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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; Interviste</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>Idv a filo diretto con i cittadini. Rota: “Ascoltare chi ci segue è un dovere”</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 11:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[On. Ivan Rota Il responsabile dell’organizzazione spiega come è cresciuta la strutturazione sul territorio Anno nuovo, nuove sfide politiche, stessa passione di sempre. Il 2012 è ormai avviato e l’Italia dei Valori ha inaugurato la nuova campagna tesseramento, chiedendo a quanti credono nella possibilità di migliorare il Paese attraverso una politica diversa, di avere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interviste/idv-a-filo-diretto-con-i-cittadini-rota-%e2%80%9cascoltare-chi-ci-segue-e-un-dovere%e2%80%9d-913032.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div class="mceTemp">
<dl id="attachment_3033" class="wp-caption alignleft" style="width: 215px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2012/01/ivan-rota_FB.jpg"><img class="size-medium wp-image-3033" title="ivan rota_FB" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2012/01/ivan-rota_FB-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">On. Ivan Rota</dd>
</dl>
<p><em>Il responsabile dell’organizzazione spiega come è cresciuta la strutturazione sul territorio </em></p>
<p>Anno nuovo, nuove sfide politiche, stessa passione di sempre. Il 2012 è ormai avviato e l’Italia dei Valori ha inaugurato la nuova campagna tesseramento, chiedendo a quanti credono nella possibilità di migliorare il Paese attraverso una politica diversa, di avere il “coraggio di scegliere”.<span id="more-3032"></span>“E’ necessario proseguire con rinnovato entusiasmo, con determinazione, con impegno, con un radicamento maggiore sul territorio”, ha detto il responsabile nazionale dell’organizzazione del partito, on. Ivan Rota, in un video sul sito nazionale IDV, invitando a iscriversi al partito presso le sedi presenti sul territorio oppure attraverso la compilazione del modulo on line sul sito www.italiadeivalori.it.</p>
<p>Nel 2011 l’azione politica di Italia dei Valori è stata determinante per porre fine al Governo Berlusconi, per scongiurare il ritorno del nucleare nel nostro Paese, per contrastare l’approvazione di una legge ad personam che avrebbe reso la giustizia italiana meno equa e per evitare la privatizzazione dell’acqua pubblica. Ora ci troviamo in una nuova fase politica per l’Italia, governati da un esecutivo tecnico alle prese con una profonda crisi economica da gestire. “Ci sarà più facile essere sentinelle di democrazia se sarà maggiore il sostegno della nostra base – ha aggiunto Rota &#8211; saremo più incisivi se maggiore sarà il radicamento sul territorio; avremo più peso se anche tu vorrai aderire e far aderire a Italia dei Valori nel 2012”.</p>
<p><strong>Onorevole, perché considera così importante, in questo momento storico, il contributo che può venire da parte di ogni cittadino?</strong></p>
<p>«Per troppo tempo gli italiani hanno delegato il proprio futuro a personaggi bravi a promettere ma cattivi nell’assolvere agli impegni presi. Oggi i cittadini hanno capito che devono esercitare il controllo e, dove possibile, spendersi in prima persona per amministrare il bene pubblico. Questo è il contributo che ognuno può dare per se stesso ma soprattutto per chi verrà. Oggi, a differenza del passato, le idee corrono veloci attraverso la rete del web e questo agevola il coinvolgimento di tutti».<em> </em></p>
<p><strong>L’antipolitica dilagante è un ostacolo duro da superare?</strong></p>
<p>«Qualcuno preferisce derubricare ad antipolitica una legittima e fondata avversità a chi sinora ha governato il nostro Paese. Credo che la falsità e l’ipocrisia siano il peggior modo di affrontare le spinte al cambiamento che arrivano dai nostri giovani e dalle fasce più deboli della nostra società. Non mi preoccupa l’antipolitica perché altro non è che il desiderio di riaffermare i valori di solidarietà, di meritocrazia, di equità, di giustizia sociale. L’ostacolo non è l’antipolitica, il vero ostacolo è il muro creato da piccoli e grandi poteri a tutela dei propri benefici e a discapito della meritocrazia».</p>
<p><em> </em><strong>Anche Italia dei Valori è un partito, perché fidarsi di voi? </strong></p>
<p>«Vede, si può condividere oppure no il progetto politico di IDV, si può avere simpatia o meno per il suo leader; una cosa certa è che Italia dei Valori si è guadagnata sul campo la credibilità grazie ad azioni concrete e a comportamenti coerenti. Siamo un partito giovane, non siamo mai stati coinvolti nella gestione del potere, almeno siamo il nuovo che ha deciso di “essere diverso” nell’interesse dei cittadini. Banalmente potrei dire: gli altri hanno già avuto occasione di dimostrare il loro non-valore, perché non provare a cambiare con IDV? ».</p>
<p><em> </em><strong>Chi condivide le vostre idee ma non vuole tesserarsi può entrare a far parte della Community IDV?</strong></p>
<p>«Certamente si! In assenza di un’informazione libera l’unica possibilità che abbiamo di far sentire la nostra voce e far conoscere oggettivamente quanto facciamo è internet. Il nostro obiettivo è quindi  costruire una Community con almeno un contatto mail in ognuno degli ottomila comuni italiani. Per farne parte non è necessaria l’iscrizione, anche se ritengo che sentirsi parte del partito è meglio. Entrare nella Community è semplice e basta collegarsi al link http://organizzazione.italiadeivalori.it/ubik/tesseramento/index.php e completare i pochi passaggi richiesti».</p>
<p> <strong>IDV è nata come movimento politico, quindi dal basso. Quanto conta ancora il parere della base nelle decisioni politiche?</strong></p>
<p>«L’ascolto di chi ci segue con speranza e di ogni cittadino che esprime un’opinione, è per noi un preciso dovere. Antonio Di Pietro, da sempre, ci ha invitati (o meglio ci ha obbligati) a rispondere a ogni mail e lui, in prima persona, ha dato l’esempio. Se il nostro partito riesce ad essere in sintonia con la gente è perché il presidente è in stretto legame con il loro sentire grazie alla lettura di migliaia di lettere che arrivano da ogni regione italiana».</p>
<p><em> </em><strong>Da movimento a uno dei partiti di riferimento, l’IdV di strada ne ha fatta tanta. Quali sono stati i punti di forza in questa crescita?</strong></p>
<p>«Sani valori di riferimento, impegno, passione, lungimiranza, disponibilità al sacrificio, determinazione, perseveranza, umiltà, onestà, schiettezza … in altre parole l’essere veri!».</p>
<p> <strong>Come tutti i movimenti, anche IDV non aveva una struttura organizzativa. Come è riuscito a costruirla in modo così articolato?</strong></p>
<p>«Ognuno può dare in funzione delle competenze e dell’esperienza maturata. Sono nel partito ancor prima che nascesse, quando l’azione di Mani Pulite &#8211; il cui 20° anniversario si celebra il prossimo 17 febbraio – aveva trasmesso un senso di speranza. Da allora ho seguito Antonio Di Pietro e, occupandomi nella vita di organizzazione del lavoro e di gestione di database, mi sono messo a disposizione per costruire questo partito che, giorno dopo giorno, è diventato sempre più strutturato ed efficiente. Posso affermare di essere orgoglioso dell’organizzazione che ci siamo dati, me ne prendo un po’ di merito sapendo che questo è stato possibile grazie a una base disponibile e a centinaia di dirigenti che quotidianamente si impegnano per rispondere alle mie sollecitazioni, dato che uno dei miei motti è “gutta cavat lapidem”».</p>
<p> <strong> Organizzazione efficiente significa anche presenza più capillare sul territorio. Questo aiuta i cittadini a sentirsi più vicini alla Politica con la P maiuscola?</strong></p>
<p>«Proprio per essere vicini ai cittadini ci siamo organizzati sul territorio attraverso una fase congressuale durata 18 mesi, che ha portato all’elezione di 2.900 dirigenti tra segretari regionali, coordinatori provinciali e cittadini, e circa 1.700 eletti nelle istituzioni. Oggi contiamo quasi 250 mila contatti nel nostro database e abbiamo la possibilità di raggiungerne oltre la metà, in tempo reale, attraverso un semplice click d’invio alle loro mail.</p>
<p>Quando qualcuno insinua che IDV non è un partito, sorrido, pensando alla nostra forza sul territorio e alla grande potenzialità di espansione».<em></em></p>
<p><em> </em><strong>Lei ha impostato un tipo di comunicazione a filo diretto sia con i dirigenti sia con i sostenitori del partito. Non deve essere semplice ascoltare e rispondere a tutti….</strong></p>
<p>«Esatto, abbiamo un filo diretto con la nostra base! Ci arrivano quotidianamente centinaia di mail alle quali cerchiamo di rispondere sempre; utilizziamo una piattaforma di feedback per inviare questionari e ascoltare il parere della Community sulle questioni politiche più controverse; abbiamo strutturato un forum riservato ai nostri eletti nelle istituzioni; insomma abbiamo un contatto continuo con ognuno dei nostri simpatizzanti. Ogni mattina, direttamente dal mio account mail, faccio gli auguri di buon compleanno agli iscritti alla Community  e rispondo ad eventuali mail di ritorno. Non è semplice, ma posso contare sul prezioso aiuto della mia assistente e di altri collaboratori che lavorano sodo con passione e dedizione».</p>
<p><em> </em><strong>Ci sono sicuramente margini di miglioramento. Cosa si augura per il 2012?</strong></p>
<p>«Lo spazio di miglioramento è enorme e questo è l’aspetto che deve entusiasmare e coinvolgere ogni persona perbene che vuole mettersi in gioco per costruire un partito diverso, in grado di incidere nel cambiamento. La nostra organizzazione è migliorata notevolmente, si è data una struttura democratica, ha dimostrato di essere a contatto con la gente e di poter raccogliere oltre 500 mila firme in sole quattro settimane (come è successo quest’estate per il referendum sul Porcellum). Sono, però, consapevole che  possiamo fare tanto di più; l’augurio che mi faccio è che si inneschi un’onda positiva in grado di coinvolgere milioni di cittadini all’insegna di “libertà è partecipazione”».</p>
<p> <strong>Una frase che ripete spesso è “aiutiamoci ad aiutarci”. Qual è il significato fuori dalle righe?</strong></p>
<p>«È rifuggire la logica del <em>divide et impera</em>. È non condividere il motto “armiamoci e partite”. È prendere coscienza che gli altri siamo noi. È la consapevolezza che solo stando uniti e, “aiutandoci reciprocamente ad aiutarci”, possiamo crescere singolarmente e come collettività».</p>
<p><em> </em><strong>Non abbiamo parlato di politica…</strong></p>
<p>«Forse in queste risposte non si riscontra particolare contenuto politico ma cos’è “politica” se non, come diceva Aristotele,<strong> </strong>l&#8217;amministrazione della polis per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Solo se facciamo nostro questo concetto possiamo accogliere la nostra sfida e coordinarla a quelle di altri, attraverso una trasparente organizzazione».</p>
</div>
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		<title>Intervista al Presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 16:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presidente quanto incidono realmente i costi della politica?  Certamente, ogni cento Euro di soldi pubblici che si spendono ottanta sono per mantenere la macchina, siamo i primi al mondo a spese per mantenere la politica. Voglio essere più preciso: gli stati uniti d’America hanno cento parlamentari in Italia sono mille; avevamo una Regione Abruzzo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/intervista-al-presidente-dell%e2%80%99italia-dei-valori-antonio-di-pietro-912768.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div><em><div id="attachment_2769" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/Di-Pietro-Vella1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2769" title="Di Pietro, Vella[1]" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/Di-Pietro-Vella1-300x280.jpg" alt="" width="300" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">On. Antonio Di Pietro e Orlando Vella</p></div><strong>Presidente quanto incidono realmente i costi della politica?</strong></em></div>
<div><em> </em>Certamente, ogni cento Euro di soldi pubblici che si spendono ottanta sono per mantenere la macchina, siamo i primi al mondo a spese per mantenere la politica. <span id="more-2768"></span>Voglio essere più preciso: gli stati uniti d’America hanno cento parlamentari in Italia sono mille; avevamo una Regione Abruzzo e Molise ne hanno fatte due perché? Non si mettevano d’accordo nella spartizione, così ne hanno fatte due per raddoppiare i posti (due Presidenti, due Giunte, due Consigli regionali e così via); Isernia è una Provincia grande quanto un terzo di Sesto San Giovanni; ci sono quasi cento Comuni con meno di cinquanta abitanti ognuno deve avere un Consiglio Comunale un Sindaco gli Assessori  e poi vuoi mettere il consulente. Io, “molti capelli fa”, ho fatto il segretario comunale in un paese che si chiama Blessagno in Provincia di Como aveva un bilancio di 6.400.000 Lire (3.200 Euro) l’anno di cui 4.700.000 Lire erano per me Segretario e il veterinario condotto (vi erano più vacche che persone per cui decidemmo di prendere un veterinario anziché un medico condotto). Bisogna avere un limite la democrazia deve essere funzionale al popolo non alla sistemazione propria. Oggi ci sono 44.000 componenti di consigli di amministrazione delle società a capitale pubblico degli enti locali – cioè gli enti per fornire un servizio, che una volta lo faceva con il proprio personale, fanno le società a capitale pubblico ma sono SPA e quindi ripeto 44.000 componenti di cui il 99% sono politici trombati, parenti e amici da sistemare. Dobbiamo avere il coraggio e l’umiltà di fare pulizia degli sprechi e sperperi del denaro pubblico. Stabilito questo io sono dell’idea che con tutte le moderne tecnologiche che abbiamo oggi, si può e si deve fare una ristrutturazione complessiva delle istituzioni però contestualmente ad una opera di DISBOSCAMENTO della burocrazia soprattutto di quella politica che ci campa e ci mangia sopra.</div>
<p><em><strong>Cosa intende per opera di “disboscamento” potrebbe darci qualche dettaglio?</strong></em></p>
<p>Tre semplici <span style="text-decoration: underline;">regolette.</span> Il conflitto di interesse, non quello di Berlusconi che è cosi evidente come l’AIDS se lo conosci lo eviti, ma quello dei parlamentari tutti.<br />
Io credo che la prima <span style="text-decoration: underline;">regoletta </span>dovrebbe essere che mentre fai il parlamentare è incompatibile qualsiasi altro lavoro o incarico. Perché se fai l’avvocato e il parlamentare la mattina ti fai la legge e, il pomeriggio te la vai ad applicare, molte leggi vengono fatte in funzione delle esigenze particolari e non del popolo. Oggi in parlamento ci sono duecento avvocati, duecento commercialisti, trecento imprenditori e così via. Dobbiamo quindi prevedere incompatibilità del parlamentare con altri incarichi, addirittura abbiamo parlamentari che fanno anche i Sindaci, i Presidenti di Provincia, Assessori e quant’altro – o fai l’una o fai l’altra-.<br />
Seconda <span style="text-decoration: underline;">regoletta</span> “i condannati non possono essere candidati in nessuna istituzione”, in Parlamento, in particolare, vogliamo la migliore società. Il 12% dei Parlamentari oggi, ha problemi di giustizia, è grave, trovami un’altra categoria che ha una così alta percentuale di problemi con la giustizia, non li trovi nemmeno in un campo zingari. I condannati, per l’amor di Dio fino alla sentenza di condanna si è innocenti, però, un’altra regola si deve stabilire: nel caso si venga, dopo le indagini preliminari, rinviati a giudizio per reati dolosi, durante il processo non si può assumere incarichi di governo ne centrale ne locale (non puoi fare ne l’Assessore ne il Ministro) e se li si assume si decade a tutti i livelli, non come hanno fatto in Puglia e in Val D’Aosta, da destra a sinistra, decaduti a livello locale sono andati in Parlamento. Prima ti fai processare e poi assumi l’incarico. Non è accettabile fare alla Berlusconi maniera: adesso fammi governare poi quando ho finito mi processi, ma io lo voglio sapere prima a chi affido il portafoglio se è una brava persona o un delinquente, non dopo – una volta scappati buoi dalla stalla a voglia a chiudere la porta -.<br />
Terza regoletta, (sono tre le regolette che ho trasformato in un disegno di legge che ogni legislatura presento e ogni volta me lo bocciano) questa serve a tutti anche per noi dell’Italia dei Valori: coloro che si macchiano di reati contro la pubblica amministrazione non possono più contrarre con la pubblica amministrazione e quindi non possono partecipare a gare ne per le forniture ne per i lavori. Coloro che corrompono non devono restare sullo scenario per sempre, in queste ore sento nomi di persone che avevo già arrestato io durante Mani Pulite.<br />
Con queste tre <span style="text-decoration: underline;">regolette</span> avremmo un diverso Parlamento, un diverso Governo , una classe imprenditoriale trasparente.</p>
<p><em><strong>Quanto pesano le attuali ombre che toccano gli alleati della coalizione sulla questione morale?</strong></em></p>
<p>L’Italia dei Valori non ha titolo di giudicare gli altri partiti perché quello che oggi è capitato al PD, ieri al PDL, domani può capitare all’IDV. Per questo vanno stabilite, anche qui delle regole dove chi non le rispetta va messo fuori dalle istituzioni e dai partiti. Sarei ipocrita e anche un po’ stronzo se direi che votando IDV avete risolto la questione morale della polita italiana, perché senza regole, al momento in cui avremo tante persone nelle stanze dei bottoni io, non so se tutti saranno al di sopra di ogni sospetto. Lo devo dire con molta onestà se no non si va da nessuna parte, il problema è a monte noi dobbiamo stabilire delle regole del gioco che facciano da filtro per togliere spazio a queste persone predisposte a delinquere che sono in tutti i partiti.<br />
Chiedo un minuto per spiegare una regola del caso a cui tengo, visto che è un dibattito aperto anche all’interno dell’IDV: abbiamo già un finanziamento pubblico ai partiti bisogna vietare quello privato, perché l’imprenditore che finanzia il partito lo fa nella attività della propria impresa e quindi con l’obiettivo del tornaconto. Anche se il finanziamento è formalmente corretto finisce per essere, in pratica, una tangente perché l’imprenditore si aspetta qualcosa in cambio. Durante Tangentopoli questo si chiamava finanziamento illecito ai partiti poi è stato legalizzato ma sempre un corrispettivo per un favore è.</p>
<p><em><strong>Sulla iniziativa dell’IDV per l’abolizione delle Provincie c’è preoccupazione dei dipendenti, resistenza degli amministratori, cosa cambia con la riforma costituzionale ultima proposta dal Governo?  Quale è l’attuale situazione?</strong></em></p>
<p>L’abolizione delle Provincie è una parte del operazione di dimagrimento della politica perdono il posto i Consiglieri, gli Assessori e il Presidente per questo fanno ostruzionismo. I dipendenti non si devono preoccupare loro e i servizi restano per continuare il loro lavoro. La furbata inaccettabile è quella che ha fatto il governo presentando un disegno di legge Costituzionale per l’abolizione delle Provincie. Un testo lungo e di non facile comprensione che si traduce in dipietrese nel seguente modo:<br />
art. 1 sono abrogate le Provincie, art. 2 sono costituite le Aree Vaste, art. 3 sono abrogati i Presidenti di Provincia, art. 4 sono costituiti i Presidenti delle Aree Vaste, art. 5 sono abrogate le Giunte delle Provincie, art. 6 sono costituite le Giunte delle Aree Vaste, art. 7 sono abrogati i Consigli Provinciali, art. 8 ………</p>
<p><em><strong>Presidente quale è la sua valutazione sulla manovra economica e in particolare cosa ne pensa dell’inserimento art. 8 che modifica i diritti dei lavoratori?</strong></em></p>
<p>La manovra economica ci è stata imposta dall’Unione Europea per far quadrare i conti. Alla UE non interessa come e dove li prendi i soldi, li puoi anche rubare, infatti è nel merito che la contestiamo fortemente. Traduco, la manovra serve per individuare dove diminuire le spese e dove aumentare le tasse, noi contestiamo che le spese le hanno tagliate ai servizi essenziali. Il fatto stesso che siamo alla quinta edizione e che sono stati presentati 1200 emendamenti (di cui 650 della maggioranza) significa che essi stessi non sanno che pesci prendere. Per venire alla domanda, direbbe Di Pietro che ci azzecca la manovra economica con i diritti inviolabili dei cittadini? Infatti l’abrogazione di fatto dell’articolo 18 dei lavoratori attraverso l’inserimento dell’art. 8 di questo D.L. modifica totalmente l’assetto dei rapporti del mondo del lavoro, che non ha niente a che fare con una manovra economica se non l’uso e l’abuso di un Decreto Legge, come strumento punitivo, che può essere approvato in 48 ore per togliere potere a una categoria, i lavoratori, che sta sulle balle a questo governo.</p>
<p><em><strong>Parliamo di legge elettorale, tutti la vogliono cambiare ma nessuno sostiene il referendum promosso da IDV, si sente solo o confortato dall’esperienza dei Referendum precedenti dove nonostante l’abbandono degli alleati Lei ha avuto un vero successo anche personale?</strong></em></p>
<p>Non ho il tempo di sentirmi solo. In Italia il Referendum è solo abrogativo quindi cambiare una legge, con questo se pur eccezionale strumento di volontà popolare, non è cosa facile. Si tratta di fare un lavoro minuzioso di proporre l’abrogazione di alcune parole del testo di legge che modifica il proposito della legge stessa. Con questa operazione abbiamo cercato di far venir fuori una legge elettorale che quantomeno consente ai cittadini di poter scegliere all’interno di ciascun collegio elettorale fra più persone, perché diciamo la verità questo fatto di votare per partito preso ci sta molto stretto. Quindi questo Referendum, serve in prima battuta, comunque a migliorare questa legge elettorale e quantunque a obbligare il Parlamento a prendere in mano una legge che diversamente non verrebbe mai cambiata perché i primi ad andare a casa sarebbero quelli che ci sono adesso. Gli attuali Parlamentare non rispondo al popolo ma a chi li ha scelti: cinque Capibastoni.</p>
<p><em><strong>Berlusconi non perde occasione per denunciare una anomalia: la magistratura. E’ tutta colpa dei giudici di sinistra?</strong></em></p>
<p>In questi anni i processi più duri li hanno subiti i magistrati, tutti parlano dei processi che ha subito Berlusconi, Previti ed altri ma, in realtà il vero processo lo ha subito Sqiullante. Cosa voglio dire con questo: alcuni magistrati per un concorso di circostanze si sono trovati a fare delle inchieste dove si è scoperto che il sistema politico e il sistema delle imprese avevano trovato l’accordo di abusare dei soldi degli italiani per guadagnarci in modo improprio, questa e Tangentopoli. Poi arriva Mani Pulite che scopre il sistema. Cosa è Mani Pulite – lo dico a modo mio – se fossimo in ospedale Mani Pulite sarebbe il reparto radiologico che scopre un tumore sociale. Scoperto il tumore un paziente normale in un paese normale cosa fa? Se la prende con la malattia. L’Italia invece se la presa con i magistrati che hanno scoperto la malattia, salvando quelli che si sono lasciati corrompere. Poi con la manipolazione dell’informazione si è fatto credere che fosse in atto una guerra fra bande da una parte la banda dei magistrati e dall’altra la banda della politica sicchè, per l’opione pubblica sembra che siano tutti uguali, in realtà è una guerra fra guardie e ladri con l’aggravante che qualche guardia ha fatto pure il ladro. Il Ministro della Giustizia ha inviato gli ispettori a Napoli per verificare chi ha riferito che il Presidente del Consiglio ha avvistato La Vitola di non tornare in Italia. Il tema è il dito o la luna, il tema è chi ha pubblicato la notizia o il Presidente del Consiglio che avverte qualcuno di non tornare in Italia. Questa è l’anomalia, per rispondere alla domanda, questa è l’anomalia vera. Ecco perché insisto che si deve risolvere il conflitto di interessi, tu non puoi chiedere alla politica come alla malattia di curarsi da sola è come chiedere a Dracula di fare il guardiano del Pronto Soccorso “quello sta beni lì ci mangia e si assicura anche l’immunità”.<br />
Io sono convinto che nel 2011 è giunto il momento di eliminare l’art. 68 della Costituzione: ogni cittadino deve rispondere dei reati che commette, non che se è parlamentare non risponde dei propri reati.<br />
Oggi per arrestare un Parlamentare bisogna passare per la Camera, è una legge che questi Parlamentari non toglieranno mai, ognuno dice e se capita a me, e se capita a me.</p>
<p><em><strong>Parliamo di libertà d’informazione, quale è la sua idea in merito?</strong></em></p>
<p>Io sono dell’idea che la libertà d’ informazione si raggiunge con la pluralità d’informazione quindi non toglierei la parola a nessuno ma farei in modo che tutti possono dire la sua. Io sono per “l’editore puro” cioè chi, come attività imprenditoriale, fa solo l’editore. In Italia purtroppo, in questo c’è una patologia perché, di regola, l’editore fa l’edilizia, le autostrade, la sanità e tante altre attività e poi si munisce di un sistema d’informazione per magnificare il proprio prodotto e svalutare quello degli altri. Voglio dire in sostanza che l’editoria deve diventare una attività d’impresa originaria non portatore di interessi collegati, poi anche se ci sono imprenditori che fanno altro e importante che non sia impedito ad alcuni di far sentire la propria voce, per intenderci a me non preoccupa che alla Rai ci metti Belpietro e Paragone ma mi preoccupa che togli Santoro. Ecco questo è negare la pluralità d’informazione.</p>
<p><em><strong>Ultimamente la vediamo poco in TV c’è una censura in corso? Quando la vediamo però devo riconoscere una efficacia comunicativa, strategia?</strong></em></p>
<p>Per quanto riguarda me personalmente spesso devo passare sotto le forche caudine per aver uno spazio di comunicazione, è vero a volte mi faccio scappare qualche parola di troppo, qualche altra si è costretti a rappresentarsi in modo magari “caricaturale” per catturare l’attenzione. L’ultima volta che ho parlato in diretta dal Parlamento, ad esempio, ho strategicamente detto “Caro Silvio ti prego” ma ti pare che lo io me lo sento caro a quello!!</p>
<p><em><strong>E’ stato quella volta che vi siete appartati?</strong></em></p>
<p>Ma non mi so appartato stavamo in aula, che dovevo fa! in aula in mezzo alla gente, tra l’altro sai che ma detto “hai visto quante cose sto facendo per il paese” io gli ho detto fanne un’altra “VATTENNE”</p>
<p>* <em>direttore editoriale di Orizzonti Nuovi giornale dell’Italia dei Valori</em></p>
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		<title>Intervista a Luigi De Magistris</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 21:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interviste/intervista-a-luigi-de-magistris-911792.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><strong><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/07/luigi-de-magistris.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1026" title="Luigi De Magistris" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/07/luigi-de-magistris-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La prima domanda non può che riguardare le recenti elezioni regionali. Quali considerazioni ne hai tratto?</strong></p>
<p>Per prima cosa non posso non ammettere una vittoria del centro destra. Una vittoria però, che non è certo frutto di buon governo ma dovuta in larga misura ai gravi errori della sinistra soprattutto nella scelta delle candidature. Si è andati a riproporre  personaggi ormai non più accettati dal nostro popolo ed il forte astensionismo ne è la prova.  Il centro sinistra, ad oggi, si sta dimostrando inadeguato nella costruzione di una valida alternativa al berlusconismo. C&#8217;è bisogno di un lavoro politico che punti a valorizzare tutti quei movimenti che tanto stanno dando nel cercare di fare muro contro questa deriva autoritaria che sta portando il nostro paese alla rovina.<span id="more-1792"></span></p>
<p>Il PD è sicuramente la principale forza di opposizione ed è determinante per il raggiungimento di una vittoria politica che dia cambiamento al paese, però è anche la forza politica che maggiormente ha ostacolato il rinnovamento, non tanto nei contenuti quanto nella scelta dei candidati. Ritengo estremamente emblematiche le candidature, tanto per fare qualche nome, della Bresso, di De Luca e di Loiero. Bisognava andare oltre questi nomi e proporre dei personaggi che avrebbero portato delle importanti novità. Queste elezioni regionali spero che servano di lezione e che finalmente si arrivi a ridare entusiasmo e fiducia a quanti si sono allontanati da una politica ormai diventata &#8220;casta&#8221;. Credo che oggi ci sia bisogno di aprire un nuovo cantiere politico che coinvolga anche i movimenti e tutte le componenti sane della società civile. Senza ciò siamo destinati a perdere in eterno.<strong></strong></p>
<p><strong>E&#8217; passato quasi un anno dalla tua elezione al Parlamento Europeo, che opinione ti sei fatto di questa  nuova esperienza?</strong></p>
<p>E&#8217; sicuramente un&#8217;esperienza molto interessante, contrariamente a ciò che si dice, cioè che il Parlamento Europeo è un elefante burocratico, un luogo nel quale non si può politicamente incidere, penso che non sia così. E&#8217; chiaro che i ritmi, le decisioni, le valutazioni sono complesse in quanto ci si deve relazionare tra parlamentari di 27 Paesi. Io credo però che le prospettive siano molto interessanti ed anche le possibilità di incidere sui temi di cui si tratta, non sono scarse. In questi mesi abbiamo affrontato temi come la politica per l&#8217;immigrazione, le mafie, lo scudo fiscale, la libertà di informazione, il Trattato di Lisbona, il nuovo Servizio Europeo di Azione Esterna e la politica estera, la cooperazione e lo sviluppo, senza dimenticare il dossier sull&#8217; Hafganistan o quali strumenti siano necessari per spezzare il legame tra denaro pubblico e crimine organizzato. Tutti temi che hanno una valenza straordinaria e credo che l&#8217;Europa possa allargare le proprie competenze sia in ambito giuridico che dei diritti.</p>
<p><strong>L&#8217;approvazione del Trattato di Lisbona  dovrebbe portare la politica europea a diventare  in qualche modo più forte ed incisiva rispetto al passato.  Credi che assisteremo veramente ad un cambio di marcia delle Istituzioni europee?  E come si sta svolgendo il tuo lavoro nella Commissione per il Controllo dei bilanci  ? Immagino che avrai moltissime gatte da pelare.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il Trattato di Lisbona, e come riuscire a tradurlo in iniziativa politica valida, che dia sempre maggior peso al Parlamento europeo e maggiore autonomia politica delle Istituzioni europee dagli Stati membri, molto dipenderà dalla volontà dai singoli parlamentari e dai gruppi politici. Credo che questa sia una scommessa importante. Importante è anche la scommessa che riguarda la creazione di un&#8217; Europa Federale che potrebbe arrivare fino alla Russia.  Il trattato di Lisbona ha luci ed ombre, ma è sicuramente un passo in avanti verso l&#8217;integrazione europea. Per quanto riguarda la Commissione  per il controllo dei bilanci, che io presiedo, questa  ha un ruolo molto delicato.<br />
Si affrontano temi importantissimi, primo tra tutti il modo in cui vengono spesi i soldi pubblici, quelli cioè dei contribuenti europei. Purtroppo i rischi di truffe sono ancora molto elevati e coinvolgono alcuni Paesi tra cui l&#8217;Italia che detiene sicuramente la maglia nera. C’è da dire che le mafie e la criminalità dei cosiddetti colletti bianchi si sono ben inserite nel business dei finanziamenti pubblici e la nostra Commissione ha un ruolo decisivo non solo sul piano sanzionatorio, cioè trovare chi ha sbagliato per sanzionarlo, ma anche di prevenzione, nel valutare costi e benefici per verificare se determinate opere finanziate con i Fondi UE abbiano effettivamente utilità sociale,  pubblica o se siano solo uno spreco inutile.</p>
<p><strong>Hai più volte sottolineato che le figure di Falcone e Borsellino hanno fortemente  influenzato la tua scelta di diventare magistrato. Oggi alla luce di quanto ti è successo, mi riferisco alle varie inchieste a cui sei stato sottoposto, alle visite di ispettori ministeriali e a molto altro ancora, rifaresti ancora quel passo? Oggi entreresti in magistratura?</strong></p>
<p>Ma senz&#8217;altro, che lo rifarei. Come puoi vedere, nella mia stanza ho una foto bellissima di Falcone e Borsellino che sorridono. Entrare in magistratura è stato il sogno della mia vita, fin dal primo giorno di iscrizione alla facoltà di giurisprudenza. Rispetto a tanti giovani italiani io ho avuto la fortuna di fare il mestiere che sognavo di fare. Per averlo fatto con onestà, rispettando il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, senza timori nei confronti dei potenti, ho pagato un prezzo molto alto, perché purtroppo in Italia viviamo un momento di crisi democratica molto forte. Comunque sicuramente rifarei punto per punto, e virgola per virgola, tutto quello che ho fatto. La mia esortazione ai giovani è di intraprendere il lavoro di magistrato e di farlo con una grande idealità e dignità.<strong></strong></p>
<p><strong>I fortissimi attacchi che Berlusconi porta alla magistratura, secondo te, cosa produrranno nei prossimi mesi? Il potere politico riuscirà veramente ad oscurare il lavoro dei magistrati?</strong></p>
<p>Questa aggressione continua alla magistratura, che va avanti da quando Berlusconi è entrato in politica, ha già prodotto effetti devastanti non solo sul piano normativo, ma anche sull&#8217;indipendenza della magistratura, messa sempre più in discussione. La cosa più grave sono le forti intimidazioni nei confronti dei magistrati i quali sanno che, nel caso facciano inchieste che coinvolgono dei potenti, potrebbero pagare un prezzo molto alto, anche rimanere ai margini della progressione in carriera. Questo è un progetto che Berlusconi sta portando avanti, il cui fine è di mettere il Pubblico ministero alle dipendenze del potere esecutivo e del potere politico. Questo intendimento altro non è altro che il disegno eversivo progettato anni fa da Licio Gelli, disegno che punta allo smantellamento della Costituzione repubblicana nata dall&#8217;antifascismo. Oggi, non sono solo i politici onesti chiamati a difendere la Costituzione, ma anche tutti i cittadini italiani, che devono vigilare per difenderla. Bisogna capire che l&#8217;indipendenza della magistratura non è un privilegio, ma è la garanzia dell’affermazione dei diritti dei cittadini.<strong></strong></p>
<p><strong>Berlusconi afferma che il suo governo ha portato dei durissimi colpi alla mafia, più di qualsiasi altro governo nazionale  e che presto l&#8217;annullerà. Cosa ne pensi?</strong></p>
<p>E&#8217; esattamente il contrario. Questo governo ha realizzato tutta una serie di leggi che nei fatti hanno favorito il crimine organizzato: la legge sullo scudo fiscale che introduce il riciclaggio di Stato; la legge che vuole la cancellazione delle intercettazioni telefoniche; la legge sul processo breve; la legge sulle confische dei beni sequestrati ai mafiosi che consente la rivendita all&#8217;asta di questi beni, con la conseguenza che eventuali prestanome dei mafiosi stessi, ricompreranno ciò che era stato loro tolto; la riduzione dei finanziamenti alle forze dell&#8217;ordine, con casi limite in cui alcune questure non hanno soldi neanche per la benzina da mettere nelle auto; senza parlare poi della carenza di personale nei tribunali e della mancanza di un numero adeguato di giudici nei diversi territori italiani. Questo governo nei fatti sta favorendo il crimine organizzato. Certo, si sono i fatti forti degli ultimi arresti di importanti mafiosi, ma quello è un merito che non li riguarda, sono vittorie di cui gli italiani debbono ringraziare unicamente le nostre forze dell&#8217;ordine.<strong></strong></p>
<p><strong>Hai parlato più volte di oscuramento mediatico e che bene ha fatto il Sindacato della Stampa a puntare i piedi a terra. A cosa ti riferivi?</strong></p>
<p>Mi riferivo alla censura di Stato, avvenuta in piena campagna elettorale che, con la scusa della &#8220;par condicio&#8221; ha oscurato trasmissioni televisive che fanno informazione parlando di società, di cultura, di politica,di giustizia. Tra l&#8217;altro è lo stesso Berlusconi che ha costantemente violato la par condicio intervenendo frequentemente in trasmissioni in diretta, senza contare il fatto che controlla direttamente e indirettamente una buona parte dei  mezzi di informazione, caso unico in Europa. La televisione è diventata il mezzo principe per propagandare il pensiero del regime. La Procura di Trani ha poi scoperto che Berlusconi è intervenuto a far pressioni direttamente sul direttore del TG1, sul direttore della RAI e addirittura sull&#8217;Agenzia delle Comunicazioni, un organo di garanzia per tutti. Si è rivolto ad un membro dell&#8217;AGCOM dicendogli:”Ma che cosa ti ci abbiamo messo a fare lì, ma cosa ti paghiamo a fare?”. C&#8217;è una logica padronale dell&#8217;informazione.<strong></strong></p>
<p><strong>Ci sono però molti giornalisti compiacenti.</strong></p>
<p>Ma certo, ci sono giornalisti che si autocensurano per fare propaganda gradita al potere. E&#8217; una situazione questa, tipica dei regimi autoritari, con giornalisti che si mettono dietro alla gonnellina dell&#8217;imperatore per avere la carriera garantita.<strong>Sei stato fortemente criticato per le parole rivolte al Capo dello Stato dopo la firma del decreto salva liste. Lo rifaresti?</strong></p>
<p>Certo che lo rifarei. Io ho grande rispetto per tutte le Istituzioni e tra le prime c&#8217;è il Presidente della Repubblica, ma non può essere al di sopra delle critiche, anzi, proprio perché è il principale custode della democrazia e della Costituzione, egli deve stigmatizzare ciò che è contrario alla Carta costituzionale. Io sono molto insoddisfatto della Presidenza della Repubblica di Giorgio Napolitano perché, in un momento come questo di grande crisi democratica, di grande crisi dello stato di diritto, con lo smantellamento dell&#8217;articolo 18, riguardante lo statuto dei lavoratori, ci ritroviamo con un Presidente che non esercita in modo adeguato la difesa della Carta Costituzionale. Io credo che sia doveroso da parte di un parlamentare rimarcare tali carenze, certo con rispetto, ma con la dovuta fermezza.<strong></strong></p>
<p><strong>Sono ormai tantissimi gli italiani rimasti senza un lavoro, che non trovano una casa dove vivere e che  non riescono  più a progettare in modo decoroso la loro vita. L&#8217;Italia dei valori che risposte dà a queste tantissime persone ridotte in povertà?</strong></p>
<p>Noi italiani da anni, cioè da quando il Presidente del Consiglio è entrato in politica, discutiamo quasi esclusivamente dei suoi problemi personali, e non mi riferisco a quelli fisici. I veri problemi italiani sono quelli che tu hai menzionato, con  al primo posto il lavoro: tanti hanno un lavoro precario, in tantissimi non ce l&#8217;hanno e molti altri, purtroppo, lo stanno perdendo. I giovani oggi, pur di trovare uno straccio di lavoro, devono piegare la testa ed accettare condizioni lavorative altrimenti inaccettabili. Senza parlare poi del Sud Italia, dove il lavoro è diventato addirittura un privilegio e si ottiene unicamente tramite raccomandazioni che poi creano vincoli ed appartenenze.<br />
Questo è il vero problema che abbiamo davanti oggi. Così come sono un problema gravissimo, le pensioni da miseria ed il fatto che la gente, con il proprio stipendio, non arriva alla fine del mese.<br />
Sono questi i temi sui quali la politica dovrebbe confrontarsi e concentrarsi; a riguardo le idee dell&#8217;Italia dei Valori sono chiare. Noi vogliamo degli incentivi per i giovani, vogliamo l&#8217;abbattimento del precariato e, soprattutto, vogliamo un impiego diverso dei finanziamenti pubblici, per incentivare uno sviluppo che rimetta in moto l&#8217;economia e che ridia fiato alle piccole e medie imprese, importantissime per una reale valorizzazione del territorio italiano. Bisognerebbe non fare opere inutili come il ponte sullo stretto o nocive come le centrali nucleari. Noi vogliamo una vera e propria rivoluzione culturale su questi temi. Una rivoluzione che sia liberale e nello stesso tempo anche socialista, in modo da dare la massima attenzione alle condizioni dei più deboli. Il nostro paese ha  bisogno vitale di ripartire con grande entusiasmo e con grande energia. L&#8217;Italia non può restare, come in questa fase, avvilita da una grande depressione economica, politica ed etica.<strong></strong></p>
<p><strong>Al congresso dell&#8217;I.d.V. sei  stato tra i più applauditi ed alle elezioni europee il più votato del tuo partito. Eri un indipendente ed ora ti sei iscritto all&#8217;IdV. Si dice che Di Pietro vorrebbe metterti  a capo del Dipartimento Giustizia e Sicurezza.  Ti aspettavi dell&#8217;altro? Il posto di Segretario per esempio?</strong></p>
<p>Io attualmente ho un ruolo istituzionale in Europa molto importante e questo mio ruolo è certamente incompatibile con un incarico politico di un certo livello. In questo momento mi sento molto più motivato a svolgere un  altro tipo di azione politica che metta in comunicazione diretta la parte migliore della politica che si esprime con i partiti, con tutti quei movimenti della società civile che si muovono nel nostro paese. Credo che L&#8217;Italia dei Valori debba avere la forza e la capacità di essere un partito diverso, un partito che sappia aprirsi seriamente alla società civile e che sappia selezionare il proprio gruppo dirigente, non dalla quantità di tessere che rappresenta, ma dalla capacità che ogni dirigente ha di sapersi relazionare con la base. L&#8217;incarico al Dipartimento Giustizia credo sia l&#8217;unico compatibile con il mio profilo attuale istituzionale, inoltre mi porterebbe ad occuparmi di problematiche di cui mi sono già occupato durante la mia vita  da magistrato: giustizia, sicurezza, forze dell&#8217;ordine, magistratura e diritti.</p>
<p><strong>Ma è proprio vera la storia che tu sia la spina nel fianco di Di Pietro?</strong></p>
<p>Con Di Pietro io ho un rapporto ottimo, sia sul piano personale che sul piano politico. Non siamo però fatti con lo stampino ed è quindi naturale che a volte ci siano  delle divergenze, ma queste   non mi porteranno mai a scalare il partito e a mettere in discussione l&#8217;importante ruolo che ha Antonio Di Pietro. Chi mette in giro certe voci evidentemente non è abituato a vedere onestà e lealtà nei rapporti, quell&#8217;onestà e lealtà che sono alla base del mio rapporto con Antonio.</p>
<p><strong>In molti ti hanno rimproverato il fatto di non esser sceso in campo in Campania per queste regionali. Quali le tue ragioni?</strong></p>
<p>Io ho avuto tantissime sollecitazioni in Calabria e Campania per candidarmi e non nascondo che la cosa mi ha fatto molto  piacere, però credo che nella vita la coerenza abbia un ruolo molto importante ed avendo io preso l&#8217;impegno a candidarmi al Parlamento europeo, ricevendo poi tantissimi voti in tutta l&#8217;Italia, più di 500.000 preferenze, non potevo assolutamente fare qualcosa di sgradevole e scorretto verso un impegno politico appena iniziato. Questo però non toglie che il mio impegno per la Calabria e la Campania ci sia e ci sarà sicuramente.</p>
<p><strong>Il caos scaturito dal dimissionamento del senatore Di Girolamo, eletto nel collegio europeo, ha portato alcuni leader del centro destra, specialmente leghisti, a parlare di abrogazione del voto degli italiani all&#8217;estero. Sei dello stesso avviso?</strong></p>
<p>Il centro destra non cercasse scuse sulla querelle che ha riguardato Di Girolamo. Questa è una vicenda gravissima, che ha fatto trapelare addirittura collegamenti con la &#8216;Ndrangheta. Ora nelle file del PdL sembra quasi che nessuno lo conoscesse o che non avesse mai avuto rapporti con questo signore, in verità questo signore aveva molte entrature con ministri della Repubblica, con il Presidente della Camera Fini e con altri esponenti di vertice dell&#8217;ex Alleanza nazionale e quindi del PdL. Che non si inventassero nulla, il voto degli italiani all&#8217;estero va assolutamente mantenuto, anzi auspico un suo rafforzamento attraverso una  maggiore trasparenza dell’espressione di voto. Il voto all&#8217;estero rappresenta qualcosa di straordinario perché coinvolge dei nostri connazionali che svolgono un ruolo decisivo ed importantissimo per il nostro Paese, essi sono a tutti gli effetti i nostri veri ambasciatori nel mondo e non possiamo assolutamente allontanarci da loro.</p>
<p><strong>Come ben sai  in Europa e nel resto del mondo, gli emigranti italiani hanno votato  per corrispondenza e ti lascio immaginare gli imbrogli che ne sono venuti fuori.  C&#8217;è stata gente che andava per le strade a caccia dei plichi depositati dai postini nelle buche delle lettere. Plichi facilmente riconoscibili in quanto molto voluminosi. Non credi sarebbe il caso di fornire di seggi elettorali anche gli elettori all&#8217;estero?</strong></p>
<p>Non c&#8217;è alcun dubbio. Il voto degli italiani all&#8217;estero deve avere le stesse forme, la stessa dignità e dare le stesse garanzie di correttezza e segretezza  di cui godono gli italiani residenti nel nostro Paese.  L&#8217;istituzione di seggi elettorali all&#8217;estero credo  sia dovuta e spero vivamente che il Governo si muova in questa direzione, che definirei imprescindibile.</p>
<p><strong>Concludo questa nostra conversazione con una frase di Catone. Egli affermò :&#8221;I ladri di beni privati passano la vita  in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori”. In Italia, dopo 2.000 anni, siamo ancora  in questa situazione?</strong></p>
<p>Siamo sicuramente nella stessa identica situazione, ma con l&#8217;aggravante che a breve tutto questo sarà  sancito anche con la legge. Eliminando l&#8217;uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge ciò sarà sancito quasi come regola. Ci ritroveremo con persone che commetteranno crimini ma che, in virtù del loro potere, saranno non perseguibili. Avranno l’ impunità garantita. Altre categorie di criminali che invece non godono di coperture politiche, sconteranno interamente la loro pena nelle patrie galere.  Quanto affermato da Catone è purtroppo più attuale che mai.</p>
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		<title>Andrea Agresti di “Le Iene” svela i retroscena delle venditrici ambulanti nell&#8217;hinterland pistoiese</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 18:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andrea, che la prostituzione sia aumentata è un fatto risaputo ma la tua scoperta ha dello sconvolgente: è cambiato radicalmente il target, il contesto, le motivazioni. Di giorno, in pausa pranzo, in fabbrica, se non riescono a vendere accendini o fazzoletti queste ragazze vendono l&#8217;altra unica sola cosa che possiedono: il loro corpo. Come hai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interviste/andrea-agresti-di-%e2%80%9cle-iene%e2%80%9d-svela-i-retroscena-delle-venditrici-ambulanti-nellhinterland-pistoiese-911780.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><strong>Andrea, che la prostituzione sia aumentata è un fatto risaputo ma la tua scoperta ha dello sconvolgente: è cambiato radicalmente il target, il contesto, le motivazioni. Di giorno, in pausa pranzo, in fabbrica, se non riescono a vendere accendini o fazzoletti queste ragazze vendono l&#8217;altra unica sola cosa che possiedono: il loro corpo. Come hai scoperto questa realtà?</strong></p>
<p><strong><span id="more-1780"></span></strong>Non credo di essere stato il primo ad aver notato che c&#8217;era qualcosa che non andava. Passo per quella strada spesso e non ho potuto fare a meno di notare queste ragazze, una decina in tutto, e più nello specifico ho osservato il loro cambio di atteggiamento tra la mattina e il pomeriggio. Al mattino arrivavano con i loro zainetti carichi di accendini, fazzoletti e ombrelli e ti chiedevano di comprare qualcosa. Nel pomeriggio, ripassando sui vialoni, ho notato che mi guardavano e mi mandano baci, così mi sono insospettito&#8230; L&#8217; inchiesta che è stata mandata in onda a “Le iene” rappresenta il sunto di 3 settimane di lavoro sul campo, tra Pistoia, Quarrata e Prato. La ragazza di cui ho parlato ha 25 anni, è arrivata in Italia su un barcone, ora è regolare e vive qui da tre anni. La sua giornata è dura: sveglia la mattina alle 7, un’ora tra treno e bus, con lo zaino pieno di fazzoletti e calzini, in qualsiasi condizione climatica. Ci siamo fermati in una zona industriale: il suo è un viaggio da un capannone all’altro. La prima tappa le ha fruttato 2 euro, la seconda 5, la terza non le comprano nulla ma le danno 70 centesimi, va a vuoto anche la quarta fabbrica e siamo ormai alla tarda mattinata. Quando è giornata positiva pranza, ma quel giorno gli affari non le sono andati bene così si prosegue a oltranza. Alle 14 il triste viaggio riprende e frutta altri 5 euro. Oramai è evidente che se non si attrezzerà diversamente la sera rischia di saltare anche la cena. E cosi si apparta con un cliente: 20 euro. In tutto, dalla mattina alle 7, undici ore di lavoro per un totale di 32 euro e 70 centesimi. A quel punto, stanca, se ne ritorna a casa. E l&#8217;indomani si ricomincia.</p>
<p><strong>Le tue interviste lasciano il segno ma questa ci ha aperto gli occhi su una realtà che non conoscevamo, facendoci cambiare atteggiamento nei confronti di quegli ambulanti che spesso liquidiamo frettolosamente: la gente ora, conoscendo il triste epilogo di un rifiuto si sentirà veramente in colpa&#8230;</strong><br />
Io spero sia così, ma sai, come per tutte le cose, anche le notizie possono essere lette in modo differente: magari un animo gentile, una persona perbene, toccata da questa triste realtà allungherà la moneta, ma un  malintenzionato potrebbe invece aver scoperto un&#8217;opportunità che non conosceva: e allora la moneta non la darà più volontariamente, con la speranza nel pomeriggio di ottenere il servizio che gli interessa e a prezzi ancor più da miseria. Inoltre va ricordato che queste ragazze, per quel che ho potuto osservare, non hanno protettori né nulla di simile e questo le rende ancor più appetibili e allo stesso tempo indifese.</p>
<p><strong>Tutti sappiamo che un buon giornalista non lascia trapelare nella sua intervista sensazioni, parere personale, stato d&#8217;animo. Ma ora la situazione si è capovolta e l&#8217;intervistato sei tu: che idea ti sei fatto di questa situazione, cosa pensi di queste ragazze?</strong><br />
Beh, mi sono fatto due idee ben distinte. La prima è che si tratta di ragazze estremamente tranquille, in pace con se stesse e dotate di grande dignità. I loro occhi sono sereni, la sensazione che trasmettono è quasi come se ciò che fanno esuli da loro stesse&#8230;non lo so se si tratta un po&#8217; dell&#8217;incoscienza legata alla loro giovane età o di una forma di autodifesa. La seconda è che l&#8217;essere umano è veramente straordinario: in situazione di necessità si ingegna e riesce anche nelle strade più impervie a trovare una via “un po&#8217; meno peggio”. Mi spiego: queste ragazze devono soddisfare l&#8217;istinto primario che è quello della sopravvivenza e l&#8217;unica alternativa che hanno è prostituirsi. Ma non lo fanno di notte, per strada, con tutti i rischi annessi e connessi. Entrano nelle fabbriche, di giorno, e si allontanano per pochi minuti accompagnate dal cliente: è difficile che questo le maltratti, non le paghi o gli faccia strani magheggi, il rischio per il cliente sarebbe troppo alto.</p>
<p><strong>Tu come giornalista ti occupi spesso di argomenti di carattere sociale: sei un idealista, convinto che questo sia un modo per dar voce ai più indifesi o come una buona iena che si rispetti ti avventi sulla notizia che credi farà più audience?</strong><br />
Posso garantirti di non essere assolutamente tipo da calcolo di audience. Non sono di quelli che alla fine di un servizio vanno a studiarsi i picchi e li raffrontano con i servizi precedenti. Quello che mi guida principalmente è la curiosità: se sono in giro e vedo una cosa strana scatta in me la voglia di capire cosa succede. Nascono così le mie inchieste, che poi mi appassionano e spesso mi toccano nel profondo. Ovviamente spero sempre che poi, gli organi competenti in merito alle diverse materie affrontate facciano il loro&#8230;</p>
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		<title>Intervista a David Borrelli, eletto consigliere comunale nel 2008 a Treviso per la lista a 5 stelle, e adesso candidato alla presidenza del Veneto</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 20:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PARLACI UN PO’ DI TE DAVID. Ho 38 anni, sono nato e vivo a Treviso, mi sono avvicinato al movimento di Beppe nel 2005 e da quella data ho cominciato a credere in un futuro migliore. Arrivo dal mondo della ristorazione, ma ormai da diversi anni sono un tecnico informatico. TI ASPETTAVI DI ESSERE ELETTO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interviste/intervista-a-david-borrelli-eletto-consigliere-comunale-nel-2008-a-treviso-per-la-lista-a-5-stelle-e-adesso-candidato-alla-presidenza-del-veneto-911736.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/03/David-Borrelli.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1737" title="David Borrelli" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/03/David-Borrelli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>PARLACI UN PO’ DI TE DAVID.<br />
Ho 38 anni, sono nato e vivo a Treviso, mi sono avvicinato al movimento di Beppe nel 2005 e da quella data ho cominciato a credere in un futuro migliore. Arrivo dal mondo della ristorazione, ma ormai da diversi anni sono un tecnico informatico.<br />
TI ASPETTAVI DI ESSERE ELETTO CONSIGLIERE COMUNALE?<br />
Assolutamente no, però mi piaceva la sfida, il pensare che un cittadino comune, come me, senza esperienza politica e senza aver mai avuto nulla a che vedere con questa realtà, potesse candidarsi ad un ruolo del genere senza passare attraverso un partito. Credo molto in questo punto del nostro programma!<span id="more-1736"></span><br />
IN COSA CONSISTE ?<br />
Io lo interpreto come un tentativo di riprendersi in mano il Paese da parte dei cittadini. Credo che per troppo tempo siamo stati a guardare quello che ci passava sopra la testa stando seduti comodamente in poltrona. È ora di alzarsi, organizzarsi assieme, e riprendere ciò che è nostro: lo Stato Italia. Lo possiamo fare OGGI,  attraverso la rete, questo fantastico strumento che sono convinto cambierà il mondo.<br />
ALTRI PUNTI SPECIFICI DEL TUO PROGRAMMA?<br />
I punti del programma equivalgono alle stelle che abbiamo nel simbolo, sono delle idee, senza ideologie alle spalle, trattano temi importanti, fondamentali per i cittadini: l’acqua, perché rimanga pubblica; il territorio, per introdurre la raccolta differenziata bloccando gli inceneritori e fermare la cementificazione delle nostre aree verdi; i trasporti, per introdurre il bike sharing, il car sharing e pensare a muoversi sempre meno magari con il telelavoro; L’energia, perché sia pulita e rinnovabile senza nucleare; lo sviluppo, per garantire l’accesso alle rete internet libero e gratuito per tutti i cittadini e ridurre la burocrazia che attanaglia questo Paese.<br />
RIGUARDO ALL’ ATTUALE POLITICA ITALIANA  INVECE COSA PENSI?<br />
Credo si sia dimostrato il fallimento di queste soluzioni, i partiti non rappresentano proprio più nessuno, le tanto ventilate civiche non sono altro che loro stessi mascherati da ciò che non sono. Siamo l’unica vera alternativa a questa politica, ma siamo lenti, perché siamo senza fondi, perché non abbiamo l’informazione dalla nostra. Dobbiamo continuare a lavorare uno per l’altro con umiltà, ognuno di noi deve gettare le basi per chi seguirà dopo di lui, siamo lenti, ma INESORABILI.<br />
QUAL’E’ IL TUO GIUDIZIO SULLA GIUNTA COMUNALE DI TREVISO DOPO CHE SEI STATO ELETTO?<br />
Positivo nei miei confronti<br />
PERCHE’?<br />
Non condivido molte delle decisione prese dalla Giunta Comunale ma nei miei confronti c’è stata moltissima apertura, vengo visto come un consulente, che tratta temi interessanti proponendo idee. Per questo i nostri progetti passano all’unanimità. Certo, la loro politica non è quella che farei io.<br />
COME LA INTENDI TE?<br />
Non condivido gran parte delle tematiche urbanistiche, credo che a questi politici se togliamo la betoniera non rimanga molto altro. Non sopporto le alzate di mano a comando, in Consiglio Comunale manca il confronto, si parla di temi importanti mentre la metà dei consiglieri pensa ad altro, per poi votare secondo le indicazioni ricevute, è la morte della democrazia.<br />
QUALI SONO GLI OBBIETTIVI CHE HAI RAGGIUNTO NEI MESI IN CUI SEI STATO CONSIGLIERE?<br />
Sono davvero tanti: l’ingresso della webcam e la relativa pubblicazione in internet dei Consigli Comunali, il progetto di raccolta differenziata dei rifiuti con il riciclo totale degli stessi a costo zero in tutte le scuole, l’uso di skype per collegarsi agli uffici comunali, la realizzazione di un piano di metanizzazione tutti i veicoli comunali, la realizzazione di un piano di tetti fotovoltaici sulle scuole, la pianificazione di un piano energetico comunale e l’apertura di uno sportello dedicato al risparmio energetico, lo stanziamento di fondi da destinare ogni anno alla formazione dei tecnici comunali sulle tematiche di risparmio energetico, un piano di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che prevede l’utilizzo del mini idroelettrico, l’utilizzo di internet per raccogliere delle segnalazioni urbanistiche da parte dei cittadini. Ammetto che molti punti del nostro programma esistevano già, il Comune di Treviso usa già in buona parte carta riciclata, il software open source e acquista online.<br />
ADESSO CONCORRI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE VENETO. LA STESSA COSA LA STA FACENDO IN EMILIA ROMAGNA GIOVANNI FAVIA, A SUA VOLTA ELETTO  CONSIGLIERE COMUNALE A BOLOGNA . FRA I DUE CHI CREDI ABBIA PIU’ POSSIBILITA’ DI ENTRARE NEL PARLAMENTO REGIONALE?<br />
Senza dubbio Giovanni.<br />
PERCHE’?<br />
L’Emilia Romagna è un territorio in cui il movimento è riuscito a diffondersi molto bene, i ragazzi dei Meetup sono molto organizzati ed uniti. Giovanni ha fatto molto bene a Bologna, ha il carisma necessario. La gente in Emilia Romagna ha una mentalità molto diversa da quella veneta, c’è più apertura alle novità. Qui è dura, non a caso io sono rimasto l’unico consigliere nel Veneto. Abbiamo comunque accettato la sfida perché era un modo per far sapere ai veneti che esistiamo, diciamo che stiamo lavorando per il futuro ma che nell’immediato potrebbero arrivare anche delle delusioni. Siamo pronti a qualsiasi risultato.<br />
E DEL CANDIDATO ROBERTO FICO E DELLA CAMPANIA CHE NE PENSI?<br />
È molto in gamba e ce la può fare<br />
PERCHE’?<br />
Perchè  la Campania è una terra che ha subito molte devastazioni, sono certo che i campani reagiranno per il loro bene e sceglieranno Roberto e i ragazzi del movimento, l’unica vera speranza di cambiamento.<br />
DUE DOMANDE PER CONCLUDERE.COSA VOLEVI FARE DA GRANDE?<br />
Da ragazzino sognavo di fare il pilota di aerei, di volare e girare il mondo.<br />
COSA VORRAI FARE DA GRANDE?<br />
Ho imparato a non pormi più questa domanda, il lavoro segue la mia vita, quindi può cambiare a seconda delle necessità e delle esigenze, io sono stato fortunato sino ad ora, ho sempre fatto quello che mi ero proposto di fare, forse perché cerco sempre di mettere tutto me stesso nei progetti che intraprendo.</p>
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		<title>Intervista a Giovanni Favia, eletto consigliere comunale nel 2009 a Bologna per la lista 5 stelle, candidato alla presidenza dell&#8217;Emilia Romagna</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 20:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PARLACI UN PO’ DI TE GIOVANNI. Sono nato  e vivo a Bologna, dove collaboro attivamente  nel meet up  dal 2007, dal giorno del V-Day.  Ho compiuto da poco ventinove anni, e prima  di entrare in comune lavoravo nel campo delle produzioni audiovisive. TI ASPETTAVI DI ESSERE ELETTO CONSIGLIERE COMUNALE? A dir la verità è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interviste/intervista-a-giovanni-favia-eletto-consigliere-comunale-nel-2009-a-bologna-per-la-lista-5-stelle-candidato-alla-presidenza-dellemilia-romagna-911729.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/03/Giovanni-Favia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1730" title="Giovanni Favia" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2010/03/Giovanni-Favia-150x130.jpg" alt="" width="150" height="130" /></a>PARLACI UN PO’ DI TE GIOVANNI.<br />
Sono nato  e vivo a Bologna, dove collaboro attivamente  nel meet up  dal 2007, dal giorno del V-Day.  Ho compiuto da poco ventinove anni, e prima  di entrare in comune lavoravo nel campo delle produzioni audiovisive.<br />
TI ASPETTAVI DI ESSERE ELETTO CONSIGLIERE COMUNALE?<br />
A dir la verità è stata una sorpresa. Non pensavamo di superare lo sbarramento del tre per cento, anche se io ho sempre creduto fino in fondo che questo fosse il modo di fare politica del futuro.<span id="more-1729"></span><br />
IN COSA CONSISTE  IL VOSTRO PROGRAMMA?<br />
Noi siamo per il modello di uno stato in cui il cittadino è al centro, e decide attivamente le scelte politiche del proprio territorio, attraverso la partecipazione . Quello che ci proponiamo quindi, è di realizzare corrette e sostenibili pratiche di amministrazione, grazie alla partecipazione  dei cittadini tutti e non più solo tramite l’attuale sistema della rappresentanza politica . Io stesso sono stato eletto candidato alle amministrative su delibera assembleare.<br />
ALTRI PUNTI SPECIFICI DEL TUO PROGRAMMA?<br />
I punti cardine del nostro programma sono cinque come le stelle che danno il nome al nostro movimento:  tutela dell’ambiente con impiego di  energie rinnovabili, difesa dell’acqua come bene pubblico, wi-fi libero , trasporti intelligenti e incremento dello sviluppo locale. Promuoviamo per esempio una corretta gestione dei rifiuti  tramite le giuste operazioni di riciclo,   in modo che vengano  trasformati da problema a  risorsa per la collettività .  Siamo inoltre contro la costruzione di centrali nucleari, la dipendenza della Nazione da poche altre altre per le forniture di uranio necessarie a realizzarle, e il pericolo di scorie pericolose per il territorio e la salute dei cittadini.<br />
RIGUARDO ALL’ ATTUALE POLITICA ITALIANA  INVECE COSA PENSI?<br />
Il nostro  movimento si distingue dall’attuale classe politica perchè non è un partito gerarchico, ma una rete di idee per riportare in mano ai cittadini la tutela del bene comune .Per fare ciò crediamo  che sia di vitale importanza la credibilità dei candidati , che  non devono  quindi avere a proprio carico sentenze di natura penale.<br />
QUAL’E’ IL TUO GIUDIZIO SULLA GIUNTA COMUNALE DI BOLOGNA DOPO CHE SEI STATO ELETTO?<br />
Direi negativo.<br />
PERCHE’?<br />
Ho notato molti turisti della politica, persone cioè che fanno il doppio lavoro, e quando vengono alle commissioni consiliari entrano, firmano l’ordine del giorno secondo le indicazioni del capolista e poi se ne vanno. Trovo tutto questo molto triste, non è il modo di fare politica che intendo io.<br />
COME LO INTENDI TE?<br />
Noi facciamo politica per passione , per interesse e per ideali, non per ricevere privilegi economici o  sociali.<br />
QUALI SONO GLI OBBIETTIVI CHE HAI RAGGIUNTO NEI MESI IN CUI SEI STATO CONSIGLIERE?<br />
Innanzitutto entrando in consiglio abbiamo raggiunto l’obbiettivo che ci eravamo prefissati da principio, cioè di realizzare l’esperimento politico della cittadinanza che entra in massa nei palazzi del potere grazie a una web cam. E infatti siamo riusciti a ottenere un ordine storico sulla trasparenza. Abbiamo reso  la pubblica amministrazione una casa di vetro on-line. Tutti i documenti e le spese pubbliche sono state pubblicate su internet permettendo ai cittadini di poterle controllare direttamente . Oltre a questo sono anche  riuscito a fare da portavoce alle istanze di numerosi comitati sui problemi delle falde acquifere e dell’elettrosmog.<br />
ADESSO CONCORRI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA. LA STESSA COSA LA STA FACENDO IN VENETO DAVID BORRELLI, A SUA VOLTA ELETTO  CONSIGLIERE COMUNALE A TREVISO . FRA I DUE CHI CREDI ABBIA PIU’ POSSIBILITA’ DI ENTRARE NEL PARLAMENTO REGIONALE?<br />
Abbiamo buone possibilità entrambi.<br />
PERCHE’?<br />
Perché sia il Veneto che l’Emilia Romagna sono due regioni che hanno recepito da subito il potenziale positivo del nostro movimento. Nel 2008 con l’elezione di Borrelli a Trevsio, e poi nel 2009 con la mia a Bologna.<br />
E DEL CANDIDATO ROBERTO FICO E DELLA CAMPANIA CHE NE PENSI?<br />
Che lui ha ancora più possibilità di entrare, di me almeno si.<br />
PERCHE’?<br />
Perchè  la Campania versa in una situazione di degrado molte forte, quindi i cittadini sentono maggiormente l’esigenza di qualcuno che faccia i loro interessi . E poi perché Fico è più bravo di me.<br />
E’ VERO CHE HAI DICHIARATO CHE SE VERRAI ELETTO, RINUNCIERAI A UNA PARTE DELLO STIPENDIO?<br />
L’attuale stipendio da consigliere regionale si aggira sui settemila euro netti,e personalmente lo ritengo un ennesimo  privilegio della casta della politica Dopo una cifra dignitosa per vivere, sui mille e trecento euro il mese ,ritengo giusto utilizzare  il resto della cifra per la promozione e il finanziamento di azioni utili per i cittadini<br />
DUE DOMANDE PER CONCLUDERE. COSA VOLEVI FARE DA GRANDE?<br />
Il regista.<br />
COSA VORRAI FARE DA GRANDE?<br />
Per ora spero di arrivare fino al voto. Poi si vedrà.</p>
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		<title>Intervista a Georg Schedereit, candidato alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 nella circoscrizione Nord Est</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 16:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interviste/intervista-a-georg-schedereit-candidato-alle-elezioni-europee-del-6-e-7-giugno-2009-nella-circoscrizione-nord-est-91524.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div id="attachment_525" class="wp-caption alignleft" style="width: 305px"><img class="size-medium wp-image-525" title="Georg Schedereit" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/05/georg-schedereit-295x300.jpg" alt="Georg Schedereit" width="295" height="300" /><p class="wp-caption-text">Georg Schedereit</p></div>
<p>Georg Schedereit, candidato alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 nella circoscrizione Nord Est per Italia dei Valori, si definisce eco-social-liberal-conservatore di estrazione mitteleuropea. Giornalista professionista , ha lavorato al Parlamento Europeo.</p>
<p><strong>Da giornalista BBC e Rai  a Parlamentare, il salto è possibile ? Quali sono le ragioni della sua candidatura ?<br />
</strong>Sono preoccupato per lo stato in cui si trova l’Italia, che spesso e’ stata laboratorio di mode politiche in passato, influenzando il corso della storia in Europa nel ventesimo secolo. E’ lecito il parallelo tra fascismo e la preoccupante ascesa al potere in Italia dell’attuale maggioranza.</p>
<p>Cito il Presidente dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro “La dittatura è alle porte ma l’Europa è vicina; l’Unione Europea è la nostra speranza.”  E ‘ merito dell’ Europa se non ci sono piu’ frontiere fra stati e se abbiamo una valuta pesante. Bisogna avere i capelli grigi per apprezzare il periodo storico degli  ultimi 60 anni in Europa. Vale la pena di continuare la strada dell’integrazione europea. Il Parlamento Europeo ha una storia di grande successo: nessuna altro parlamento ha avuto tanto successo negli ultimi 30 anni. In molti paesi, tra cui l’Italia, il Parlamento è diventato uno strumento nelle mani dell’esecutivo; mentre in Europa il Parlamento si è  emancipato,dipende solamente dai singoli parlamentari. Questa è democrazia. In Italia la situazione politica si puo’ riassumere citando una frase del Presidente della Repubblica Napolitano: “L’avaro disprezzo delle regole è il cancro che affligge l’Italia”.</p>
<p><strong>Quali sono le questioni aperte sulle quali pensa di concentrare la sua attività? Quali sono i principali obiettivi che si propone di conseguire una volta eletto in Europa?<br />
</strong>Ho annunciato pubblicamente di devolvere il 20 % dello stipendio da parlamentare in beneficenza, con tutte le trasparenze del caso. A parte questo, non prometto nulla. Mi impegno ad entrare nella commissione Affari Esteri, in particolare nella sub-commissione Diritti umani, vista la mia competenza specifica nel settore umanitario ed alla riconosciuta capacità di mediazione. Altre Commissioni  a cui potrei partecipare sono Affari Costituzionali, Traffico e Turismo, Cultura e Istruzione. In particolare in quest’ultima commissione mi adopererei per la creazione di istituti di eccellenza a livello europeo. Sarei inoltre interessato all’ intergruppo Minoranze nazionali e quello Costituzionale, per decidere come andare avanti nel processo di integrazione europea e nella stesura della Costituzione.</p>
<p><strong>Quanto inciderà il livello culturale e la preparazione degli italiani sulla composizione del prossimo parlamento europeo?</strong><br />
E’ una domanda provocatoria a cui rispondo citando un sondaggio pubblicato negli ultimi giorni da una autorevole rivista economica : il voto dei lavoratori ingoiato da Pdl e Lega Nord dimostra semplicemente che essi non votano per partiti socialdemocratici o social-liberali.  Fa bene Italia dei Valori a portare avanti i valori della legalità, della trasparenza, della libertà di stampa e a collocarsi in Europa nell’ELDR rimarcando una posizione social-liberale . Dal canto mio tenterò di portare all’Italia dei Valori i voti ottenuti nella precedenza consultazione europea dalla collega e concittadina Lilli Gruber.</p>
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		<title>Leoluca Orlando &#8211; Brussells 16 aprile 2009</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/interviste/leoluca-orlando-brussells-16-aprile-2009-91299.html</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 00:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 16 aprile 2009 la redazione di Orizzonti Nuovi ha seguito la delegazione dell'Italia dei Valori a Brussels. Leoluca Orlando ha gentilmente concesso un'intervista sul tema del conflitto d'interessi e sulla libertà nel nostro Paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interviste/leoluca-orlando-brussells-16-aprile-2009-91299.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p style="text-align: center;"><object width="640" height="385" data="http://www.youtube.com/v/Du72TEVXDO8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Du72TEVXDO8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Massimo Bernacconi &#8211; Brussells, 16 aprile 2009</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/interviste/massimo-bernacconi-brussells-16-aprile-2009-91297.html</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 23:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Massimo Bernacconi del 16 aprile 2009, effettuata dalla redazione di Orizzonti Nuovi. Risposta alla crisi economica e riavvio del processo di integrazione europea sono i temi trattati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interviste/massimo-bernacconi-brussells-16-aprile-2009-91297.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p style="text-align: center;"><object width="640" height="385" data="http://www.youtube.com/v/8P3KKYLY3JQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8P3KKYLY3JQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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