Ferragosto in carcere
Alle ore 17 circa del 14 agosto 2010, si aprono i cancelli del Carcere mandamentale di Brindisi, anche quest’anno il senatore Caforio non ha voluto mancare a questo dovere di parlamentare della Repubblica, quest’anno insieme al senatore dell’Idv c’era anche il collega Salvatore Tomaselli del Pd, con loro l’avv. Sergio Tatarano dei Radicali e la sottoscritta.
Ad accoglierci al corpo di guardia un agente di polizia penitenziaria che dopo la consegna dei documenti ci introduce nell’ufficio della dirigente del carcere la dott.ssa Sonia Fiorentino; immediatamente, dopo esserci accomodati la direttrice entra in argomento, è il secondo anno che in occasione di questa iniziativa è costretta a rientrare dalle ferie, “ma non è un sacrifico – ci dice tranquilla – per aiutare questa gente sono disposta a qualsiasi sacrifico”, per ricevere i parlamentari e il rappresentante del Partito Radicale, artefice dell’iniziativa che com’è noto è stata fatta su tutto il territorio nazionale, grazie alla partecipazione di ben oltre 200 parlamentari appartenenti a tutto l’arco parlamentare.
La dott.ssa Fiorentino quindi pazientemente ci snocciola i dati della locale casa circondariale, sono gli stessi snocciolati a Pannella che ha anticipato l’iniziativa facendo visita allo stesso carcere una decina di giorni prima.
Nella Casa Circondariale di Brindisi, dove ci sono detenuti che devono scontare pene per un massimo di 5 anni, quindi i cosiddetti reati medi, come quelli contro il patrimonio, spaccio, furti, rapine, stalking, risse con omicidi, etc.., al 14 agosto 2010 i detenuti sono 176, sono tutti allocati nella maggior parte nella zona del carcere ristrutturato che va ricordato è una struttura che risale al 1930. È stata aperta anche l’infermeria ma manca quasi totalmente di attrezzature strumentali alle quali dovrebbe provvedere la ASL di BR.
Su questo i due senatori Caforio e Tomaselli si sono dati immediatamente disponibili a contribuire, affinché questa procedura sia presto attivata e completata; infatti, intorno al 20 di agosto si recheranno presso l’ASL di Brindisi dal suo direttore generale, il dott. Rollo, al quale verrà fatta esplicita sollecitazione in merito.
Intanto l’infermeria del carcere brindisino è dotata di una guardia medica h 24, sono a disposizione operatori del CIM una volta a settimana per 4 ore, con un totale di 20 ore, troppo poche ci dice la dirigente, in carcere le patologie di ordine psichico sono amplificati per ovvi motivi, dalla mancanza di libertà, di spazio vitale, vivono rinchiusi in 4 metri quadrati in tre o in 4 persone, la maggior parte di loro sono giovani “hanno tante energie compresse – ci dice mortificato don Giovanni Fabiano cappellano del Carcere – sono giovani non si possono tenere chiusi in così poco spazio, hanno bisogno di muoversi, occuparsi di qualcosa, lavorare. Io più di mettere a disposizione la cappella dove facciamo riunioni, ovviamente la Messa e il venerdì il cineforum e pensate anche laboratorio teatrale non posso fare!”. Gli fa eco la dirigente Fiorentino. “È vero io mi sto battendo per avviare laboratori, corsi di formazione professionale, possibilità di studiare e quindi conseguire i diplomi. Ma dove li faccio - ci dice costernata – se ho solo delle piccolissime sale dove non è possibile far stazionare più di 5 persone, dove allestisco i laboratori? c’è bisogno di spazi più ampi! C’è una parte del carcere che è abbandonata al degrado, dove un tempo c’era la tipografia ed altri laboratori. Questa parte fatiscente potrebbe essere ristrutturata e quindi utile per spazi ad uso di attività sociali ed anche lavorative. Ho avuto la proposta di una commessa di lavori, questa impresa forniva tutto per far lavorare i detenuti, ho dovuto rifiutare perché non avevo spazi dove poter allocare questa utile ed remunerativa iniziativa che oltre a tenere impegnate queste persone dava loro possibilità di guadagnare qualcosa”
Ritornando poi alla situazione sanitaria è stata evidenziata la presenza di molti tossici reclusi, c’è stato un aumento considerevole, l’anno scorso erano 40, quest’anno il numero è raddoppiato sono 80, questo comporta un grande impegno da parte degli operatori carcerari e della stessa infermeria, infatti queste persone soffrono di molte patologie, hanno un apparato orale in grande sofferenza e quindi necessitano di cure dentali e questo comporta un grosso impegno, in quanto non essendoci una postazione dentistica questa gente, bisognevole di cure và portata fuori, ciò comporta spreco di tempo e di risorse, quindi sarebbe necessario attrezzare un gabinetto dentistico all’interno dell’infermeria che ha spazi enormi ed idonei.
Tutto sommato la situazione del carcere brindisino si può annoverare tra le migliori, pur avendo problemi di affollamento, si può definire lo stato di vivibilità buono e quindi l’accenno da parte dei due senatori Caforio e Tomaselli non poteva non cadere sull’ultimo suicidio nelle carceri, avvenuto proprio a Brindisi.
“Il suicidio di questa persona nelle nostre carceri ci ha molto provati – ci dice la direttrice – ma noi abbiamo la coscienza a posto perché erano state prese tutte le precauzioni del caso, purtroppo la burocrazia è molto lenta e a quest’uomo il non poter vedere più i suoi figli lo ha toccato moltissimo, lo ha distrutto psicologicamente e noi abbiamo capito che poteva farsi del male ed abbiamo bonificato la sua cella di tutto ciò che poteva essere pericoloso per lui, purtroppo non abbiamo previsto che la maglietta poteva divenire strumento di autolesionismo e nonché di morte. Purtroppo l’autolesionismo nei reclusi di nazionalità tunisina è frequente, in quanto ritengono di dover attirare l’azione così e anche perché hanno bisogno di esternare il loro disagio la loro sofferenza. Il suicida era guardato a vista h24 ma purtroppo è riuscito a gabbarci.”
“La visita ferragostana alle carceri – ha sottolineato Caforio – per me quest’anno è stata di grande interesse, primo perché ho potuto stringere le mani a questa gente e parlare con loro, ascoltare le loro richieste. Mi hanno molto colpito i loro sguardi provati dalla sofferenza che dà la restrizione della libertà e il loro di rispondere alla mia domanda: – Come va, avete delle richieste, delle lagnanze? – E loro: – Tutto bene senatore, ma vorremmo più spazio, più possibilità di socializzare, per il resto tutto bene!-“
“Poi abbiamo visto con grande soddisfazione – prosegue il senatore Caforio – che l’ala ristrutturata è stata messa su bene e ben tenuta, va riconosciuto che questo Carcere è ben gestito, un plauso va alla dirigenza, agli agenti di polizia e a tutti gli operatori che si danno molto da fare per alleviare le sofferenze di questa gente che se pur in debito con la giustizia deve essere tutelata attraverso il recupero e la riabilitazione sociale che passa attraverso il lavoro degli stessi operatori che devono avere i mezzi per operare e le strutture idonee. Ritengo – aggiunge Caforio – che subito dopo il periodo feriale sia io che lo stesso collega Tomaselli dobbiamo attivarci affinché siano attrezzati gli spazi di socializzazione, quelle aree adibite per la passeggiata con calcio balilla e ping pong, attrezzature utili a dar loro la possibilità di fare un po’ di attività fisica, i tanti giovani non possono essere relegati per 24 ore in 4 metri quadri. A tal proposito mi farò promotore di iniziative presso ditte che magari sotto forma di sponsorizzazioni forniscano attrezzature utili a questo. Inoltre mi farò portavoce, insistente presso l’Asl Br affinché l’infermeria sia dotata di strumentazioni, come un gabinetto dentistico. Infine per quelle aree dismesse e in stato di abbandono, sarebbe utile che addetti ai lavori facessero un sopralluogo tecnico onde potere avere la quantificazione dell’impegno di spesa per riattivare questa struttura e magari lanciare campagne di sponsorizzazione verso aziende che in cambio di pubblicità si impegnino a contribuire ai lavori di ristrutturazione. Tutto questo finalizzato alla vera riabilitazione di questa gente che non deve uscire dal carcere peggio di come è entrata. Tutto questo va a beneficio non solo degli stessi ma anche dell’intera collettività che non si troverà di fronte gente incattivita dalla reclusione, ma riabilitata socialmente grazie all’intervento della collettività tutta che si deve far carico anche di queste emergenze dando il proprio apporto anche attraverso l’iniziativa filantropica.”


Orizzonti Nuovi su Facebook
Orizzonti Nuovi su Twitter
I nostri video su YouTube
Le nostre foto su Flickr