="143" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">On. David Favìa, coordinatore IdV Marche e Antonio di Pietro</p></div>ON. FAVìA: &#8220;la riformulazione dell&#8217;articolo 118 della Costituzione prevede come &#8216;residuale&#8217; l&#8217;intervento del pubblico nelle attività, anche economiche, sulla base del principio di sussidiarietà e favorisce in sostanza le privatizzazioni&#8221;<br />
 </h2>
<p>IDV. PD e UDC hanno fatto ostruzionismo alla Camera per rallentare l&#8217;esame del disegno di legge della maggioranza che vuole stravolgere gli articoli 41, 45, 97 e 118, comma quarto, della Costituzione e ho avuto l&#8217;onore di sedere al tavolo dei 9 per conto di IDV. <span id="more-2833"></span></p>
<p>E’ un’assurdità, per noi dell’IdV, la riformulazione dell&#8217;articolo 118 della Costituzione approvata dalla commissione Affari Costituzionali della Camera che prevede come &#8216;residuale&#8217; l&#8217;intervento del pubblico nelle attività, anche economiche, sulla base del principio di sussidiarietà e favorisce in sostanza le privatizzazioni.</p>
<p>La novità e&#8217; contenuta nel Ddl costituzionale predetto che, oltre l&#8217;articolo 118, riscrive gli articoli 41, 45 e 97 della Carta fondamentale. Con la nuova norma &#8220;l&#8217;azione&#8221; dei poteri pubblici si configura come sussidiaria rispetto a quella privata. Si è previsto in sostanza di inserire nel testo della Costituzione che tutte le attività economiche devono essere private, a partire da quelle relative ai servizi pubblici locali. L&#8217;idea è stata avanzata da Donato Bruno del Pdl, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera e relatore alla riforma dell&#8217;articolo 41 della Costituzione, approvata in Commissione e, dal 26 settembre, all&#8217;esame dell&#8217;Aula. Il testo contiene il principio secondo il quale lo Stato può fare «solamente» ciò che non riescono a fare i privati.</p>
<p>Quindi, si andrebbe verso la priovatizzazione della scuola, della sanità, dell&#8217;acqua e di tutti i servizi pubblici essenziali, nel senso che essi non potranno più essere gestiti nemmeno da società pubbliche nè miste pubblico-privato. Un regalo al capitalismo più bieco e ai soliti amici degli amici. Per noi dell’Italia dei Valori il concetto secondo cui Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni esercitano «solamente» le attività che non possono essere svolte adeguatamente dai cittadini singoli o associati, comporterebbe la privatizzazione di tutti i servizi a partire da quelli pubblici locali, ivi compresa l&#8217;acqua su cui si è appena svolto un referendum.</p>
<p>Come già ricordato dal nostro leader Antonio Di Pietro questo è un chiaro tentativo di far rientrare dalla finestra ciò che i cittadini hanno messo fuori dalla porta, la privatizzazione dell&#8217;acqua. Non siamo contrari alle privatizzazioni, ma la proposta del Pdl è eversiva e ridicola. Eversiva perché offende lo Stato democratico e lo Stato di diritto. Ridicola perché è una proposta costituzionale. Quindi, dovrà passare al vaglio dell&#8217;elettorato che già si è espresso in merito. Inoltre riteniamo che l&#8217;articolo 41 sancisca un principio liberale importantissimo che non vada modificato assolutamente, ossia che l&#8217;iniziativa privata e&#8217; libera, però non può porsi in contrasto con l&#8217;utilità sociale e deve essere indirizzata secondo principi di responsabilità sociale: un nobile punto di riferimento per tutti.</p>
<p>On. David Favìa, cordinatore IdV Marche</p>
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		<title>MARCHE &#8211; Proposta di legge IDV per riordino diritto allo studio ed Ersu unico</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 16:48:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/marche/marche-proposta-di-legge-idv-per-riordino-diritto-allo-studio-ed-ersu-unico-912825.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><h2><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/Borsa_di_studio_d0.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2826" title="Borsa_di_studio_d0" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/Borsa_di_studio_d0-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>&#8220;Non ci interessa salvaguardare questo o quel centro di potere e di spreco a discapito dei diritti di tutti gli studenti marchigiani&#8221;</h2>
<p>L&#8217;Italia dei Valori, prima firmataria Paola Giorgi, ha presentato in Consiglio Regionale una proposta di legge sul riordino del diritto allo studio universitario prevedendo l&#8217;ERSU unico. <span id="more-2825"></span>Siamo certamente aperti al dialogo ma non accetteremo mediazioni al ribasso che non salvaguardino l&#8217;omogeneità regionale delle forme di aiuto al diritto allo studio e non contrastino chi fa dell&#8217;offerta di borse di studio, posti letto e mense una forma pubblicitaria per acquisire studenti senza avere un&#8217;adeguata offerta formativa.<br />
Non ci interessa salvaguardare questo o quel centro di potere e di spreco a discapito dei diritti di tutti gli studenti marchigiani e dei giovani che vengono a studiare nelle Marche. La prospettata e necessaria riforma degli ERSU è un&#8217;occasione unica per affrontare nel merito una seria riforma del Diritto allo Studio.<br />
Una nuova concezione del diritto allo Studio Universitario che intende razionalizzare il sistema garantendo finalmente l&#8217;uniformità di trattamento su tutto il territorio regionale, da Urbino fino ad Ascoli Piceno, indirizzando le azioni verso la più ampia inclusione ed il sostegno al superamento degli ostacoli che possono condizionare l&#8217;accesso, la frequenza, il completamento degli studi, potenziando il raccordo tra studio ed inserimento lavorativo nelle imprese del territorio e istituendo un osservatorio regionale per il monitoraggio delle domande e dei risultati conseguiti.<br />
L&#8217;intervento prioritario previsto è l&#8217;omogeneizzazione del diritto allo studio attraverso azioni precise: un unico bando di concorso regionale con unico criterio per l&#8217;attribuzione delle borse di studio, annullando così la bizzarra distribuzione attuale delle risorse che crea una forte disparità tra gli studenti degli atenei marchigiani. Un progressivo allineamento delle rette per i servizi abitativi nelle diverse sedi, un processo di omogeinizzazione e qualificazione del servizio ristorativo fruibile su tutto il territorio regionale, un unico sistema di acquisizione on line delle domande, una razionalizzazione delle risorse e una riduzione dei costi attraverso economie di scala, un utilizzo più razionale e produttivo del patrimonio in dotazione.<br />
Tutto ciò può liberare risorse per affrontare nuovi investimenti. Rispetto alla legislazione vigente in materia, la nostra proposta presenta altri elementi di novità: l&#8217; affermazione della necessità dell&#8217; incremento dell&#8217;internazionalizzazione dei percorsi formativi di ricerca e professionali, peraltro premiati in termini di FFO ( Fondo Finanziamento Ordinario) per gli Atenei; l&#8217;implementazione di un sistema informativo volto a coniugare esigenze imprenditoriali e professionali con l&#8217;offerta didattica e l&#8217;istituzione di un osservatorio per la rilevazione e il monitoraggio dei risultati conseguiti. L&#8217;istituzione della Consulta con la partecipazione degli studenti articolata in tutto il territorio regionale.<br />
Con la riforma del diritto allo studio si valorizza anche il ruolo della Regione Marche nella strategia della Macroregione Adriatico Ionica riservando borse di studio a studenti capaci e meritevoli, ancorché privi di mezzi, provenienti da quell&#8217; area. Così come si potranno riservare risorse agli studenti marchigiani capaci e meritevoli, ma carenti di sostegno economico, che intendano iscriversi presso corsi di laurea rispondenti alle esigenze produttive locali, ma non presenti nella nostra Regione.<br />
E&#8217; chiaro che per attuare questa riforma del diritto allo studio garantendo agli studenti condizioni di accesso ai benefici e ai servizi più efficienti e più uniformi, occorre una governance unica, che può essere interpretata da una Agenzia UNICA, ma con un&#8217; organizzazione articolata in una sede centrale e più punti sul territorio per servire le diverse sedi di insediamento universitario.<br />
 <br />
On. David Favìa, coordinatore IdV Marche<br />
Paola Giorgi, vicepresidente assemblea legislativa Marche<br />
Paolo Eusebi, capogruppo IdV assemblea legislativa Marche</p>
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		<title>Il fondo del barile</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:11:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al fondo del barile che Berlusconi ed i suoi sodali hanno beceramente regalato al Paese non si arriva mai. Neppure col salvataggio dell’ex braccio destro di Tremonti, Marco Milanese per il quale era stata avanzata la richiesta di arresto alla Camera dalla Procura di Napoli che contesta a Milanese corruzione e favoreggiamento, nell’ambito dell’inchiesta sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/attualita/il-fondo-del-barile-912791.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/10/20_01_2009_20_14_24_4974-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2792" title="20_01_2009_20_14_24_4974-1" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/10/20_01_2009_20_14_24_4974-1-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" /></a>Al fondo del barile che Berlusconi ed i suoi sodali hanno beceramente regalato al Paese non si arriva mai. Neppure col salvataggio dell’ex braccio destro di Tremonti, Marco Milanese per il quale era stata avanzata la richiesta di arresto alla Camera dalla Procura di Napoli che contesta a Milanese corruzione e favoreggiamento, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosidetta P4. Neanche col salvataggio (rigettando la mozione di sfiducia) del Ministro dell’Agricoltura Saverio Romano. inquisito dai PM di Palermo per concorso in associazione mafiosa e corruzione con l’aggravante del metodo mafioso. Ed ancora <strong>il fondo non si intravvede</strong>.<span id="more-2791"></span></p>
<p>La Chiesa fa sentire la sua voce. In particolare il cardinale  Angelo Bagnasco presidente della CEI  ha fra l’altro espresso nei giorni scorsi apprensione <em>“per le pesanti conseguenze sulla vita della gente e gli effetti interiori della crisi che, a tratti, sembra produrre un oscuramento della speranza collettiva”, per cui “circola l’immagine di un Paese disamorato, privo di slanci, quasi in attesa dell’ineluttabile”. L’amarezza per “il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità”. La preoccupazione per “comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà, ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune”. La necessità di “correggere abitudini e stili di vita”. Ma anche il rinnovato impegno della Chiesa, che “non intende sottrarsi alle attese e alle responsabilità che le competono”.</em></p>
<p>Come se non bastasse il Card.Bagnasco ha rincarato : <em>la questione morale, quando intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di un’esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serietà e del sacrificio, fondamentale per imparare a prendere responsabilmente la vita. Ecco perché si tratta non solo di fare in maniera diversa, ma di pensare diversamente: c’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate.”. </em>Non c’è che dire, Una bella tirata d’orecchie ineluttabile quanto forse un po’tardiva. Destinataria la classe politica, in primis ovviamente Berlusconi. Anche qui il premier e la sua maggioranza fanno spallucce ed <strong>il fondo del barile non si vede.</strong><em></em></p>
<p>La Marcegaglia e gli industriali denunciano l’inerzia del governo e si fanno il loro bel manifesto per rilanciare l’economia ed il Paese ma come sempre  il Governo ha altre cose da fare e quindi tutto resta lettera morta. <strong>Ma il fondo non si scorge</strong>. Della Valle tira fuori qualche soldino di  tasca e compra pagine intere di quotidiani.  &#8221;Politici ora basta&#8221; così titola un testo che non fa sconti a nessuno: <cite>&#8220;Lo spettacolo indecente e irresponsabile che molti di voi stanno dando non è più tollerabile da gran parte degli italiani e questo riguarda la buona parte degli appartenenti a tutti gli schieramenti politici&#8221;.</cite> I politici, secondo Della Valle, trascurano gli interessi del Paese e si occupano solo dei propri; ci stanno portando al disastro,  danneggiando la reputazione dell&#8217;Italia nel mondo. Anche in questo caso il centro destra si chiude a riccio mentre altri fanno melina e per cementare la…casta. Insomma ancora <strong>il fondo  del barile sembra lontano.</strong></p>
<p>Nel conto si potrebbe anche mettere quella suadente allocuzione  “l’Italia è un Paese di merda” sussurrato al telefono dal capo azzurro Berlusconi e poi il leggiadro richiamo al  nuovo partito che sempre il cavaliere potrebbe fondare: quel “forza gnocca” che ben si addice ad un uomo che non ha più nulla da dire nel al Paese  ne all’altra parte del cielo. Come se non bastasse si  potrebbero anche ricordare gli apprezzamenti sempre …eleganti espressi sul fondo schiena della Cancelliera Merkel e vi renderete conto che <strong>il fondo del barile si avvicina ma non si trova ancora</strong>.</p>
<p>L’economia affonda e la Grecia si avvicina ma il Governo è al braccio di ferro non commentabile per la nomina del governatore di Bankitalia.  Banca d’Italia. &#8220;Preferisco Grilli, se non altro perche&#8217; e&#8217; di Milano&#8221;. Cosi&#8217; il leader della<strong> Lega Umberto Bossi</strong> sponsorizza con Tremonti  l&#8217;attuale direttore generale del Tesoro,<strong>Vittorio Grilli</strong>  rispetto a Fabrizio Saccomanni preferito invece da Berlusconi e dallo stesso Mario Draghi. Ma essere di Milano significa essere padani e si sa la Lega alla Padania ci tiene. Addirittura vorrebbe imbarcarsi in un  referendum. Siamo davvero alla farsa ma non al fondo del barile. Neanche quando Standard &amp; Poor’s e poi Moody’s declassano il nostro Paese.</p>
<p>Non è un caso se lo stesso presidente della Repubblica pochi giorni fa ha sottolineato che servirebbe un &#8220;governo di tregua”. A Napolitano prudono le mani e prenderebbe volentieri a sculacciate qualcuno ma si è limitato a ricorrere nuovamente alla storia italiana del dopoguerra per mandare un segnale preciso alle forze politiche. Il capo dello Stato ha fatto l&#8217;esempio del Governo Pella, seguito all&#8217;era De Gasperi, per ribadire che anche in caso di crisi non è automatico il ritorno alle urne. D&#8217;altro canto, il presidente non potrebbe non esercitare le sue prerogative in caso di crisi: se il Governo non ce la fa, il Quirinale sonderà la posizione delle forze politiche tenendo a mente la soluzione migliore per il Paese. E il richiamo al Governo di Giuseppe Pella fa capire che il capo dello Stato non pensa che il voto sia la prima strada da tentare. <strong>E il fondo del barile è sempre più fondo</strong> in una Italia che piange le ragazze di Barletta travolte da un crollo annunciato e da quei 3 euro e novanta l’ora che le faceva sopravvivere in un Paese che vuole soltanto risalire per ritrovare se stesso, la sua dignità, le sue tante energie, i suoi giovani e la sua vera identità.</p>
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		<title>Il conto è servito</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 14:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sempre più tartassati, sempre più poveri La coesione nazionale contro gli attacchi speculativi. Il senso di responsabilità delle opposizioni per non fare la fine della Grecia e di  altri Paesi in difficoltà come l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna. Insomma per evitare la bancarotta s’è dovuto giocoforza fare in fretta. E così in pochissimi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/il-conto-e-servito-912778.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><strong><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/cliente-sorpreso.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2779" title="cliente-sorpreso" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/cliente-sorpreso-300x239.png" alt="" width="300" height="239" /></a>Sempre più tartassati, sempre più poveri</strong></p>
<p>La coesione nazionale contro gli attacchi speculativi. Il senso di responsabilità delle opposizioni per non fare la fine della Grecia e di  altri Paesi in difficoltà come l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna. <span id="more-2778"></span>Insomma per evitare la bancarotta s’è dovuto giocoforza fare in fretta. E così in pochissimi giorni la Finanziaria di luglio firmata Tremonti &#8211; Berlusconi, la  più becera e la più perniciosa degli ultimi decenni, quella socialmente più devastante, ha visto purtroppo la luce. Colpendo i ceti più deboli, salvaguardando i privilegi della casta, rimandando i tagli ai costi della politica. Insomma una vera e propria catastrofe sociale che peserà come un macigno sulle famiglie italiane maggiormente esposte alla crisi. Nonostante ciò la speculazione continua ad essere dietro l’angolo contando sulla assoluta inadeguatezza del governo  e chiaramente le misure adottate non sono bastate. E i mercati ci continuano a penalizzare puntando sul fallimento Italia.Non a caso il differenziale fra Btp e Bund fa l’altalena intorno a 400.</p>
<p>In effetti, dopo la Finanziaria,  non sono bastate le molteplici riscritture della ultima manovra di agosto per superare remore e perplessità. Con la Bce che pretende da tutti i partner il pareggio di bilancio e che quindi giustamente ci sta col fiato sul collo e con i tedeschi che non ce ne perdonano una, il governo non ha trovato di meglio che scaricare il peso del dissesto sui pensionati, sui lavoratori a reddito fisso, sui giovani, sui disoccupati e sui cassintegrati, sulle donne. Insomma nessuna riforma strutturale, nessuna patrimoniale, contributo di solidarietà per dipendenti pubblici e per chi guadagna sopra i 300 mila euro ma appena una carezza per chi guadagna una barca di soldi. E poi lo scandalo dell’articolo 8 che va scardinare le forme più elementari e codificate di tutela dei lavoratori. Per arrivare al punto d’Iva in più. Dal 20 al 21% significa andare a rovistare nelle già semivuote tasche degli italiani. “La manovra varata dal governo rischia di pesare sulle famiglie per 33 miliardi”. Parole e musica del presidente della Confesercenti Marco Venturi. «Gli interventi diretti e indiretti contenuti nella manovra graveranno sulle famiglie per 33 dei 54 miliardi complessivi. E se a questo scenario aggiungiamo il dramma di migliaia di chiusure di imprese il quadro è preoccupante», ha dichiarato Venturi parlando di una pressione fiscale effettiva al 54%. A conti fatti, l&#8217;<a href="http://www.lettera43.it/economia/macro/26063/dal-17-settembre-prezzi-piu-alti-ma-non-per-pane-latte-e-giornali_breve.htm">aumento dell&#8217;Iva</a>  si tradurrà in 140 euro di aumento medio annuo  per ciascuna famiglia secondo cui l&#8217;aumento di un punto dal 20 al 21% graverà per il 70% sulle famiglie. Ad una crescita zero (+0,1% il Pil nel 2012 secondo le stime del Ref), si aggiunge il dramma di migliaia di chiusure di imprese commerciali e del turismo: in soli 24 mesi sono scomparse 30 mila imprese in più rispetto ai tre anni che precedono la crisi. Per Confesercenti il saldo negativo tra aperture e chiusure nel triennio 2005-2007 prima della recessione è stato di 80 mila imprese mentre nel solo biennio di congiuntura 2008-2009, le aziende che hanno chiuso i battenti sono salite a quota 110 mila. Per le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, il conto per le famiglie dovrebbe essere molto più salato. Le associazioni sostengono infatti che in base alle previsioni dell&#8217;Agenzia delle Entrate, la ricaduta media a famiglia Istat di 2,5 componenti, sarà di 173 euro ma se non ci saranno atteggiamenti diversi da quelli diagnosticati, il rischio vero è quello di avere, attraverso fenomeni di moltiplicazione, di aumenti di uno 0,85 punti in più del tasso di inflazione che significa ulteriore perdita delle famiglie Istat (2,5 componenti) di ben 255 euro annui. Per una famiglia di tre componenti di 306 euro annui Per una famiglia di quattro persone di 408 euro annui.</p>
<p>Ed allora i tre no dell’Italia dei Valori: no a questa manovra; no a questo governo screditato, incapace e truffaldino; no al tentativo di salvaguardare le poltrone con i governi tecnici, mentre il Paese brucia. Certo è che il Governo è andato giù pesante sui redditi medio bassi mentre ha salvaguardato bellamente gli interessi ed i privilegi della casta. Soprattutto quelli della politica. Davvero, peggio di così al sistema Paese non può andare.</p>
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