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Giù le mani dai bambini!

di Giovanna D’arbitrio | 26 gennaio 2010, 08:57 | Approfondimenti

Il recente apocalittico terremoto ad Haiti ha ancora una volta riproposto scene sconvolgenti di dolore e disperazione. Le immagini più toccanti sono sempre quelle dei bambini, così indifesi, inermi e innocenti che non si riesce a comprendere per qual motivo debbano soffrire tanto, come scrive anche Albert Camus nel suo famoso romanzo “La Peste”.

Nel libro la peste è il simbolo del Male che sconvolge all’improvviso la vita quotidiana degli esseri umani, ritornando ciclicamente qua e là con guerre e flagelli di vario genere. Come gli abitanti di Orano, descritti nel romanzo, anche quelli di Haiti e di tanti altri paesi colpiti da disgrazie, hanno reazioni diverse. Ci sono quelli che fuggono, quelli che si avviliscono, quelli che lottano,  quelli che purtroppo ne approfittano.
Così la notizia che ha suscitato grande angoscia in molti di noi, è stata quella della scomparsa di 15 bambini dagli ospedali di Port-au-Prince (e speriamo che non siano di più.) Come si può approfittare perfino dei bambini in simili frangenti?

Ebbene, a quanto pare, si può secondo i dati Unicef. Adozioni illegali (nei casi più fortunati!), lavoro minorile, sfruttamento sessuale, traffico d’organi e quant’altro fanno registrare percentuali spaventose. Oltre 150 milioni di bambini sono impiegati in lavori estenuanti e faticosi, circa 250mila sono usati in guerra come combattenti, messaggeri, spie e facchini, su 20mila persone che muoiono ogni anno per mine e residui bellici almeno il 20% è rappresentato da bambini, dati forse imprecisi che diventano ancora meno attendibili laddove l’illegalità è più grave e quindi maschera le vere percentuali, come forse si verifica per sfruttamento sessuale e traffico d’organi.  E quanti sono quelli che muoiono per fame e malattie?!

Come donna ed insegnante abituata ad amare e ad osservare ciò che provano i bambini attraverso gesti e comportamenti, resto sempre colpita dall’espressione del volto e dallo sguardo. Occhi pieni di sgomento quelli dei bimbi di Haiti!

Camus nel suo libro arriva alla conclusione che indifferenza, panico, burocrazia ed egoismo sono i veri alleati della peste, del Male, ma perfino un autore pessimista e amaro come lui non può fare a meno di sperare e di constatare che fede religiosa, senso del dovere e solidarietà sono i mezzi migliori per reagire contro i disastri. E così scrive: -  Quello che s’impara in mezzo ai flagelli, è che ci sono negli uomini più qualità da ammirare che da disprezzare -.

Giù le mani dai bambini allora!

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