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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; Editoriali</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>Caro Salvatore, è un sabato strano oggi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 12:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano Montalbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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		<description><![CDATA[Caro Salvatore, è un sabato strano oggi. Una di quelle giornate trascorse a casa a leggere, a fare un punto, a confrontarmi con i miei affetti. Uno strano sabato, Salvatore, di quelli buoni per prendere qualche decisione, per fare mezzi bilanci, per pensare a quello che si è fatto e scritto negli ultimi mesi. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/editoriali/caro-salvatore-e-un-sabato-strano-oggi-91121.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div>
<p>Caro Salvatore,<br />
è un sabato strano oggi. Una di quelle giornate trascorse a casa a leggere, a fare un punto, a confrontarmi con i miei affetti. Uno strano sabato, Salvatore, di quelli buoni per prendere qualche decisione, per fare mezzi bilanci, per pensare a quello che si è fatto e scritto negli ultimi mesi.<span id="more-121"></span></p>
<div>
<p>E allora te lo voglio raccontare questo sabato, Salvatore. Eccomi qui, con le mie carte e miei appunti la tranquillità di chi mi sta accanto e condivide ogni passo di quello che ho fatto. Riascolto vecchi dischi. Rileggo vecchie carte. Prendo appunti e ogni tanto sorrido: di quanta inconsapevolezza sia fatto a volte questo lavoro. Ritrovo una vecchia inchiesta sulle navi dei veleni scritta per Diario nel 1997. Capo Spartivento, Calabria, e poi container al largo di Ustica, e poi Bosaso in Somalia, e una nave, la Rigel, che tutti sanno dove e come e perché è affondata ma nessuno la trova.<br />
Ritrovo il blocco degli appunti di allora, non solo la copia del giornale, e poi un faldone con atti e deposizioni e audizioni. Numeri, dati, nomi. Inconsapevolmente raccolti e poi finiti in cima a uno scaffale a prendere polvere. Buoni oggi come ieri. Peccato che a nessuno frega niente di una nave della ‘ndrangheta carica di rifiuti e scorie delle industrie del nord autoaffondata nello Jonio. Insieme almeno a altre 40. Vabbè, ci siamo abituati.<br />
Metto su Jungleland di Bruce Springsteen e mi faccio un caffè. E riapro il file della sentenza definitiva del processo Borsellino Bis. In questi mesi l’ho aperto e riaperto più volte. Perché c’è una verità storica, non solo giuridica, in quegli atti che fa tremare i polsi. Quanta inconsapevolezza dal 1992 a oggi. Quanto fumo negli occhi, e quante volte abbiamo infilato la testa nella sabbia per non guardare. Scorrono le immagini della piazza di Napoli, una folla di ragazzi. Molti, tanti, appena nati nel 1992. Cosa gli stiamo lasciando? Quale memoria? Quale Paese?<br />
Ripenso all’abbraccio martedì sera con te Salvatore. Ognuno fa il suo. Io forse (almeno prima di conoscerti) per inerzia, solo per mestiere, tu invece con la consapevolezza che ti stai giocando la vita nella battaglia per fare emergere la verità sulla morte di tuo fratello. Io sono niente, solo un cronista, un registratore acceso appoggiato sul tavolo e poi una penna dietro a cui nascondermi. Tu hai solo il tuo piccolo e umanissimo corpo. E il tuo grido. La tua è una gentile determinazione, che esprime una radicalità che ormai ci siamo persi per strada cercando di ragionare sui nostri fallimenti. Tu non hai fallimenti da occultare e tantomeno da farti perdonare. Tu hai solo te stesso e la tua richiesta di verità.<br />
Caro Salvatore, che quando torni a Palermo ti si riempie la bocca di un siciliano di popolo, ti devo fare una confessione. Mi intimorivi, con la tua radicalità. Da quando ho ripreso a occuparmi di cronaca, e di questa cronaca, sentivo di essere inadeguato, forse addirittura prevenuto. Troppo fragile e strutturato per potermi confrontare con la tua determinazione. Poi piano piano, leggendo le carte, sentendo e rileggendo le tue parole, ho capito quale frammento enorme di realtà tu ti sia messo sulle spalle. E allora t’ho cercato, e ho cercato nel mio piccolo in un piccolo giornale di raccontare quel frammento anch’io. Facendo il mio lavoro. A schiena dritta, senza timori, una volta tanto.<br />
Perché a volte siamo così autoreferenziali, distanti, freddi, salottieri. E ci scordiamo il valore della fatica, del lavoro, del consumare scarpe. E perdiamo il coraggio. Quel coraggio che ci ha fatto adulti e poi da adulti ci siamo dimenticati.<br />
Salvatore il 19 luglio ci sarò anche io. Non solo per raccontare i fatti con la mia penna. Ma ci sarò con il mio corpo, insieme a te e ai tanti che raccoglieranno il tuo appello. Ci sarò anch’io a chiudere l’accesso a via D’Amelio a chi, a ogni commemorazione, nel momento stesso in cui depone una corona di fiori, rilascia due battute ai cronisti, posa per i fotografi e per le televisioni, occulta un frammento e poi un altro e un altro ancora della verità sulla morte di tuo fratello. Il giudice Paolo Borsellino, morto con accanto i ragazzi della sua scorta: Emanuela Loi, Walter Li Muli, Claudio Traina, Agostino Catalano e Eddy Walter Cosina.<br />
Una strage che oggi appare sempre più “strage di Stato con interessi di mafia” che “una strage di mafia con qualche interesse di pezzi dello Stato”.</p>
<p>Un abbraccio</p>
<p>Pietro Orsatti<br />
redattore di left-Avvenimenti</p></div>
</div>
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		<title>E&#8217; calata la sordina sui temi della lotta alla mafia non appena è stato investigato il livello dei mandanti esterni delle stragi</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 00:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano Montalbano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[antonino di matteo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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		<description><![CDATA[Giornali e televisioni hanno deciso di calare il sipario sulle denunce provenienti dai  magistrati  antimafia. La verità sulle stragi deve essere sepolta definitivamente. I mandanti occulti protetti. I rapporti collusivi tra i boss e le classi dirigenti di questo paese insabbiati. Il Dott. Antonino Di Matteo, sostituto procuratore di Palermo, lancia accuse molto pesanti. Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/editoriali/e-calata-la-sordina-sui-temi-della-lotta-alla-mafia-non-appena-e-stato-investigato-il-livello-dei-mandanti-esterni-delle-stragi-91119.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div>
<p>Giornali e televisioni hanno deciso di calare il sipario sulle denunce provenienti dai  magistrati  antimafia. La verità sulle stragi deve essere sepolta definitivamente.<span id="more-119"></span></p>
<div>
<p>I mandanti occulti protetti. I rapporti collusivi tra i boss e le classi dirigenti di questo paese insabbiati. Il Dott. Antonino Di Matteo, sostituto procuratore di Palermo, lancia accuse molto pesanti. Anche in questo caso il circuito informativo lo ignora. Politica e informazione nascondono le verità scomode ai cittadini. A seguire parte delle dichiarazioni rilasciate dal Dott. Di Matteo durante la presentazione palermitana del libro “Colletti sporchi” il 7 marzo scorso. Riferendosi al periodo delle indagini sulle stragi mafiose del 92’, svolte a Caltanissetta, il magistrato ricorda  come fosse: “un momento in cui sentivamo intorno a noi l’impegno di tutte le articolazioni dello Stato, delle Forze di Polizia che facevano a gara per collaborare”, “sentivamo l’attenzione dell’opinione pubblica, la viva attenzione dei mass-media”, “ricordo che alla procura  di Caltanissetta vennero destinati in applicazione magistrati più esperti, vennero destinate risorse, mezzi e uomini che ci consentirono di andare avanti fino ad arrivare alle condanne definitive di esecutori e mandanti mafiosi delle stragi”.<br />
“A quel punto, però, qualcosa è cambiato: abbiamo cominciato ad assistere a questa lenta ma inesorabile caduta di attenzione e di impegno”, “c’è stata una disattenzione da parte della politica”, “c’è stata la disattenzione dei mass media e quindi dell’opinione pubblica, è calata la sordina”.<br />
“Oltre agli esecutori di Cosa Nostra, nelle stragi, sono stati coinvolti altri soggetti che hanno ispirato e armato le mani dei mafiosi, c’è scritto nelle sentenze definitive”, “un paese serio avrebbe dovuto  avvertire e  dovrebbe avvertire ancora oggi come immanente e impellente il bisogno dell’approfondimento e non è stato così”.<br />
“Noi abbiamo una mafia che è stata, è e sarà  sempre consapevole della centralità e della importanza dei rapporti con la politica, con le istituzioni, l’imprenditoria, il mondo delle professioni”, “e dall’altra parte a che cosa assistiamo? assistiamo ad una situazione in cui i partiti politici continuano a candidare personaggi in conclamati ed accertati rapporti con i mafiosi, quando addirittura non già condannati per fatti di mafia, anzi in un sistema elettorale, come quello che ci caratterizza in cui non c’è più il voto di preferenza, hanno anche cura di metterli  nei primi posti della lista per garantire loro l’elezione”, “i Consigli degli Ordini, penso per esempio al Consiglio dell’Ordine dei medici di Palermo, al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo non adottano alcun provvedimento disciplinare nei confronti di loro iscritti, già condannati per concorso in associazione mafiosa oppure, anche se non già condannati, oggettivamente sorpresi dalle microspie nei salotti dei boss mafiosi a chiedere favori e raccomandazioni politiche al capo mandamento di  turno”, “nessuno fa niente, esiste soltanto l’azione penale e il contrasto delegato ai magistrati, tutti si riempiono le bocche di belle parole e di belle intenzioni  ma i fatti non sono susseguenti a quelle parole, molti troppi imprenditori, al di la delle iniziative e dei proclami antiracket  di mera facciata, continuano a mantenere con Cosa Nostra nell’ottica del reciproco vantaggio, sistematici rapporti di scambio di favori”.<br />
“E&#8217; calata la sordina sui temi della lotta alla mafia non appena è stato investigato il livello dei mandanti esterni delle stragi”.<br />
“E’ in atto il Piano di Rinascita della P2”.</p></div>
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		<title>Crisi economica e responsabilità sociale d&#8217;impresa</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 12:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano Montalbano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un convegno l’esperienza della Provincia di Milano. L’assessore Giannuzzi: “Investire nella formazione per creare un circolo virtuoso” Presso la Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, a Milano il 10 Marzo, si è svolto un convegno dal titolo «Essere “Vicini alle Imprese”: innovazione e responsabilità contro la crisi», organizzato dalla Provincia di Milano nell’ambito della presentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/editoriali/crisi-economica-e-responsabilita-sociale-dimpresa-91114.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><div>In un convegno l’esperienza della Provincia di Milano. L’assessore Giannuzzi: “Investire nella formazione per creare un circolo virtuoso”<br />
Presso la Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, a Milano il 10 Marzo, si è svolto un convegno dal titolo «Essere “Vicini alle Imprese”:<span id="more-114"></span></p>
<div>innovazione e responsabilità contro la crisi», organizzato dalla Provincia di Milano nell’ambito della presentazione dei risultati del progetto “Vicini alle Imprese”, volto alla diffusione di una cultura della responsabilità sociale d’impresa e che ha visto la partecipazione di trentuno imprese iscritte all’Albo Fornitori dell’Ente. All’incontro, moderato da Davide Re, giornalista di “Avvenire”, sono intervenuti esponenti dell’impresa, dell’università, dell’associazionismo di categoria e del mondo no profit, che si sono confrontati sulle opportunità di ripresa che comportamenti socialmente responsabili possono favorire. “Il momento di crisi che stiamo vivendo – ha sottolineato Vito Giannuzzi, assessore alla Responsabilità Sociale d’Impresa e Pubblica Amministrazione della Provincia di Milano – necessita di azioni concrete e non più soltanto di belle parole. Come istituzione pubblica abbiamo cercato di fare la nostra parte, investendo nella formazione dei nostri fornitori, stimolandoli all’autovalutazione e alla conoscenza di se stessi, dei propri limiti e delle proprie risorse. In un Paese dove il tessuto economico-produttivo come il nostro, formato prevalentemente da piccole imprese e distretti, la capacità innovativa di un’impresa di pensare al “benessere collettivo” può innescare un circolo virtuoso e contribuire a rilanciare lo sviluppo”. Il rapporto tra crisi e responsabilità sociale d’impresa è stato affrontato dal Prof. Mario Molteni, docente di Economia Aziendale dell’Università Cattolica di Milano e direttore di Altis (Alta Scuola in Impresa e Società). “Essere responsabili oggi – ha detto – significa senz’altro difendere la redditività economica, ma anche mostrare il coraggio di ridisegnare la propria strategia operativa. Non basta accusare il contesto; occorre ripensare l’intero impianto di management”. Maria Rosa Cutillo, responsabile delle relazioni internazionali di Manitese, ha offerto una panoramica dello scenario europeo, alla luce anche della sua recente partecipazione a Bruxelles in qualità di membro del Multistakeholder Forum. “Questo è il momento delle decisioni coraggiose – ha affermato – ed è importante che la comunità europea abbia ripreso a confrontarsi su questi temi, presentando esperienze e progetti. C’è un punto in particolare che ritengo fondamentale quando si parla di responsabilità sociale, ed è l’attenzione dell’impresa nei confronti dell’intera filiera di produzione”. Rossella Sobrero, presidente di Koinètica, si è soffermata invece sugli aspetti relativi alla comunicazione della responsabilità sociale. “Quando si parla di comunicazione – ha specificato – c’è sempre un problema di semplificazione dei messaggi e dei concetti da tenere sotto controllo. Tuttavia, credo che la comunicazione abbia una funzione sociale, nel senso che contribuisce a perseguire ideali di verità, solidarietà e giustizia, di innovazione, perché aiuta ad affrontare qualsiasi situazione con ottimismo, e di integrazione, perché alimenta il rispetto reciproco tra realtà e culture differenti. Alessandro Beda, consigliere della Fondazione Sodalitas, ha affrontato il tema della governance d’impresa, mentre Emilia Moreschini, della Divisione Responsabilità Sociale delle Imprese del Ministero del Lavoro, ha introdotto il tema del rapporto tra responsabilità sociale d’impresa e Pubblica Amministrazione. Il progetto “Vicini alle Imprese”, nei suoi dettagli e nella sua operatività, è stato presentato da Gigliola Mariani, responsabile dell’Albo Fornitori dell’ente. Tra i risultati più interessanti, emerge l’incremento dell’interesse delle aziende nei confronti della responsabilità sociale (l’89% delle imprese iscritte all’Albo), la percezione d’utilità di questa disciplina (il 48%) e la disponibilità a prendere parte a una riedizione del progetto (il 70%). In chiusura, Pietro Foschi, Presidente di Bureau Veritas Italia, la società di certificazione che ha accompagnato la Provincia di Milano nell’arco dell’intero progetto, ha portato il proprio punto di vista. “E’ stata un’esperienza innovativa – ha affermato – che ci ha permesso di confrontarci con imprese di piccole dimensioni e di testare e mettere a punto nuovi strumenti. Questa crisi produrrà nuovi approcci integrati e strategici di sostenibilità, con un’impostazione sempre più rivolta alla riduzione dei costi da un lato, ma anche al miglioramento delle performance ambientali e sociali dall’altro”. <span>Nel corso della mattinata, è stato distribuito il libro “Vicini alle Imprese. Un percorso di responsabilità sociale”, che racconta le tappe e i momenti significativi di questa innovativa esperienza, oltre a interviste con le imprese partecipanti e con gli stakeholders, ossia esponenti del mondo sindacale, del no profit, dell’associazionismo, della ricerca, che hanno portato la propria competenza e la propria esperienza al servizio della buona riuscita del progetto.</span></div>
</div>
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