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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; Interni</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>Carceri in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 15:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(La protesta di M.Pannella)   Poco rilievo era stato dato finora  allo sciopero della fame e della sete di M. Pannella  contro le disumane condizioni  di vita imposte a tanti detenuti, finché il Presidente Napolitano con la sua lettera ha dato finalmente rilievo al suo coraggio, ricordando anche tutte le battaglie in difesa dei  diritti umani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interni/carceri-in-italia-912719.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/marco_pannella11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2721" title="ITALY PANNELLA SEGGI VACANTI" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/marco_pannella11-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>(La protesta di M.Pannella)  <br />
Poco rilievo era stato dato finora  allo sciopero della fame e della sete di M. Pannella  contro le disumane condizioni  di vita imposte a tanti detenuti, finché il Presidente Napolitano con la sua lettera ha dato finalmente rilievo al suo coraggio, ricordando anche tutte le battaglie in difesa dei  diritti umani e civili.<span id="more-2719"></span><br />
 Il carcere, in effetti, è in genere  visto più come una forma di punizione che come un mezzo di rieducazione e di reinserimento nella società civile. E’ vero che molti crimini sono talmente efferati che talvolta risulta molto difficile provare pietà per chi li compie, poiché la pietà va giustamente riversata sulle vittime. Nessuno di noi tuttavia pensa mai ai negativi condizionamenti  dell’ambiente, agli influssi di una società violenta che crea  “mostri”. Nessuno nasce delinquente, ma lo può diventare se fin dalla nascita sperimenta ignoranza, miseria, violenza,odio, o altre esperienze negative che lasciano un’indelebile  traccia .                                                                                                                                                                                                       </p>
<p>Il bel film di Darabont, “Le ali della libertà” ci mostrò come in un cupo ed infernale carcere, Andy,uomo intelligente e coraggioso, direttore di banca condannato ingiustamente per omicidio, riesca a portare luce e dignità con la magia della cultura, della musica, dell’arte, con la lettura di bei libri, l’interesse per un lavoro impegnativo, con l’aiuto reciproco, l’amicizia e la solidarietà. Tante giovani vite potrebbero essere recuperate  ed allontanate dal crimine mediante la bellezza dell’arte, della cultura o, almeno, con la possibilità di un lavoro onesto.</p>
<p>I radicali spesso hanno evidenziato tutte le carenze e i problemi delle prigioni italiane: celle piccole in cui i detenuti sono stipati come sardine, norme igieniche poco rispettate, violazione dei diritti umani, crescente numero di suicidi.  Ricordo ancora le parole di un sacerdote presente ad una conferenza di radio radicale (ottobre 2003 &#8211; Istituto Goethe di Napoli), don Bruno Oliviero, cappellano della Casa circondariale di Poggioreale,  il quale con grande bontà e umanità raccontò episodi legati alle sue personali esperienze.<br />
Non  dobbiamo dimenticare, inoltre, che non tutti sono criminali incalliti, ma che ci sono molti che commettono reati  non gravi, solo per superficialità o ignoranza, oppure in un momento di estrema disperazione, magari per sopravvivere. E poi tutti sappiamo purtroppo che spesso  la giustizia non è davvero “uguale per tutti”.  Quindi non facciamo diventare le carceri un inferno con i famosi versi danteschi  incisi sulla porta “lasciate ogni speranza, oh voi ch’entrate”.</p>
<p>Se riusciremo a risvegliare quella parte “umana” che non è morta, ma spesso “dorme” anche nell’ anima dei peggiori  criminali, faremo senz’altro il bene di tutta la società. Soprattutto forse si dovrebbe puntare sulla prevenzione attraverso un’educazione alla legalità e un’istruzione pubblica più efficiente, capace di offrire inserimento nel mondo del lavoro.</p>
<p>Certamente tutto ciò sarà comunque molto difficile da realizzare se violenza e corruzione continueranno a far parte del tessuto stesso delle nostre società, in cui proprio l’aggressività è sinonimo di successo e potere.</p>
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		<title>Non possono togliere a 3 milioni di italiani il diritto di voto!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 15:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il referendum abrogativo è uno straordinario strumento di democrazia diretta che va sostenuto in ogni modo. E&#8217; l&#8217;unica forma di partecipazione politica diretta trasversale ai partiti e quindi ancora più importante perché investe il merito delle questioni. I quattro referendum sono utili e importanti perché vogliono abrogare leggi che i cittadini ritengono ingiuste e anticostituzionali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interni/non-possono-togliere-a-3-milioni-di-italiani-il-diritto-di-voto-912634.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/referendum2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2635" title="referendum2" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/referendum2-300x290.jpg" alt="" width="300" height="290" /></a>Il referendum abrogativo è uno straordinario strumento di democrazia diretta che va sostenuto in ogni modo. E&#8217; l&#8217;unica forma di partecipazione politica diretta trasversale ai partiti e quindi ancora più importante perché investe il merito delle questioni.</p>
<p>I quattro referendum sono utili e importanti perché vogliono abrogare leggi che i cittadini ritengono ingiuste e anticostituzionali. <span id="more-2634"></span>Secondo Margherita Genovese (articolo su ItaliachiamaItalia) le centrali nucleari non si faranno se non le vuole il popolo. Ma il popolo ha già detto chiaramente nel 1987 che non voleva le centrali nucleari e tutti i sondaggi fanno sapere al premier che le centrali nucleari, soprattutto dopo Fukushima, non le vuole nessuno. Ciononostante il premier vuole a tutti i costi realizzare il suo programma nucleare.</p>
<p>Ai cittadini rimane dunque solo il referendum per spiegare chiaramente al governo che il nucleare gli italiani non lo vogliono. E che quindi il governo non può obbligarci a costruire centrali nucleari contro la nostra volontà.</p>
<p>Lo stesso vale per la privatizzazione dell&#8217;acqua. Danneggia i cittadini e serve solo a permettere maggiori profitti alle grandi aziende che si aggiudicheranno le concessioni. Per i cittadini la privatizzazione significherà solo aumento esponenziale delle bollette, servizio più scadente senza nessun vantaggio. Solo con il referendum noi cittadini possiamo impedire che venga privatizzata la più importante risorsa per gli esseri umani.</p>
<p>Per finire il legittimo impedimento. E&#8217; una legge ingiusta tuttora in vigore almeno in parte che rende il premier più uguale di tutti gli altri cittadini. Chi è indagato è obbligato a recarsi davanti al giudice a farsi giudicare, come tutti gli altri. Non c&#8217;è nessun motivo per cui un cittadino dovrebbe essere esonerato dai suoi obblighi di fronte alla legge.</p>
<p>Per finire vale la pena sottolineare che in virtù dell&#8217;art. 75 della Costituzione, un referendum abrogativo nazionale è valido solo se si raggiunge il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto.</p>
<p>Pertanto, se ai 3 milioni di elettori italiani all&#8217;estero viene tolto di fatto il diritto di voto, questi 3 milioni non possono entrare nel computo del quorum necessario a rendere valido il referendum.</p>
<p>Naturalmente se 3 milioni di cittadini verranno defraudati del loro diritto di voto, si renderà necessaria una class action per violazione di uno dei diritti fondamentale dell&#8217;uomo.</p>
<p>Ma questo sarà un passo successivo. Il primo passo indispensabile, se le schede votate all&#8217;estero dovessero essere malauguratamente annullate (speriamo di no, ma ci prepariamo al peggio) sarebbe quello di escludere i 3 milioni di italiani all&#8217;estero dal computo del quorum.</p>
<p>Chiediamo ai nostri rappresentanti in Parlamento di sostenere la difesa del nostro diritto di voto, che ci verrebbe vergognosamente tolto nel momento in cui le nostre schede regolarmente votate venissero annullate.</p>
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		<title>L&#8217;Italia dei Valori dell&#8217;Alto Casertano e i referendum del 12 e 13 giugno</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 14:44:26 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interni/litalia-dei-valori-dellalto-casertano-e-i-referendum-del-12-e-13-giugno-912627.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/referendum2221.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2628" title="referendum2221" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/referendum2221-300x246.jpg" alt="" width="300" height="246" /></a>L’italia dei Valori invita i cittadini matesini e dell’Alto Casertano a recarsi in massa domenica e lunedì prossimo a votare per i quattro quesiti referendari che hanno l’obiettivo di abrogare (quindi VOTARE SI per abrogare le leggi vigenti) le leggi sulla privatizzazione dell’acqua, sulla scelta del nucleare per quale risorsa energetica del Paese e sul cosiddetto “legittimo impedimento”. <span id="more-2627"></span>Soprattutto invita i giovani e il popolo della rete, gli unici che hanno avuto una informazione corretta e puntuale, visto il quasi silenzio sul tema delle reti televisive, a farsi da portavoce e ad invitare al voto le persone anziane e quanti non dispongono di accesso alla rete. Italia dei Valori, che pure nella scorsa estate ha raccolte, autenticate, certificate e depositate le firme che oggi rendono possibile i Referendum contro il nucleare e il legittimo impedimento (e il referendum sul nucleare intanto si tiene perchè la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da Italia dei Valori contro la determinazione del Governo, tesa ad evitare il referendum rimandando a tempi migliori-o peggiori, dipende dai punti di vista- ogni decisione in merito), ritiene che il 12 e 13 giugno non sia in gioco una questione o una visibilità né di partito, né di governo. Troppo importanti i temi in gioco per farne una questione di schieramenti, né può essere il risultato referendario un’arma per delegittimare il Governo. Proprio perché i Referendum sono dei cittadini e non dei partiti, Italia dei Valori nell’Alto Casertano non sta assumendo alcuna iniziativa di partito e si limita a partecipare alle iniziative alle quali viene invitato da comitati, associazioni e forum. In tali vesti il sottoscritto ha partecipato ad Alife alla iniziativa del Comitato Mamme e a Marzano Appio ieri sera all’iniziativa del locale comitato presieduta dal giovane Mirco Sirignano. Ancora domani sera (mercoledì) sarò aPontelatone, in piazza Cavour, all’iniziativa voluta da Fare Verde e da altre associazioni ambientaliste, giovedì sera a Teano in piazza Mazzoccolo all’iniziativa organizzata dal locale comitato referendario e venerdì sera a Presenzano e a Piedimonte Matese dove il Forum per l’Acqua Pubblica concluderà il ciclo delle proprie iniziative contro la privatizzazione dell’acqua. I referendum, in definitiva, sono di tutti e sono un segno tangibile di amore per il nostro territorio, la nostra comunità, i nostri figli.</p>
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		<title>Italia, impietosa foto di gruppo</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 12:28:56 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/italia-impietosa-foto-di-gruppo-912600.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/05/GraficoInDiscesa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2601" title="GraficoInDiscesa" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/05/GraficoInDiscesa-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a>Non ci siamo. Purtroppo non ci siamo davvero. Il Paese stenta ad uscire dalla crisi e fatalmente è costretto ad inseguire gli altri partner europei che, a parte Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna, sembrano avere una marcia in più. Dopo la doccia fredda di Standard e Poor’s, ora a certificarlo ci pensa purtroppo l’Istat nel suo rapporto annuale che appunto ci  ricorda che nonostante l’attuale moderata ripresa la crisi ha portato indietro le lancette della crescita di quasi dieci anni. Non a caso nel documento si fa presente che nel decennio 2001-2010 l&#8217;Italia «ha realizzato la performance di crescita peggiore tra tutti i Paesi dell&#8217;Unione europea, con un tasso medio annuo di appena lo 0,2% contro l&#8217;1,3% registrato dall&#8217;Ue e l&#8217;1,1% dell&#8217;Uem». <span id="more-2600"></span>Come se non bastasse, l’Istat incalza: per la sua vocazione produttiva e gli scarsi margini di manovra della finanza pubblica il nostro Paese ha subito la crisi in maniera comparativamente forte e ha stentato nella successiva ripresa. Nel 2010 il livello del prodotto interno lordo è risultato ancora inferiore di 5,3 punti percentuali rispetto a quello raggiunto nel 2007, mentre il divario da colmare è del 3,7% nel Regno Unito, del 3% in Spagna. Solamente lo 0,8% in Francia e lo 0,3% in Germania. Il sistema delle imprese si è ridotto di 43 mila unità, per 363 mila addetti. Perfino il fatturato realizzato sui mercato esteri, che era in buona crescita sino al terzo trimestre, ha registrato nel quarto trimestre del 2010 e ancora all&#8217;inizio del 2011 un&#8217;evoluzione assai modesta, mentre quello relativo alla componente nazionale ha mantenuto una dinamica più moderata, seppure di segno positivo.  Le nostre piccole e medie imprese confermano la loro duttilità dimostrando appunto la capacità di riposizionarsi sui mercati internazionali mentre le grandi imprese rappresentano il segmento più in difficoltà specialmente nei mercati europei.</p>
<p>Se l’economia piange, gli italiani soffrono. Addirittura l’Istat sottolinea che<strong> </strong>il 24,7% della popolazione (tanto per capirci, quasi 15 milioni) vive sulla propria pelle il rischio di povertà o di esclusione sociale. E’ nelle regioni meridionali che vive il 57% delle persone a rischio povertà (8,5 milioni) e il 77% di quelle che convivono sia col rischio, sia con la deprivazione sia con intensità di lavoro molto bassa. Del resto<strong>, </strong>l&#8217;impatto della crisi sull&#8217;occupazione è stato ed è pesante. Nel biennio 2009-2010 il numero di occupati è diminuito di 532 mila unità. Colpendo soprattutto i giovani tra i 15 e i 29 anni, una fascia d&#8217;età in cui si registrano 501 mila occupati in meno. La contrazione occupazionale si è concentrata nella componente maschile mentre la perdita di manodopera industriale (-404 mila unità nel 2009-2010) ha contribuito per i tre quarti alla caduta di domanda totale nel biennio. Amara conseguenza di questa fermo immagine del Paese, per salvaguardare il livello dei loro consumi, le famiglie hanno progressivamente eroso il loro tasso di risparmio, «sceso per la prima volta al di sotto di quello delle altre grandi economie dell&#8217;eurozona. Lo scorso anno la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata al 9,1%,ovvero sul valore più basso dal 1990.  Lo stesso potere d&#8217;acquisto ha subito una riduzione dello 0,5% rispetto al 2009, anno in cui era stato già registrato un consistente calo del 3,1%. La spesa per consumi, dopo la flessione dell&#8217;1,8% nel 2009, ha invece ripreso a crescere e quindi , essendo più sostenuta rispetto a quella del reddito, ha ulteriormente ridotto il risparmio, diminuito in valore assoluto del 12,1% nel 2010 rispetto al 2009, quando si era già avuta una flessione del 12,6%.</p>
<p>Siccome le cattive notizie non arrivano mai sole, dopo la certificazione dell’Istat sul cattivo stato di salute del nostro Paese ci ha pensato l’Inps a deprimerci ulteriormente con una impietosa foto di gruppo. Purtroppo continuiamo ad essere fra i Paesi europei che invecchia di più con un tasso di natalità fra i più bassi. <strong>I pensionati rappresentano infatti il 23% della popolazione, gli invalidi sono 2,7 milioni,</strong><strong> I</strong><strong>l numero delle pensioni al 31 dicembre 2009 era di oltre 16 milioni</strong><strong>:</strong> il 78% di natura previdenziale, il restante 22% di tipo assistenziale. Più di 10 milioni le pensioni versate ai lavoratori dipendenti, più di quattro milioni quelle riservate ai lavoratori autonomi, 245 mila quelle erogate ai lavoratori iscritti alla Gestione separata. Statisticamente parlando, il 65,6% delle pensioni è costituito da trattamenti di anzianità, il 9,2% da pensioni di invalidità e inabilità e il 25,2% da pensioni ai superstiti.  Pur essendo un Paese di e per vecchi, metà dei nostri pensionati vive con meno di cinquecento euro al mese. Questa percentuale  sale al <strong>79%</strong> se si considera la soglia dei<strong> mille</strong><strong> </strong>euro lordi mensili. L’<strong>11,1%</strong> riceve importi compresi tra i <strong>mille ed i millecinquecento euro</strong> mensili e il <strong>9,9%</strong> incassa una pensione superiore ai <strong>1.500 euro</strong><strong>.</strong> Insomma siamo un Paese di anziani poveri e di giovani che rischiano seriamente di non avere futuro. Ecco perché occorre voltare pagina. E paradossalmente i risultati delle amministrative potrebbero aiutare non poco.</p>
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		<title>Ma l’Italia non è questa</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 14:38:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caos, trivialità e carità pelosa Ma l’Italia non è questa Caos. Silvio Berlusconi è oramai una pericolosa scheggia impazzita. Le sue continue esternazioni fanno del male al Paese. Parlare di toghe eversive, definire i pm associazione a delinquere la dice lunga sul livello dell’isteria del premier che attacca la Magistratura, la Corte costituzionale e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/ma-l%e2%80%99italia-non-e-questa-912520.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/04/berlusconi_corna2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2521" title="Berlusconi" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/04/berlusconi_corna2-300x228.jpg" alt="L'Italia non è questa" width="300" height="228" /></a>Caos, trivialità e carità pelosa</p>
<p><strong>Ma l’Italia non è questa</strong></p>
<p><strong>Caos</strong>. Silvio Berlusconi è oramai una pericolosa scheggia impazzita. Le sue continue esternazioni fanno del male al Paese. Parlare di toghe eversive, definire i pm associazione a delinquere la dice lunga sul livello dell’isteria del premier che attacca la Magistratura, la Corte costituzionale e per non farsi mancare nulla, anche il Presidente della Repubblica. Tanto di quel fango che non si riesce quasi a star dietro a questo suo dissennato livore. <span id="more-2520"></span>Il tutto mentre continua la compravendita di disonorevoli e mentre passano il conflitto di attribuzione per il caso Ruby e la prescrizione breve su cui più di un occhio qualcuno dal Colle dovrebbe buttarcelo. Il tutto mentre i pidiellini stanno lavorando su come normare a loro piacimento le intercettazioni o chiedono che Alfano mandi gli ispettori a Milano mentre nella città meneghina appaiono manifesti vergognosi che parlano di “Via le Br dalle procure” e “Toghe rosse, ingiustizia per tutti”.Con un certo Lassini, in lista nel Pdl per il Consiglio comunale a Milano, che si autodenuncia ma che fa intravvedere dietro di lui la …musa ispiratrice del Cavaliere il quale negli ultimi mesi ha definito i pm come &#8220;eversori&#8221; e &#8220;talebani&#8221;, reclamando la costituzione di una Commissione d&#8217;inchiesta per verificare l&#8217;eventuale presenza di una &#8220;associazione a delinquere&#8221; all&#8217;interno dell&#8217;Associazione Nazionale Magistrati tacciando i giudici d’essere &#8220;estremisti di sinistra&#8221;, &#8220;toghe rosse che lavorano contro il Paese&#8221;. E poi le arringhe dal predellino davanti al Palazzo di giustizia di Milano, i soldi regalati a Ruby per farle aprire un salone di bellezza con depilatore ipertecnologico incorporato e sottrarla così alla prostituzione. Ma anche la casa acquistata a Lampedusa dove nei momenti liberi dal bunga bunga potrà giocare a golf oppure fare qualche puntata al casinò. Col suo delfino Alfano, successore designato per una notte, in pista per Palazzo Chigi. Con gli attacchi di parte del Pdl a Tremonti e la difesa d’ufficio della Lega. Per non parlare del deputato marchigiano Ceroni con la sua proposta di modifica dell’art.1 della Costituzione che prefigura la &#8220;superiorita&#8217; delle Camere&#8221; rispetto a Consulta, Magistratura e Quirinale, essendo il parlamento &#8220;democraticamente eletto&#8221;.</p>
<p>Tutto questo accade in piena guerra contro la Libia dove ora bombardiamo anche noi ( anche se la Lega non è assolutamente d’accordo) mentre in Europa e nel mondo non ci fila più nessuno. A livello planetario il cavaliere viene oramai visto come un vero e proprio pagliaccio ( come ha sottolineato un giornalista inglese della BBC, Jeremy Paxman intervistando il povero e sbalestrato Frattini) e forse sarà appunto sempre per questo che il mondo lo e ci snobba. Che la Francia ci sbeffeggia e che la Germania ci dileggia. Sull’immigrazione ci hanno isolato dandoci dei piagnoni. Sui media di ogni angolo del mondo siamo diventati il paese del sole, della pizza, dei mandolini e del bunga bunga. Tutto questo avviene mentre i nostri giovani cervelli scappano all’estero perché la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 30% e mentre i nostri imprenditori attraverso la Marcegaglia denunciano il loro essere lasciati soli. Un giovane di pace, un volontario, Vittorio Arrigoni viene barbaramente trucidato dai salafiti in Palestina. Ma si sa il Governo ha ben altro da fare e da pensare. Vorrebbero portarci fuori dall’Europa ( Berlusconi e Maroni) noi che siamo uno dei Paesi fondatori, vorrebbero sparare ai barconi dei migranti (Castelli) noi che siamo storicamente un popolo di migranti, ce l’hanno perfino con la scuola pubblica e con il mondo intero che appunto attonito ci guarda e ci compiange.</p>
<p><strong>Trivialità</strong>. Eppure il cavaliere non perde mai occasione per fare i suoi show. Occasione di una delle sue sparate è stato l’incontro a Palazzo Grazioli con i sindaci campani quasi tutti rigorosamente in fascia tricolore del Pdl che chiedevano lo stop(sic) agli abbattimenti delle case abusive. Al termine dell&#8217;incontro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intrattiene i presenti con una barzelletta da bettola , sui “sapori” di una mela double face o se volete sui“lati cu.. e fi.. della mela” Dal suo repertorio ne tira fuori altre in occasione della premiazione delle giovani eccellenze. E poi quei bunga bunga sinistramente giocosi e fintamente sdrammatizzanti indirizzati a rappresentanti del gentil sesso. Uditori allibiti, esterrefatti ma comunque propensi ad un tiepido battimani o ad un sorriso a mezza bocca. </p>
<p><strong>Carità pelosa</strong>. Eppure, nonostante tutto il cavaliere continua a nutrirsi di carità pelosa quando deve inseguire i voti dei cattolici. Non a caso lo ha fatto anche dopo che il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei parlando dei migranti ha ricordato che l&#8217;Italia non può essere lasciata sola rispetto a questa emergenza che non e&#8217; dell&#8217;Italia ma e&#8217; di tutta l&#8217;Europa che deve dare delle risposte rispetto a queste popolazioni che chiedono la sicurezza di un domani. Bene, anche per Silvio Berlusconi “l&#8217;accoglienza dei migranti è un dovere per un Paese civile e cattolico”. Lo ha detto intervenendo telefonicamente al convegno degli irresponsabili di Scilipoti ad Acicastello sottolineando il pragmatismo(sic) del governo. Quel paradossale pragmatismo che ha permesso a Lampedusa prima e a Manduria poi di salire infaustamente al disonore della cronaca. Senza parlare dei tardivi permessi di soggiorno temporanei e del nord sostanzialmente esentato dall’accoglienza per far contenti i lumbard. Fino ad arrivare alla fine dell’emergenza decretata unilateralmente da quel Maroni che appena tre mesi fa aveva parlato di esodo biblico col cavaliere che addirittura blaterava di vero e proprio tsunami umano. Che l’accordo con la Tunisia sia stato miracoloso? Alla faccia della coerenza e della credibilità. Alla faccia di tutti coloro che ancora credono nella necessità che l’Italia torni ad essere un Paese normale. Ma il presidente Napolitano che dovrebbe vegliare su tutti noi e sull’integrità delle Repubblica assisterà inerme ed inerte allo sfascio totale? E potrà bastare una lettera di riprovazione per i manifesti di Milano o il suo “no allo scontro cieco fra le parti” pronunciato il 25 aprile?Ai posteri l’ardua sentenza.</p>
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		<title>Meritiamo di più</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 06:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interni/meritiamo-di-piu-91727.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>Il presidente di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ancora una volta esprime il suo dissenso riguardo la condotta disastrosa del governo attuale, e in particolare del suo leader, Silvio Berlusconi. Riguardo al caso che sta allertando la stampa nazionale e internazionale ,il sequestro delle foto dei festeggiamenti di fine anno nella villa di Berlusconi, il leader dell’IDV ha detto di  voler rispettare la decisione della Procura di Roma ,ma ha ribadito la richiesta di sfiducia per l’attuale Presidente del Consiglio. I motivi  non mancano: a partire dal modo fallimentare di affrontare la crisi economica che sta portando allo sbando il nostro Paese, come dimostrato da Draghi, governatore della Banca d’Italia, che ha evidenziato un “quadro economico del Paese sconcertante in un contesto in cui il prodotto interno lordo segna un -5%” come  dal blog dell’ex pubblico ministero del pool di Mani Pulite. Altro motivo, probabilmente ancora  più grave, è il ruolo del premier nella sentenza Mills. Corruzione ed evasione fiscale, quindi “indegno sia politicamente sia moralmente di guidare e rappresentare il governo del nostro Paese” come ha riaffermato  Di Pietro. Il nostro Paese si conferma ancora una volta oasi di  impunità o meglio di impunibilità, come vuole quella “legge ad hoc” chiamata Lodo Alfano. Idv, Rifondazione comunista e Sinistra democratica chiedono l&#8217;abolizione della legge dopo la grandissima raccolta di firme, e inoltre, il pm di Milano Fabio De Pasquale  ha sollevato il dubbio di costituzionalità della Legge. Per il nostro bene, meritiamo di più.</p>
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		<title>Salvatore Mammola: Lombardo schiaffeggia il Popolo delle Libertà</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 19:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Lombardo schiaffeggia il PdL” &#8211; così una nota del segretario cittadino dell’IDV messinese, Salvatore Mammola &#8211; cosa pensano di fare adesso i colonnelli siciliani di Berlusconi?   Stanno pensando, forse, di mandare a casa gli assessori comunali e provinciali siciliani che fanno riferimento al Movimento per l’Autonomia per ripicca?”  “Quante volte il Presidente Lombardo ha invitato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/sicilia/salvatore-mammola-lombardo-schiaffeggia-il-popolo-delle-liberta-91726.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>“Lombardo schiaffeggia il PdL” &#8211; così una nota del segretario cittadino dell’IDV messinese, Salvatore Mammola &#8211; cosa pensano di fare adesso i colonnelli siciliani di Berlusconi?   Stanno pensando, forse, di mandare a casa gli assessori comunali e provinciali siciliani che fanno riferimento al Movimento per l’Autonomia per ripicca?”  “Quante volte il Presidente Lombardo ha invitato, anzi sfidato il Presidente del Consiglio, On. Cascio ed i deputati regionali del Popolo delle Libertà e dell’Udc a sfiduciarlo -  incalza il dipietrista Mammola .</p>
<p><span id="more-726"></span>Bastano appena 46 firme di parlamentari per presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione, ma i deputati siciliani,  sono troppo attaccati alla poltrona. Infatti, oltre a mandare a casa il Presidente Lombardo,  dovrebbero presentarsi di nuovo davanti agli elettori.&#8221;   &#8221; L’On. Lombardo conosce bene i suoi deputati e sa  che i politici siciliani sono pochi inclini alle dimissioni anche se condannati o inquisiti e  che, ovviamente, nessuno firmerà le dimissioni.” – continua Salvatore Mammola.  “I colonnelli del partito di Berlusconi tuonavano: &#8211; riferisce Mammola -&#8221;nessun aderente al Pdl che voglia rimanere tale potrà accettare richieste di partecipazione a governi decisi con queste modalità&#8221;. Quali saranno le sorti dell’On. Miccichè,  che ha inserito due suoi assessori nel  Governo Lombardo Bis: sarà allontanato dal partito di Berlusconi? &#8211; si domanda il segretario Mammola &#8211; ”Anche il Segretario regionale dell&#8217;Udc On. Saverio Romano, ribadisce che non entrerà in nessuna giunta senza il Pdl perché fedele all&#8217;alleanza votata dai siciliani alle elezioni. Una volta azzerata la coalizione – conclude il dipietrista Salvatore Mammola &#8211; in appoggio al Presidente, forsegli esponenti del PdL e Udc dovrebbero sfiduciare l’uomo da loro candidato, votato ed eletto alla Presidenza della Regione Sicilia, circa 410 giorni fa?</p>
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		<title>La trave nell&#8217;occhio</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 20:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<category><![CDATA[reggio emilia]]></category>
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		<description><![CDATA[È impressionate l’enorme spazio dato alla ex-sindachessa in questi giorni sui giornali. Che, volente o nolente, essa rappresenti il vero cavallo di Troia del centrodestra è nei fatti, benché lei si affretti a dire che il suo cuore batte ancora a sinistra, e magari sarà anche vero: a sinistra il masochismo è da più di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/emilia-romagna/la-trave-nellocchio-91636.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>È impressionate l’enorme spazio dato alla ex-sindachessa in questi giorni sui giornali.</p>
<p>Che, volente o nolente, essa rappresenti il vero cavallo di Troia del centrodestra è nei fatti, benché lei si affretti a dire che il suo cuore batte ancora a sinistra, e magari sarà anche vero: a sinistra il masochismo è da più di un secolo un hobby, o forse una vocazione.</p>
<p>Ma non è di questo che volevo parlare, né delle presunte benedizioni berlusconiane (tra l’altro negate dallo stesso Silvio, il chè è una garanzia), né dell’appoggio palese dei democristiani dell’UDC (quelli di Cuffaro), né della gestione discutibilissima del patrimonio della Manodori, ma di tre cose che emergono dalle sue recenti interviste:</p>
<ol>
<li>a Reggio va tutto male e Delrio non ne ha imbroccata una</li>
<li>la fusione ENIA-IRIDE porterà alla catastrofe</li>
<li>io Spaggiari ho governato per più di 12 anni ma non ho nessuna responsabilità, in realtà sono un’altra persona, pura omonimia</li>
</ol>
<p>Partiamo dal primo punto.<br />
Ora, che Reggio viva un periodo di disagio è vero, che siano state fatte operazioni ed interventi a volte non molto azzeccati è inconfutabile, io stesso sono stato (e lo sono ancora) molto critico, ma c’è una cosa che nessuno sottolinea che è fondamentale: grazie ai massicci interventi sul sociale e sul welfare, Delrio è riuscito a mantenere la soddisfazione dei suoi concittadini a livelli tali che il bisogno di assistenza sociale nei sondaggi è quasi assente, un po’ come l’aria che quando c’è non gli diamo nessuna importanza.</p>
<p>E con una città aumentata di 30.000 abitanti in pochissimo tempo, anche solo mantenere invariati questi livelli di eccellenza non era per niente scontato.</p>
<p>Poi è chiaro, questo ha portato ad un aumento della spesa corrente, proprio quella tanto criticata dalla Spaggiari, la quale ovviamente avrebbe preferito costruire un altro cavalcavia calatraviano piuttosto che occuparsi di anziani e di bambini.<br />
Quindi non è vero che Reggio va tutto male: alcune cose sono state eccellenti, altre sicuramente migliorabili, ma è lo stesso Sindaco con estrema intelligenza e cultura che ha già dato inizio a questa svolta positiva, ad esempio chiudendo quel pericoloso centro di spesa che è stato l’assessorato alla città storica.</p>
<p>Il secondo punto che non lascia proprio dormire la Spaggiari (e consorte) è la scelta che Delrio (con tutti gli altri sindaci del comprensorio) ha attuato scegliendo come partner IRIDE anziché HERA, in questo fortemente appoggiato anche da noi dell’IdV con motivazioni industriali e strategiche più volte esposte.</p>
<p>L’accanimento con la quale i due coniugi denigrano l’accordo è talmente forte e continuativo da far sembrare il fatto forse l’unico vero motivo della loro discesa in campo, altroché l’amore per la città e lo spirito di sacrificio.</p>
<p>Quando la Spaggiari descrive foschi futuri per i clienti della futura IRENIA, non si sa su quali basi facendo puro terrorismo mediatico,  quasi ci fossimo alleati ai peggiori squali del mercato, non si capisce se lo fa per ignoranza in materia o per nostalgia di quando, con lei in comune ed il compagno in AGAC, la gestione della multi-utility fu quasi un affare privato, direi familiare.<br />
Infine, per quanto riguarda l’ultimo punto, non c’è mai un accenno a tutti gli errori strategici della sua mai rimpianta gestione: dalla mancanza di progettazione nei flussi demografici, all’erosione del territorio con il periodo di cementificazione più selvaggia che la storia ricordi, alla non-gestione dello sviluppo indiscriminato dei centri commerciali, causa prima delle difficoltà del commercio in centro.</p>
<p>E non parliamo poi delle spese vanesie: il cavalcavia monocorsia per Bagnolo ci è costato quasi quanto ci sarebbe costata la via Emilia-bis.</p>
<p>Insomma, ha un bel da lamentarsi la Spaggiari degli errori di Delrio, sembra l’archetipo di quello che cercava la pagliuzza nell’occhio del fratello….</p>
<p style="text-align: right;">Ing. Zeno Panarari<br />
Resp IDV per il centro storico ed il tessuto urbano<br />
Candidato per il consiglio provinciale</p>
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		<title>Il pericolo di una dittatura è sempre più reale</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 19:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;In questi ultimi giorni da  Berlusconi è arrivata l&#8217;ennesima prova provata dell&#8217;esistenza del suo progetto piduista e antidemocratico&#8221;. E&#8217; ciò che afferma Antonio Di Pietro, Presidente dell&#8217;Italia dei Valori. &#8220;Prima ha iniziato con le nomine Rai, &#8211; continua Di Pietro &#8211; impossessandosi definitivamente e totalmente dell&#8217;informazione pubblica, mettendoci come dirigenti i suoi accoliti, poi ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interni/il-pericolo-di-una-dittatura-e-sempre-piu-reale-91611.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><img class="alignleft size-medium wp-image-610" title="Tessera P2 1816" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/05/tessera-p2-silvio-berlusconi1-300x291.gif" alt="Tessera P2 1816" width="190" height="185" />&#8220;In questi ultimi giorni da  Berlusconi è arrivata l&#8217;ennesima prova provata dell&#8217;esistenza del suo progetto piduista e antidemocratico&#8221;. E&#8217; ciò che afferma Antonio Di Pietro, Presidente dell&#8217;Italia dei Valori. &#8220;Prima ha iniziato con le nomine Rai, &#8211; continua Di Pietro &#8211; impossessandosi definitivamente e totalmente dell&#8217;informazione pubblica, mettendoci come dirigenti i suoi accoliti, poi ha proseguito  denigrando e oltraggiando la magistratura e, oggi, ha completato  il quadro proponendo, addirittura, l&#8217;abolizione del  Parlamento&#8221;. Per Di Pietro questa è la prova della deriva antidemocratica del Premier Silvio Berlusconi. &#8220;Invitiamo la migliore società civile a reagire e a farlo prima che sia troppo tardi.&#8221;</p>
<p><span id="more-611"></span>&#8220;Riteniamo, infatti, che il  passo dall&#8217;indifferenza alla connivenza sia breve e che, da un  momento all&#8217;altro, continuando così, si arriverà sicuramente ad una dittatura di non ritorno&#8221;. &#8220;L&#8217;Italia dei Valori, come unica opposizione, non si  fermerà e, se essere tacciati di <strong><em>anti-berlusconismo</em></strong> significa lottare per la democrazia, allora siamo tutti <strong><em>antiberlusconiani</em></strong>&#8220;.</p>
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		<title>Riflessioni dopo le dichiarazioni del Ministro degli Interni Maroni agli stati generali della Lega a Vicenza</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 20:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agli Stati Generali della Lega a Vicenza del 10 maggio il ministro degli Interni Maroni era perentorio: chi non entra nelle acque territoriali italiane “sarà rispedito da dove è venuto”, e riferiva quasi in tempo reale che l’Italia era stata in grado di riportare a Tripoli “altri 240 clandestini trovati in mare”,  Maroni ribadiva: “la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interni/riflessioni-dopo-le-dichiarazioni-del-ministro-degli-interni-maroni-agli-stati-generali-della-lega-a-vicenza-91530.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><img class="alignleft size-full wp-image-531" title="Roberto Maroni" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2009/05/roberto-maroni.jpg" alt="Roberto Maroni" width="200" height="276" />Agli Stati Generali della Lega a Vicenza del 10 maggio il ministro degli Interni Maroni era perentorio: chi non entra nelle acque territoriali italiane “sarà rispedito da dove è venuto”, e riferiva quasi in tempo reale che l’Italia era stata in grado di riportare a Tripoli “altri 240 clandestini trovati in mare”,  Maroni ribadiva: “la linea della fermezza, in materia di immigrazione, continuerà finché gli sbarchi non cesseranno. Accanto a questo continuerà anche l&#8217;accoglienza per chi arriva e riesce ad entrare con la verifica se ci sono o meno i requisiti per l&#8217;ottenimento dello status di rifugiato. Ma la linea è quella dei respingimenti. Chi non entra nelle acque territoriali italiane sarà rispedito da dove è venuto così come prevedono le normative internazionali che noi applichiamo rigorosamente”, e aggiungeva: negli “ultimi cinque giorni sono stati respinti oltre 500 clandestini”. La tematica dei rimbarchi torna così alla ribalta del dibattito politico, e c’è l’elogio leghista di Berlusconi e della sua contrarietà “all’idea di un’Italia multietnica”, sulle parole del premier ecco cosa riferiva Bossi a Vicenza:“Sono i nostri messaggi che fanno strada. E’ la Lega come sempre che lancia le buone idee, che camminano se hanno le gambe, e fanno proseliti”. “La sinistra che respingeva i gommoni dall’Albania &#8211; riferiva il leader leghista &#8211; adesso attacca Maroni forse perché i suoi risultati erano scarsi”. Ma la linea dura di Maroni tiene conto del cosiddetto rispetto dei diritti umani? E ancora: i diritti umani possono essere sacrificati in nome della stretta e rigida applicazione delle normative internazionali? Si tratta di interrogativi sui quali a mio avviso occorre riflettere attentamente. Il verbo berlusconiano però incontrava critiche nell’opposizione: per il leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro: “<strong>di questo passo in Italia non faremo entrare neanche Obama..</strong>”, e aggiungeva: “<strong>Berlusconi non sa neanche che vuol dire la parola multietnica. Poi chi cerca una sola razza sappiamo bene cosa fa…</strong>”. Per il leader dell’Udc Casini “chi guida il Paese non deve fare demagogia o compiacere la Lega”, ma “deve risolvere i problemi. Dire no ad una società multietnica significa chiudere le nostre fabbriche, non avere collaborazione per i nostri anziani o delineare una società che non esiste”. Sulla linea Maroni spunti critici venivano da Laura Boldrini, portavoce dell’Unhcr, l’Agenzia Onu per i rifugiati, che a “Repubblica” dichiarava:“<strong>Respingere in Libia gli immigrati entra in rotta di collisione col diritto di asilo, così come è regolato da leggi nazionali, europee e internazionali. Esiste infatti il principio del non respingimento nel caso di gente bisognosa di protezione</strong>”. “<strong>La Libia </strong>- continuava la portavoce Boldrini -<strong>non ha firmato la Convenzione di Ginevra sui diritti dei rifugiati, non ha un sistema di asilo in linea con gli standard previsti e non possiamo entrare in tutti i centri di detenzione. Non siamo in grado di garantire la loro effettiva protezione se vengono rispediti in Libia, dove stiamo lavorando per avere un riconoscimento formale della nostra presenza potendo così entrare nei centri</strong>”. “<strong>Visto che sono stati mandati in un paese che non ha firmato la convenzione di Ginevra</strong> – dichiarava il portavoce dell’Agenzia Onu per i rifugiati &#8211; <strong>per l&#8217;Unhcr sarebbe importante che l&#8217;Italia ottenga dalla Libia le rassicurazioni che le persone bisognose di protezione non verranno rimandate nei paesi di origine da cui sono fuggite a causa di persecuzione. In passato purtroppo ci sono state situazioni di questo genere e di alcuni non si è mai più saputo nulla</strong>”. La politica di respingimento degli immigrati che non entrano nelle acque territoriali italiane è buona o cattiva politica? Non sarà forse l’ennesimo mezzo di autopropaganda del Pdl e della Lega? Intanto il flusso di immigrati dalle coste africane a quelle siciliane non accenna a diminuire. Ma non parlavano di limitazione dei flussi migratori? Buona politica a tutti.</p>
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