Il 3 maggio in memoria dei giornalisti vittime della mafia e del terrorismo

di Luigi Paonessa | 28 aprile 2010, 22:42 | Attualità

Si svolgerà a Milano il prossimo 3 maggio la Giornata della Memoria dei cronisti uccisi da mafie e terrorismo voluta dall’Unione Nazionale Cronisti Italiani in concomitanza con la Giornata della Libertà dell’Informazione decretata dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 1993 e organizzata dall’Unesco. La giornata, giunta alla terza edizione e organizzata in collaborazione con Federazione Nazionale della Stampa e Ordine dei Giornalisti, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica si svolgerà presso la sede della Regione Lombardia. Il luogo prescelto ricopre quest’anno un significato particolare soprattutto per il giornalismo milanese che proprio il prossimo 28 maggio ricorderà il trentesimo anniversario dell’assassinio di Walter Tobagi, il giornalista del Corriere della Sera e dirigente sindacale assassinato sotto casa da un commando delle brigate rosse. L ’Unci e il Gruppo Cronisti Lombardi,  vogliono che quella di Milano sia anche l’occasione per una riflessione sulla situazione di tutti quei colleghi che, lavorando in zone ad alta densità mafiosa sono quotidianamente sotto la minaccia della criminalità organizzata. E’ in questa prospettiva che saranno presenti a Milano anche Rosaria Capacchione e Lirio Abbate, a testimoniare quanto sia ancora difficile e pericoloso per la propria incolumità personale esercitare nel nostro Paese il diritto-dovere di cronaca. Per l’Unci la manifestazione sarà il segno tangibile che il ricordo di quanti si sono sacrificati non sbiadisce con il passare degli anni e che tutti gli organismi della categoria sono impegnati nel mantenere aperti i canali attraverso i quali la libertà di stampa fornisce ai cittadini in modo corretto, completo e tempestivo le informazioni indispensabili perché conoscano quanto avviene nel Paese. Per far questo saranno ricordati i colleghi “caduti” in questi anni per mano delle mafie e del terrorismo, uccisi in situazioni e in città diverse. Operatori dell’informazione, fotoreporter, cineoperatori e giornalisti come Giuseppe Alfano, Carlo Casalegno, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato e Walter Tobagi. Altri uccisi all’estero o in Italia in circostanze diverse e ancora poco chiare come Ilaria Alpi, Enzo Baldoni, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Almerigo Grilz, Gabriel Gruener, Marco Luchetta, Enzio Malatesta, Carlo Merli, Carmine Pecorelli, Guido Puletti, Antonio Russo, Graziella De Paolo e Italo Toni scomparsi in Libano. Tra le vittime ci sono anche gli operatori e reporter Dario D’Angelo, Miran Hrovatin, Alessandro Ota e Marcello Palmisano ma anche Maurizio Di Leo, tipografo del Messaggero ucciso “per errore” dai Nar e numerosi  giornalisti “gambizzati” negli anni bui del terrorismo e dell’eversione rossa e nera come Vittorio Bruno, Nino Ferrero, Antonio Garzotto, Indro Montanelli, Guido Passalacqua, Franco Piccinelli ed Emilio Rossi.