Strategia della tensione e stragi di stato
Finalmente qualcosa si muove. Dopo 17 anni dalla strage di via D’Amelio iniziano ad affiorare pezzi di verità. Il mosaico della strage si va delineando con maggiore chiarezza. Le indagini sugli attentati di via D’Amelio, di Capaci e dell’Addaura sono state ufficialmente riaperte. Si parla chiaramente di mandanti esterni all’organizzazione Cosa Nostra. L’ipotesi che pezzi importanti dello Stato abbiano collaborato con il diavolo nella preparazione e nell’esecuzione degli attentati si rafforza di ora in ora. Massimo Ciancimino, figlio di Don Vito, parla dei rapporti tra il padre ed esponenti dei servizi segreti. Si dichiara pronto a comprovare le sue dichiarazioni consegnando importanti documenti ai magistrati titolari delle inchieste. Dai cassetti della procura di Palermo si materializzano elementi di indagine sepolti da quattro anni di polvere. Emerge l’inquietante presenza di uno 007, sfregiato in viso, in quasi tutti gli scenari delle ultime bombe. I rapporti tra mafia e politica si svelano nella loro agghiacciante essenza. Riecheggiano drammatiche parole: strategia della tensione e stragi di Stato. Salvatore Borsellino, senza mai arrendersi, con coraggio ed energia crescente ha mantenuto alta l’attenzione sulle stragi. Non si è piegato dinanzi ai depistaggi ed alle arroganze del potere. In occasione dell’anniversario della strage, il 18 e 19 luglio prossimi, ha convocato una manifestazione in via D’amelio, per chiedere vera giustizia. Affinchè venga squarciato il velo di omertà e mistero. Tutti i manifestanti avranno una agenda rossa in mano e pacificamente sbarreranno la strada a quei politici che con le loro ambiguità non meritano di avvicinarsi a quei luoghi. Nel nome della giustizia e della verità.


Orizzonti Nuovi su Facebook
Orizzonti Nuovi su Twitter
I nostri video su YouTube
Le nostre foto su Flickr