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	<title>OrizzontiNuovi.org &#187; Attualità</title>
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	<description>Giornale dell&#039;Italia dei Valori - diretto da Orlando Vella</description>
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		<title>Idv toscana aderisce alla campagna di greenpeace</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo i morti, i feriti, le scene da “Titanic” che  in questi giorni i media continuano a mostrarci, il naufragio della Concordia rischia di provocare un grave disastro ambientale nel bel mezzo del Santuario, un&#8217;area che dovrebbe essere protetta dal 2001. La priorità è la rimozione del carburante, anche se ci sono molte altre sostanze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/toscana/idv-toscana-aderisce-alla-campagna-di-greenpeace-913096.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a style="text-align: left;" href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2012/02/email_311.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3098" title="email_31" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2012/02/email_311-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p>Dopo i morti, i feriti, le scene da “Titanic” che  in questi giorni i media continuano a mostrarci, il naufragio della Concordia rischia di provocare un grave disastro ambientale nel bel mezzo del Santuario, un&#8217;area che dovrebbe essere protetta dal 2001. La priorità è la rimozione del carburante, anche se ci sono molte altre sostanze inquinanti nel relitto: centinaia di litri di vernici, smalti, insetticidi, detergenti, circa 1300 metri cubi di acque nere e grigie, tonnellate di cibo e bevande.<span id="more-3096"></span></p>
<p>Per questo motivo greenpeace, che venerdì scorso si è mobilitata davanti al Ministero dei trasporti, sta ricordando a tutti che esiste un decreto che, se approvato subito, potrà tutelare le aree di mare sensibili da disastri come quello della Costa Concordia. La legge 51 del 2001 (art. 5, comma 2) permette  infatti di regolamentare, con un decreto del Ministro dei Trasporti di concerto con il Ministro dell&#8217;Ambiente, il traffico marittimo nelle aree &#8220;a rischio&#8221; come il Santuario dei Cetacei.</p>
<p>Purtroppo però  il ministro dei Trasporti, Corrado Passera, continua ancora a tacere, nonostante  lo stesso ministro dell&#8217;Ambiente, Clini, si sia già espresso a favore di un decreto interministeriale per regolare il traffico marittimo nelle zone a rischio, come il Santuario dei Cetacei.  L’ Italia dei valori si è mobilitata sin dalle prime ore del disastro attraverso il suo rappresentante presso la camera dei deputati, l’ On. Fabio Evangelisti, segretario del partito in Toscana.</p>
<p>Adesso è giunto il momento di spingere il Governo ad intervenire  immediatamente affinchè altri disastri del mare non abbiano più luogo. Per questo motivo  l’ italia dei valori della Toscana aderisce  all’ iniziativa di greenpeace: chiediamo tutti al Ministro Corrado Passera di emanare subito il decreto interministeriale per tutelare la sicurezza dei trasporti, la salute pubblica e l&#8217;ambiente! Di seguito il link:</p>
<p><a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/oceani/Sbrigati-Ministro-il-ritardo-Costa/?utm_source=email&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=cyber_concordia" target="_blank">http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/oceani/Sbrigati-Ministro-il-ritardo-Costa/?utm_source=email&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=cyber_concordia</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Caccia in deroga; Zanoni (IdV): L&#8217;Ue non cambia idea. Fino a Natale per rispondere alla messa in mora.</title>
		<link>http://www.orizzontinuovi.org/esteri/caccia-in-deroga-zanoni-idv-lue-non-cambia-idea-fino-a-natale-per-rispondere-alla-messa-in-mora-912946.html</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività Istituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Partito il conto alla rovescia. L&#8217;Italia ha tempo  fino al 24 Dicembre per adeguarsi alle sentenze della Corte Ue. Zanoni: “Zaia,  Stival e Berlato preparino il portafogli”. Inspiegabile il carosello di posizione di TAR del Veneto e Consiglio di Stato “Mentre TAR  del Veneto e Consiglio di Stato cambiano idea sulla caccia in deroga da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/esteri/caccia-in-deroga-zanoni-idv-lue-non-cambia-idea-fino-a-natale-per-rispondere-alla-messa-in-mora-912946.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/imagesCA0I5BBD.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2947" title="imagesCA0I5BBD" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/12/imagesCA0I5BBD.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a><em>Partito il conto alla rovescia. L&#8217;Italia ha tempo  fino al 24 Dicembre per adeguarsi alle sentenze della Corte Ue. Zanoni: “Zaia,  Stival e Berlato preparino il portafogli”. Inspiegabile il carosello di posizione di TAR del Veneto e Consiglio di Stato</em></p>
<p>“Mentre TAR  del Veneto e Consiglio di Stato cambiano idea sulla caccia in deroga da un  giorno all&#8217;altro, la Commissione europea ha le idee chiarissime: l&#8217;Italia deve<br />
adeguarsi alle sentenze della Corte di Giustizia sul rispetto della Direttiva Uccelli altrimenti scattano le sanzioni”.<span id="more-2946"></span> Così Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV,  commenta la decisione di ieri del Consiglio di Stato di respingere la richiesta di sospensiva della LAC riaprendo la caccia in deroga in Veneto. “La Commissione europea il 24 novembre scorso ha inviato all&#8217;Italia una pesante diffida (messa in mora) con scadenza al 24 dicembre, intimando il rispetto delle sentenze della Corte Ue sulla caccia in deroga &#8211; ricorda Zanoni &#8211; Infatti la Corte di Giustizia con sentenza dell&#8217;11 novembre del 2010 ha dichiarato illegittima la legge veneta sulla caccia in deroga”. “Stival, Zaia e Berlato, che ultimamente non fanno altro litigare tra di loro, hanno poco da rallegrarsi – continua l&#8217;Eurodeputato &#8211; se all&#8217;interno dei tribunali veneti e romani le posizioni non sono concordi, l&#8217;Europa sulla caccia in deroga è lapalissiana: le deroghe del Veneto sono illegittime”. “Tuttavia sulla caccia in deroga ci sono troppi fatti inspiegabili e che fanno riflettere”, afferma Zanoni. Riepiloghiamo: Cominciamo dal TAR del Veneto. Il Presidente di questo Tribunale in data 5 ottobre 2011, con un decreto (n.810/2011), bloccava la caccia in deroga in Veneto e successivamente, i giudici della prima sezione dello stesso TAR, in data 19 ottobre 2011 con un&#8217;ordinanza (n.862/2011) prorogavano il blocco fino al 3 novembre<br />
2011. Il 3 novembre 2011 tre giudici della prima sezione dello stesso TAR con<br />
una nuova ordinanza (n.876/2011) ribaltando il primo verdetto riaprivano la<br />
caccia in deroga. “Come mai questo balzello di posizioni?”, si chiede Zanoni.<br />
Vediamo poi quello che è accaduto in Consiglio di Stato. Il Presidente in data 25/11/2011, con un decreto (.n.5180/2011), decideva di bloccare nuovamente in tutto il Veneto la caccia in deroga, anche in questo caso solo dopo appena 5 giorni, in<br />
data 29/11/2011, i giudici dello stesso tribunale, con un&#8217;ordinanza (n.5224/2011) riaprivano la caccia in deroga. “Questo dimostra due cose – conclude l&#8217;Eurodeputato &#8211; la prima che all&#8217;interno degli stessi tribunali ci sono delle fortissime disparità di giudizio sulla materia della caccia in deroga, la seconda che lo stato italiano è totalmente incapace di far rispettare la &#8220;Direttiva Uccelli&#8221; n. 2009/147/CE (ex 409/79/CEE)”. In merito all&#8217;ultima decisione del Consiglio di Stato, va sottolineato che i magistrati non hanno dato nessuna motivazione a sostegno delle cacce in deroga,<br />
inoltre non si tratta di un giudizio sul merito ma solo su una richiesta di sospensiva. I giudici del Consiglio di Stato non hanno avuto il coraggio di dire perché le cacce in deroga sarebbero legittime, dimostrando gravi dissensi interni come già accaduto nel TAR Veneto”, commenta il leader ambientalista. E in Europa? In seguito alle interrogazioni presentate da Zanoni sulla caccia in deroga in Veneto e Lombardia, la Commissione europea ha risposto che “deciderà prossimamente quali azioni intraprendere per garantire che la Repubblica italiana esegua le sentenze della Corte di Giustizia Ue”. Il 14 ottobre, in un incontro personale con un rappresentante del Commissario Potočnik, all&#8217;Eurodeputato è stato confermato che “Bruxelles sta seguendo da vicino il caso della caccia in deroga e che è decisa a portare il procedimento fino in fondo”. Il 24 novembre la Commissione europea ha fatto sapere di aver inviato “due lettere di costituzione di messa in mora” all&#8217;Italia  per la caccia in deroga e per chiederle di “conformarsi alle tre sentenze della Corte di Giustizia Ue relative ad una serie di inadempienze nel fornire un&#8217;adeguata protezione agli uccelli<br />
selvatici”. Insomma l&#8217;Ue ha le idee chiare – conclude Zanoni – Ripeto, l&#8217;Italia ha tempo fino al 24 dicembre, la vigilia di Natale, per adeguarsi alle sentenze della Corte di Giustizia Ue, poi sotto l&#8217;albero di Natale Zaia, Berlato e Stival troveranno le sanzioni previste da regolamento nella seconda sentenza di condanna ormai alle porte. Per questo invito i tre ex amici e tutta la Giunta Zaia a tenere pronto il portafogli, perché arrivate le sanzioni farò tutto il possibile affinché la Corte dei Conti faccia pagare a loro il conto e non ai cittadini veneti”.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo regalo di Berlusconi: tagli indiscriminati alle Regioni</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 11:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Le Marche avranno 20 milioni di euro rispetto ai 220 dell&#8217;anno scorso La Regione ha bisogno di ossigeno e il governo Berlusconi ci ha preso in giro facendoci altezzosamente l’elemosina e nascondendosi dietro una crisi che ha fin’ora fatto pagare solo ai ceti meno abbienti.   Da 220 milioni di euro dell’anno scorso a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/regioni/marche/lultimo-regalo-di-berlusconi-tagli-indiscriminati-alle-regioni-912906.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p> </p>
<div id="attachment_2907" class="wp-caption alignleft" style="width: 163px"><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/david4.jpg"><strong><img class="size-full wp-image-2907" title="david4" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/11/david4.jpg" alt="" width="153" height="230" /></strong></a><p class="wp-caption-text">On. David Favìa, coordinatore Idv Marche</p></div>
<p><strong>Le Marche avranno 20 milioni di euro rispetto ai 220 dell&#8217;anno scorso</strong></p>
<p>La Regione ha bisogno di ossigeno e il governo Berlusconi ci ha preso in giro facendoci altezzosamente l’elemosina e nascondendosi dietro una crisi che ha fin’ora fatto pagare solo ai ceti meno abbienti.<br />
<strong> <span id="more-2906"></span><br />
</strong>Da 220 milioni di euro dell’anno scorso a soli 20 milioni per quest’anno: questi sono i trasferimenti che ci arriveranno dopo i pesantissimi tagli del Governo Berlusconi e con questi soldi le Marche dovranno far quadrare i conti e approvare il bilancio 2012 che rischia di essere un bilancio con il quale, grazie a Berlusconi, sarà necessario sacrificare tantissimi settori a partire dai servizi essenziali per il cittadino.</p>
<p>L’inevitabile manovra che ci impone l’Europa esige rispetto e serietà, ma noi dell’Italia dei Valori non crediamo che, con questo presupposto, si possa far passare questo scempio da “macelleria sociale” targato Berlusconi come l’unica iniziativa economica e finanziaria seria da intraprendere in un momento di crisi. No, non sono questa le misure che auspicheremmo, ma ben altre che colpiscano gli sprechi e i grandi patrimoni , non certo la sanità pubblica, la scuola, la cultura, i servizi di assistenza e protezione al cittadino.</p>
<p>Confidiamo che ora che Berlusconi se ne è andato, i conti tornino a quadrare senza pesare solo sulle spalle di pochi e noi dell’Italia dei Valori saremo in prima linea su questa battaglia. Promuoveremo la ricerca dei Fondi Europei con progetti di qualità e faremo in modo che i sacrifici siano proporzionali alla capacità di sostenerli.</p>
<p>Il lavoro però deve partire dal nazionale perché la nostra Regione ha già fatto molto compensando con risorse proprie la situazione difficile che si è creata e sostenendo la produzione, la liquidità delle imprese e i lavoratori in difficoltà servizi essenziali per il cittadino.<br />
 </p>
<p>On. David Favìa, coordinatore IdV Marche</p>
<p>Paolo Eusebi, capogruppo IdV Consiglio regionale</p>
<p>Paola Giorgi, vicepresidente Assemblea legislativa delle Marche</p>
<p>Sandro Donati, assessore regionale</p>
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		<title>Il fondo del barile</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 10:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/attualita/il-fondo-del-barile-912791.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/10/20_01_2009_20_14_24_4974-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2792" title="20_01_2009_20_14_24_4974-1" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/10/20_01_2009_20_14_24_4974-1-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" /></a>Al fondo del barile che Berlusconi ed i suoi sodali hanno beceramente regalato al Paese non si arriva mai. Neppure col salvataggio dell’ex braccio destro di Tremonti, Marco Milanese per il quale era stata avanzata la richiesta di arresto alla Camera dalla Procura di Napoli che contesta a Milanese corruzione e favoreggiamento, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosidetta P4. Neanche col salvataggio (rigettando la mozione di sfiducia) del Ministro dell’Agricoltura Saverio Romano. inquisito dai PM di Palermo per concorso in associazione mafiosa e corruzione con l’aggravante del metodo mafioso. Ed ancora <strong>il fondo non si intravvede</strong>.<span id="more-2791"></span></p>
<p>La Chiesa fa sentire la sua voce. In particolare il cardinale  Angelo Bagnasco presidente della CEI  ha fra l’altro espresso nei giorni scorsi apprensione <em>“per le pesanti conseguenze sulla vita della gente e gli effetti interiori della crisi che, a tratti, sembra produrre un oscuramento della speranza collettiva”, per cui “circola l’immagine di un Paese disamorato, privo di slanci, quasi in attesa dell’ineluttabile”. L’amarezza per “il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità”. La preoccupazione per “comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà, ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune”. La necessità di “correggere abitudini e stili di vita”. Ma anche il rinnovato impegno della Chiesa, che “non intende sottrarsi alle attese e alle responsabilità che le competono”.</em></p>
<p>Come se non bastasse il Card.Bagnasco ha rincarato : <em>la questione morale, quando intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di un’esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serietà e del sacrificio, fondamentale per imparare a prendere responsabilmente la vita. Ecco perché si tratta non solo di fare in maniera diversa, ma di pensare diversamente: c’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate.”. </em>Non c’è che dire, Una bella tirata d’orecchie ineluttabile quanto forse un po’tardiva. Destinataria la classe politica, in primis ovviamente Berlusconi. Anche qui il premier e la sua maggioranza fanno spallucce ed <strong>il fondo del barile non si vede.</strong><em></em></p>
<p>La Marcegaglia e gli industriali denunciano l’inerzia del governo e si fanno il loro bel manifesto per rilanciare l’economia ed il Paese ma come sempre  il Governo ha altre cose da fare e quindi tutto resta lettera morta. <strong>Ma il fondo non si scorge</strong>. Della Valle tira fuori qualche soldino di  tasca e compra pagine intere di quotidiani.  &#8221;Politici ora basta&#8221; così titola un testo che non fa sconti a nessuno: <cite>&#8220;Lo spettacolo indecente e irresponsabile che molti di voi stanno dando non è più tollerabile da gran parte degli italiani e questo riguarda la buona parte degli appartenenti a tutti gli schieramenti politici&#8221;.</cite> I politici, secondo Della Valle, trascurano gli interessi del Paese e si occupano solo dei propri; ci stanno portando al disastro,  danneggiando la reputazione dell&#8217;Italia nel mondo. Anche in questo caso il centro destra si chiude a riccio mentre altri fanno melina e per cementare la…casta. Insomma ancora <strong>il fondo  del barile sembra lontano.</strong></p>
<p>Nel conto si potrebbe anche mettere quella suadente allocuzione  “l’Italia è un Paese di merda” sussurrato al telefono dal capo azzurro Berlusconi e poi il leggiadro richiamo al  nuovo partito che sempre il cavaliere potrebbe fondare: quel “forza gnocca” che ben si addice ad un uomo che non ha più nulla da dire nel al Paese  ne all’altra parte del cielo. Come se non bastasse si  potrebbero anche ricordare gli apprezzamenti sempre …eleganti espressi sul fondo schiena della Cancelliera Merkel e vi renderete conto che <strong>il fondo del barile si avvicina ma non si trova ancora</strong>.</p>
<p>L’economia affonda e la Grecia si avvicina ma il Governo è al braccio di ferro non commentabile per la nomina del governatore di Bankitalia.  Banca d’Italia. &#8220;Preferisco Grilli, se non altro perche&#8217; e&#8217; di Milano&#8221;. Cosi&#8217; il leader della<strong> Lega Umberto Bossi</strong> sponsorizza con Tremonti  l&#8217;attuale direttore generale del Tesoro,<strong>Vittorio Grilli</strong>  rispetto a Fabrizio Saccomanni preferito invece da Berlusconi e dallo stesso Mario Draghi. Ma essere di Milano significa essere padani e si sa la Lega alla Padania ci tiene. Addirittura vorrebbe imbarcarsi in un  referendum. Siamo davvero alla farsa ma non al fondo del barile. Neanche quando Standard &amp; Poor’s e poi Moody’s declassano il nostro Paese.</p>
<p>Non è un caso se lo stesso presidente della Repubblica pochi giorni fa ha sottolineato che servirebbe un &#8220;governo di tregua”. A Napolitano prudono le mani e prenderebbe volentieri a sculacciate qualcuno ma si è limitato a ricorrere nuovamente alla storia italiana del dopoguerra per mandare un segnale preciso alle forze politiche. Il capo dello Stato ha fatto l&#8217;esempio del Governo Pella, seguito all&#8217;era De Gasperi, per ribadire che anche in caso di crisi non è automatico il ritorno alle urne. D&#8217;altro canto, il presidente non potrebbe non esercitare le sue prerogative in caso di crisi: se il Governo non ce la fa, il Quirinale sonderà la posizione delle forze politiche tenendo a mente la soluzione migliore per il Paese. E il richiamo al Governo di Giuseppe Pella fa capire che il capo dello Stato non pensa che il voto sia la prima strada da tentare. <strong>E il fondo del barile è sempre più fondo</strong> in una Italia che piange le ragazze di Barletta travolte da un crollo annunciato e da quei 3 euro e novanta l’ora che le faceva sopravvivere in un Paese che vuole soltanto risalire per ritrovare se stesso, la sua dignità, le sue tante energie, i suoi giovani e la sua vera identità.</p>
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		<title>Poveri noi!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 14:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlando Vella</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/poveri-noi-912783.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/evasione-fiscale-2.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2784" title="evasione-fiscale-2" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/evasione-fiscale-2-300x267.gif" alt="" width="300" height="267" /></a>Centoventi miliardi di euro l’anno, tanto è stimata l’entità dell’evasione fiscale. Cinquanta miliardi di euro l’anno, è quanto costa al Paese la corruzione che s’annida nei gangli vitali della nostra pubblica amministrazione. <span id="more-2783"></span>Ma il governo promette manette ai grandi evasori ma si tratta di solo fumo e niente arrosto. Non c’è infatti la volontà di intervenire davvero con decisione. Eppure quanti sacrifici si potrebbero evitare a coloro che continuano a non arrivare alla … metà del mese. Soprattutto in un momento come questo dove appunto l’Istat certifica  che sono oltre 8 milioni gli italiani che vivono in condizione di povertà mentre più di un italiano su dieci ha raggiunto il livello di povertà assoluta in quanto non riesce a procacciarsi  neppure beni e servizi necessari ad avere standard minimi di vita. <strong>L’11% della popolazione vive infatti con una spesa mensile inferiore a 1.000 euro </strong>(a 992,46 euro per l’esattezza). L’istituto di ricerca inoltre riferisce che sono le famiglie con più componenti a soffrire maggiormente, tanto che quelle <strong>composte di 5 o più persone,</strong> rientrano all’interno del range della povertà tra il 24,9 e il 29,9%. A livello geografico, è il Sud ha incontrare le maggiori difficoltà.<strong> Nel Mezzogiorno l’incidenza della povertà relativa è cresciuta dal 36,7% del 2009 al 47,3% del 2010 tra le famiglie con tre o più figli minori. Lombardia e Emilia Romagna </strong>sono le Regioni che hanno le minori soglie di povertà, pari rispettivamente al 4 e 4,5%, ben lontane quindi dalla media nazionale. Sotto la soglia del 6%, troviamo Umbria, Piemonte, Veneto, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Trentino. Le soglie più elevate si trovano quindi al Sud, tra le regioni <strong>Basilicata (28,3%), Sicilia (27%), Calabria (26%). E’ a questa Italia che occorre dare risposte serie. E’ questa Italia povera che reclama giustizia e che vuol cambiare registro. Col voto, solamente con il voto.</strong></p>
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		<title>Il conto è servito</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 14:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/economia-lavoro/il-conto-e-servito-912778.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><strong><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/cliente-sorpreso.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2779" title="cliente-sorpreso" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/cliente-sorpreso-300x239.png" alt="" width="300" height="239" /></a>Sempre più tartassati, sempre più poveri</strong></p>
<p>La coesione nazionale contro gli attacchi speculativi. Il senso di responsabilità delle opposizioni per non fare la fine della Grecia e di  altri Paesi in difficoltà come l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna. <span id="more-2778"></span>Insomma per evitare la bancarotta s’è dovuto giocoforza fare in fretta. E così in pochissimi giorni la Finanziaria di luglio firmata Tremonti &#8211; Berlusconi, la  più becera e la più perniciosa degli ultimi decenni, quella socialmente più devastante, ha visto purtroppo la luce. Colpendo i ceti più deboli, salvaguardando i privilegi della casta, rimandando i tagli ai costi della politica. Insomma una vera e propria catastrofe sociale che peserà come un macigno sulle famiglie italiane maggiormente esposte alla crisi. Nonostante ciò la speculazione continua ad essere dietro l’angolo contando sulla assoluta inadeguatezza del governo  e chiaramente le misure adottate non sono bastate. E i mercati ci continuano a penalizzare puntando sul fallimento Italia.Non a caso il differenziale fra Btp e Bund fa l’altalena intorno a 400.</p>
<p>In effetti, dopo la Finanziaria,  non sono bastate le molteplici riscritture della ultima manovra di agosto per superare remore e perplessità. Con la Bce che pretende da tutti i partner il pareggio di bilancio e che quindi giustamente ci sta col fiato sul collo e con i tedeschi che non ce ne perdonano una, il governo non ha trovato di meglio che scaricare il peso del dissesto sui pensionati, sui lavoratori a reddito fisso, sui giovani, sui disoccupati e sui cassintegrati, sulle donne. Insomma nessuna riforma strutturale, nessuna patrimoniale, contributo di solidarietà per dipendenti pubblici e per chi guadagna sopra i 300 mila euro ma appena una carezza per chi guadagna una barca di soldi. E poi lo scandalo dell’articolo 8 che va scardinare le forme più elementari e codificate di tutela dei lavoratori. Per arrivare al punto d’Iva in più. Dal 20 al 21% significa andare a rovistare nelle già semivuote tasche degli italiani. “La manovra varata dal governo rischia di pesare sulle famiglie per 33 miliardi”. Parole e musica del presidente della Confesercenti Marco Venturi. «Gli interventi diretti e indiretti contenuti nella manovra graveranno sulle famiglie per 33 dei 54 miliardi complessivi. E se a questo scenario aggiungiamo il dramma di migliaia di chiusure di imprese il quadro è preoccupante», ha dichiarato Venturi parlando di una pressione fiscale effettiva al 54%. A conti fatti, l&#8217;<a href="http://www.lettera43.it/economia/macro/26063/dal-17-settembre-prezzi-piu-alti-ma-non-per-pane-latte-e-giornali_breve.htm">aumento dell&#8217;Iva</a>  si tradurrà in 140 euro di aumento medio annuo  per ciascuna famiglia secondo cui l&#8217;aumento di un punto dal 20 al 21% graverà per il 70% sulle famiglie. Ad una crescita zero (+0,1% il Pil nel 2012 secondo le stime del Ref), si aggiunge il dramma di migliaia di chiusure di imprese commerciali e del turismo: in soli 24 mesi sono scomparse 30 mila imprese in più rispetto ai tre anni che precedono la crisi. Per Confesercenti il saldo negativo tra aperture e chiusure nel triennio 2005-2007 prima della recessione è stato di 80 mila imprese mentre nel solo biennio di congiuntura 2008-2009, le aziende che hanno chiuso i battenti sono salite a quota 110 mila. Per le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, il conto per le famiglie dovrebbe essere molto più salato. Le associazioni sostengono infatti che in base alle previsioni dell&#8217;Agenzia delle Entrate, la ricaduta media a famiglia Istat di 2,5 componenti, sarà di 173 euro ma se non ci saranno atteggiamenti diversi da quelli diagnosticati, il rischio vero è quello di avere, attraverso fenomeni di moltiplicazione, di aumenti di uno 0,85 punti in più del tasso di inflazione che significa ulteriore perdita delle famiglie Istat (2,5 componenti) di ben 255 euro annui. Per una famiglia di tre componenti di 306 euro annui Per una famiglia di quattro persone di 408 euro annui.</p>
<p>Ed allora i tre no dell’Italia dei Valori: no a questa manovra; no a questo governo screditato, incapace e truffaldino; no al tentativo di salvaguardare le poltrone con i governi tecnici, mentre il Paese brucia. Certo è che il Governo è andato giù pesante sui redditi medio bassi mentre ha salvaguardato bellamente gli interessi ed i privilegi della casta. Soprattutto quelli della politica. Davvero, peggio di così al sistema Paese non può andare.</p>
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		<title>Time out</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 14:02:01 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/attualita/time-out-912774.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/31bd2947fd6fe9eab2602785cb1bb5e2_medium.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2775" title="31bd2947fd6fe9eab2602785cb1bb5e2_medium" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/09/31bd2947fd6fe9eab2602785cb1bb5e2_medium-300x288.jpg" alt="" width="300" height="288" /></a>Time out. Il tempo è finito e prima o poi il tappo deve saltare. Per carità ogni riferimento all’altezza di Berlusconi  è del tutto casuale. Al cavalier-tappo che sta bloccando la nostra democrazia si chiede di “saltare” liberando così il Paese da un fardello diventato insopportabile, consentendo che finalmente si possano sprigionare quelle bollicine/ energie positive tenute sotto scacco e sotto ricatto da una maggioranza parlamentare che nel Paese non ha più un oggettivo riscontro. Da qui la volontà del centro destra  di non andare a elezioni e di tenere quindi bloccati la nostra democrazia e i nostri destini.<span id="more-2774"></span></p>
<p>Impresentabili a livello internazionale, senza più alcuna credibilità e con una economia che chiede giustamente quegli interventi strutturali che il centro destra neppure i sogna di attuare, questo tappo istituzionale non trova di meglio che trasportare le sue escort sull’ aereo presidenziale  a nostre spese e millantare prestazioni sessuali da guinness dei primati. Povero tappo, povero cavaliere così disperatamente aggrappato alla sua distorta pulsione erotica, alla sua  vacuità ed alla sua vanità ma soprattutto poveri noi costretti a subire gesti e situazioni davvero fuori da ogni più fervida immaginazione. In proposito, chiarissimo Felice Belisario, capogruppo IdV al Senato: <em>“Il Presidente del Consiglio, come ebbe a dire la sua ex moglie, è un uomo malato: dovrebbe essere allontanato da Palazzo Chigi e spedito in qualche struttura di cura. Non può certo occuparsi del Paese, come lui stesso ammette governa a tempo perso lasciando che tutto vada a rotoli. Stiamo attraversando una gravissima crisi economica e politica ma Berlusconi ha deciso di non mollare, per questo serve un’opposizione unitaria, dentro e fuori il Parlamento, che coinvolga i cittadini e le forze sociali, a partire dalla Chiesa cattolica. Ora anche chi ha avuto dei vantaggi ad assecondarlo rischia solo di andare a fondo con lui. Non possiamo permetterci un premier indegno del proprio ruolo, che mette le cosa pubblica a disposizione della corte di escort e ricattatori da cui si lascia abbindolare: l’Italia non è un Sultanato</em></p>
<p>Che il tappo salti, che l’ottusità di questo governo da operetta che opprime le famiglie, che ignora i giovani e che rischia di spegnere il futuro del Paese, venga dissipata. Si torni a votare, si lasci decidere ai cittadini se è possibile tollerare oltre quelle escort e quei ladrocini di Stato, perverso frutto di insopportabili ed insostenibili intrecci tra politica – meretricio &#8211; imprese pubbliche (da Finmeccanica a ….),  che il cavalier-tappo ed il suo centro destra ci vorrebbero lasciare quale assurda e pesante eredità.</p>
<p><em>“Occorrerebbe subito una nuova legge elettorale oppure andare al voto assieme al Pd e Sel”.</em> Questa è la linea di Antonio Di Pietro (Idv) che sottolinea: &#8220;<em>in un momento di estrema tensione e di tenuta democratica in pericolo, noi riteniamo che bisogna pensare all&#8217;oggi e al domani. Adesso, possibilmente cambiando la legge elettorale. se non lo si puo&#8217; fare &#8211; rimarca &#8211; si vada al voto con quell&#8217;attuale con la più larga coalizione possibile di difesa costituzionale. In prospettiva riteniamo che ognuno debba stare a casa sua con il programma che condivide. Per questo l&#8217;Idv insieme a Pd e Sel hanno fatto un patto di collaborazione politica, non solo elettorale per offrire un&#8217;alternativa al Governo nazionale”</em>.</p>
<p> Aggiungiamo: l’Italia non il lupanare del centro destra ma è e resta un Paese di belle e brave persone che devono essere lasciate libere di esprimersi. Facendole votare.</p>
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		<title>Siamo uomini o caporali?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 09:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/attualita/siamo-uomini-o-caporali-912757.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/dipietro_bersani_vendola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2759" title="dipietro_bersani_vendola" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/dipietro_bersani_vendola-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Di Pietro sfida Pd e Sel</p>
<p>Dinanzi al lento, lentissimo disgregarsi del sistema berlusconiano la domanda sorge spontanea. In effetti, nonostante le mazzate delle amministrative e dei referendum il cavaliere ed i suoi palafrenieri gongolano perché in Parlamento la pattuglia degli irresponsabili sembra tenere ma anche e soprattutto perché sul fronte opposizione sembra non muoversi foglia.<span id="more-2757"></span> Tanto che Antonio Di Pietro, giustamente, ha richiamato con veemenza il Pd a fare la sua parte quale principale partito d’opposizione. Ma  Bersani è ancora tutto preso dallo  smacchiar giaguari che non batte né ciglio né colpo. Da parte sua Vendola continua narcisisticamente a specchiarsi nella sua forbita affabulazione. Insomma, il Paese affonda e nessuno che si faccia carico di avviare un serrato confronto sui programmi per poi, solo poi,  parlare di leadership.</p>
<p>Ed allora l’atteggiamento serio e responsabile assunto da Di Pietro non solo si comprende appieno ma lo si deve ritenere salutare per la democrazia italiana. Chi mai se non Di Pietro avrebbe infatti avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di sfidare in campo aperto due totem come Bersani e Vendola denunciando le debolezze del centro sinistra. Chi mai se non Di Pietro si sarebbe assunto l’onere di diventare bersaglio di critiche, frizzi e lazzi. Per il fatto che Berlusconi gli si è seduto accanto durante una seduta della camera; per il fatto che abbia avuto l’ardire di criticare Bersani; per voler guardare al dopo Berlusconi e quindi ovviamente prefigurando un riposizionamento dell’Italia dei Valori all’interno dello schieramento che si contrappone a Pdl e Lega magari intercettando flussi di elettori moderati ed illuminati. Cosa affatto disdicevole.</p>
<p>Insomma ci sono dei momenti, e questo lo è, in cui per il bene del Paese bisogna prendersi per intero le proprie responsabilità e magari guardare meno agli interessi di bottega. Non a caso il grande Totò soleva dire: siamo uomini o caporali? Il principe De Curtis spiegava: “<em>questa frase, nata durante la mia prima giovinezza, mi è sempre servita come sistema metrico decimale per misurare la statura morale degli uomini e mi è servita per classificare l&#8217;umanità in due grandi categorie”.<strong></strong></em></p>
<p>Di Pietro ha dunque il grande merito di cercare di stanare i riottosi. Quelli che ogni volta che parla D’Alema (lo stratega della Bicamerale e di altre facezie simili) perdono voti. Quelli che ogni volta che parla il rottamatore di Firenze ne perdono altri. Quelli che si beano d’essere il primo partito d’Italia nei sondaggi. Quelli che magari strizzano l’occhio a messer Casini. Ma anche quelli che lavorano a testa bassa nelle fabbriche delle idee di Nichi. Ci fosse qualcuno che si prendesse la briga di mettersi attorno ad un tavolo per ragionare!! Di Pietro che di sicuro caporale non è ( per carità, massimo rispetto per la genia dei caporali)  non sta puntando la prua verso lidi pericolosi, sta solamente lavorando perché la fragile imbarcazione Italia non faccia naufragio ma trovi invece un approdo sicuro. Questo vogliono i disoccupati, i cassintegrati, i precari, i ricercatori che scappano all’estero, le famiglie in difficoltà, gli anziani soli, quelli al minimo di pensione. Per l’Italia dei Valori è questo che vuole il Paese e non c’è ragion di partito che possa giustificare quel pernicioso attendismo che purtroppo abita in alcuni palazzi della politica.</p>
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		<title>Carceri in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 15:28:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(La protesta di M.Pannella)   Poco rilievo era stato dato finora  allo sciopero della fame e della sete di M. Pannella  contro le disumane condizioni  di vita imposte a tanti detenuti, finché il Presidente Napolitano con la sua lettera ha dato finalmente rilievo al suo coraggio, ricordando anche tutte le battaglie in difesa dei  diritti umani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/interni/carceri-in-italia-912719.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/marco_pannella11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2721" title="ITALY PANNELLA SEGGI VACANTI" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/marco_pannella11-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>(La protesta di M.Pannella)  <br />
Poco rilievo era stato dato finora  allo sciopero della fame e della sete di M. Pannella  contro le disumane condizioni  di vita imposte a tanti detenuti, finché il Presidente Napolitano con la sua lettera ha dato finalmente rilievo al suo coraggio, ricordando anche tutte le battaglie in difesa dei  diritti umani e civili.<span id="more-2719"></span><br />
 Il carcere, in effetti, è in genere  visto più come una forma di punizione che come un mezzo di rieducazione e di reinserimento nella società civile. E’ vero che molti crimini sono talmente efferati che talvolta risulta molto difficile provare pietà per chi li compie, poiché la pietà va giustamente riversata sulle vittime. Nessuno di noi tuttavia pensa mai ai negativi condizionamenti  dell’ambiente, agli influssi di una società violenta che crea  “mostri”. Nessuno nasce delinquente, ma lo può diventare se fin dalla nascita sperimenta ignoranza, miseria, violenza,odio, o altre esperienze negative che lasciano un’indelebile  traccia .                                                                                                                                                                                                       </p>
<p>Il bel film di Darabont, “Le ali della libertà” ci mostrò come in un cupo ed infernale carcere, Andy,uomo intelligente e coraggioso, direttore di banca condannato ingiustamente per omicidio, riesca a portare luce e dignità con la magia della cultura, della musica, dell’arte, con la lettura di bei libri, l’interesse per un lavoro impegnativo, con l’aiuto reciproco, l’amicizia e la solidarietà. Tante giovani vite potrebbero essere recuperate  ed allontanate dal crimine mediante la bellezza dell’arte, della cultura o, almeno, con la possibilità di un lavoro onesto.</p>
<p>I radicali spesso hanno evidenziato tutte le carenze e i problemi delle prigioni italiane: celle piccole in cui i detenuti sono stipati come sardine, norme igieniche poco rispettate, violazione dei diritti umani, crescente numero di suicidi.  Ricordo ancora le parole di un sacerdote presente ad una conferenza di radio radicale (ottobre 2003 &#8211; Istituto Goethe di Napoli), don Bruno Oliviero, cappellano della Casa circondariale di Poggioreale,  il quale con grande bontà e umanità raccontò episodi legati alle sue personali esperienze.<br />
Non  dobbiamo dimenticare, inoltre, che non tutti sono criminali incalliti, ma che ci sono molti che commettono reati  non gravi, solo per superficialità o ignoranza, oppure in un momento di estrema disperazione, magari per sopravvivere. E poi tutti sappiamo purtroppo che spesso  la giustizia non è davvero “uguale per tutti”.  Quindi non facciamo diventare le carceri un inferno con i famosi versi danteschi  incisi sulla porta “lasciate ogni speranza, oh voi ch’entrate”.</p>
<p>Se riusciremo a risvegliare quella parte “umana” che non è morta, ma spesso “dorme” anche nell’ anima dei peggiori  criminali, faremo senz’altro il bene di tutta la società. Soprattutto forse si dovrebbe puntare sulla prevenzione attraverso un’educazione alla legalità e un’istruzione pubblica più efficiente, capace di offrire inserimento nel mondo del lavoro.</p>
<p>Certamente tutto ciò sarà comunque molto difficile da realizzare se violenza e corruzione continueranno a far parte del tessuto stesso delle nostre società, in cui proprio l’aggressività è sinonimo di successo e potere.</p>
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		<title>Nonostante ciacole e faccendieri, soffia il vento del cambiamento</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 16:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Web</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.orizzontinuovi.org/attualita/nonostante-ciacole-e-faccendieri-soffia-il-vento-del-cambiamento-912714.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=0&amp;width=600&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:600px; height:27px"></iframe><p><a href="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/pagine-al-vento.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2715" title="pagine al vento" src="http://www.orizzontinuovi.org/wp-content/uploads/2011/06/pagine-al-vento.jpg" alt="" width="292" height="282" /></a>Siamo davvero messi bene. Tra le ciacole leghiste di Pontida, gli insulti vergognosi del ministro Brunetta contro lo splendido e stoico popolo dei precari e le evoluzioni del faccendiere piduista Bisignani ora cresciuto con gli anni a piquattrista, il Paese mette a nudo le tante debolezze di una classe politica/dirigente tanto cinica quanto senza remore e senza valori.<span id="more-2714"></span> In effetti, dietro Bisignani c’è un po’ di tutto. Il potente Letta, i servizi, le nomine più prestigiose, ministri e ministre, amministratori delegati delle più grandi aziende pubbliche, Montezemolo che intercedeva per le produzioni Tv della Fenech, giornali di carta e non. Perfino l’ex dg della Rai Masi si era fatto scrivere da Bisignani la lettera che avrebbe dovuto sancire il licenziamento di Santoro. Tutto ciò ben prima di essere  nominato amministratore delegato della Consap), la società a controllo statale dei servizi assicurativi pubblici (con un emolumento annuo che ammonterebbe a 756 mila euro lordi). Tornando a Bisignani e alla P4, è evidente che  i risvolti penali son tutti da valutare  ed è quello che faranno i giudici quando avranno chiaramente definito se, quanti e quali reati vi siano. Di sicuro c’è che, con questa danza di faccendieri di regime appunto, di questa nuova cricca che fa il paio con quella di Anemone e soci, si ha la netta sensazione d’essere arrivati al capolinea. E molti corruttori e corrotti, dovranno scendere. In maniera più o meno soft ma comunque dovranno scendere. Il Paese dei giovani senza lavoro, dei ricercatori che scappano all’estero, dei precari a vita, dei pensionati al minimo, dei cassintegrati, dei disoccupati, delle famiglie in difficoltà non può permettersi il lusso di mantenerli impunemente. E questo a prescindere dai Ministeri o dai loro uffici di rappresentanza “operativi”che danzano fra Roma e Monza oppure dai finti proclami della Lega o dalle finte riappacificazioni con il Pdl. E questo al di là della maggioranza raccogliticcia che  in Parlamento non vuol perdere poltrone e privilegi.</p>
<p>Anche perchè alle ciacole dei leghisti, ai traffici dei faccendieri di regime, ai soldi pubblici dispensati a piene mani agli amici degli amici fa da contraltare il 79% dei nostri pensionati che percepisce meno di mille euro mensili lordi e di questi il 50,8% non arriva ai 500 euro mese. Ecco, è ora di dire basta. Non sono stati sufficienti le amministrative e i referendum. Beh allora è indispensabile che finalmente l’opposizione &#8211; come sostiene giustamente da tanto, forse troppo tempo Antonio Di Pietro – si organizzi per vincere, per governare. Concertando programmi e leadership. Altrimenti il cavaliere avrà buon gioco quando sostiene che se il governo cadrà sarà una sciagura per il Paese e quando ribadisce che la crisi oggi sarebbe una follia. Follia è invece tenere in piedi questa maggioranza di ciacole e di “irresponsabili” che non vogliono far saltare la legislatura altrimenti molti di loro il Parlamento lo vedrebbero con il cannocchiale. Sciagura è aspettare che il processo di decomposizione di Berlusconi e del berlusconismo vada ancora avanti senza costruire l’alternativa. Ma il vento del cambiamento che alita grazie soprattutto ai giovani aiuterà. Certo che aiuterà.</p>
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