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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; Esteri</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>UE/Ambiente: Uggias (IDV): &#8220;Amianto. Problema risolto?&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 13:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;eurodeputato organizza al Parlamento europeo un seminario sull&#8217;amianto Si terrà l&#8217;8 dicembre a Bruxelles il seminario sull&#8217;amianto rganizzato da Giommaria Uggias, parlamentare dell&#8217;Italia dei Valori, in collaborazione con la deputata finlandese dell&#8217;ALDE Riikka Manner. L&#8217;evento, nato a seguito di un incontro tra l&#8217;europarlamentare IDV e alcuni  appresentanti dell&#8217;associazione Ex esposti Amianto della Provincia di Oristano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/eventi/ueambiente-uggias-idv-amianto-problema-risolto-912953.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p style="text-align: left;"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/amianto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2954" title="amianto" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/amianto-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" /></a><em>L&#8217;eurodeputato organizza al Parlamento europeo un seminario sull&#8217;amianto</em></p>
<p>Si terrà l&#8217;8 dicembre a Bruxelles il seminario sull&#8217;amianto rganizzato da Giommaria Uggias, parlamentare dell&#8217;Italia dei Valori, in collaborazione con la deputata finlandese dell&#8217;ALDE Riikka Manner. <span id="more-2953"></span>L&#8217;evento, nato a seguito di un incontro tra l&#8217;europarlamentare IDV e alcuni  appresentanti dell&#8217;associazione Ex esposti Amianto della Provincia di Oristano, avrà luogo nella sala PHS5B001 del Parlamento europeo, presso la sede di Bruxelles, a partire dalle ore 16,00. Come è noto, l&#8217;esposizione all&#8217;amianto ha effetti fortemente nocivi sulla salute delle persone. Nonostante ciò, vi sono ovunque in Italia e in Europa edifici e stabili costruiti con questo materiale e ancora utilizzati per scopi abitativi o lavorativi. Ad animare il seminario e il dibattito numerosi esperti di rilievo nazionale e internazionale. All&#8217;interno del panel moderato dall&#8217;Onorevole Uggias interverranno<br />
il Professor Alessandro Gualtieri, professore di Mineralogia presso l&#8217;Università di Modena, Giampaolo Liliu, membro dell&#8217;Associazione ex esposti amianto, l&#8217;avvocato Mariacarla Borghi,  fortemente impegnata a difendere i diritti degli ex esposti in tribunale, e l&#8217;avvocato Giovanni D&#8217;agata, del dipartimento nazionale per la tutela dei consumatori dell&#8217;Italia dei Valori. Seguirà il panel moderato dall&#8217;Onorevole Riikka Manner, giovane deputata finlandese dell&#8217;Alleanza dei Liberaldemocratici, al quale prenderanno parte Antti Tossavainen, docente presso l&#8217;Istituto Finlandese della salute sul lavoro di Helsinki e Arto Heino, esperto nella valutazione della qualità  dell&#8217;aria. &#8220;L&#8217;amianto è un problema con il quale i cittadini europei si trovano tutt&#8217;oggi, loro malgrado, a convivere. Questo seminario vuole riportare l&#8217;attenzione su questa problematica spesso dimenticata all&#8217;interno dei vari Stati europei &#8211; conclude Uggias &#8211;  che continua però ad esistere e a produrre vittime&#8221;.</p>
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		<title>Caccia in deroga; Zanoni (IdV): L&#8217;Ue non cambia idea. Fino a Natale per rispondere alla messa in mora.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività Istituzionali]]></category>
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		<description><![CDATA[Partito il conto alla rovescia. L&#8217;Italia ha tempo  fino al 24 Dicembre per adeguarsi alle sentenze della Corte Ue. Zanoni: “Zaia,  Stival e Berlato preparino il portafogli”. Inspiegabile il carosello di posizione di TAR del Veneto e Consiglio di Stato “Mentre TAR  del Veneto e Consiglio di Stato cambiano idea sulla caccia in deroga da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/esteri/caccia-in-deroga-zanoni-idv-lue-non-cambia-idea-fino-a-natale-per-rispondere-alla-messa-in-mora-912946.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/imagesCA0I5BBD.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2947" title="imagesCA0I5BBD" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/imagesCA0I5BBD.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a><em>Partito il conto alla rovescia. L&#8217;Italia ha tempo  fino al 24 Dicembre per adeguarsi alle sentenze della Corte Ue. Zanoni: “Zaia,  Stival e Berlato preparino il portafogli”. Inspiegabile il carosello di posizione di TAR del Veneto e Consiglio di Stato</em></p>
<p>“Mentre TAR  del Veneto e Consiglio di Stato cambiano idea sulla caccia in deroga da un  giorno all&#8217;altro, la Commissione europea ha le idee chiarissime: l&#8217;Italia deve<br />
adeguarsi alle sentenze della Corte di Giustizia sul rispetto della Direttiva Uccelli altrimenti scattano le sanzioni”.<span id="more-2946"></span> Così Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV,  commenta la decisione di ieri del Consiglio di Stato di respingere la richiesta di sospensiva della LAC riaprendo la caccia in deroga in Veneto. “La Commissione europea il 24 novembre scorso ha inviato all&#8217;Italia una pesante diffida (messa in mora) con scadenza al 24 dicembre, intimando il rispetto delle sentenze della Corte Ue sulla caccia in deroga &#8211; ricorda Zanoni &#8211; Infatti la Corte di Giustizia con sentenza dell&#8217;11 novembre del 2010 ha dichiarato illegittima la legge veneta sulla caccia in deroga”. “Stival, Zaia e Berlato, che ultimamente non fanno altro litigare tra di loro, hanno poco da rallegrarsi – continua l&#8217;Eurodeputato &#8211; se all&#8217;interno dei tribunali veneti e romani le posizioni non sono concordi, l&#8217;Europa sulla caccia in deroga è lapalissiana: le deroghe del Veneto sono illegittime”. “Tuttavia sulla caccia in deroga ci sono troppi fatti inspiegabili e che fanno riflettere”, afferma Zanoni. Riepiloghiamo: Cominciamo dal TAR del Veneto. Il Presidente di questo Tribunale in data 5 ottobre 2011, con un decreto (n.810/2011), bloccava la caccia in deroga in Veneto e successivamente, i giudici della prima sezione dello stesso TAR, in data 19 ottobre 2011 con un&#8217;ordinanza (n.862/2011) prorogavano il blocco fino al 3 novembre<br />
2011. Il 3 novembre 2011 tre giudici della prima sezione dello stesso TAR con<br />
una nuova ordinanza (n.876/2011) ribaltando il primo verdetto riaprivano la<br />
caccia in deroga. “Come mai questo balzello di posizioni?”, si chiede Zanoni.<br />
Vediamo poi quello che è accaduto in Consiglio di Stato. Il Presidente in data 25/11/2011, con un decreto (.n.5180/2011), decideva di bloccare nuovamente in tutto il Veneto la caccia in deroga, anche in questo caso solo dopo appena 5 giorni, in<br />
data 29/11/2011, i giudici dello stesso tribunale, con un&#8217;ordinanza (n.5224/2011) riaprivano la caccia in deroga. “Questo dimostra due cose – conclude l&#8217;Eurodeputato &#8211; la prima che all&#8217;interno degli stessi tribunali ci sono delle fortissime disparità di giudizio sulla materia della caccia in deroga, la seconda che lo stato italiano è totalmente incapace di far rispettare la &#8220;Direttiva Uccelli&#8221; n. 2009/147/CE (ex 409/79/CEE)”. In merito all&#8217;ultima decisione del Consiglio di Stato, va sottolineato che i magistrati non hanno dato nessuna motivazione a sostegno delle cacce in deroga,<br />
inoltre non si tratta di un giudizio sul merito ma solo su una richiesta di sospensiva. I giudici del Consiglio di Stato non hanno avuto il coraggio di dire perché le cacce in deroga sarebbero legittime, dimostrando gravi dissensi interni come già accaduto nel TAR Veneto”, commenta il leader ambientalista. E in Europa? In seguito alle interrogazioni presentate da Zanoni sulla caccia in deroga in Veneto e Lombardia, la Commissione europea ha risposto che “deciderà prossimamente quali azioni intraprendere per garantire che la Repubblica italiana esegua le sentenze della Corte di Giustizia Ue”. Il 14 ottobre, in un incontro personale con un rappresentante del Commissario Potočnik, all&#8217;Eurodeputato è stato confermato che “Bruxelles sta seguendo da vicino il caso della caccia in deroga e che è decisa a portare il procedimento fino in fondo”. Il 24 novembre la Commissione europea ha fatto sapere di aver inviato “due lettere di costituzione di messa in mora” all&#8217;Italia  per la caccia in deroga e per chiederle di “conformarsi alle tre sentenze della Corte di Giustizia Ue relative ad una serie di inadempienze nel fornire un&#8217;adeguata protezione agli uccelli<br />
selvatici”. Insomma l&#8217;Ue ha le idee chiare – conclude Zanoni – Ripeto, l&#8217;Italia ha tempo fino al 24 dicembre, la vigilia di Natale, per adeguarsi alle sentenze della Corte di Giustizia Ue, poi sotto l&#8217;albero di Natale Zaia, Berlato e Stival troveranno le sanzioni previste da regolamento nella seconda sentenza di condanna ormai alle porte. Per questo invito i tre ex amici e tutta la Giunta Zaia a tenere pronto il portafogli, perché arrivate le sanzioni farò tutto il possibile affinché la Corte dei Conti faccia pagare a loro il conto e non ai cittadini veneti”.</p>
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		<title>Voto all&#8217;estero: lo scrutinio</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 10:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo vinto: la sfida del quorun e`stata vinta: dai comitati referendari, dai cittadini, si, ma anche da l&#8217;Italia dei Valori. Abbiamo vinto tutti, ma nell&#8217;euforia della vittoria, per una volta sola, ricordiamoci anche di chi ha raccolto le firme per due referendum, piazza dopo piazza, di chi ha scritto i quesiti, di chi ha lanciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/voto-allestero-lo-scrutinio-912673.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><span style="font-family: Times New Roman; color: black; font-size: small;">Abbiamo vinto: la sfida del quorun e`stata vinta: dai comitati referendari, dai cittadini, si, ma anche da l&#8217;Italia dei Valori. Abbiamo vinto tutti, ma nell&#8217;euforia della vittoria, per una volta sola, ricordiamoci anche di chi ha raccolto le firme per due referendum, piazza dopo piazza, di chi ha scritto i quesiti, di chi ha lanciato la campagna iniziale: l&#8217;Italia dei Valori. Diciamolo, una sola volta, poi diciamo anche che e` una vittoria di tutti, come e` vero, come e` giusto che sia.<span id="more-2673"></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; color: black; font-size: small;">Grazie a tutti gli italiani all&#8217;estero che hanno votato, grazie a tutti coloro che hanno votato SI, grazie a tutti coloro che hanno votato NO perche` volevano dire NO al nucleare e NO al legittimo impedimento, grazie a chi ha votato NO perche` era convinto, ma ha voluto accettare le regole della democrazia. La percentuale dei NO da noi all&#8217;estero e` stata piu` alta, decisamente piu` alta che nei voti espressi in Italia. Si tratta di capire quanto ha influito la completa assenza di informazione, quanto ha influito l&#8217;assenza totale di molti consolati e comites nel fornire spiegazioni. Grazie di cuore a tutti i consoli e al personale di tutti i consolati che funzionano bene e che tutelano i diritti dei cittadini. Purtroppo non sono tutti cosi`&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; color: black; font-size: small;">Grazie a tutti gli scrutatori: ieri a Castelnuovo di Porto c&#8217;erano circa 6mila persone per scrutinare le nostre schede. Qual&#8217;era l&#8217;atmosfera ? Diversa. Diversa dalle politiche, certamente. C&#8217;erano i giovani. Disoccupati, precari, “diversamente occupati”. Erano li` per la misera diaria dello scrutatore ? dalle ore 7 alle 23, con trasporto non pagato (25 km da Roma), in un posto con 8 distributori automatici di bevande per 8mila persone, senza possibilita` di uscire dalla struttura, in aperta campagna, con 28 gradi e senza aria condizionata, con bagni che dopo le 12 erano in condizioni igieniche allucinanti. Forse lo hanno fatto anche per i 170 euro di diaria, ma non solo per questo. Stavolta no, c&#8217;era in piu` il senso civico, la voglia di cambiare. Tanti giovani: presidenti di seggio trentenni, preparatissimi, precisi. Scrutatori anche piu` giovani. Tagliati fuori dal mondo: relativamente pochi i telefonini, usati solo all&#8217;esterno, nessuna radio, nessuno a cui chiedere notizie. C&#8217;era chi festeggiava ieri sera a piazza Bocca della Verita`, e c&#8217;era chi, nello stesso istante, contava le schede, redigeva i verbali, per rendere formalmente valido il risultato oramai acquisito. Questo impegno civico deve essere riconosciuto e valorizzato.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; color: black; font-size: small;">I nostri voti sono arrivati in Italia e sono stati contati. Qualcuno sara` stato annullato, ma se lo e` stato, e` stato per “rispetto delle regole”, piu` che per malizia: basta il certficato nella busta sbagliata e il voto e` nullo, anche se e` chiaramente un errore materiale, anche se, francamente, poco importa che lo scrutatore avrebbe in teoria potuto vedere come ha votato uno sconosciuto tizio residente a 20mila km di distanza. Regola fatta per pura astrazione teorica, virtuosismo del diritto, al limite del bizantinismo, ma le regole sono regole. Chiunque scrivera` il nuovo regolamento di attuazione della legge sul voto estero, che dovra` certamente essere riscritto, fara` bene a fare per lo meno una prova simulata, ma meglio sarebbe se fosse proprio uno scrutatore del voto estero, con esperienza sul campo.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; color: black; font-size: small;">La mattina dello scrutatore inizia con una coda allucinante nel vialone alberato che circonda il centro della Protezione Civile. Per 6mila persone che vengono da Roma avrebbero potuto organizzare almeno un paio di treni speciali da Roma Tiburtina, e un servizio navetta dalla stazione. Nulla: tutti in automobile. Poi la solita scena da mercato: l&#8217;ufficio del Comune di Roma allestito per rimpiazzare gli scrutatori assenti; aula magna – teatro zeppo di aspiranti sostituti, a centinaia, crocchio al centro, in assedio al tavolo dei delegati del Comune che assegna i posti tanto desiderati, insieme ai 170 euro, tra tre mesi se va bene. Corte d&#8217;appello: anche loro indaffarati a sostituire i presidenti assenti, non tantissimi. Quasi tutti i seggi hanno iniziato le operazioni di apertura delle buste a meta` mattinata. Quasi nessuno ha osservato alla lettera le istruzioni, che sono fin troppo pedanti: decisamente nessuno ha controllato, ma anche nessuno era in giro a fare da consulente. Nessun contatto tra seggi e Corte d&#8217;Appello, cosa che avrebbe confortato piu` di un presidente. Operazioni preliminari concluse intorno alle 14. Un attimo di pausa: assalto all&#8217;unico spaccio alimentare della struttura, o forse alle poche distributrici automatiche. C&#8217;e` chi si rilassa all&#8217;aperto, sul prato all&#8217;ombra dei pini, con orizzonte da improbabile film western. E c&#8217;e` occasione per scambiare quattro chiacchiere informali: si, sono un residente all&#8217;estero, esistiamo davvero! In Italia gli scrutatori incontrano i “loro” elettori, spesso li conoscono personalmente, scambiano due parole. Con il voto dall&#8217;estero non e` cosi`. Hanno schede, libroni, inchiostro. Nomi, migliaia di nomi. Vedono solo gli altri colleghi del seggio, e una marea di persone che fanno la stessa cosa, in grandi saloni di 30 metri per 40, nei corridoi, nelle stanze al primo piano, con o senza finestre.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; color: black; font-size: small;">Tanti i certificati mancanti, o inseriti nella busta piccola: meno per la Svizzera e la Francia, circa il 2%, di piu` in Germania e America latina, intorno al 5%, molto di piu` in Australia, intorno al 10 %. Ma secondo le istruzioni dovrebbero fare quorum. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; color: black; font-size: small;">Le buste piccole si possono aprire a partire dalle ore 15, ma qualcuno si e` gia` portato avanti col lavoro. Tanto siamo tagliati fuori al mondo, che importanza ha il tempo ? Si discute sui casi particolari: se si trovano 3 schede ? Perfettamente lecito ! e se se ne trovano 5 ? Marito e moglie votano, si sbagliano, mettono tutte le schede insieme, o le mischiano: 5+3. E` capitato. La mia interpretazione ? si annullano le due uguali, si convalidano le altre.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; color: black; font-size: small;">Piu` di un presidente di seggio ha attivato la sveglia del telefonino per le ore 15: e` la fine della ricreazione: le campanelle suonano. Si parte ! Le buste piccole cadono a brandelli sul pavimento, le schede vanno timbrate e firmate ? Pare di si`. Tutti iniziano a timbrare le schede, qualche seggio resiste, poi cede e iniziano a timbrare. Nel silenzio verbale, il rumore dei colpi di timbro e` quasi assordante, si sente dall&#8217;esterno, 1500 timbri all&#8217;unisono: concerto per burocrazia. Qualcuno sa cosa succede “fuori” ? Telefonate febbrili, un po&#8217; di incertezza scaramantica, poi, non un boato, ma un passa-parola, il vociare di fondo aumenta di volume gradualmente, la notizia corre di bocca in bocca, di seggio in seggio: il quorm e` raggiunto, il lavoro fatto non e` vano. Congratulazioni, facce sorridenti. Ma c&#8217;e` tanto lavoro da fare, contare i voti, distinguere i SI dai NO. Molti i NO: avranno capito bene ? In molti si chiedono se il messaggio di scrivere SI per dire NO al nucleare sia passato. Certo, ci sono posti dove l&#8217;energia nucleare e` usata, ma non c&#8217;e` grande differenza tra paesi “nucleari” e “non nucleari”. Io penso che la diversa percentuale dei NO sia un&#8217;indicazione, anche precisa e misurabile, di quanto l&#8217;informazione abbia raggiunto, o meglio, non abbia raggiunto, gli italiani all&#8217;estero. E poi ci sono le varianti “locali”: alcuni italiani in Francia hanno mandato il solito “coupon”, ritagliando il quadratino del SI o del NO: in Francia c&#8217;e` la regola: soprattutto mai sporcare con penna o matita il foglietto usato per le elezioni. Costerebbe tanto inviare le istruzioni anche nella lingua del posto ? Se abbiamo cittadini italiani, residenti in Italia, che sono di lingua tedesca, francese, ladina, slovena, albanese e greca, allora perche` non dobbiamo ammettere ufficialmente che abbiamo cittadini italiani di lingua spagnola, portoghese, inglese etc&#8230; ? I cittadini italiani di lingua tedesca, residenti in Germania, forse sono molti di piu` di quelli residenti in Alto Adige/ Sud Tirol. Se non si spende per la cultura italiana, allora anche loro hanno diritto a essere informati nella lingua che parlano ogni giorno.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; color: black; font-size: small;">Verbali pronti, lavoro terminato, si va a casa, a dormire, o a festeggiare.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; color: black; font-size: small;">Un altro piccolo pezzo della storia dell&#8217;Italia democratica e` stato scritto, un altro passo di cittadinanza attiva. I cittadini hanno fatto valere la loro volonta`, contro la disinformazione, nonostante la stampa prezzolata e la tv imbavagliata: l&#8217;Italia non tornera` all&#8217;energia nucleare, non sara` costretta a privatizzare l&#8217;acqua, e agli italiani non piacciono le leggi fatte apposta per una sola persona. </span></p>
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		<title>Il Brasile sbaglia, ma l&#8217;Ue deve riconoscere che non è questione bilaterale</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 15:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Provo disgusto per la decisione del Brasile di liberare e ospitare un criminale (prima comune, poi politico, ciò sia chiaro) conclamato quale Cesare Battisti, condannato all’ergastolo con sentenze passate in giudicato della Giustizia italiana perchè responsabile di quattro omicidi. Questa decisione, come scrissi già nel gennaio scorso all’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/cultura-societa/il-brasile-sbaglia-ma-lue-deve-riconoscere-che-non-e-questione-bilaterale-912659.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div id="_mcePaste">
<div id="attachment_2664" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/055903314-f14ff12c-5183-49f7-a36e-6a49286fceec-th1.jpg"><img class="size-full wp-image-2664" title="055903314-f14ff12c-5183-49f7-a36e-6a49286fceec-th" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/055903314-f14ff12c-5183-49f7-a36e-6a49286fceec-th1.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Cesare Battisti, ex terrorista e scrittore italiano</p></div>
<p>Provo disgusto per la decisione del Brasile di liberare e ospitare un criminale (prima comune, poi politico, ciò sia chiaro) conclamato quale Cesare Battisti, condannato all’ergastolo con sentenze passate in giudicato della Giustizia italiana perchè responsabile di quattro omicidi. Questa decisione, come scrissi già nel gennaio scorso all’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione europea, Catherine Ashton, è particolarmente grave poiché testimonia il mancato riconoscimento da parte del Brasile delle sentenze definitive di un paese dell’Unione Europea, peraltro avallate anche da decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. <span id="more-2659"></span>La Commissaria Reding considera la vicenda una questione bilaterale, mentre il Parlamento Europeo ha votato due volte per chiedere l’estradizione, quindi evidentemente non lo è e non può esserlo.</p>
</div>
<div id="_mcePaste">Si tratta anche di un’offesa alle vittime e ai loro familiari, a cui oggi sono vicina e di cui comprendo il dolore lancinante. E’ evidente che non c’è alcun rischio di persecuzione politica nei confronti di Battisti, così come gli omicidi che ha commesso non possono essere derubricati a semplici reati politici. Doveva e deve semplicemente scontare la propria pena nel proprio Paese &#8211; sottolinea l’europarlamentare &#8211; come spetta a tutti i criminali, specie se responsabili di reati legati al terrorismo e indipendentemente dalla propria ‘fede’ politica. E’ evidente come l’Italia abbia indecorosamente perso quota sul piano internazionale. Con una leadership forte e credibile questo non sarebbe accaduto.</div>
<p>IL BRASILE SBAGLIA, MA UE DEVE RICONOSCERE CHE NON E’ QUESTIONE BILATERALE di Sonia Alfano<br />
Provo disgusto per la decisione del Brasile di liberare e ospitare un criminale (prima comune, poi politico, ciò sia chiaro) conclamato quale Cesare Battisti, condannato all’ergastolo con sentenze passate in giudicato della Giustizia italiana perchè responsabile di quattro omicidi. Questa decisione, come scrissi già nel gennaio scorso all’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione europea, Catherine Ashton, è particolarmente grave poiché testimonia il mancato riconoscimento da parte del Brasile delle sentenze definitive di un paese dell’Unione Europea, peraltro avallate anche da decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. La Commissaria Reding considera la vicenda una questione bilaterale, mentre il Parlamento Europeo ha votato due volte per chiedere l’estradizione, quindi evidentemente non lo è e non può esserlo.<br />
Si tratta anche di un’offesa alle vittime e ai loro familiari, a cui oggi sono vicina e di cui comprendo il dolore lancinante. E’ evidente che non c’è alcun rischio di persecuzione politica nei confronti di Battisti, così come gli omicidi che ha commesso non possono essere derubricati a semplici reati politici. Doveva e deve semplicemente scontare la propria pena nel proprio Paese &#8211; sottolinea l’europarlamentare &#8211; come spetta a tutti i criminali, specie se responsabili di reati legati al terrorismo e indipendentemente dalla propria ‘fede’ politica. E’ evidente come l’Italia abbia indecorosamente perso quota sul piano internazionale. Con una leadership forte e credibile questo non sarebbe accaduto.</p>
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		<title>Lettera aperta a Barack Obama: Silvio does not speak on behalf of myself</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 12:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/lettera-aperta-a-barack-obama-silvio-does-not-speak-on-behalf-of-myself-912596.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/05/114738253-594x380.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2597" title="114738253-594x380" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/05/114738253-594x380-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>Gentile Presidente Obama,</p>
<p>se vent’anni fa mi avessero detto che un giorno avrei scritto al Presidente degli Stati Uniti d’America, non lo avrei ritenuto possibile. Adesso le circostanze me lo impongono, nell’interesse del mio Paese, che mi onoro di rappresentare al Parlamento europeo.</p>
<p>Tutta l’Italia ha visto l’imbarazzante video del G8 di Deauville durante il quale il nostro anziano presidente del Consiglio dei Ministri l’ha avvicinata per metterla al corrente della “deriva” che riguarderebbe la nostra “magistratura politicizzata”, del fatto che tutti i giudici “di sinistra” vogliono rovinarlo. Sono certa che non le ha raccontato di essere indagato a Firenze come mandante occulto delle stragi del 1993 in Italia, ma ritengo che la stampa estera abbia dato ampio spazio agli scandali di Silvio Berlusconi, per cui probabilmente i cittadini statunitensi, più di quelli italiani, conoscono la pochezza politica di quest’uomo.</p>
<p>Mi rendo conto del ruolo difficile del Presidente degli Usa, e comprendo che per protocollo deve intrattenere rapporti con i primi ministri dei più importanti Paesi. Non mi permetterei di chiederle cosa abbia risposto al premier Berlusconi, posso solo immaginare l’imbarazzo, forse pari a quello provato quando nel 2009, a Buckingham Palace, il nostro Presidente del Consiglio, di recente rinviato a giudizio per prostituzione minorile e concussione, cominciò ad urlare “Mister Obama”, riuscendo a farsi rimproverare anche dall’impassibile regina d’Inghilterra che, guardandolo con austerità, lo ammonì: &#8220;Ma perché deve urlare?”.<span id="more-2596"></span></p>
<p>Quello che mi preme far presente è che, qualora lei dovesse avere anche un solo flebile dubbio su quei magistrati cui faceva riferimento il Presidente del Consiglio italiano, io sono disposta, in qualità di cittadina italiana, di presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia e di parlamentare europeo membro della Commissione LIBE, a raccontarle la vera storia della magistratura italiana e il lavoro dei giudici antimafia che mi onoro di conoscere uno per uno e sulla cui onestà e rettitudine sono pronta a giurare. Ogni giorno essi combattono su due fronti: la mafia, che li vuole morti, e il Governo italiano, che cerca dal 1994 in ogni modo di ostacolarne il lavoro.</p>
<p>Mi conceda la possibilità di raccontarle la verità. Non vorrei che la sua idea della magistratura italiana possa essere deviata da un uomo, Silvio Berlusconi, che insulta i giudici dicendo che sono “antropologicamente diversi”, “mentalmente deviati” e “un cancro”, e che offende il loro lavoro affermando che cercare la verità sulle stragi di mafia è uno “spreco di danaro pubblico”. Berlusconi è un uomo che rimane in politica per salvarsi dai suoi guai giudiziari e che non rappresenta più nessuno.</p>
<p>La storia della magistratura italiana è una storia ricca di orgoglio, fatta di uomini e donne integerrime che hanno pagato il prezzo più alto per le loro battaglie, contro il terrorismo prima e contro la criminalità organizzata poi.</p>
<p>Proprio pochi giorni fa si è saputo di un progetto omicida ai danni di un magistrato italiano, Antonino Di Matteo, che sta seguendo i processi più complessi, occupandosi delle collusioni tra mafia e istituzioni deviate. Un magistrato serio e competente tra i più esposti e aggrediti da chi dovrebbe proteggere i servitori dello Stato come lui. I magistrati italiani non meritano di essere ridicolizzati di fronte al mondo e di fronte al Presidente degli Stati Uniti.</p>
<p>In attesa di un suo riscontro,<br />
le porgo i saluti della parte “normale” del Paese</span></p>
<p>ENGLISH VERSION</p>
<p>Open letter to Barack Obama: “Silvio does not speak on behalf of myself”</p>
<p>Dear Mr. President Obama,</p>
<p>If twenty years ago someone had told me that one day I would be writing to the President of the United States of America, I would have reflected on it as impossible . However, the present circumstances require me to do so in the interests of my country which I am honoured to represent in the European Parliament.</p>
<p>Everybody in Italy has seen an embarrassing video of the G8 in Deauville during which our President of the Council of Ministers has approached you to let you know of the &#8220;drift&#8221; of our &#8220;politicized judiciary,&#8221; that all the judges of the &#8220;left party&#8221; want to damage it. I am sure that our Prime Minister forgot to mention that he was under enquiry in Florence as a principal of the massacres of 1993 in Italy, but I think the foreign press has given a big voice to the scandals related to Silvio Berlusconi. I would imagine that U.S. citizens, have a greater knowledge than the Italians of the political insignificance of this man.</p>
<p>I am aware of the difficult role of the President of the United States, and I understand that for protocol reasons, you must maintain relations with the Prime Ministers of major countries. I am not asking you how you responded to Prime Minister Berlusconi. I can only imagine the shame, perhaps the same that was felt in 2009, in Buckingham Palace, when our Prime Minister was linked to child prostitution and extortion andhe screamed &#8220;Mr. Obama!&#8221;. This provoked a reaction from the gentle Queen of England and Mr. Berlusconi was asked &#8221; Why should you scream? &#8220;.</p>
<p>What I want to point out is that if you have only a faint doubt on those judges referred by the Italian Prime Minister, I am prepared, as an Italian citizen, president of the National Association of Victims of the Mafia Family, MEP and member of the LIBE Committee, to explain the true story of the Italian magistrate and the work of Italian anti-mafia judges that I am honoured to know personally and whose honesty and uprightness are ready to swear. Everyday they fight on two fronts: the mafia, which wants them dead, and the Italian government, which has tried since 1994 in every way to hinder the work.</p>
<p>Please give me the chance to tell the truth. I would not like his idea of the Italian magistrate to be sidetracked by a man, Silvio Berlusconi, who insults the judges saying they are &#8220;anthropologically different&#8221;, &#8220;mentally deviant&#8221; and a &#8220;cancer&#8221; and that offends their work stating that an attempt to establish the truth about the massacres of the Mafia is a &#8220;waste of public money.&#8221; Berlusconi is a man who participates in politics to save himself from his legal problems and he does not represent anyone now.</p>
<p>The history of the Italian magistrates is a rich history of pride, made up of men and women of integrity who have paid the ultimate price for their battles against terrorism and organized crime.</p>
<p>Just a few days ago, we learned that a project for killing an Italian judge, Antonio Di Matteo, who is following the most complex processes, especially on collusion between mafia and diverted institutions. A serious and proficient magistrate, one of the most exposed and attacked by those who should protect the servants of the State like him. The Italian judges must not be ridiculed in front of the world and in front of the President of the United States.</p>
<p>I look forward to hearing from you.<br />
Best regards from the &#8220;normal&#8221; part of the country</p>
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		<title>Indignados</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 18:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<title>Il petrolio in Usa: fra sgravi fiscali e profitti stratosferici</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 15:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/il-petrolio-in-usa-fra-sgravi-fiscali-e-profitti-stratosferici-912584.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p style="text-align: left;"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/05/petrolio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2585" title="petrolio" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/05/petrolio-300x238.jpg" alt="" width="300" height="238" /></a>“Non punite la nostra industria per avere fatto bene il proprio lavoro”. Parla John Watson, l’amministratore delegato di Chevron, una delle cinque maggiori compagnie petrolifere statunitensi, mentre cerca di convincere un gruppo di senatori a non togliere sgravi fiscali alla sua ditta. Si tratta di benefici che aiutano l’azienda di Watson come pure di Exxon, Mobil, Shell, ConocoPhillips e BP America. In che modo fanno bene il loro lavoro? Ovviamente non con il prezzo basso della benzina che attualmente oltrepassa i quattro dollari al gallone (1,34 euro al litro) ma con i recenti profitti stratosferici. Perché avrebbero dunque bisogno di sgravi fiscali queste aziende che hanno moltissimo successo quando i consumatori devono continuare a pagare prezzi sempre più alti? Watson ed i suoi colleghi hanno cercato di giustificare il bisogno degli sgravi fiscali perché producono più esplorazione ed eventualmente prezzi più bassi. La realtà però lo guardava in faccia. Il contrario era davanti a tutti. Inevitabilmente i senatori democratici hanno dimostrato il loro disappunto ed hanno introdotto un disegno di legge al Senato che toglierebbe le agevolazioni fiscali alle aziende petrolifere americane. Si tratta di leggi approvate in parte più di cent’anni fa che al giorno d’oggi non hanno più rilevanza. Nel passato dovevano incoraggiare la ricerca di nuove fonti di petrolio. <span id="more-2584"></span>La loro eliminazione avrebbe, secondo Watson, un impatto negativo alla creazione di posti di lavoro. Ridurrebbe i loro profitti del 2% per quest’anno. Per il primo trimestre queste aziende hanno realizzato 35 miliardi di profitti. L’eliminazione degli sgravi fiscali avrebbe naturalmente un impatto minimo. Considerando i profitti di 900 miliardi realizzati da queste cinque aziende dal 2001 al 2011, due miliardi di tasse non dovrebbero fargli perdere sonno. Poi se si considerano le tasse pagate da queste aziende si nota che la loro cifra è del 17% mentre quella per una famiglia americana tipica è del 20%. Il disegno di legge al Senato non è stato approvato perché solo 53 senatori hanno votato a favore. Non si è raggiunto il numero magico dei due terzi, cioè 60 voti necessari. In effetti, la minoranza repubblicana è riuscita a bloccare la proposta, almeno temporaneamente, dato che i democratici intendono riprovarci. L’eliminazione degli sgravi fiscali ad aziende che hanno molto successo non risolverebbe tutti i problemi fiscali del Paese. Ciononostante i due miliardi annui di fondi potrebbero essere usati per buonissime cause. A cominciare con investimenti su treni ad alta velocità che ridurrebbero la nostra dipendenza sull’uso delle macchine e spingerebbero il prezzo della benzina in giù. Il costo di ogni prodotto dipende dal fabbisogno e meno sarebbe la richiesta, più in basso andrebbero i costi. Un altro modo efficiente per usare questi fondi sarebbe di investirli ad incoraggiare l’uso delle macchine ibride e sviluppare la fabbricazione di automobili efficienti che raggiungano 60 miglia al gallone. I voti contrari al disegno di legge non sono venuti esclusivamente da senatori repubblicani, gli alleati naturali delle grosse aziende. Anche qualche democratico si è opposto. Mary Landrieu, senatrice della Louisiana, per esempio, ha spiegato che, votare per colpire le aziende petrolifere può fare piacere, ma non risolve la situazione. Queste aziende, secondo lei, offrono lavori a 9,2 milioni di americani. Ha ragione. Rimane da considerare però che le aziende offrono lavoro non per la loro generosità ma perché i lavoratori sono strumenti necessari per i profitti. Votare per continuare gli sgravi fiscali ad aziende che sono in pericolo di andare in bancarotta e quindi causare la perdita di posti di lavoro è una cosa. Un’altra cosa è continuare sgravi fiscali ad aziende che sono sane e guadagnano un sacco di quattrini. Questo si chiama puro e semplice egoismo che solo si spiega con i 145 milioni di contributi annuali ai politici ed i 798 lobbisti che lavorano per le aziende petrolifere.</p>
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		<title>Maledetta guerra</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 13:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Gentile direttore, vi è ancora qualche ingenuo che crede alla spudorata bugia dell’intervento militare in Libia per difendere i civili? Francia e Gran Bretagna sono intervenute per mettere le mani sul petrolio, di cui la Libia possiede una delle più cospicue riserve al mondo e per impossessarsi di un&#8217;ingente quantità di denaro rappresentato dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/primo-piano/maledetta-guerra-912560.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p> <a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/05/16723_BnHover1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2567" title="16723_BnHover" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/05/16723_BnHover1-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p>Gentile direttore,<br />
vi è ancora qualche ingenuo che crede alla spudorata bugia dell’intervento militare in Libia per difendere i civili? Francia e Gran Bretagna sono intervenute per mettere le mani sul petrolio, di cui la Libia possiede una delle più cospicue riserve al mondo e per impossessarsi di un&#8217;ingente quantità di denaro rappresentato dai fondi statali libici, i cosiddetti fondi sovrani, depositati nelle loro banche.<span id="more-2560"></span>Noi siamo andati al rimorchio di malavoglia, senza renderci conto dell’assurdità della decisione e delle spese ingenti da sostenere in poco tempo, distruggendo risorse finanziarie che potrebbero essere usate per ben più nobili e utili scopi.<br />
Un&#8217;ora di volo dei Tornado costa 32.000 euro, che passano a 60.000 per gli aerei da ricognizione, un missile va dai 136.000 ai 170.000 euro, una bomba costa dai 30.000 ai 50.000 euro, un raid aereo dai 200 ai 300mila euro, e per lo stazionamento di 5 mezzi militari navali davanti alle coste libiche servono oltre 10 milioni di euro al mese. Si tratta di circa 100 milioni di euro al<br />
mese, lo stipendio di decine di migliaia di dipendenti statali.<br />
Ma con il via libera ai bombardamenti i costi lievitano ed in poche settimane si è bruciato tutto il bilancio di un anno della Difesa.<br />
E dopo? Aumenterà la benzina o si introdurrà qualche altra tassa, chiuderanno altri ospedali, licenzieranno tutti i precari pubblici?<br />
Non si lesina sulle spese di guerra, mentre si tagliano tutti i servizi, dalla scuola alla sanità, dalla previdenza all&#8217;assistenza. Non ci sono soldi per i cassaintegrati, né per i disoccupati, né per le case popolari ed altre spese sociali. Tagliare la spesa corrente è l&#8217;unico soluzione che ci viene martellata in  continuazione; dalla UE che impone il pareggio di bilancio entro il 2014, da Draghi, governatore di Bankitalia e candidato a governare la Banca Centrale Europea, che invita ad un drastico taglio del 7% in termini reali necessario per raggiungere quell&#8217;obiettivo, da Tremonti che ci propina senza soste finanziarie da 40 miliardi di euro.<br />
Ma questi sacrifici a chi giovano? Ai cittadini che si impoveriscono giorno dopo giorno o ai mercati finanziari, che stanno ridando fiato alla speculazione più sfrenata a danno dei lavoratori?<br />
Non potremmo almeno risparmiarci le spese di questo inutile e feroce intervento militare, di nuovo spudoratamente contrabbandato come missione umanitaria?</p>
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		<title>Riducendo il deficit in Usa: la lotta fra i due piani</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 10:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Dare 200.000 dollari di benefici fiscali ai ricchi pagati con 6.000  da trenta anziani non è giusto”.  Ecco cosa ha dichiarato il presidente Barack Obama nel suo recentissimo discorso  alla George Washington University mentre spiegava il suo piano per affrontare la questione del deficit. Si trattava di una frecciata indirizzata a Paul Ryan, presente in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/riducendo-il-deficit-in-usa-la-lotta-fra-i-due-piani-912538.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/04/obama_deficit2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2539" title="obama_deficit2" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/04/obama_deficit2-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>“Dare 200.000 dollari di benefici fiscali ai ricchi pagati con 6.000  da trenta anziani non è giusto”.  Ecco cosa ha dichiarato il presidente Barack Obama nel suo recentissimo discorso  alla George Washington University mentre spiegava il suo piano per affrontare la questione del deficit.<br />
Si trattava di una frecciata indirizzata a Paul Ryan, presente in sala, presidente repubblicano della Commissione al Bilancio alla Camera, il quale pochi giorni fa aveva annunciato il piano del suo partito per risolvere il deficit.</p>
<p><span id="more-2538"></span><br />
Obama si era “assentato” dalle questioni del deficit eccetto nelle ultime ore dei negoziati per evitare lo “shutdown”, la chiusura del governo per mancanza di avere approvato il bilancio annuale.<br />
L’annuncio del piano di Ryan apporterebbe tagli stratosferici di 6200 miliardi di dollari, tagli di 770 miliardi al Medicaid, e la privatizzazione del Medicare a cominciare dal  2022.<br />
I tagli di Obama non sarebbero molto diversi, 4.400 miliardi, ma includerebbero aumenti alle tasse dei benestanti ed anche tagli alla difesa. Si tratta di un piano più ragionevole che manterrebbe il Medicaid e Medicare anche se vi sarebbero tagli ma non così severi.<br />
Il piano di Obama è stato ricevuto dai repubblicani con poco entusiasmo come era da aspettarsi. La sola menzione di tasse ha creato l’opposizione perché anatema al Dna del Partito Repubblicano. Non importa se gli aumenti alle tasse dei ricchi non causerebbero impatto alcuno al loro standard di vita.<br />
Qualsiasi aumento alle tasse consiste di un “peccato mortale” perché secondo il Gop uccide la creazione dei posti di lavoro. I problemi al bilancio si risolvono mediante tagli ed esclusivamente tagli.<br />
I tagli alle tasse, secondo la mitologia repubblicana, creano posti di lavoro. Gli aumenti sono “job killers”, assassini di posti di lavoro. L’idea è  che più soldi i ricchi posseggono più investimenti faranno e creeranno lavori.<br />
L’esperienza recente non  fornisce però la prova. La riduzione delle tasse approvate dall’amministrazione di George Bush del 2005 non ha creato posti di lavoro.<br />
Gli aumenti alle tasse invece dell’amministrazione di Bill Clinton nel 1993 crearono attività economiche con nuovi posti di lavoro.<br />
Obama intende mantenere la sua promessa della campagna elettorale del 2008 quando disse che gli individui con salari annuali di 250.000 dollari vedrebbero aumentate le loro tasse. Non ha mantenuto la promessa fino ad ora ed ha infatti continuato l’estensione delle tasse approvate da George Bush nel suo compromesso coi repubblicani l’anno scorso.<br />
Obama non ha insistito però che gli aumenti alle tasse dei benestanti creeranno posti di lavoro. Il presidente si è limitato a dire che la visione esposta dal piano di Ryan è “pessimista” e non rappresenta il meglio dell’America.<br />
Obama però ha offerto una “carota” quando ha spiegato che se il suo piano non dovesse risolvere la questione del deficit  per il 2014 ci sarebbe un scatto di tagli automatico a tutti i programmi.<br />
Il piano di Obama dovrebbe essere bipartisan  incaricando il vicepresidente Joe Biden a condurre le negoziazioni come ha fatto per evitare lo shutdown. Non sarà facile perché al momento sia i democratici che i repubblicani non si trovano in condizioni di fare compromessi.<br />
I democratici non possono accettare di privatizzare il Medicare perché eventualmente segnerebbe la sua fine. I repubblicani si sono creati un’oasi antitasse dalla quale non potranno uscire. In effetti, ognuno dei due partiti avrà il potere di imporre il veto ai programmi dell’altro considerando il fatto che i repubblicani controllano la Camera e i democratici  sono in possesso del Senato e della Casa Bianca.  <br />
Per i repubblicani sarebbe ingoiare veleno con l’aumento delle tasse. Ciononostante il presidente deve dimostrare che pagare le tasse è un dovere, qualcosa che gli americani potranno accettare se l’alternativa è la distruzioni di programmi “sacri” come il Social Security e il Medicare.<br />
Il fatto che Obama sia “sceso in campo” vuol dire che si può sperare. Il presidente possiede doti oratorie uniche  e potrebbe farne uso per convincere il popolo, persino i ricchi, a fare sacrifici per il bene comune. Lo ha accennato nel suo discorso alla George Washington University quando ha dichiarato che non  “c’è nulla di coraggioso chiedendo sacrifici ai più bisognosi che non hanno rappresentanza al Campidoglio”.  Ha ragione.  Togliere il pane dalla bocca dei poveri per arricchire i benestanti non è solamente antiamericano ma anche anticristiano.</p>
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		<title>Un assordante silenzio dei media italiani sulle proteste in Francia</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 19:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saverio D'Auria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[riforma pensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[scipero francia]]></category>

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		<description><![CDATA[In Francia in questi giorni il governo Sarkozy sta facendo approvare la riforma delle pensioni. Come riportato dai media italiani, la riforma prevede l&#8217;aumento graduale di due anni dell&#8217;età minima e massima pensionabile; è stata approvata ieri al Senato e sarà molto probabilmente approvata oggi all&#8217;Assemblea Generale, nonostante il voto contrario di tutte le forze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/esteri/un-assordante-silenzio-dei-media-italiani-sulle-proteste-in-francia-912352.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p>In Francia in questi giorni il governo Sarkozy sta facendo approvare la riforma delle pensioni. Come riportato dai media italiani, la riforma prevede l&#8217;aumento graduale di due anni dell&#8217;età minima e massima pensionabile; è stata approvata ieri al Senato e sarà molto probabilmente approvata oggi all&#8217;Assemblea Generale, nonostante il voto contrario di tutte le forze di centro-sinistra.<span id="more-2352"></span><br />
Quello che non viene detto è che le forze sindacali si oppongono strenuamente a questa legge. Sono in sciopero i treni e i trasporti urbani, con 10% dei TGV soppressi e il 30% delle linee metropolitane sostituite da autobus. Da circa due settimane tutte le raffinerie di petrolio della Francia erano in sciopero, mentre oggi il lavoro è ripreso in 5 raffinerie, i cui lavoratori sono stati precettati. Il 20% delle pompe di benzina è privo di carburante, il cui prezzo al distributore è salito del 30%; la città di Marsiglia è prigioniera dei rifiuti a causa dello sciopero dei netturbini, mentre circa 90 petroliere si affollano al largo del porto in attesa di poter scaricare il greggio. Sembra infatti che gli operai delle raffinerie siano stati precettati, ma non quelli dei terminal petroliferi. Da domani gli studenti universitari si uniranno alle proteste, in circa 15 delle 80 università della Francia. Di tutto questo neanche l&#8217;ombra nei media italiani. Gli ultimi articoli risalgono a una settimana fa. Eppure la Francia è qui dietro l&#8217;angolo&#8230; Ma forse i media italiani sono tropo occupati a inseguire le dichiarazioni di questo o quel politico, o a soddisfare la morbosa curiosità su fatti di cronaca su cui meglio sarebbe per tutti stendere un velo pietoso e far lavorare la magistratura.</p>
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